Where The Water Tastes Like Wine Recensione: fiabe, leggende e miti americani

Where The Water Tastes Like Wine è un'avventura narrativa capace di ritrarre il mondo americano da una prospettiva decisamente critica...

recensione Where The Water Tastes Like Wine Recensione: fiabe, leggende e miti americani
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • Pensato come una piccola raccolta di fiabe, miti e storie della cultura statunitense, Where the water tastes like wine è un'avventura narrativa (sviluppata dal team Dim Bulb Games in collaborazione con Serenity Forge) capace di ritrarre il mondo americano da una prospettiva fortemente critica, eppure in grado, a tratti, di mostrare potenti e coinvolgenti sprazzi di fiducia e speranza. Where the water tastes like wine riesce a essere un proficuo incontro tra le forti tematiche di Mark Twain e il ricco stile di Herman Mellville, con l'aggiunta di un accompagnamento sonoro che si integra alla perfezione con le scelte estetiche decise dagli autori. Purtroppo, come vedremo, alcuni elementi ludici finiscono sfortunatamente per interromperne il flusso emotivo. Vediamo quindi più a fondo i pregi e i difetti di questa splendida raccolta interattiva della mitologia americana.

    Il diavolo fa le pentole...

    Le finestre del saloon sono aperte, ma la luce che penetra dai vetri offuscati sembra quasi restia ad entrare, come se percepisse la presenza di qualcosa di maligno, di oscuro. Noncuranti dei suggerimenti della natura, ci sediamo al tavolo da poker, fiduciosi nelle nostre abilità. Tutti gli sfidanti, uno dopo l'altro, vengono eliminati da quello che sembra a tutti gli effetti il giocatore più abile. Tutti tranne noi.

    Ecco che all'improvviso, le carte compongono una scala reale: è giunto il momento di colpire. Ma, con un'imprevedibile stregoneria, il nostro sfidante sostituisce la sua mano alla nostra, e si palesa per ciò che è: un lupo umanoide, pronto a riscattare da noi quanto dovuto per la sconfitta al tavolo da gioco. Con lo straordinario doppiaggio di Sting, il lupo ci spiega quale sarà il nostro compito, e come potremo ripagarlo: raccontando storie, strappate in giro per l'America, del popolo e dei luoghi del paese, dai boschivi confini canadesi fino alle torride lande del Nuovo Messico e del Texas. Dilaniati dal lupo, che ci strapperà via la pelle di dosso, diventeremo così degli erranti vagabondi dalle sembianze scheletriche, intenti a girovagare in questa terra sospesa nel tempo, che adatterà la propria forma in base ai temi e agli eventi narrati. Così, dalla Grande Depressione si passa con una certa semplicità alla Secessione, per poi trasferirci con la mente nel vecchio West e nella New Orleans del jazz e del blues.

    ...ma non i coperchi!

    Nonostante il lupo ci fornisca le linee guida per portare a termine il nostro compito, spetterà a noi decidere come completarlo, con una libertà davvero entusiasmante in un gioco così incentrato sulla narrazione. Sin dal primo momento, infatti, ci verrà data la facoltà di decidere le varie tipologie d'esplorazione della mappa, ossia l'intera cartina geopolitica degli USA, dalla California alla Florida.

    Avremo l'opportunità di percorrere il paese a piedi, lentamente, godendoci lo straordinario accompagnamento musicale che si adatta alle varie zone del continente (folk, blues, jazz, etnico e country si alternano infatti a seconda del singolo Stato in cui troviamo); oppure potremo ricorrere all'autostop, seguendo quindi le macchine che sceglieranno di accompagnarci; nulla ci vieterà inoltre di imbarcarci clandestinamente su un treno, con la consapevolezza di poter essere catturati; ed infine non mancherà la possibilità di pagare legalmente una corsa sui binari che collegano le grandi città del mondo di gioco, opportunamente segnalate sulla mappa, ovviamente se il denaro in nostro possesso sarà sufficiente per affrontare la spesa. Il gioco permette poi agli utenti più irretiti dalle musiche e dall'estetica dell'opera di godersi il viaggio seguendo il proprio ritmo, magari curiosando in giro; d'altro canto, i viaggiatori più desiderosi di conoscere le storie del folklore a stelle e strisce potranno focalizzarsi direttamente sugli obiettivi più importanti.

    Esplorare gli USA, Stato per Stato

    Il gameplay di Where the water tastes like wine rasenta la perfezione quando si adegua agli obiettivi narrativi ed emotivi dell'esperienza. Data la brevità delle storie, le scelte di dialogo che andremo ad affrontare potranno creare delle sequenze profondamente diverse tra loro, e si inseriranno in una "ruota dei tarocchi", indispensabile per delineare il tipo di racconto che poi vorremo riferire sia al lupo sia agli altri personaggi principali dell'avventura.

