Recensione Virtua Tennis 2009

Federer contro Nadal sui campi di Virtua Tennis.

Virtua Tennis 2009
Recensione: PlayStation 3
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Xbox 360
  • Wii
  • PS3
  • Pc
  • Una lunga carriera

    Sono trascorsi ben 10 lunghi anni da quando Sega-AM3 distribuì nelle sale giochi di tutto il mondo la prima versione di uno dei brand sportivi più amati e seguiti nella storia videoludica in tre dimensioni, ovvero il mitico ed originale Virtua Tennis, titolo arcade apprezzato da critica e pubblico per la straordinaria giocabilità e che divenne ben presto una vera e propria Killer application per il mai dimenticato Dreamcast (l’ultima console targata Sega), la prima ad ospitare una versione casalinga della serie.
    Appartenente al filone “Virtua” (un disomogeneo gruppo di prodotti poligonali sviluppati dalla casa nipponica, tra i quali ricordiamo anche Virtua Fighter e Virtua Racing), questa “simulazione” digitale del tennis si impose sul mercato per le eccezionali doti tecniche oltre che per il già citato gameplay, sfoggiando una grafica superba - per l’epoca - suffragata da animazioni all’avanguardia frutto di intense sessioni di motion capture.
    Il notevole successo commerciale, come da tradizione, diede i natali ad un primo seguito dotato di fascino e carisma ancora maggiori, mentre Virtua Tennis 3 (vuoi anche per la concorrenza sempre più agguerrita di Top Spin di Pam, una simulazione più fedele e realistica di questo sport), venne accolto con qualche riserva in più da parte di stampa e pubblico, pur essendo il primo della serie ad approdare nella nuova generazione di console, con supporto online (solo su Xbox 360) ed alta definizione.
    Ciò che differenzia questa serie dalle altre con carriera decennale alle spalle (spesso anche più beve) è la continuità d’intenti, l’anima del prodotto praticamente immutata col passare di anni e versioni, dove solo gli accorgimenti tecnici al passo coi tempi e leggerissime limature nel gameplay (laddove necessarie) hanno contribuito all’evoluzione dell’opera.
    Virtua tennis 2009, a soli due anni dalla pubblicazione del terzo capitolo della serie, non smentisce le premesse e resta fedele alla filosofia di produttori e sviluppatori (ancora una volta i ragazzi di Sumo digital), che pur presentando alcune interessanti novità lasciano che l’effetto dejà vu permei l’intera produzione: scopriamo insieme caratteristiche e dettagli dell’ultima fatica targata Sega.

    Giro del mondo

    Il cuore pulsante del gioco, come nella passata edizione, è rappresentato dalla cosiddetta modalità “World tour” , la campagna principale che vedrà il giocatore impegnato a scalare le classifiche mondiali dal gradino più basso della lista, partendo con un atleta sconosciuto e con tutte le doti da sviluppare.
    Il primo passo da compiere è rappresentato dalla creazione del campione in erba attraverso un pratico e semplice editor, che pur essendo stato presentato in pompa magna dagli sviluppatori come uno dei più efficaci in circolazione non mantiene assolutamente le promesse: i tentativi di ricostruire un proprio alter ego somigliante (o un personaggio famoso) spesso sono vani poiché i risultati sono tutti simili tra loro a causa delle poche variabili messe a disposizione, soprattutto per quanto concerne lo sviluppo del naso e del profilo in generale.
    Giocando nel tour mondiale contro gli avversari più bassi in classifica, ovvero con quelli creati dalla cpu e frutto di fantasia, è facilmente riscontrabile lo stesso modello di base (fra l’altro decisamente brutto!), dove differenze nel taglio/colore dei capelli e la posizione degli occhi, ad esempio, non nascondono questa deficienza.
    Una volta costruito il proprio alter ego virtuale ed aver definito alcuni dati anagrafici è necessario scegliere la propria “base”, sede dove potremo gestire alcuni aspetti fondamentali della carriera del nostro campione (come ad esempio il riposo o l’equipaggiamento).
    Per poter competere ai più alti livelli del tennis mondiale è necessario inoltre acquisire nuove tecniche, abilità ed affinare la destrezza atletica: grazie agli allenamenti specifici generosamente offerti da Tim Henman ed alla serie di minigiochi (dei quali parleremo dettagliatamente più avanti) sparsi per il globo potremo potenziare il nostro giocatore e partecipare ai tornei più prestigiosi, oltre che affrontare più serenamente gli altri avversari umani attraverso la modalità online direttamente collegata al World Tour.
    Scalando la classifica e vincendo premi in denaro sempre più consistenti è possibile acquistare presso il negozio di turno nuovi accessori per il proprio atleta (magliette, scarpe, racchette e via discorrendo) ma anche pass per i campi da gioco su cui si è partecipato, per poterli sbloccare nelle modalità arcade ed esibizione.
    Come nel terzo capitolo della serie è necessario tenere sotto controllo il livello di affaticamento del nostro atleta, che se sottoposto ad allenamenti sfiancanti e partite continue senza il meritato riposo (all’uopo è anche possibile acquistare bibite energetiche o addirittura una rigenerante vacanza su un’isola tropicale) si rischiano seri infortuni, malattie ed un drastico calo delle prestazioni sul campo: da sottolineare addirittura il rischio di un prematuro ed infelice ritiro.
    Strettamente connesso alla modalità World Tour è il multiplayer online, che è accessibile attraverso un’icona a forma di antenna nel menù principale della carriera: da sottolineare un netcode più solido ed efficace rispetto a Virtua tennis 3 (nonostante qualche fastidioso blocco e fenomeno di latenza nelle partite con giocatori d’oltreoceano), la possibilità di disputare tornei personalizzati a 2 o 4 giocatori e partite classificate corredate da una serie di stimolanti classifiche mondiali.

