Recensione Warhammer 40K : Dawn of War II

Il seguito dell'acclamato titolo di casa Relic!

Warhammer 40K : Dawn of War II
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  • Pc
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Non c'è tempo per la pace. C'è solo guerra!

"L'Imperium. Uno sconfinato regno interstallare governato da un unico Sovrano Cadavere tenuto in vita da inquietanti macchinari da oltre duecento anni. Essere un uomo che vive sotto il solo e unico Imperatore significa essere uno fra miliardi incalcolabili di individui e, qualunque cosa accada, nessuno sentirà la tua mancanza...". Il famosissimo gioco di miniature Warhammer 40.000 raggiunge per la seconda volta i nostri schermi sotto forma di strategico in tempo reale grazie ai Relic Entertainment. Siamo stati chiamati a risolvere un'insurrezione di Orki nel sistema di Aurelia, patria del capitolo dei Corvi Sanguinari al quale apparteniamo. I pelleverde non devono assolutamente interferire e il loro schifoso sangue scorrerà a fiumi. I nostri Requiem sono carichi e le Chain Sword ben oliate: che l'Imperatore sia con noi!


Prima di imbracciare i fucili...

Al giorno d'oggi sulla maggior parte dei titoli che escono per PC, gravano due pesanti fardelli chiamati Games for Windows e Copy Protection. Anche Dawn of War 2 non fa eccezione e per questo dovremo per forza di cose installare Steam, il vaporoso sistema di distribuzione creato da Valve. Steam vi servirà per autenticare la vostra copia del gioco online, operazione obbligatoria per poterlo installare. Tutto questo potrebbe anche andarci bene se non fosse che il suddetto programmino presenta due noiosissimi e inutili problemi di fondo: scarsa chiarezza dell'interfaccia per chi non sfrutta il marketplace (ovvero chiunque compri il gioco in un negozio) e i continui aggiornamenti del software che nulla hanno a che fare con le patch del gioco.

Con la giusta configurazione, Steam si può quasi totalmente disabilitare ma non capiamo proprio come mai, dopo aver speso dei sonanti bigliettoni, non si possa semplicemente installare la copia retail regolarmente acquistata e farla partire senza doverci dannare tra gli invadenti menu che sbucano da ogni parte anche dopo l'avvio del gioco. Oltre a questo dobbiamo fare i conti con Games for Windows, anch'esso inutile ed invadente a parer comune. In definitiva l'installazione di Dawn of War 2 risulta parecchio lenta e scomoda, soprattutto per chi non possegga dimestichezza con le due piattaforme citate e non disponga di una connessione internet veloce. Un brutto inizio per il titolo dei Relic, i quali, ci teniamo a sottolineare, non centrano con queste pessime scelte di marketing.

Company of War

Forti dell'esperienza di Company of Heroes, i Relic hanno rivoluzionato completamente il gameplay di Dawn of War mutuandolo di peso dal loro ormai non più giovanissimo titolo. Chi ha giocato a Company of Heroes si ritrovera quindi in un ambiente molto familiare: addio alle vecchie strutture da costruire e alle risorse da recuperare! Il giocatore controlla infatti solo le proprie unità che non sono più semplice carne da macello ma possiedono differenti abilità e acquisiscono punti esperienza ed equipaggiamento durante il corso delle partite. Dawn of War 2 abbandona quindi la parte gestionale per concentrarsi invece esclusivamente sulla parte tattica. Questa scelta risulta in definitiva veramente azzeccata, dato che lo stesso gioco da tavolo si presta particolarmente bene a questo approccio. Il gameplay risulta simile a quello di Company of Heroes con un'iniezione di adrenalina e frenesia in più che ben si addice alle atmosfere di Warhammer 40.000. L'unico appunto in questo caso riguarda la modalità online che non è stata aggiornata in conseguenza a un così radicale cambiamento.

