Wild West Online: Recensione del nuovo Action MMO ad ambientazione Western

In attesa di Red Dead Redemption 2, DJ2 Entertainment cavalca l'onda del Western lanciando Wild West Online, ma il risultato non è dei migliori...

recensione Wild West Online: Recensione del nuovo Action MMO ad ambientazione Western
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  • Di giochi ambientati nel selvaggio West, oggigiorno, non se ne vedono poi molti. Fatta eccezione per la serie di Call of Juarez, del vecchio Gun, dei vari Desperados o di Red Dead Redemption, non c'è molto che gli appassionati possano recuperare senza andar troppo indietro con gli anni. È piuttosto comprensibile, quindi, che quando uno dei brand più celebri di Rockstar si accinge a ritornare sulla scena, l'interesse per cacciatori di teste e sei colpi fumanti aumenti esponenzialmente. Probabilmente Wild West Online ha cavalcato l'onda di questo fenomeno, proponendosi - almeno a livello tematico - come un modo per stemperare la pungente voglia di metter le mani su Red Dead Redemption 2. E le premesse sembravano pure buone: una grande mappa esplorabile, tante armi (dai revolver calibro 45 agli imponenti scattergun) e grossi scontri tra giocatori, che dovevano assaltare banche e diligenze oppure prendere il controllo di piccole cittadine. Alla prova dei fatti, purtroppo, tutti quei buoni propositi si sono concretizzati in un nulla di fatto, perché Wild West Online non ci prova neanche a mantenere le promesse fatte in partenza. Fidatevi.

    Noia e desolazione?

    Wild West Online è un gioco problematico, rozzo, povero d'idee e potremmo continuare ad aggiungere epiteti poco lusinghieri per un'altra dozzina di righe. La cosa più sorprendente è che, quasi fosse inconsapevole del pessimo stato in cui versa la sua creazione, lo studio di sviluppo (tale DJ2 Entertainment), ha deciso comunque di uscire dal programma Early Access su Steam e abbracciando la dicitura "versione finale". Che ci si trovi di fronte ad una build tutt'altro che definitiva è lampante, basta infatti notare che la versione del gioco è indicata come 0.8.5, e non con il canonico 1.0.

    Dettagli, ci siamo detti. E infatti di dettagli si trattava, considerando lo strazio che ci avrebbe accolto di lì a poco.
    Opzioni mancanti, un editor del personaggio che più stringato non si può, mancanza di guide e informazioni d'ogni tipo: carenze che ci si aspetterebbe da una alpha, non da un titolo distribuito tra gli scaffali digitali del negozio di Valve. I primi minuti, di conseguenza, ci hanno visti impegnati nel vano tentativo di comprendere le basi e imparare i comandi. Esasperati, ad un certo punto abbiamo provato pure a chiedere delucidazioni nella chat di gioco, a quanto pare, però, la confusione non sembrava aver assalito soltanto noi. Dopo aver soffocato qualche imprecazione e riassestato i nostri umori, siamo riusciti a comprendere le basi, intraprendendo diverse attività. La prima che abbiamo provato aveva come obiettivo l'accumulo di punti - attraverso le eliminazioni o il recupero di speciali oggetti - per la conquista di una piccola cittadina: i giocatori erano divisi in base a una delle due fazioni selezionate durante la creazione del personaggio e, poi, questi ultimi non dovevano far altro che far cantare i loro ferri da tiro nella maniera più letale possibile.