    Minigiochi, che passione!

    Fiore all’occhiello dell’ultima edizione di Virtua tennis, i minigiochi sono una componente fondamentale nell’economia globale del prodotto Sega, presentandosi in questo nuovo capitolo rinnovati nella veste e nel numero; sono infatti ben 12 quelli disponibili per allenarsi nel World Tour ma anche per sfidarsi nelle altre modalità di gioco.
    Vari e geniali, questi “giochi nel gioco” sono utilissimi per imparare i meccanismi alla base del sempreverde gameplay di Virtua tennis e risultano anche molto simpatici e divertenti; scopriamoli insieme.
    Attacco alieno: questo particolare minigioco è una sorta di parodia in salsa tennistica del mitico Space Invaders, dove il giocatore è impegnato ad abbattere file di cannoni spara-palle alieni sempre più agguerriti e numerosi.
    Spazza birilli: niente meno che il bowling secondo Nadal, ovvero come abbattere enormi birilli in serie con servizi potenti e precisi.
    Curling in campo: uno degli sport olimpici (invernali) più curiosi è rivisitato in chiave tennistica, dove abilità, forza e precisione al servizio sono necessarie per aggiudicarsi più punti possibili.
    Conta mania: classica modalità d’allenamento presente in numerosi prodotti analoghi, conta mania è un minigioco in cui l’accuratezza è necessaria per colpire i bersagli sul campo secondo una precisa sequenza numerica.
    Demolitore: semplice e divertente, lo scopo di questo minigioco è quello di abbattere il muro di blocchi di fronte al giocatore: più grande è il blocco che si distrugge e maggiore è il numero di punti che si accumulano. L’attenzione ai colori colpiti è fondamentale per ottenere un effetto “Tetris”e mattoni più grandi da demolire.
    Guerra dei pirati: sicuramente una delle trovate più originali e divertenti: in questo minigioco si devono affondare le navi dei pirati che sparano palline da tennis da rispedire al mittente e palle da cannone da evitare.
    Tempo di merenda: assolutamente geniale, questo divertentissimo minigioco vede il giocatore impegnato a respingere a colpi di palline da tennis degli affamatissimi coccodrilli che cercano in tutti i modi di raggiungere la carne, che naturalmente va difesa
    A ciascuno il suo: in questo curioso gioco si è impegnati ad elargire frutta (ma non solo) agli animali posti sul fondo del campo: i robot spara-alimenti funzionano come i cannoni per palline da tennis, ma bisogna fare molta attenzione ad “offrire” il cibo adatto per ciascuna specie per accumulare punti.
    Biliardo: al posto della stecca si usa il servizio con la pallina da tennis, ma lo scopo è sempre lo stesso: mandare in buca le palle sul tavolo da gioco per vincere!
    Spese pazze: in questo minigioco il giocatore è impegnato a raccogliere la spesa sul campo, ma deve fare attenzione a non essere colpito dalle palle da tennis sparate dai robot.
    Rovescia barile: divertente ed utilissimo per affinare la precisione, in questo minigioco basato sulla fisica si devono abbattere accumuli di bidoni e strutture per far cadere al suolo tutti i bersagli di colore rosso.
    Valanga : sicuramente uno dei minigiochi più divertenti e frenetici; lo scopo è quello di raccogliere la frutta che cade a valanga verso il giocatore ma nello stesso tempo si devono evitare delle enormi palle da tennis che fanno perdere punti preziosi.