    C'è infatti un certo numero di figure con cui potremo interagire in maniera più complessa del normale, poiché è da loro che apprenderemo le vicende più interessanti e peculiari, da riferire al vorace ascoltatore sovrannaturale. In base alla loro situazione emotiva, che varia anche a seconda delle nostre decisioni, dovremo soddisfarli con diversi tipi di storie, divertenti, paurose o tragiche: più distante sarà l'origine dei miti, e più crescerà il loro interesse nell'ascoltarli. Purtroppo, il gioco compie qui il suo unico compromesso: nel tentativo di creare un minimo tasso di sfida per il giocatore, a volte un cantastorie ci chiederà di narrare alcune trame il cui genere (sia esso orrifico o drammatico) è del tutto slegato dalle tematiche che stava affrontando poco prima, creando una spiacevole sensazione di frammentazione. Inoltre, la pessima gestione dell'inventario delle storie rende davvero difficile muoversi fluidamente tra i singoli personaggi e le loro richieste. In attesa di una insperata patch, consigliamo ai giocatori non solo di munirsi di un buon vocabolario inglese-italiano (il lessico è alquanto complesso), ma anche di un foglio di carta in cui aggiornare le richieste dei vari comprimari, per evitare di cadere in confusione. Per quanto riguarda le dinamiche strettamente ludiche, inoltre, le tre risorse che dovremo monitorare, ossia salute, denaro ed energia, non saranno rilevanti come in un survival o un gestionale: tutto ciò che accadrà alla nostra morte sarà infatti una traslazione temporale nel saloon di inizio gioco, dove il lupo vorrà essere aggiornato sulle nostre scoperte. In ogni caso, una sparatoria o un bufalo terrorizzato potrebbero comunque farci perdere energia e costringerci così a ripartire dalla città più vicina. Allo stesso modo, eventuali furti e gesti di carità potrebbero lasciarsi a secco in situazioni in cui è richiesta una certa somma di denaro disponibile.

    Le fake news e la mitologia statunitense

    Sebbene presenti una scrittura eccellente, una direzione artistica magnifica e un concept decisamente originale, la più grande qualità di Where the water tastes like wine emerge silenziosamente solo dopo qualche ora di gioco, quando le nostre storie inizieranno a fare il giro del paese, e quando sarà la stessa nazione a reinterpretarle e raccontarle in una nuova veste, più sfarzosa, elegante e persino molto diversa da quella originale. In una sorta di fake news ante-litteram, osserveremo il racconto di un cowboy pazzo mutarsi nelle gesta di Pecos Bill, e un cavaliere ferito si trasformerà ben presto in Ichabod Crane. Indipendentemente dalla loro veridicità, più una vicenda evolve e più il suo impatto sarà significativo, poiché l'aggiunta collettiva di varie caratteristiche la renderà più popolare e condivisa.

    È sorprendete notare come il gioco riesca a passare da toni leggeri e satirici a momenti toccanti o terrificanti, narrati da una voce eccezionale, abilissima nel dare ritmo e cuore alle parole. È fondamentale sottolineare che questa alternanza non avrebbe funzionato senza le pause imposte, in maniera sottile, dalle lente passeggiate sotto il cielo (ai tempi) stellato del Nord America, alla ricerca di un passaggio o di un treno su cui saltare in corsa. E così vivremo la storia sia della criminalità di Chicago, sia della resistenza all'industrializzazione, sia della solitudine dei contadini del Nebraska, sia ancora della visione di un futuro tecnocratico dei giovani californiani. Il tutto senza mai interrompere la nostra missione, senza mai cedere il passo a qualche distrazione, sempre alla ricerca di nuovi miti, in questo "farming narrativo" senza fine (in più di quindici ore di gioco non abbiamo trovato una sola storia ripetuta). Godendoci insomma ogni singola parola, ogni nota del banjo, ogni sospiro.

    Where the Water Tastes Like Wine Where the Water Tastes Like WineVersione Analizzata PCWhere the water tastes like wine è un compendio di minuscoli romanzi interattivi, accompagnati da immagini utili a stimolare la nostra attenzione e a trasformarci nei portavoce della straordinaria mitologia alla base della cultura americana. A rendere il tutto ancora più coinvolgente ci pensano anche la straordinaria colonna sonora, ed un sistema d'esplorazione che sia adegua al ritmo ed alla volontà del giocatore. Se non fosse per le brusche, pessime e invadenti interruzioni di un inventario davvero mal gestito e di qualche dialogo forzato in alcune fasi dell’avventura, ci troveremmo quindi davanti a un vero e proprio capolavoro.

    8.5

    Che voto dai a: Where the Water Tastes Like Wine

    Media Voto Utenti
    Voti: 9
    7
    nd