Quattro razze per una sola campagna

In Dawn of War 2 sono presenti quattro razze giocabili (Space Marines, Eldar, Orki e Tiranidi) e due modalità di gioco (Campagna e Partita Personalizzata, altrimenti detta Skirmish). Buttandosi a capofitto nella Campagna scopriamo con stupore che il titolo soffre di una pesante mancanza, come il capostipite della serie: la campagna è giocabile per i soli Space Marines. Accogliamo con sommo disappunto questa grave pecca, dato che le ultime due espansioni del primo titolo facevano ben sperare anche per il suo seguito. Nonostante questo la modalità è confezionata veramente in modo egregio e presenta un livello di sfida molto ben calibrato. All'inizio di una campagna ci ritroveremo subito a creare il nostro comandante e una gradevole mappa tattica del pianeta su cui si svolge l'azione ci offrirà diverse opzioni per poter organizzare le nostre forze, mentre la trama e i prossimi attacchi da effettuare ci verranno descritti dai vari personaggi tramite video collocati in alto a sinistra dello schermo.

Le opzioni tattiche offerte sono tre: scegliere quale territorio attaccare, quali squadre di Space Marine far sbarcare e come equipaggiarle. Durante l'intero arco della campagna avremo infatti modo di acquisire degli oggetti sempre più potenti da far utilizzare alle truppe tramite un'apposita schermata in puro stile RPG. Attraverso di essa potremo anche spendere i punti esperienza acquisiti per sbloccare diverse abilità, proprie di ciascuna squadra. Durante tutta la campagna avremo anche modo di conquistare degli obiettivi secondari su ciascuna mappa del territorio che garantiranno un uso prolungato di alcuni oggetti particolarmente potenti. In definitiva l'impostazione pre-partita di Dawn of War 2 è veramente ben fatta e soddisfacente: ogni scelta effettuata nella gestione delle squadre sarà fondamentale e dovremo quindi prestare attenzione per non andare incontro ad una morte certa.

Le missioni spaziano dalla classica distruzione totale alla difesa di determinati obiettivi, offrendo una varietà di gioco sufficiente. Al termine di molte missioni dovremo anche affrontare dei boss o delle condizioni particolari da svolgere tipicamente inaspettate che metteranno ulteriormente sotto pressione il giocatore. La maggior parte degli elementi di gioco, come edifici e coperture è completamente e dinamicamente distruttibile, perciò basterà una granata per stanare gli avversari e farli rimanere scoperti sotto il fuoco dei nostri Requiem modificati. Infine la trama coinvolge tutte e quattro le razze del gioco e viene spiegata tramite i video già citati e una serie di filmati in CG che enfatizzano il punto saliente di ogni missione. Il tutto risulta nel complesso ottimamente realizzato e, ripetiamo.


Carneficine sci-fi

L'altra componente di gioco è la Partita Personalizzata, che altri non è se non la classica modalità skirmish di ogni RTS di cui si ha memoria. Innanzitutto a causa della mancanza delle campagne per Orki, Eldar e Tiranidi all'inizio ci troveremo spiazzati, non sapendo assolutamente come gestire queste fazioni, che presentano abilità e caratteristiche del tutto differenti dagli Space Marines. Avremo a disposizione poche mappe su cui giocare e solo due modalità per affrontarle: Annientamento, che non necessita di molte spiegazioni, e Punti Vittoria. Quest'ultima consiste nell'ottenere un totale di punti essenzialmente tramite il controllo di obiettivi, lo sviluppo delle proprie unità e l'uccisione delle unità nemiche, sottraendone anche agli avversari. Da segnalare la presenza di un'unica struttura che permette di produrre nuove squadre durante le partite skirmish e che svolge il ruolo di tutte le strutture presenti nel primo Dawn of War.

Quest'ultima scelta di Relic dimostra un mancato tentativo di offrire qualcosa di nuovo sotto questo aspetto dato che partite in questa modalità somigliano molto a quelle degli RTS più classici, anche se il gameplay vero e proprio è stato completamente rivoluzionato. Esistono dunque tre tipi di risorse da spendere nel proprio caro e vecchio edificio base: la Requisizione, l'Energia e una risorsa specifica per ogni razza. Le prime due servono per potenziare e produrre le unità e vengono acquisite tramite il controllo di diversi punti strategici della mappa. La terza viene usata per i potenziamenti e per usare delle abilità speciali globali che si attivano per tutte le unità prodotte. Queste abilità speciali consistono in svariati attacchi satellitari, trasporto truppa, occultamento, teletrasporto e temporanei bonus da usare al momento giusto.

