Warface Breakout: Recensione dello spin off tattico di Crytek

Warface Breakout non è altro che uno spin off dell'FPS free to play Warface, un tentativo di rinverdire l'elenco dei tactical shooter su console.

recensione Warface Breakout: Recensione dello spin off tattico di Crytek
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  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Dal suo debutto nel lontano 2013 Warface, l'FPS free-to-play targato Crytek, si è espanso a vista d'occhio con nuove modalità, mappe e qualche discreta modifica al gameplay, inizialmente troppo grezzo persino per gli standard dell'epoca. Una delle modalità giunte nel corso di questi anni ad arricchire l'offerta ludica di Warface è Bomba, molto simile a quanto già offrono altri sparatutto presenti sul mercato. Come sappiamo la modalità mette di fronte due squadre, una in attacco e una in difesa, con l'obbiettivo di innescare una bomba o di proteggere i siti sensibili da tale rischio.

    In buona sostanza si tratta di una tipologia di match insaporita da un pizzico di verve strategica rispetto al tipico run' n' gun frenetico di un classico deathmatch. In Crytek, evidentemente, devono aver capito che la modalità è una delle più apprezzate dai giocatori, tanto che hanno pensato di costruirci addirittura uno spin-off stand alone. Warface: Breakout però non è free to play: pur appoggiandosi al fratello maggiore tanto sotto il profilo ludico e tecnico, il titolo cerca di affrancarsi dalla struttura da FPS senza pensieri per puntare a conquistare una fetta degli appassionati dei tactical shooter. Il gioco strizza quindi l'occhio alla strategia e al tatticismo (persino alla componente economica in game) di CS:GO, pur mantenendo ritmi di gioco decisamente più serrati. I (quasi) venti euro richiesti per installare l'applicazione saranno ben spesi?

    Piantala!

    Sotto il profilo strettamente ludico Warface: Breakout non si distanzia molto dalla modalità già presente nel titolo principale. Come vi abbiamo anticipato poco fa, il nucleo dell'esperienza si risolve in scenari in cui due squadre si fronteggiano con obbiettivi contrapposti. Dal lato degli attaccanti sarà necessario innescare la bomba mentre, sul versante opposto, i difensori dovranno a tutti i costi uccidere i nemici prima del plant o, al massimo, riuscire a disinnescare la bomba per evitare la detonazione. Dopo una serie di round, come di consueto, le squadre cambiano schieramento.

    Il gameplay è fortemente team based e, come spesso accade quando si parla di tactical shooter, risulta esser divertente solo quando si può comunicare con gli altri giocatori, altrimenti tutto si risolve in semplici azioni individuali e scriteriate che molto spesso non servono a nulla. Esattamente come avviene in CS:GO, il match si apre sempre con il cosiddetto "pistol round", ovvero un round di "riscaldamento", giocato solo ed esclusivamente con le armi da fianco.

    Eseguire uccisioni, assist, installare la bomba o, al contrario, disinnescarla, sono tutte azioni che permettono di guadagnare crediti da spendere per acquistare equipaggiamento nel round successivo. Se si è così fortunati da sopravvivere, invece, il loadout viene mantenuto intatto.

    La fase "economica" in Warface Breakout appare comunque assai semplificata e, per quanto concerne la sua gestione, non riesce a mettere in reale difficoltà i giocatori. a cui basta davvero un minimo di acume strategico per poter sempre contare su un equipaggiamento dignitoso con cui affrontare i vari round. Se non altro il sistema risulta almeno ottimizzato per l'ambiente console: un menu a raggiera, richiamabile solo nella base del proprio team tramite la pressione di un tasto, permette di selezionare immediatamente l'arma o l'utility desiderata.

    Tattici si diventa

    Al contrario dell'esperienza principale della sua controparte free to play, Breakout cerca di proporre un ritmo di gioco più ragionato e quieto, senza riuscirci troppo. Certo, correre all'impazzata verso l'obbiettivo condurrà a morte rapida e dolorosa, mettendo peraltro in difficoltà la squadra data l'assenza di respawn.

