White Shadows Recensione: inquietudine a metà tra Limbo e Little Nightmares

Il piccolo team di sviluppo di Monokel debutta con un puzzle platform monocromatico, ma ricco di sfumature: ecco la nostra recensione di White Shadows.

White Shadows Recensione: inquietudine a metà tra Limbo e Little Nightmares
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Disponibile per
  • Pc
  • PS5
  • Xbox Series X
  • L'annuncio di White Shadows aveva portato questo intrigante Indie all'attenzione del pubblico in occasione della Gamescom 2020. Le successive apparizioni dell'opera prima del team tedesco Monokel Games ci avevano spinto ad inserirla nella nostra rassegna dedicata ai giochi Indie più interessanti dell'E3 2021. Ebbene, in occasione del debutto di White Shadows, siamo lieti di poter confermarne l'effettivo potenziale anche in sede di recensione.

    Con Day One fissato per martedì 7 dicembre 2021, questo disturbante puzzle platform raggiunge i cataloghi di PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC (via Steam), tratteggiando un'esperienza decisamente intensa. Percorrendo il sentiero tracciato da opere del calibro di Limbo, Inside e Little Nightmares, White Shadows propone un'efficace commistione tra narrazione ambientale, atmosfere disturbanti e racconto allegorico. L'allievo non raggiunge forse le eccellenze dei maestri ludici ai quali si ispira, ma non per questo fallisce nel suo intento: far riflettere gli animi di giocatori inquietati, che difficilmente riusciranno a posare il gioco prima di aver raggiunto i titoli di coda.

    Distopia antropomorfa

    White Shadows non è un'opera leggera, lo precisiamo sin da subito. Al suo interno si affrontano, se pur in maniera allegorica, tematiche quali razzismo, violenza brutale e schiavitù.

    La scelta di ambientare l'intera vicenda in una società di stampo antropomorfa certamente attenua in parte l'impatto delle vicende dipinte a schermo, ma non aspettatevi troppe concessioni da parte di Monokel Games: l'opera prima del team tedesco è infatti cruenta e spietata. Una caratteristica imprescindibile per il tipo di narrazione che White Shadows vuole proporre, per un Indie che non esita nel dipingere una distopia surreale che ha fin troppi elementi di contatto con la Storia del mondo reale. Descrivere il comparto narrativo di White Shadows non è un'operazione semplice: la durata del gioco è infatti molto contenuta (parliamo di circa due ore) e il suo aspetto più intrigante risiede proprio nella progressiva scoperta del mondo che lo compone. Per tale ragione non sorprendetevi se non spenderemo in questa sede troppe parole in merito: preferiamo lasciare intatto l'impatto generato dal dipanarsi dell'avventura.

    Quel che certamente possiamo anticiparvi è che l'alter-ego designato per il giocatore è una giovane esemplare di corvo. Rimasta completamente sola in un mondo dominato - letteralmente - da lupi e ratti, la piccola volatile è determinata a sopravvivere alle terribili minacce che attendono i suoi simili entro i confini di White City. Quali siano le reali motivazioni o gli obiettivi della creatura, lo scoprirete al termine dell'avventura, in un epilogo che lascia ampio spazio all'interpretazione.

    La narrazione proposta da White Shadows, infatti, viaggia su di un delicato equilibrio tra allegoria, surrealismo, cinismo e silenzi. A raccontare la storia di un mondo distrutto e dominato da una ideologia violenta ci pensa, come già accennato, soprattutto la narrativa ambientale. I personaggi che popolano White City non parlano una lingua che possiamo comprendere, ma le loro azioni ci dicono - forse - tutto ciò che abbiamo bisogno di sapere su di loro. Il modo in cui vivono, e muoiono, corvi, pecore, maiali, topi e lupi tratteggia un immaginario che riesce a colpire con efficacia il lettore, anche a fronte del mutismo scelto dagli autori per i propri personaggi.

    Noir e Steampunk in bianco e nero

    Il silenzio di White Shadows è del resto pienamente in linea con la direzione artistica scelta per il puzzle platform. La breve vicenda è infatti tratteggiata con lo stile estetico che potremmo aspettarci da un film muto degli anni Venti.

    Completamente in bianco e nero, l'Indie accoglie persino sequenze filtrate da una filigrana cinematografica, mentre tra gli scenari troneggiano atmosfere steampunk e noir. Macchinari spietati e imponenti, torrioni che si ergono apparentemente nel vuoto, cartelloni pubblicitari semoventi e messaggi di propaganda sono tutto ciò che definisce White City.

    Per farsi strada in questo dedalo sferragliante, la protagonista ha ben poche armi. Il sistema di comandi è infatti a dir poco essenziale: possiamo camminare, saltare, abbassarci e spingere oggetti, niente di più. Pur con l'essenzialità dei mezzi, White Shadows riesce ad ogni modo a dar vita a sequenze platform interessanti, che sfociano in talune circostanza in sequenze che puntano tutto sulla spettacolarità. Queste ultime non sono numerose, ma non mancano affatto di impatto. Bisogna ad ogni modo precisare che il comparto strettamente ludico non rappresenta il cuore pulsante del gioco.

    Sia chiaro, non ci troviamo di fronte ad un'esperienza prettamente estetica, come potrebbe essere il recente - ed ottimo - The Artful Escape (trovate su Everyeye la recensione di The Artful Escape), ma non aspettatevi nemmeno un gameplay eccessivamente articolato. Pur presente, la componente puzzle non è mai particolarmente complessa, e il suo pregio risiede soprattutto nell'impatto emotivo che la risoluzione di alcuni quadri riesce a generare nel giocatore.

    In chiusura, riserviamo un particolare plauso al comparto audio di questo suggestivo Indie, che accompagna con maestria ogni minuto di gioco. Inquietanti silenzi interrotti dallo stridio di macchinari mostruosi si alternano allo sferragliare di treni portatori di morte, per una colonna sonora che culmina in epici brani di musica classica. La violenza di White Shadows si muove al ritmo della Cavalcata delle Valchirie di Wagner, l'oppressione cala il suo pugno tra le note del Danubio Blu di Strauss, mentre una flebile speranza si eleva dalle Quattro Stagioni di Vivaldi. L'eccellente commistione tra direzione artistica e accompagnamento musicale accresce la sensazione di straniamento e inquietudine suscitata dall'avanzata della protagonista, dipingendo frangenti autenticamente soffocanti.

    White Shadows White ShadowsVersione Analizzata Xbox Series XDopo tre anni di sviluppo effettivo e ben un decennio di incubazione, White Shadows presenta alla community videoludica il team tedesco Monokel Games. Composto da meno di una decina di professionisti, quest'ultimo assembla un'opera in bianco e nero, ma non per questo priva di sfumature. Con una narrazione ambientale di forte impatto, l'Indie dipinge una violenta distopia antropomorfa, in grado di inquietare e far riflettere. Allegorico, ma non troppo, il racconto - completamente muto - lascia ampio margine all'interpretazione personale. Con una longevità molto contenuta, White Shadows offre un'esperienza estetica coinvolgente, ma senza dimenticare l'aspetto ludico. Pur non predominante, quest'ultimo raggiunge i suoi picchi in sequenze platform dal forte impatto scenico e in fasi puzzle semplici, ma funzionali alla narrazione. Rifinisce il tutto un ottimo comparto sonoro, legato a doppio filo a grandi brani della musica classica.

    8

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