Wolfenstein 2: Le Avventure di Pistolero Joe, recensione del primo DLC

Il primo DLC di Wolfenstein 2, parte del pacchetto Cronache della Libertà, è incentrato sulle avventure dell'ex giocatore di football Joseph Stallion...

recensione Wolfenstein 2: Le Avventure di Pistolero Joe, recensione del primo DLC
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Brutale, ipercinetico e sboccato, Wolfenstein II è stato senza ombra di dubbio il miglior sparatutto dell'anno appena trascorso. Con una sceneggiatura squisitamente trash, sequenze che farebbero invidia al miglior Tarantino, ed un ritmo di gioco forsennato (proprio come vuole la tradizione degli shooter old school), la nuova avventura ucronica di Machine Games è riuscita nuovamente a distinguersi. Eppure, rispetto al primo capitolo, questo The New Colossus ha perso qualcosa per strada: un villain più spietato e partecipe, ad esempio, ma anche un incedere meglio costruito, scandito in maniera efficace dalla mano "registica" del team di sviluppo. Alla struttura calcolatissima di The New Order, Wolfenstein II ha preferito una serie di macro-aree quasi indipendenti, pensate - oltre che per dare più libertà interpretativa al giocatore - per essere riutilizzate nella creazione di un endgame che potesse allungare la longevità del prodotto.
    Una scelta per certi versi efficace, ma che in fin dei conti ha fatto perdere qualcosa all'avventura americana di Blazko. Proprio in virtù della forza del racconto, della caratterizzazione dei personaggi e dello stile dei dialoghi, in The New Colossus era facile chiudere un occhio, godendosi uno shooter letteralmente travolgente. Resta invece impossibile essere clementi nei confronti dei contenuti post-lancio. Che, almeno a giudicare dal primo DLC, si presentano come un'estensione un po' insipida dell'esperienza principale, rinunciatarie dal punto di vista narrativo e assemblate con un impegno produttivo appena sufficiente.

    Fuga per la vittoria

    Primo tra i tre DLC che comporranno le "Cronache della Libertà", Le Avventure di Pistolero Joe si concentra sull'ex giocatore di football Joseph Stallion, un tempo mattatore degli stadi e oggi costretto a prenderle di santa ragione sul campo, lasciandosi maltrattare dalle squadre del Reich. Ribellatosi alla perversa volontà dei suoi aguzzini, "Gunslinger Joe" viene incarcerato dallo spietato Roderick Metze, un cavadenti che ha scalato le gerarchie del regime. Nel corso dei tre atti di cui si compone il DLC l'obiettivo di Joe sarà quello di evadere di prigione e raggiungere la sua nemesi, inseguendolo fin sulla superficie di Venere per sventare un piano che potrebbe determinare la fine della resistenza.

    Fin dai primi minuti di gioco si capisce che il DLC non è stato assemblato con la stessa attenzione del gioco principale: il racconto procede attraverso tavole disegnate con uno stile da fumetto americano dei primi anni del secolo. Al netto di un colpo d'occhio sulle prime accattivante, questa soluzione impedisce alla storia di decollare. Breve e sbrigativa, la parabola di Pistolero Joe risulta purtroppo molto insipida, senza colpi di scena efficaci e con un finale sospeso che non convince.Per fortuna che poi, pad alla mano, il furioso gameplay tipico di Wolfenstein torna ad investire il giocatore con il suo straripante carico di piombo e adrenalina. Come accennavamo in apertura, il tris di DLC condivide con The New Colossus la totalità delle soluzioni ludiche, risultando sulle prime schiettamente galvanizzante.
    Sulla lunga distanza, invece, questa sostanziale identità con il gioco principale mette in luce un altro problema: la totale mancanza di carattere del DLC. Le armi e il loro feeling, la velocità esagerata della corsa, il canto degli Sturmgewehr, le tipologie di nemici: tutto è riproposto senza alcuna alterazione. Tanto che dopo qualche decina di minuti si comincia a maturare la consapevolezza che le Avventure di Pistolero Joe non siano altro che un enorme riciclo di contenuti.
    Le uniche differenze rispetto al titolo base riguardano la presenza di upgrade per le armi che si installano automaticamente una volta recuperati (senza lasciare quindi al giocatore la libertà di scegliere quale caratteristica potenziare), e la presenza di uno solo dei tre upgrade che, a partire da metà dell'avventura principale, Blazko può installare sul suo corpo nuovo di zecca.
    In questo caso il fatto che Joe possa frantumare porte e muri con una spallata è giustificato dalla sua stazza e dal suo passato da quarterback. L'intenzione del team di sviluppo, come testimoniato per altro dall'Episodio 0 delle Cronache della Libertà, è quello di sfruttare le tre diverse skill per caratterizzare il tris di protagonisti. Nel secondo DLC, ad esempio, la spia Jessica Valiant potrà snodarsi per strisciare silenziosamente in condotti strettissimi, mentre il capitano Gerald Wilkins potrà sfruttare un congegno simile al bipode di Terror Billy.

    Una scelta del genere testimonia ancora di più la pigrizia creativa con cui il team di sviluppo si è approcciato alla creazione del DLC, che avrebbero sicuramente beneficiato della presenza di nuove skill e di sezioni alternative a quelle classiche. E invece anche nelle ambientazioni si nota un riuso a tratti spietato di elementi architettonici, strutture e ambienti, con alcuni stage recuperati di peso da quelli già "ripuliti" da BJ.
    Spiace anche che un'intera sezione della breve campagna (che si porta a conclusione in circa un'ora e mezzo) sia stata utilizzata per comporre il già citato Episodio 0, una sorta di "prologo" con cui il team aveva introdotto i protagonisti del supporto post lancio. Sebbene si trattasse di un contenuto gratuito (per gli acquirenti del Season Pass), riteniamo che sia stato poco elegante assemblarlo "strappando" scene dalle tre mini-avventure. Un approccio che intensifica ulteriormente la desolante sensazione di deja-vu, tutt'altro che virtuoso e, purtroppo, votato al risparmio.

    Wolfenstein 2: The New Colossus Wolfenstein 2: The New ColossusVersione Analizzata PlayStation 4Volete continuare a sparare ai nazisti del Nuovo Ordine, vederli bruciare fra mille sofferenze mentre li investite con il getto di fiamme del Panzehund, travolgerli con una spallata per frantumargli le ossa? Le Avventure di Pistolero Joe è un contenuto che vi permette di farlo, presentandosi come una becera estensione dell’avventura principale, giocata tuttavia nei panni di un protagonista ben meno carismatico di Blazko. Dal punto di vista del gameplay, la formula di Wolfenstein II funziona anche nel suo DLC, e in termini di soddisfazione, sparatorie e brutalità rapidissima e incontrollata, non c’è davvero nulla che non va. Se non che, anche per via di un endgame già abbastanza ripetitivo, di quelle sensazioni avevamo già fatto il pieno. Sarebbe stato lecito, quindi, chiedere qualcosa di nuovo, qualche elemento inedito, qualche sequenza sopra le righe e almeno un paio di soluzioni alternative. E invece tutto, in questo primo DLC, è già visto: armi, nemici, livelli, scenografie. Se, oltre a questo, si considera che manca del tutto una storia trascinante, personaggi efficaci ed una sceneggiatura d’impatto, si capisce che l’incipit delle Cronache della Libertà non è proprio dei migliori. Ridateci The Old Blood.

    6

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