    Quindi la soluzione migliore è sempre quella di non prendere decisioni avventate e avanzare, per quanto possibile, di concerto con la squadra, proteggendo il portatore del C4 nel caso ci si trovi tra le fila degli attaccanti. I difensori hanno di solito un compito più "semplice", ovvero quello di attendere gli aggressori e coprire le possibili vie di accesso agli hot spot. Scordatevi, comunque, il tatticismo a cui altri titoli, come CS:GO, Rainbow Six Siege e il recentissimo VALORANT, ci hanno abituati. L'azione solitamente si risolve in poche, intense schermaglie, complice anche una conformazione delle mappe alquanto semplice.

    Warface: Breakout, poi, soffre di un grado di ripetitività molto elevato. Questo a causa della presenza di una sola modalità di gioco, dell'assenza di varietà nella rastrelliera delle armi, e della mancanza di grosse possibilità di personalizzazione per i combattenti.

    Breakout tenta di combattere la ripetitività inserendo loot box che vengono guadagnate salendo di livello, e che permettono di sbloccare le consuete skin per le armi ed elementi cosmetici per i personaggi (come maschere e abbigliamento). L'offerta ludica si suddivide inoltre in due modalità di gioco: Casual e Hardcore. Quest'ultima è pensata per giocatori più esperti e propone dei modificatori come l'abilitazione del fuoco amico, oltre a un aumento nel computo dei round. Al di fuori di questo, però, non c'è molto da aggiungere, se non il fatto che nel prossimo futuro - con tutta probabilità - arriverà anche il canonico Battle Pass con ricompense gratuite e premium.

    Per quanto concerne in numero delle location - che dovrebbero essere le vere protagoniste di ogni tactical shooter che si rispetti - al momento il titolo ne conta solo cinque, alcune recuperate con qualche modifica direttamente dal titolo principale. Tutte, comunque, sono realizzate discretamente, anche se non siamo di fronte allo stato dell'arte dei tactical shooter.

    Al momento non c'è molto altro da dire su Breakout, purtroppo. Se il team di sviluppo fosse riuscito a proporre sin dalla release un titolo contenutisticamente più ricco e sfaccettato, probabilmente avrebbe avuto più frecce al suo arco, perché in questo momento il titolo non vale l'acquisto, tanto più considerando che Warface è free to play. Certo, gli sviluppatori hanno assicurato che sono previsti nuovi contenuti a cadenza regolare nel prossimo futuro, ma allo stato attuale il pacchetto risulta un po' troppo carente per il prezzo a cui viene proposto.

    Fratello di sangue

    Per quanto concerne la veste grafica, Warface Breakout propone qualche miglioria rispetto al fratello maggiore, pur sfruttando comunque lo stesso engine della controparte, la terza versione Cry Engine. Dal punto di vista stilistico il titolo rimane abbastanza anonimo sia per quel che concerne le location che quanto riguarda i personaggi e le armi: un punto a sfavore dato che - lo ripetiamo - Breakout non è un gioco gratuito.

    Persino la soundtrack, piuttosto generica e pedante (la musica elettronica da FPS anni '90 non è esattamente coinvolgente), contribuisce a suggerire un senso di malcelata mediocrità. Durante le nostre sessioni abbiamo inoltre sofferto di diverse problematiche legate all'audio in game, dal freeze dei rumori sino alla scomparsa totale per pochi secondi di ogni suono ambientale.
    Parliamo probabilmente di un titolo destinato a crescere nel prossimo futuro e speriamo si possa evolvere anche sotto il profilo tecnico e stilistico, perché attualmente manca del carattere necessario per lasciare il segno.

    Warface Breakout Warface BreakoutVersione Analizzata Xbox OneRisulta difficile, allo stato attuale, consigliare l'acquisto di questo spin off per due ordini di ragioni. Anzitutto, Warface Breakout soffre di una "leggerezza" contenutistica che stanca in fretta. La seconda ragione, abbastanza evidente, attiene al fatto che la stessa modalità è già compresa nel titolo maggiore, peraltro da sempre free to play. Per sapere se, effettivamente, l'idea di Crytek di infondere un'anima autonoma a questo spin off per attirare gli appassionati di tactical shooter dovremo probabilmente aspettare molto tempo. Solamente quando il titolo inizierà a stratificare l'offerta attraverso update regolari e contenuti interessanti potremmo rivedere al rialzo il voto della recensione. Al momento, a pochi giorni dal suo debutto, non c'è molto altro che si possa dire. Adatto a chi è proprio appassionato di tactical shooter ed è stanco dei soliti Rainbow Six Siege e CS:GO.

    5.5

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