Recensione World of Warcraft Legion

World of Warcraft torna con una tra le sue migliori espansioni. Ad aspettarvi su Azeroth troverete tantissime novità e una storia epica d'altri tempi.

World of Warcraft Legion
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Negli ultimi undici anni World of Warcraft mi ha sempre fatto compagnia. Ho iniziato a giocare con la versione Vanilla al day one, scegliendo con gli altri GM italiani Crushridge come server di partenza, regalando al titolo targato Blizzard giornate (e nottate) intere. Nonostante a volte abbia avuto l'idea che il titolo mi abbia impegnato più di un lavoro, non rimpiango di averci speso così tante energie: molte delle soddisfazioni, e delle amicizie, coltivate in quel grandioso periodo si sono trascinate fino ad oggi, regalandomi ricordi eccezionali.
Al comando "/Played", insomma, World of Warcraft risponde con 200 giorni di gioco, 4800 ore ininterrotte su un solo personaggio, e ovviamente altri "ALT" illegittimi sparsi tra account e server di cui fatico addirittura a ricordare il nome.
Non è stato tutto rose e fiori, però. Ci sono stati alti e bassi, momenti in cui WOW non lo volevo nemmeno sentir nominare, ed espansioni da cui, dopo un piccolo assaggio iniziale, mi sono velocemente allontanato. Pochi giorni fa, tuttavia, quando ho ripreso in mano il mio druido per prepararlo all'imminente invasione della Legione Infuocata, la passione per il re degli MMO si è riaccesa in un istante.

Si ricomincia da illidan

Pandaria e Draenor hanno entrambe fatto vedere qualcosa di buono in questo senso ma il sentimento generale che aleggiava intorno ai continenti relativi e al supporto post lancio era di insoddisfazione, con meccaniche che tentavano di abbracciare un pubblico più vasto ma che in realtà snaturavano quello che World of Warcraft aveva sempre rappresentato.

Cercando di rimediare ai propri errori e decisa a riprendere fiducia nei propri fan, Blizzard si è rimboccata le maniche, mettendo sul piatto una mole di contenuti impressionante e sforzandosi questa volta di dare una sferzata violenta a storia e ambientazione, con una nuova minaccia mondiale pronta a mettere in ginocchio l'intera Azeroth. Torna Gul'Dan, il cattivone per eccellenza trascinato anche dal successo del film, supportato come al solito da una intera legione di demoni, e fa la sua ricomparsa anche il caro e vecchio Illidan, imprigionato e reso schiavo dal feroce orco stregone. Orda e alleanza, si trovano così a dover affrontare una minaccia dalla forza impressionante e, unite, decidono di lanciare un assalto sulla Riva Dispersa, pronte a mettere fine una volta per tutte all'invasione. Le cose, purtroppo, non vanno esattamente come previsto ed entrambe le fazioni perdono i loro leader in uno scontro devastante. La situazione di pace che si era venuta a creare vacilla nuovamente, con Jaina che accusa apertamente l'orda di essere l'unica responsabile della morte di Varian e Sylvanas che tenta di mantenere l'unione dopo essere stata insignita da un morente Vol'Jin del titolo di nuovo capo guerra. La storia prende una piega epica sin da subito e l'incipit fa capire quanto le cose stiano per precipitare velocemente su Azeroth e di quanto sia necessario l'intervento di un campione per evitare il peggio. I nostri personaggi sono così chiamati ancora una volta a salvare la situazione e un intero nuovo continente ci darà la possibilità di raggiungere il livello 110, in una veloce corsa al cap che ci ha sbalorditi e stupefatti per qualità e varietà di contenuti.

Pronti a imbracciare le armi

Blizzard è una delle software house più talentuose del panorama attuale, e gli anni di esperienza maturati su World of Warcraft hanno permesso agli sviluppatori di ideare un sistema di leveling e di quest in grado di adattarsi in maniera dinamica al livello del giocatore. Questo significa, in parole povere, che a prescindere dall'esperienza accumulata vi troverete ad affrontare sempre nemici di grado paragonabile al vostro. Questo vi lascia completa libertà decisionale su quale regione completare per prima, e su quale gruppo di quest seguire. Potrete partire da Val Sharah, terra di druidi e draghi, o scegliere di andare alla ricerca di Sylvanas a Stromheim per intervenire nel forte conflitto contro Genn Greymane. O ancora aiutare i Tauren di Alto Monte, con mini campagne che vi accompagneranno passo passo da quando metterete piede nella regione fino all'ultima quest disponibile.

