Recensione Wii Music

Il gioco musicale secondo Nintendo

Recensione Wii Music
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  • Wii
  • Musica, Maestro!

    Era il 2006 quando Shigeru Miyamoto, l'uomo comunemente conosciuto come il papà di Mario, prese il palco alla conferenza Nintendo dell'Electronic Enterteinment Expo vestito da direttore d'orchestra e agitando il suo Wiimote eseguì le note del tema di The Legend Of Zelda.
    Al tempo, Wii Music non esisteva se non nella mente del celeberrimo game designer, come ultimo tassello della serie dei Wii games, inaugurata con Wii Sports. Da allora la creazione del titolo è stata decisamente travagliata, con gli sviluppatori (guidati da Kazumi Totaka, la versione in carne ed ossa di K. K. Slider) che brancolavano nel buio riguardo all'impronta da dare al titolo. Ok, bisogna poter suonare gli strumenti con Wiimote e Nunchuck, ma quale dev'essere la struttura di gioco? Sarà sufficiente riproporre il meccanismo collaudato dei rhythm game in cui suonare una nota quando un'icona raggiunge la fine dello schermo? Evidentemente la risposta che si sono dati alla Nintendo è un secco e grosso no.

    One, two, one two three four!

    Wii Music è un gioco musicale. Non un rhythm game; un gioco musicale. È facile rendersene conto sin dalla prima modalità, la più semplice, ovvero Improvvisazione. Il giocatore può dare un'occhiata agli strumenti musicali disponibili e provare ad usarli. Se ad esempio il nostro Mii è seduto davanti ad un pianoforte, si può già cominciare a strimpellare qualche nota, agitando Wiimote e Nunchuck. Niente di più semplice.
    Selezionato lo strumento si passa all'azione: il nostro avatar è immerso nell'oscurità, illuminato da un unico faro. Cominciando a suonare si otterranno delle note male assortite, cacofoniche, ma dopo pochi secondi ecco accendersi un'altra luce, e sotto di essa un musicista suona un semplice motivetto (o una linea di basso, o un accompagnamento ritmico). Capito il ritmo tenuto dal nostro collega potremo adattarci ad esso ed ecco che la melodia diventa chiara: siamo in grado di seguirla con movimenti non più casuali bensì a tempo. Potremo prevedere come continuerà.
    Ora siamo in due a suonare e le cose vanno bene, forse si potrebbe dire che la musica ottenuta sia un po' semplice, manchi di corposità. Ecco aggiungersi dunque un nuovo strumento. Il ritmo tenuto da quest'ultimo è diverso ma si adatta al nostro, e pur suonando poche note arricchisce ciò che sentiamo. La stessa sensazione la abbiamo quando si aggiungono altri due musicisti, le luci si accendono ed il palco si anima di effetti luminosi. Ormai seguiamo la melodia, la vediamo specchiarsi nelle note suonate dagli altri componenti della band, possiamo renderla semplice, poche note cadenzate, o azzardare dei virtuosismi, moltiplicare i movimenti cercando di non perdere il ritmo. Magari il risultato non è dei migliori, probabilmente le battute fuori tempo non si contano più, ma una cosa è certa: sembra impossibile smettere.
    La modalità Improvvisazione, pur essendo poco più di un modo per provare i diversi strumenti prima di cimentarsi in una performance vera e propria, sembra racchiudere l'essenza di Wii Music, ovvero il piacere di suonare, seguendo una melodia già scritta, è vero, ma avendo sempre la possibilità di reinterpretare il pezzo a proprio gusto. Prima di approfondire gli aspetti riguardanti l'arrangiamento dei brani, spendiamo due parole per i controlli.
    È importante capire che il titolo non è stato pensato per farci suonare degli strumenti tramite Wiimote e Nunchuck nel senso usuale del termine. "Impugnata" la chitarra, non si può scegliere un accordo o una sequenza di note, tutto quello che potremo fare è mimare le pennate usando il telecomando. Niente di più. Suonando un pianoforte è inutile spostare le proprie mani verso destra, sperando di toccare i tasti relativi alle note più alte. Ciò può sembrare eccessivamente limitante se ci si mette davanti a Wii Music con la speranza di imitare uno strumento musicale, come avviene per esempio con Guitar Hero ed i suoi controller a forma di chitarra. Ma questo metodo di controllo è funzionale all'opera vista nel suo insieme, l'importante è che i controller funzionino in maniera impeccabile quando si tratta di rilevare i colpi dati dal giocatore. E lo fanno.
    Per essere precisi bisogna aggiungere che praticamente ogni strumento gode di un accorgimento che fornisce un po' di varietà al giocatore: gli strumenti a corda permettono, agendo sul Nunchuk, di smorzare le corde, mentre quelli assimilabili al pianoforte prevedono il glissando.
    I fiati, la cui simulazione avviene reggendo il Wiimote a mo' di flauto e premendo i tasti 1 e 2, permettono di alzare la tonalità delle note premendo B, inoltre tutti gli strumenti offrono sonorità diverse quando si premono i tasti A, B, C o Z. Non potremo scegliere le singole note suonate, ma la possibilità di variare le sonorità non manca.