Le quattro razze sono bilanciate e diversificate in modo interessante, tanto che le strategie messe in atto dovranno per forza cambiare a seconda della razza scelta. Gli Orki sono una vera e propria orda specializzata nel combattimento ravvicinato. Il corpo a corpo è la loro specialità e bisogna tenersi ben alla larga dalle loro squadre di Piztoleri e di Kapi. Gli Eldar fanno invece dell'agilità e della mobilità il loro punto di forza. Prediligono strettamente il combattimento a distanza e supplisocno la scarsa forza fisica con due unità da mischia tanto costose quanto letali: lo Spettrocustode e l'Avatar del dio Kahine. I Tiranidi puntano tutto sul numero. Con un costo in risorse poco elevato potrete reclutare una grande quantità di creature. Saranno in grado di scavare dei tunnel per sbucare nel bel mezzo della mischia e potranno schierare l'unità più potente del gioco in assoluto: il Carnifex. Gli Space Marine, infine, mostrano un esemplare equilibrio tra corpo a corpo e mischia. Possiedono il più alto numero di mezzi tra tutte le fazioni e le abilità più potenti da utilizzare.


E' la feroce belva della guerra che spinge l'umanità nella storia

Il ritmo di gioco è serratissimo fin dalle prime sessioni. Per poter pianificare un attacco bisognerà guadagnare il tempo necessario a colpi di fucile. Tramite il mouse avremo facoltà di muovere le nostre squadre che dinamicamente sceglieranno le coperture più adatte per fronteggiare i nemici, mentre con la tastiera avremo a disposizione dei comodi shortcut per usare le abilità e muovere la telecamera. L'interfaccia è molto funzionale e ben supporta le scelte da compiere. In un colpo d'occhio avremo sotto controllo tutto quello che serve sapere per poter progredire; shortcut sono poi ben evidenziati sulle icone delle abilità da usare. Queste ultime sono ben differenziate e mai inutili. Infatti, a seconda del territorio e dei nemici da affrontare, dovremo scegliere come spendere i punti energia dei comandanti, che permettono l'uso di qualsiasi oggetto o abilità. Sono proprio i comandanti ad essere i veri protagonisti di Dawn of War 2 ed è proprio sotto questo punto di vista che il titolo Relic si discosta moltissimo dai classici RTS. Non disponendo più di orde incalcolabili (in ogni partita otterremo al massimo 5-6 squadre e un paio di mezzi), ogni esercito punterà sulla qualità delle stesse e sulle loro abilità. Usare l'attacco giusto al momento giusto sarà quindi cruciale e la vera abilità del giocatore si vedrà proprio in questi frangenti.

Un discorso a parte merita l'IA del gioco. Se da una parte i nemici offrono sempre un buon livello di sfida, non si può dire lo stesso per i propri compagni di squadra. Nonostante i diversi comportamenti assegnabili, saremo costretti a comandare le squadre direttamente, per evitare spiacevoli inconvenienti dovuti ad un'esecuzione troppo zelante degli ordini assegnati. Questo difetto risulta piuttosto marginale ai fini della campagna dato che il numero totale di squadre da gestire è addirittura inferiore al già basso standard; mentre sarà più evidente nelle lunghe partite skirmish.

A tutto questo si aggiungono gli status. Rispecchiando molto fedelmente la controparte da tavolo, le truppe di Dawn of War 2 potranno essere stordite, soppresse, incapacitate e così via, a seconda delle situazioni di gioco. Nel complesso quindi il gameplay risulta molto divertente e variegato, nonostante ricordi con forza una versione semplificata ma velocissima di Company of Heroes.


Adeptus Mechanicus

Dawn of War 2 sfrutta la seconda versione dell'engine di Company of Heroes e sotto questo punto di vista è praticamente inattaccabile. Anche se avremmo forse desiderato una maggiore risoluzione di alcune texture, le partite risultano veramente spettacolari e gli effetti di qualsiasi forma e tipo si sprecano in ogni direzione. Fumogeni, esplosioni, scintille, pioggia, giorno, notte, alba, sangue e carneficine varie sono tutti rappresentati in modo dettagliato e gratificante, tanto da far fatica a togliere lo sguardo dal punto d'impatto di un razzo, ad esempio. Le animazioni e la fisica aggiungono il tocco di classe definitivo che elegge Dawn of War 2 come RTS con la miglior grafica in circolazione.