Soltanto Suramar viene sbloccata per ultima, per motivi narrativi, essendo questa città legata indissolubilmente all'endgame. La feature di auto leveling non riguarda solo i mob e le quest open world, ma anche le istanze, fornendo ai giocatori una quantità praticamente illimitata di possibili compagni di avventure, grazie anche ai gruppi intra-server, ormai uno standard su World of Warcraft. Una volta in gruppo, ogni singolo componente del vostro party vedrà nemici adattati al suo livello, senza la necessità di scendere a compromessi o di appiattire le statistiche dell'intero party come succede in ad esempio Final Fantasy XIV. Questa rivoluzione nel mondo degli MMO vi permette di aiutare un vostro amico che ha appena iniziato a giocare, o di scendere in campo con i personaggi secondari dei vostri amici in gilda, guadagnando equip adatto al vostro livello ed avendo sempre una sfida interessante da affrontare. Abbiamo trovato questa introduzione assolutamente geniale e pensiamo sia ormai imprescindibile per tutti i MMO.
Restando in tema di equipaggiamento, tuttavia, qualcosa in più si poteva fare per questa espansione. Da livello 100 fino al raggiungimento del cap abbiamo contato uno o al massimo due differenti modelli estetici, una povertà che non avevamo mai visto prima sul titolo Blizzard. A tamponare questo problema ci pensa ovviamente la trasmogrificazione, che vi permette di associare a un pezzo di equipaggiamento l'aspetto di un altro oggetto precedentemente ottenuto: un palliativo che comunque non può fare da alternativa sulla lunga distanza, soprattutto quando in fase di exp si è soliti cambiare vestiti con un ritmo particolarmente sostenuto. Da segnalare anche l'appiattimento generale delle statistiche, con la rimozione di una gran quantità di voci minori, il cui posto è stato occupato ora da statistiche base e dalla versatilità: un semplicistico aumento in percentuale di danni, cure e resistenze.

Grossi cambiamenti per tutte le classi

Blizzard ha la necessità di mantenere World of Warcraft accessibile al pubblico, così da riuscire a convogliare nuovi giocatori e a tamponare le perdite naturali dovute agli oltre dieci anni di attività. World of Warcraft con il tempo si è evoluto in maniera considerevole, ma con Legion, probabilmente, c'è stato il salto più grande in assoluto. Quasi tutte le classi sono state pesantemente modificate ed è stata rimossa una quantità di incantesimi impressionante. Indubbiamente abbiamo meno azioni da compiere in PVE e in PVP, ma il risultato è gradito, soprattutto per l'estrema diversificazione che ha portato tra le varie specializzazioni.

L'hunter torna a essere una classe melee come in passato, ma può addirittura rinunciare ai pet nella sua versione marksmanship o giocare con più companion contemporaneamente nella specializzazione Beastmaster. Il nostro druido, continua a poter fare un po' tutto (dps, healer o tank), con rotazioni migliorate e una gestione dell'aggro ancor più semplificata rispetto a prima. Sono solo due esempi, ovviamente, ma troverete in Legion un lavoro di rifinitura su ogni singola classe disponibile. Il risultato globale è un sistema più semplice, più rilassato, che lascia il giocatore concentrato sul posizionamento durante le boss fight, anche nelle istanze mitiche, piuttosto che sulla mera rotazione delle abilità, sempre importante ma non più come in passato.
Legion porta in dote anche una nuova classe, disponibile al momento solo per elfi della notte ed elfi del sangue: il cacciatore di demoni. Alla pari del vecchio cavaliere della morte il Demon Hunter è un rimasuglio di quelle che dovevano essere le classi eroiche annunciate molti anni fa, e si presenta sui server con una doppia specializzazione: tank e dps. Dotata di grandissima mobilità, la classe al momento è sin troppo efficace nel fare danno, e anche in Battleground, soprattutto nelle modalità di cattura la bandiera, diventa estremamente ostica da battere a causa dei doppi salti e della possibilità di planare (che gli permettono di spostarsi molto più velocemente sul campo rispetto a qualunque altro personaggio presente in gioco). Dopo l'invasione di illidari avvenuta con la pre-patch, tuttavia, la situazione sembra essere rientrata nella norma. Ovviamente c'è un gran numero di giocatori che ha deciso di optare per il Cacciatore di Demoni come personaggio principale, ma non abbiamo visto una sproporzione tale da rendere il titolo noioso e poco vario. Sul bilanciamento invece c'è ancora tanto da fare, dato che alcune specializzazioni performano in modo pessimo in istanza, mentre altre dominano completamente le tabelle di danni. Aspettatevi quindi nerf e modifiche nel giro di qualche patch, magari proprio in vista dell'arrivo di Karazhan nelle prossime settimane.

Ehi amico, da dove arrivi?

La via della semplificazione imboccata da Blizzard prosegue il suo cammino anche con la completa rimozione dei glifi, e la mancata aggiunta di ulteriori talenti dopo il livello 100. A svolgere il ruolo del leone in Legion è l'Artefatto, un'arma unica e specifica per classe, con una crescita indipendente, slegata dai progressi del nostro alter ego virtuale. Giunti sulle Isole Disperse una quest vi permetterà di scegliere l'arma che vi accompagnerà nella vostra avventura su Legion, e il vostro compito sarà quello di migliorarla fino a renderla l'arma definitiva per combattere la Legione Infuocata. Sarà proprio l'arma a garantirvi potenziamenti continui, con uno sviluppo non eccessivamente intricato ma che richiederà ore e ore di farming per il suo completamento. Seguendo uno schema piuttosto semplice, guadagnerete così talenti passivi che potenzieranno varie abilità e che, in linea generale, migliorano le vostre performance in battaglia. Come accennato la via per raggiungere il completamento è estremamente lunga, fattore che taglia le gambe a personaggi e specializzazioni secondarie.

