Windbound Recensione: un'avventura ispirata a Rime e Zelda The Wind Waker

Ispirato a The Legend of Zelda: Wind Waker e Rime, Windbound è un particolare rogue-like in cui affrontare le correnti marine vento in poppa.

recensione Windbound Recensione: un'avventura ispirata a Rime e Zelda The Wind Waker
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • "Una nave è una nave, ma una corda può diventare molte cose". Questa frase apparsa su schermo durante l'esplorazione di una delle rovine del mondo di Windbound dice molto sull'approccio adottato da 5 Lives Studios nello sviluppo dell'avventura di Kara. Sempre accompagnati dalla nostra fida barca e con la brezza marina tra i capelli, dovremo imparare a destreggiarci tra le meraviglie e i pericoli di un mondo generato proceduralmente. E l'unico modo per scoprire gli effetti di un fungo sarà assaggiarlo, sprezzanti del pericolo e pronti a tutto.

    Questo rogue-like dalle tinte cartoonesche e con uno spirito survival approda oggi su PlayStation 4 (versione da noi giocata), Xbox One, PC e Nintendo Switch. Con una sola parola d'ordine: flessibilità. Perché per sopravvivere nel mondo di Windbound sarà necessario adattarsi a ciò che troveremo sui cinque arcipelaghi in cui si svolge il viaggio di Kara, senza rimanere ancorati a troppe certezze. Il mare è in continuo mutamento, e per solcarlo con successo dovremo diventare come lui.

    L'avventura di Kara, sulla scia di Rime

    Durante una terribile tempesta, un essere gigantesco emerge dagli abissi per minacciare l'intero clan cui appartiene Kara, giovane esperta nell'arte della navigazione. L'abilità della protagonista nulla può contro il mostro marino, che la scaraventa lontano dai suoi compagni. Riemergiamo su un'isoletta caratterizzata da tinte vivaci e popolata da un gruppetto di simpatici cinghiali. Non abbiamo alcun equipaggiamento se non un coltello, ed è proprio da qui che bisognerà partire per lottare contro fame e sfinimento.

    Dopo aver recuperato i primi materiali - e magari costruito la nostra prima canoa - troviamo un santuario, e intuiamo che la nostra missione sarà proprio quella di rinvenire strutture simili nel corso dei nostri viaggi per mare. Armati di un remo e di tanta buona volontà ci muoviamo tra le isole, preferibilmente a pancia piena.

    La gestione della salute e della stamina di Kara sono essenziali, e per questo è importante raccogliere tutte le risorse vegetali e animali reperibili nelle lande da noi visitate, senza contare che la scoperta di un nuovo materiale potrebbe sbloccare una o più possibilità di crafting. L'impatto visivo regala un colpo d'occhio spesso magnifico sugli alberi multicolori e sugli esseri variegati che rendono vivi gli atolli, e i colori regalati dall'alternanza giorno-notte ci hanno spinto più volte a desiderare la presenza di un photo mode.

    Va detto però che questa bellezza poetica e struggente contrasta fortemente con l'approccio da adottare per aver successo nel gioco: non viene spontaneo uccidere le forme di vita - solitamente pacifiche - che troviamo sulle isole, e sembra più naturale fermarsi ad ammirarle mentre girovagano tra l'erba. Tanto più che la trama di Windbound sembra da subito incentrarsi sulla necessità di cooperazione tra uomo e natura, senza prevaricazioni da ambo le parti. A volte capita di sentirsi come un crudele conquistador, incurante delle conseguenze lasciate dal proprio passaggio. Una dissonanza accentuata dai delicati accordi di pianoforte che di tanto in tanto ci accompagnano nelle nostre peregrinazioni, sostituiti da musiche più concitate solamente durante le lotte o nella navigazione del mare in tempesta.

    Durante i nostri viaggi potrà capitare di trovare tracce del clan cui Kara appartiene, e da cui è stata separata nella tragica tempesta cui assistiamo nei primi minuti di gioco. Rovine, santuari e tombe raccontano storie di una civiltà sull'orlo del baratro, in cui vecchie certezze hanno lasciato spazio a rovina e disperazione. Spesso questi luoghi forniscono oggetti speciali o frammenti marini, una specie di valuta di gioco con cui la protagonista può acquistare potenziamenti alla fine di ogni capitolo.