Ogni singola unità si muove in modo fluido e dinamico, reagendo agli eventi circostanti in modo sempre credibile e mai forzato. Vedere il proprio Kapo Orko squartare un povero marine Esploratore con la sua immensa sega mentre poco dopo viene sbalzato via con ancora il cadavere infilzato al braccio manderà in sollucchero il piccolo sadico giocatore che c'è in ognuno di noi. Un lavoro ineccepebile non solo per la naturalezza con cui tutto il gioco si muove ma soprattutto per la varietà di azioni rappresentate e la relativa poca pesantezza del tutto.

Con un computer di fascia media potremo infatti far girare il gioco a dettaglio medio-alto, senza rinunciare ad antialiasing e filtro anisotropico anche a risoluzioni elevate. Anche gli effetti sonori sono molto ben realizzati: le campionature molto realistiche accompagnano in maniera magistrale il perfetto doppiaggio, per quanto non localizzato.
Senza infamia nè lode la colonna sonora, comunque orecchiabile.


Trucidarsi in rete

La modalità online non si differenzia in alcun modo dalle due modalità single-player se non per l'IA nemica che lascia il posto alla ben più competitiva intelligenza umana. Potrete affrontare sia la campagna che le partite skirmish, rispettivamente in compagnia di un amico o di 5. Tralasciando l'esperienza coop, come sempre gratificante ma che nulla aggiunge al gameplay online, parliamo delle partite skirmish, vera passione di ogni appassionato stratega. Le opzioni offerte non sono molte: due modalità e poche mappe non sembrano sufficienti. Segnialiamo anche l'assenza del 2v2v2, troppo spesso -come in questo caso- dimenticato dalle software house. Infine tutte le partite online si svolgono tramite il servizio Live di Games for Windows che confonde ancora una volta col suo sistema di matchmaking basato sul Trueskill, di cui sinceramente sentiamo di poter fare a meno. Eppure Dawn of War 2 rapisce anche in questo caso. Sarà la possibilità di comandare i buffi Orki dall'accento compiutamente inglese; sarà il sistema di combattimento frenetico e bilanciatissimo che spinge ogni comandante a superare i propri limiti; sarà la bellezza del nostro costosissimo Carnifex mentre fa poltiglia di un giocatore indifeso: non lo sappiamo. Tuttavia, questo titolo offre un gameplay dannatamente divertente che trova proprio nel multyplayer i momenti più eccitanti.

Il popolo "internettiano" fornisce a volte anche una gradevole aggiunta ai giochi su PC: le mod. Il primo Dawn of War fu famoso non solo per l'enorme numero di espansioni e di razze giocabili (che sicuramente vedremo ben presto anche per questo seguito), ma anche per l'ottima qualità delle modifiche amatoriali create dagli appassionati. Questa volta Relic sembra intenzionata a supportare pienamente questa comunità che, siamo certi, garantirà una longevità ancora più lunga al prodotto. Sono già stati annunciati due tool di sviluppo gratuiti che verranno messi a disposizione del grande pubblico: uno per includere nuove texture e nuovi modelli nel gioco, l'altro per creare con semplicità nuove mappe. Proprio in virtù della dedizione che gli utenti stanno dimostrando ai Relic, segnaliamo già la presenza di alcune interessanti mod sul forum ufficiale (quella più interessante riguarda l'aggiunta di nuove modalità per il multyplayer).


Warhammer 40000 : Dawn of War II Dawn of War 2 è un titolo ottimo, con numerosi pregi ed aspetti innovativi soprattutto per quanto riguarda la modalità campagna. I difetti però non mancano, due di essi assolutamente non trascurabili: l'assenza totale delle campagne per Orki, Eldar e Tiranidi e la scarsa personalizzazione delle partite Skirmish. Questi due aspetti impediscono a questo titolo di raggiungere l'olimpo dell'eccellenza, sebbene le premesse fossero ben auspicanti. Nonostante questo, la caratterizzazione ineccepibile dell'universo di Warhammer 40.000 ed un gameplay fresco, frenetico ed estremamente tattico e ben organizzato, nonchè una realizzazione tecnica eccelsa, permettono di consigliare Dawn of War 2 a tutti gli appassionati di RTS e non.

8

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