    Alti e bassi

    Dal punto di vista della giocabilità, come già sottolineato nel paragrafo di apertura, il titolo Sega resta fedele alla tradizione mantenendo inalterato quel feeling arcade senza cedere il passo agli aspetti simulativi del tennis, pur offrendo una buona varietà e maggiore realismo nei match, soprattutto grazie ad alcune animazioni rivedute e corrette dei giocatori (è stato eliminato il fastidiosissimo ed invadente tuffo).
    Tirare fuori dal campo - se non durante il servizio - è praticamente impossibile così come colpire la rete, inoltre, pur essendo stata ridotta sensibilmente la velocità di gioco, gli scambi sono sempre frenetici ed adrenalici, lasciando intatta l’anima che gli appassionati di Virtua tennis apprezzano e conoscono da anni: persino i comandi, semplici ed intuitivi, sono sempre gli stessi.
    L’intelligenza artificiale pecca nei livelli di difficoltà più bassi (e soprattutto nella lunga fase iniziale della modalità carriera) di eccessiva stupidità, concedendo al giocatore intere partite senza segnare nemmeno un punto, anche se fortunatamente la situazione si risolleva procedendo nel gioco: da sottolineare, naturalmente, che il meglio di se Virtua tennis lo regala in compagnia degli amici, sia giocando in locale che online.
    Dal punto di vista tecnico l’ultima fatica Sumo digital dispone di un’ottima veduta d’insieme ed una egregia ricostruzione dei modelli poligonali dei giocatori su licenza (oltre 20, tra i quali ricordiamo Federer, Nadal, Serena Williams, Sharapova ed alcune leggende del passato) anche se alcuni - soprattutto quelli femminili - , sono sì molto somiglianti ma peccano nel carisma e nella caratterizzazione.
    Generoso il lavoro profuso negli studi del motion capture, grazie al quale Virtua tennis 2009 dispone un ampio set di animazioni fluide e personalizzate per ciascun atleta, riconoscibile anche nelle movenze e non solo sotto il profilo estetico.
    Per quanto concerne la riproduzione di campi e palazzetti nulla da eccepire, sebbene l’aspetto asettico di alcune arene e la cura marginale riposta nel pubblico e nel personale di gara lasci un poco di amaro in bocca: è curioso vedere i raccattapalle di fondo evitare le palle sempre con la stessa animazione non tenendo in considerazione la velocità e soprattutto la direzione delle stesse!
    Osservando i risultati raggiunti dai titoli sportivi moderni era lecito attendersi qualcosa in più, nonostante il prodotto Sega sia ricco di dettagli e particolari che mancano in numerose produzioni analoghe.
    Il comparto audio è sufficiente e nulla di più, con effetti sonori e musiche assolutamente nella media (ridicoli e fastidiosi alcuni gemiti di fatica dei giocatori sul campo), lontani dai picchi d’eccellenza raggiunti in questa generazione di console e che non rendono “indispensabile” un buon impianto home theatre con dolby digital 5.1: da sottolineare il parlato completamente in italiano.

    Virtua Tennis 2009 Virtua Tennis 2009Versione Analizzata Xbox 360Virtua tennis 2009 resta fedele alla tradizione sotto tutti i punti di vista, ed è proprio per questo motivo che i programmatori non hanno optato per il numero 4 da affiancare al nome, vista anche la recente pubblicazione del terzo capitolo. Giocabilissimo, divertente e spassoso nella componente dei minigiochi, l’ultimo esponente di questa gloriosa serie riesce ancora una volta a ritagliarsi una piccola fetta di spazio nel sovraffollato mercato videoludico moderno, pur presentandosi in tutto e per tutto (se si esclude una maggior cura nella componente online, ormai fondamentale, e qualche piccolo accorgimento sul campo) identico ai predecessori, amplificando ulteriormente l’effetto dejà vu provato con Virtua tennis 3. Adatto agli irriducibili appassionati della serie, a chi per un motivo o per un altro non si è mai avvicinato ad un Virtua tennis e a tutti coloro che cercano un prodotto valido ed immediato, dai forti connotati arcade e dal sapore unico: quello dei primi cabinati da bar in 3 dimensioni, dove era ancora il gameplay l’aspetto più curato ed importante di un gioco.

    7

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