    L'esplorazione è mirata alla ricerca delle tre torri che ci consentiranno di avanzare nell'avventura e concludere ogni suo segmento, leggendo frasi che ci consentiranno di scoprire qualcosa in più sul mondo di gioco. E qui arriva una delle note dolenti della nostra esperienza: ci aspettavamo di più dalla narrazione di Windbound, che risulta invece abbozzata e poco approfondita. Se inizialmente si prova forte curiosità per il vissuto di Kara e si vorrebbe conoscere più dettagli sulle ragioni che hanno condotto il suo popolo al disastro, proseguendo nell'avventura si comprende che di concreto vi è ben poco, e questo affievolisce il desiderio di trovare la prossima torre.

    Non solo: Windbound si confronta esplicitamente con Rime, titolo del 2017 sviluppato da Tequila Works e incentrato sull'elaborazione del lutto (recuperate la recensione di Rime). L'ispirazione appare chiara tanto nello stile grafico quanto nella struttura di gioco, in entrambi i casi suddivisa in cinque capitoli. Una partita a Rime consente di rendere visibili i difetti della trama di Windbound, che non riesce ad avere un autentico sviluppo nel corso dell'avventura, e in fin dei conti si dimostra statica e priva di riscontro nel mondo virtuale.

    L'unica conseguenza della prosecuzione del viaggio di Kara pare essere la crescente grandezza degli arcipelaghi da esplorare, che di certo propongono novità e sorprese nel corso dell'avventura, ma non rispecchiano il percorso interiore della protagonista. Un percorso che rimane muto e, in ultima analisi, ben poco significativo, nonostante il lodevole tentativo di 5 Lives Studios di soffiare vita nelle tracce di civiltà umana disperse sulle isole di Windbound. Si affaccia piuttosto presto una sensazione di déjà vu, di già visto, una monotonia di fondo che affligge tanto la trama quanto l'esplorazione delle isole.

    Le modalità di gioco e la longevità

    Le opzioni di difficoltà selezionabili sono due: da un lato abbiamo la modalità Sopravvivenza, capace di garantire un'autentica esperienza rogue-like grazie alla morte permanente e alla perdita di gran parte degli oggetti nel nostro inventario, e dall'altro la più clemente modalità Storia, con combattimenti facilitati, mantenimento di quanto trovato da Kara e respawn all'inizio del capitolo in corso in caso di morte della nostra eroina. La difficoltà può essere modificata in qualunque momento dell'avventura, che nel nostro caso è durata una quindicina di ore.

    Ottimo il fattore rigiocabilità, grazie alla struttura sandbox del titolo, che permette di stupire il giocatore con una varietà di oggetti ed effetti inediti rispetto alle partite precedenti. Per fare un esempio, alla fine del primo capitolo ci è stato offerta una benedizione che consentiva di ridurre l'effetto velenoso di alcuni funghi; tuttavia, nel corso delle peripezie di Kara abbiamo trovato soltanto funghi commestibili e non nocivi. Le cose potrebbero essere ben diverse la prossima volta che solcheremo l'oceano di Windbound!

    Decisamente meno esaltante la componente action del titolo, penalizzata da un'intelligenza artificiale dei nemici pressoché inesistente e da un combat system poco rifinito. I (pochi) animali che popolano le isole di Windbound scadono presto nella monotonia, fatto salvo qualche incontro interessante con esseri più impegnativi. Mancano vere e proprie boss fight, e bisogna accontentarsi di qualche bestione più aggressivo rispetto ai nemici base, che rimangono purtroppo costanti nel corso dell'avventura. Come accennato, l'intelligenza artificiale non brilla per furbizia: dopo essere stati ingaggiati, gli avversari di Kara potrebbero fuggire, rispondere goffamente agli attacchi oppure incastrarsi nelle rocce del mondo di gioco, o tentare di fare tutte queste cose insieme, spesso con scarsi risultati. In particolare, abbiamo assistito più volte al congelamento dell'animazione di una specie di grosso felino che tende ad avventarsi su di noi dall'alto di alcune rupi, rimanendo però immobilizzato nell'animazione di salto (con un risultato visivo esilarante).