    L'arte di arrangiare

    Il fulcro dell'esperienza offerta da Wii Music risiede nella modalità Performance Personalizzata. Dopo aver selezionato una delle canzoni disponibili e il luogo in cui la band si esibirà verremo indirizzati nella schermata in cui scegliere gli strumenti che parteciperanno all'esecuzione. Le sezioni da riempire sono sei: prima melodia, seconda melodia, accordi, basso e due percussioni; la più grande libertà offerta dal titolo risiede proprio nella libera scelta degli strumenti musicali e dunque dell'arrangiamento del brano. Il gioco suggerisce tutta una serie di arrangiamenti classici: si va dal rock al raggae, passando per la musica classica ed il jazz; in tutti casi gli strumenti presenti doneranno all'esecuzione il timbro inconfondibile del genere selezionato. In più, lo stesso giocatore può selezionare uno ad uno gli strumenti musicali o anche decidere che una sezione della band rimanga vuota; oltre a questo è possibile impostare la velocità d'esecuzione del brano rendendola più lenta o più veloce.
    Approntato l'arrangiamento è l'ora di eseguire il brano, suonando uno degli strumenti selezionati accompagnati dai Domisol, simpatici omini simili a dei muppets. L'esecuzione è agevolata da vari strumenti: lo speaker del Wiimote fungerà da metronomo, mentre nella parte in basso a destra dello schermo appariranno i Bebop. Questi esserini salteranno ritmicamente aiutandoci ulteriormente a tenere il tempo ed inoltre la loro forma indicherà le varie sezioni di una canzone. Ad esempio, i Bebop potrebbero essere tondi nella parte iniziale della canzone, diventare quadrati nella parte centrale, triangolari in corrispondenza di una sezione più movimentata e poi tornare quadrati col riproporsi della parte centrale. Se poi si vuole seguire fedelmente l'esecuzione canonica del brano è sempre possibile premere il tasto "-" e far apparire una sorta di spartito che indica quando suonare le note, alla stregua di quanto avviene nei rhythm game tradizionali.
    Una volta terminata, è possibile salvare la propria esecuzione in un vero e proprio video musicale, la cui copertina è ideata dallo stesso giocatore. A questo punto avviene qualcosa di strano, probabilmente mai visto prima in un videogame: Wii Music chiede a noi di dare un voto alla performance. Da questa richiesta si può capire tanto sulla natura del titolo. Wii Music non è un gioco vero e proprio, non presenta le sfide che solitamente noi videogiocatori siamo chiamati ad affrontare. Wii Music non prevede che il giocatore sbagli e di conseguenza non lo punisce per i suoi errori; è quindi naturale che sulle prime si sia portati a domandarsi quale sia allora la molla che spinge a proseguire nell'esperienza di gioco. È presto detto: essendo noi i più severi giudici di noi stessi, non saremo indifferenti di fronte ad una performance mal eseguita, fuori tempo, ed è dunque naturale essere portati a rieseguire il brano per migliorarne l'esecuzione; oppure può capitare di risentire un proprio video musicale a distanza di qualche giorno e pensare che in una certa sezione l'esecuzione sarebbe potuta essere diversa, più ritmata o invece con note più lunghe.
    Ma la potenza più grande sta nel fatto di poter registrare la stessa canzone più volte, in modo da occuparsi in prima persona di tutti gli strumenti. Dopo aver eseguito il brano, scegliendo Cambia Strumenti si torna alla schermata di selezione, ed il nostro Mii sarà lì a ripetere l'esecuzione appena terminata: perché non accompagnarlo noi stessi ora? Una volta presa un po' di dimestichezza sarà facilissimo perdere ore intere a registrare numerose volte lo stesso pezzo ed arrivare ad una performance completamente nostra.
    Perché cercare così affannosamente una buona esecuzione? Per vantarsene con gli amici. Il titolo permette di scambiare i propri video musicali con tutti gli utenti registrati nella rubrica Wii ed una volta entrati in una community animata si avranno ogni giorno a disposizione nuovi video in cui ammirare virtuosismi ritmici o arrangiamenti mai immaginati prima. Se poi si è gradita particolarmente l'esecuzione di un amico si ha la possibilità di modificarla aggiungendo le proprie performance, in modo da ottenere dei veri e propri duetti a distanza.


