Oggi alle ore 21:00
Fortnite (Battle Royale)
Oggi alle ore 21:00
Giochiamo in diretta con la modalità Battle Royale!

Recensione Where is my Heart?

Un puzzle game riuscito che gioca con le prospettive

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Enrico Spadavecchia Enrico Spadavecchia è un avido collezionista ed esagitato videogiocatore dai tempi del Commodore 64 e delle sue righe colorate. Ex giocatore accanito di Counter Strike, in giovane età ha compiuto la stupidissima impresa di completare Quake II a livello hard senza scendere mai sotto i 100 punti ferita. Ostinato retrogamer e sostenitore delle produzioni indipendenti, non disdegna le offerte del mercato attuale, soprattutto FPS e avventure grafiche. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Secnodo un pfrosseore dlel'Unviesrita' di Cmabrdige, la mtene uanma non lgege ongi ltetera una ad una, ma la paolra nel suo isineme.
Devono essersi ispirati a questo gli sviluppatori danesi di Where is my Heart, un curioso esperimento che ha trasformato un semplice platformer in un interessante puzzle game.

Dov'è il tuo cuore?

I tre spiriti della foresta, protagonisti dell’ultima fatica del team danese Die Gute Fabrik, hanno smarrito la via di casa, perdendosi in un confuso mondo frammentato, dal quale potranno fuggire solo cooperando. Sebbene si tratti solo di partire da un punto A nella mappa, per raggiungere il punto B, raccogliendo tutti i cuori presenti nel livello, Where is my Heart è tutt’altro che un semplice platformer. Ogni livello è infatti spezzettato in vari riquadri, rimescolati casualmente sullo schermo in un delirante mosaico, che è un’azzeccatissima metafora dello smarrimento. Compito del giocatore non è rimettere insieme i pezzi del puzzle per ricostruire il disegno iniziale, ma attraversare ogni sezione della mappa cercando di capire dove ci si ritroverà superato questo o quell’ostacolo.

I tre buffi mostriciattoli potranno cooperare per raggiungere tutti i riquadri, sfruttando la formula che fece il successo del vecchio Lost Vikings, recentemente rimaneggiata dall’ottimo Thomas Was Alone. Oltre che saltare uno sull’altro per raggiungere le vette più alte, i tre avranno a disposizione, nelle fasi avanzate del gioco, delle specifiche abilità: uno potrà svelare stanze e piattaforme nascoste, l’altro sarà in grado di ruotare i tasselli che compongono le aree di gioco, mentre quell’affarino marrone, che tanto ricorda il cubetto di cacca di Super Meat Boy, potrà trasformarsi in un alce, in grado di eseguire un doppio salto.
Man mano che si prenderà dimestichezza con le abilità dei singoli personaggi, maggiore sarà il grado di cooperazione necessario per giungere alla soluzione di ogni livello, opportunamente disegnato per non generare mai situazioni di stallo.

Le semplicissime meccaniche di gioco, insieme alla disorientante conformazione delle mappe, fanno di Where is my Heart un puzzle game davvero ben riuscito, che riesce a sorprendere e a confondere il giocatore come pochi altri.
I 26 livelli di gioco, da affrontare con la giusta dose di lucidità e concentrazione, offrono un grado di sfida nella media, tuttavia la struttura atipica ed innovativa dei livelli non mancherà di stupire, in alcuni tratti, anche i più competitivi appassionati del genere, soprattutto quelli decisi a portare a termine delle “perfect run” senza perdere nemmeno un cuore.
Se l’unica critica che può essere mossa verso questo ennesimo gioiellino del mercato indipendente riguarda la scarsa longevità, che si aggira sulle 2-3 ore, è giusto puntualizzare che l’esperienza di gioco termina esattamente poco prima che le soluzioni si facciano eccessivamente astruse, e che la piacevole atmosfera rilassata venga rovinata da un gameplay potenzialmente ripetitivo e frustrante.

I've been locked inside your heart-shaped box for weeks

Il ritorno alla grafica 8-bit sembra ormai prerogativa di ogni produzione indipendente di successo, e in alcuni casi, come nel presente, si sposa perfettamente con delle meccaniche di gioco atte a colpire i cuori -è proprio il caso di dirlo- della stragrande maggioranza degli attempati nostalgici. Inizialmente relegato nella poco fortunata lista di minis per PSP, Where is my Heart risulta piacevole anche su piattaforma PC, se si chiude un occhio sull’assenza del supporto nativo per gamepad, e sullo spixellamento su schermi piuttosto grandi, che in alcune inquadrature ravvicinate, potrebbe spegnere l’entusiasmo dei giocatori più sensibili all’aliasing.

Non poteva mancare, affiancata ad un comparto grafico retrò, un’ottima colonna sonora in stile chiptune, realizzata dal giovane compositore sardo Alessandro Coronas, in grado di accompagnare con la giusta delicatezza le sognanti atmosfere di WIMH.

Where is my Heart? Where is my Heart si è rivelata una bella sorpresa, in grado di stravolgere la prospettiva del puzzle game classico con soluzioni tanto innovative quanto disorientanti. Chi non teme di compromettere il proprio status di maschio alpha, può smettere per un paio d’ore di sbudellare alieni con armi di grosso calibro per abbandonarsi ad una sognante e pucciosa esperienza.

8

Che voto dai a: Where is my Heart?

Media Voto Utenti
Voti: 5
8
nd