    La desolazione che caratterizza i server di gioco certo non ha contribuito a rendere quelle battaglie dei momenti di pura adrenalina, ma neppure l'ostile sistema di shooting è un aspetto da sottovalutare. Peraltro Wild West Online ha anche delle incomprensibili velleità "simulative" e "survival" per cui ogni colpo subito causa sanguinamento, da interrompere rigorosamente con l'uso di bendaggi. Ovviamente tutte le operazioni di cura costringono a ispezionare costantemente l'inventario portando via molto tempo; è quindi impensabile giocare ai dottori nel bel mezzo di un conflitto a fuoco.
    Il peso di questa scelta di design si fa sentire in ogni altro aspetto del gioco, non solo in quello più action. I proiettili possono essere solo comprati, le armi pure, lo stesso vale per molti altri strumenti: non ci sarebbe nulla di male se ciò non creasse grossi sbilanciamenti tra utenti e le attività per recuperare denaro non fossero una sofferenza da portare a termine. Dalla raccolta di pepite a quella delle erbacce, fino alla cattura degli animali, attività dai risvolti grotteschi. Sì, perché il mondo di gioco di Wild West Online non contempla la presenza di nessuna bestia (a parte i cavalli con cui si spostano i giocatori): niente mucche, niente buoi, linci, puma, neanche una piccola lucertolina. Eppure, qualche sprovveduto padrone di un ranch, ci ha addirittura chiesto di cacciare quei castori "che gli stavano devastando la proprietà". Prima di capire come posizionare le trappole sul terreno abbiamo impiegato un bel po' di tempo, scoprendo che, per recuperare il bottino, eravamo costretti ad attendere - mantenendo premuto il tasto E - il completamento di una barra. A quel punto un etereo animale sarebbe apparso (astrattamente) nella gabbia e ci avrebbe consegnato, di spontanea volontà, il suo pellame o la sua carne. Il benefattore in questione, tuttavia, compare in maniera totalmente casuale: abbiamo bisogno di una pelliccia di castoro? Dobbiamo attendere prima la visita di una lontra, di un puma, di un coniglio e del rospo cornuto mutante del Wyoming. Insomma, la caccia è un'attività che richiede circa una ventina di deliranti minuti, se va bene.

    Questo era solo un esempio, ma abbiamo contato veramente tante di missioni strutturate in maniera del tutto folle. Un tizio con il fegato più tosto del West ci ha chiesto di "placare la sua sete" portandogli ben quindici bottiglie di Whisky; un altro pretendeva che catturassimo un coguaro con una gabbia per topi, e non è nemmeno apparsa la scritta "Sei su scherzi a parte".
    Qualsiasi cosa si voglia fare senza per forza distribuire piombo, poggia su una becera concezione di farming che vuole mettere in moto - non si sa come - un'economia di gioco basata sulla compravendita di equipaggiamento e sul crafting. Alcuni oggetti, tuttavia, potranno essere recuperati anche attraverso un sistema di microtransazioni completamente fuori luogo, che permette anche di acquistare boost di esperienza (ottenibile anche solo esplorando). Salire di livello sblocca alcune semplici abilità, ma soprattutto consente di mettere le mani su armi avanzate potenzialmente più utili negli scontri a fuoco.
    Per dovere di cronaca vi informiamo che oltre al deathmatch a squadre sui generis, Wild West Online offre diverse altre attività PvP qualitativamente persino inferiori a quelle citate. Vi lasciamo trarre le opportune conclusioni.

    E se pensate che magari possa valere la pena scorrazzare per le praterie a cavallo, sappiate che l'ambientazione dell'MMO di DJ2 Entertainment soffre di una mancanza per la cura del dettaglio quasi da primato. Il discorso include pop in di elementi, una gestione delle fonti di luce dissennata, effettistica da mani nei capelli e modelli riciclati cronicamente.
    Il nostro fido destriero, inoltre, può essere richiamato in ogni momento, ma appare all'improvviso e senza animazioni di sorta: per efficienza e celerità d'evocazione è persino superiore all'ingiustamente vituperato Roach di The Witcher 3 (che però poteva salire sui tetti). Più in generale è l'atmosfera a mancare: villaggi completamente vuoti, tranne che per un triste barman o un contabile; ranch che sfoggiano recinti senza animali; nessun effetto atmosferico e un ciclo giorno-notte solo abbozzato. Uno spreco su tutta la linea, e non pensiamo che la situazione sia destinata a migliorare, visto lo squallido trattamento che gli sviluppatori hanno riservato a tutti i supporter e a chi ingenuamente credeva di poter mettere le mani su un gioco in condizioni almeno decenti.

    Wild West Online Wild West OnlineVersione Analizzata PCCos’è Wild West Online? Un gigantesco specchietto per le allodole che ha sfruttato la pandemia generata da Red Dead Redemption 2 per raccogliere danari e notorietà: un piano che, peraltro, è anche parzialmente riuscito. Dopotutto dietro al progetto si cela il famigerato Sergey Titov, tristemente noto per aver contribuito allo sviluppo di The War Z e - udite udite - del “leggendario” Big Rigs. Dateci retta, mettete da parte qualsiasi interesse per il gioco, anche se proprio non ce la fate più ad aspettare il secondo capitolo dell’epopea western di Rockstar. Wild West Online non placherà la vostra sete, anzi, farà l’effetto di un cucchiaio di sale nel mezzo di un cocente deserto.

    3.5

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