    La componente ludica

    Fin qui abbiamo sviscerato la sezione riguardante le Performance Personalizzate, ma Wii Music propone anche dei minigame nel senso tradizionale del termine.
    Direttore d'Orchestra ci mette al comando di un'orchestra di Mii pronti ad assecondare il ritmo che noi direttori eseguiamo con la nostra bacchetta/Wiimote; in questo caso le nostre azioni influiranno unicamente sul tempo dell'esecuzione e dunque il giocatore non ha nessuna libertà interpretativa, dovendo seguire al meglio il ritmo originale del brano. L'unica variante è data dalla pressione del tasto A per far sì che l'orchestra suoni una battuta in maniera particolarmente energica.
    Sinfonia di Campanelle invece assegna ad ogni giocatore due campane colorate, una per mano. Nella metà inferiore dello schermo scorre una barra riportante delle icone colorate, ed ogni partecipante deve suonare la campanella dello stesso colore del simbolo che raggiunge l'estremità sinistra dello schermo. In sostanza la meccanica è la stessa vista in Donkey Konga o Taiko no Tatsujin, con la variante data dal fatto che i giocatori devo suonare insieme, ognuno adibito ad una nota diversa, e dunque in due o più partecipanti non mancano le risate date dalla confusione che immancabilmente si crea.
    Indovina la Nota infine propone una serie di quiz musicali in cui riconoscere la nota suonata da un altoparlante fra quelle eseguite dai Mii disponibili, oppure mettere insieme le note per ricostruire un accordo o ancora metterle in ordine dalla più bassa alla più alta.
    Un'altra modalità riguarda le lezioni impartite da Sebastian Domisol, il simpaticissimo omino che ci segue nei primissimi minuti di gioco e successivamente si occupa di insegnarci i rudimenti per ottenere delle buone performance. Le lezioni base rappresentano un necessario tutorial del gioco, in cui imparare a seguire dei semplici ritmi o il significato e l'utilizzo dei Bebop, mentre quelle avanzate riguardano i singoli arrangiamenti.
    Infine, un'intera modalità è dedicata alla batteria. I giocatori muniti di una Balance Board (la periferica venduta da Nintendo in bundle con Wii Fit) potranno cimentarsi nelle lezioni di batteria, in cui imparare a tenere dei ritmi sempre più difficili utilizzando Wiimote e Nunchuk come bacchette (il pezzo della batteria suonato dipende dai tasti premuti e non da dove si portano i colpi) e la Balance Board come pedali di grancassa e charleston. Il giocatore potrà anche suonare liberamente ed utilizzare questo metodo di gioco per eseguire la parte ritmica in un arrangiamento.