    Visto il comportamento medio degli abitanti degli arcipelaghi, a volte siamo rimasti sorpresi dalla reattività e dalla decisione di alcuni nemici: la nostra partita è stata funestata più volte dall'aggressività degli squali, che non hanno avuto pietà della nostra povera imbarcazione. Positiva la personalizzazione della protagonista, che può costruire indumenti e copricapi dagli effetti utilissimi per proseguire nell'avventura: ciò spinge ad affrontare e sconfiggere i nemici più forti ed impegnativi, che forniscono materiali e fanno scoprire a Kara nuove combinazioni per i potenziamenti.

    È grazie alla nostra fidata barca che Windbound riesce a risollevarsi e volare alto nelle sezioni di navigazione. All'inizio potremo costruire soltanto una misera canoa fatta di sterpaglie, ma con il prosieguo dell'avventura potremo sentirci dei veri e propri lupi di mare. Imparare a maneggiare la vela non è un'operazione immediata, ma acquisire abilità nel solcare le onde regala grandi soddisfazioni al giocatore.

    Sulle orme di Zelda The Wind Waker

    Vi sono ampi margini di customizzazione e miglioramento dell'imbarcazione: potremo scegliere un vascello rapido, in grado di schivare gli squali che tanto ci hanno dato noia, oppure aggiungere delle difese ai lati della barca, appesantendola ma rendendola senz'altro più resistente.

    Ogni scelta presenta vantaggi e svantaggi, mentre alcuni potenziamenti, come ad esempio le polene, richiedono materiali rari (ottenibili sconfiggendo i mostri più resistenti del gioco) ma saranno solo e soltanto un upgrade per la vostra esperienza da marinai. Nella gestione della navigazione 5 Lives Studios ha tratto ispirazione dal gameplay di The Legend of Zelda The Wind Waker, che nel 2002 portò sui nostri schermi una delle più affascinanti avventure viste sui mari videoludici (qui potete leggere la nostra recensione di The Legend of Zelda The Wind Waker HD). Il feeling complessivo di Windbound è simile, ma è penalizzato dall'impossibilità di avvicinare la telecamera a Kara (e vi assicuriamo che l'effetto visivo sarebbe stato eccezionale, vista l'incredibile palette cromatica visibile nel ciclo giorno-notte degli arcipelaghi) e dalle indicazioni dei comandi, piuttosto invasive, nella parte inferiore dello schermo. Graditissima invece l'assenza di una mappa, cosa che ci costringe a navigare a vista e a sviluppare una buona memoria dello skyline delle varie isole, sfruttando il nostro senso dell'orientamento.

    Windbound WindboundVersione Analizzata PlayStation 4Abbiamo atteso con interesse l’uscita di Windbound, secondo lavoro del promettente studio australiano 5 Lives Studios, ma non possiamo dire di essere completamente soddisfatti. Le peripezie di Kara mancano del giusto mordente per tenere il giocatore incollato alla sedia e mantenere alta l’attenzione, sebbene la direzione artistica rimanga nel complesso deliziosa. Purtroppo Windbound è afflitto da una monotonia di fondo che permea la trama, le isole esplorate e perfino le musiche, molto gradevoli ma ben presto ripetitive. La scarsa caratterizzazione della protagonista non aiuta, ma si prova grande soddisfazione nello scoprire nuove ricette di crafting per cambiare i suoi vestiti, regalando un tocco di personalizzazione e di strategia alle nostre partite. Nel complesso, Windbound trae ispirazione da giganti del passato - Rime e The Wind Waker in primis - ma non riesce sempre ad affermare una identità propria. L’esplorazione degli arcipelaghi rimane piacevole, soprattutto grazie alle ampie possibilità di customizzazione della barca, vera protagonista della nostra avventura alla ricerca della conciliazione tra civiltà terrestri e potenti esseri marini. Un’esperienza che supera ampiamente la sufficienza (con un ottimo rapporto qualità-prezzo) e che certamente divertirà gli appassionati di rogue-like, regalando loro diverse decine di ore di gioco e un senso di bellezza e stupore nel solcare un oceano meraviglioso, soprattutto nelle magiche ore del tramonto.

    7

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