    Tracklist

    Una delle critiche più frequentemente mosse a Wii Music riguarda la qualità della sua tracklist. Le canzoni scelte da Nintendo sono per lo più brani di musica classica e tradizionale, con l'aggiunta di un numero limitato di canzoni pop e temi tratti dai capolavori della storia Nintendo. Anche il loro numero (poco più di cinquanta) può sembrare limitato rispetto al centinaio di brani presenti, ad esempio, in Guitar Hero World Tour (considerando anche i contenuti scaricabili).
    Pur non negando che un bel quantitativo di canzoni pop e colonne sonore non ci sarebbe dispiaciuto, vanno considerati i diversi fattori che hanno portato gli sviluppatori a delineare la tracklist che abbiamo sotto gli occhi. Bisogna sapere intanto che i musicisti di Nintendo non si sono limitati ad inserire negli spartiti le note originali della canzone (altrimenti il titolo non avrebbe funzionato per come è stato concepito). Per dare la possibilità al giocatore di suonare in ogni momento, aggiungendo note laddove ne sentisse il bisogno, gli sviluppatori hanno dovuto popolare ogni intervallo tra una nota e l'altra di altre note, rispettando la melodia di fondo: un lavoro titanico anche solo per le cinquanta canzoni proposte.
    Per comprendere la scelta di un gran numero di brani classici e tradizionali bisogna invece ammettere che suonando una canzone come Jingle Bell Rock e un tema come quello di Zelda l'utente è portato a replicare le note originali della canzone, senza dare troppa corda al proprio estro. Il contrario avviene invece con brani come ad esempio Twinkle Twinkle Little Star, la cui struttura melodica invoglia naturalmente a sperimentare, allontanandosi dal semplice motivetto della canzone. E lo scopo di Wii Music è proprio questo.
    Passando al lato prettamente tecnico del titolo, graficamente Wii Music presenta il classico stile dei giochi Touch Generation visti su Wii. Non verremo mai colpiti da un effetto grafico perticolarmente ricercato, ma lo stile che tiene insieme l'opera è impeccabile quanto quello visto in Wii Sport o Wii Fit. Una menzione d'onore va al cosiddetto palco pop, ovvero un palcoscenico circondato da un muro che altro non è se non un immenso schermo. Su di esso vengono visualizzati diversi effetti grafici in base alla nostra esecuzione ed anche delle immagini relative ai giochi da cui sono tratte le melodie, nel caso in cui stessimo suonando una colonna sonora. Veder spuntare la faccia di K. K. Slider (il famoso cane cantautore di Animal Crossing) durante l'esecuzione di K. K. Blues non ha prezzo.
    Il comparto audio, così importante per il titolo si comporta egregiamente nonostante i suoni dei vari strumenti siano realizzati in formato MIDI ed alcune volte il risultato non sia dei migliori (come ad esempio il sound della chitarra elettrica). In generale si può dire che se i professionisti del suono e gli appassionati saranno in grado di cogliere le pecche della tecnica sonora utilizzata, il giocatore comune godrà appieno di quanto il comparto audio ha da offrire. Ottimo poi il tema musicale di Wii Music: nel menù principale del titolo sono sempre presenti quatto Mii (fra cui il nostro) intenti a realizzarlo ed è possibile agitare i controller e cominciare a suonarlo. Sembra incredibile, ma è difficilissimo selezionare una modalità senza prima ever suonato qualche nota.

    Scheda Wii Music Scheda Wii MusicVersione Analizzata Nintendo WiiWii Music è qualcosa di nuovo nel panorama dei giochi musicali, qualcosa di mai tentato e probabilmente mai sognato se non da Nintendo. Pur con i suoi difetti (l'audio non sempre ottimo degli strumenti ed una carenza di brani pop), il titolo possiede una carica innovativa senza eguali e spinge il giocatore ad impegnarsi al massimo per ottenere un'interpretazione personale dei brani presenti. È vero, Wii Music non è per tutti, specie per chi non riesce a considerare divertente un gioco che non propone nessun obiettivo da raggiungere o punteggio da battere, ma chi avrà la pazienza di dedicargli qualche oretta entrerà in un mondo fatto di improvvisazioni, duetti con i propri amici on-line e divertimento. Wii Music è diverso. Qualcuno ha detto Nintendo Difference?

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