Ad ogni modo ci sono diversi modi per velocizzare l'acquisizione dei punti potere necessari, ma tutti richiedono comunque lunghe giornate di attesa per essere sbloccati: una soluzione scelta da Blizzard, molto probabilmente, per rallentare il progresso dei giocatori e permettere alla società di sviluppare ulteriori contenuti con continuità. La formula, seppur non bellissima concettualmente, funziona, e le attività da fare in endgame al momento sono particolarmente numerose e destinate perfino a salire. Un po' come accadeva nella giungla di Tanaan su Draenor, una volta arrivati al cap compariranno per il mondo tutta una serie di quest giornaliere che, se completate, garantiranno oro, risorse per la hall di classe o persino equipaggiamento, offrendovi la possibilità di equipaggiarvi per le istanze mitiche senza mai mettere piede nelle istanze normali od eroiche. Le missioni sono ben studiate e seppur nella maggior parte venga richiesto come sempre di ammazzare un numero determinato di nemici, di dare la caccia a un boss o raccogliere parti di mostri, ci sono tutta una serie di attività correlate che prenderanno in considerazione le battaglie tra mascotte o addirittura il crafting, mettendo sul piatto una grande offerta di cose da fare. Alcune di queste missioni sono ovviamente pensate per essere affrontate in gruppo o addirittura in raid, ma la nuova gestione istanziata dei server di World of Warcraft non vi lascerà mai a piedi, infilandovi in zone ben popolate di alleati con i quali unire le forze. Le daily insomma funzionano, e dopo due settimane dal lancio ancora sentiamo la necessità di accedere regolarmente per continuare a migliorare i nostri rapporti con gli esuli oscuri, il principe Farondis o le cacciatrici, così da arrivare tra qualche settimana ad ottenere nuove mascotte, giocattoli o pezzi di equip estremamente rari e potenti: un circolo "virtuoso" che siamo sicuri potrà durare particolarmente a lungo.

Addio Garrison

Legion è anche una App

Per venire incontro alle necessità di farming estremo nella nuova Hall di Classe, Blizzard ha anche rilasciato una comoda applicazione mobile per gestire direttamente quest e missioni giocando in remoto. Dalla App potrete controllore tutte le missioni mondiali attive e relativi timer di scadenza, tenere sotto controllo le varie ricerche nella Hall, o assegnarne di nuove, ma soprattutto continuare ad accumulare potere artefatto, oro e upgrade con pochi click. È un'applicazione davvero elementare, ma che vi eviterà di dover stare connessi in continuazione ai server per tenere aggiornata la Hall e che, in prospettiva, potrebbe risultare essenziale per risparmiare qualche ora di inutile farm quando verranno aggiunte nuove missioni e compiti. Interessante anche la possibilità di saltare da un personaggio all'altro praticamente senza caricamenti.

World of Warcraft Legion si lascia indietro anche il Garrison, rimpiazzandolo completamente con la Hall di classe, che funziona in modo molto similare alla precedente feature di Draenor ma che ora ospita tutti i giocatori di una determinata classe piuttosto che essere ad appannaggio del solo proprietario. Avrete quindi la possibilità di potenziare la hall spendendo risorse, ma anche di assegnare compiti e mandare in missione i vostri campioni, che torneranno con oggetti, esperienza o oro. Dalla hall ci si poteva aspettare qualche cosa in più, soprattutto in virtù del fatto che poteva essere condivisa tra più giocatori, magari con un obiettivo in comune da raggiungere per tutti gli appartenenti ad una classe. Al momento risulta invece un semplice HUB alternativo di passaggio, e rappresenta un luogo indicato unicamente per potenziare l'artefatto o prendere qualche quest aggiuntiva. Nulla che in realtà il vecchio Garrison già non facesse, anche in maniera migliore.

Dopo dieci anni, incredibilmente, World of Warcraft riesce ancora a togliere il fiato per la bellezza delle sue ambientazioni. Nonostante una mole poligonale davvero scarna, texture, design ed effetti di illuminazione rendono grandioso ogni singolo scorcio delle Isole Disperse. Abbiamo perso le ore semplicemente a camminare nelle verdi vallate di Azsuna o nuotare in oceani vivi e ricchi di segreti, che nessuno probabilmente andrà mai a visitare. La cura per il dettaglio è probabilmente ai massimi livelli in questa nuova espansione e tutto è fatto per risvegliare le emozioni dei giocatori e legarle in maniera indissolubile al mondo virtuale di Azeroth. Il voice acting, anche in italiano, è di ottima qualità, ma sono le cut-scene e le missioni epiche a fare il grosso del lavoro, impressionando positivamente il giocatore alla fine di ogni catena di quest. Warcraft torna a trattare temi seriosi, con qualche piccola spruzzatina immancabile di humor, ma lasciando intendere chiaramente la minaccia incombente su Azeroth e il clima di tensione tra le fazioni. Il mondo di gioco torna a essere vivo, con i giocatori che non possono più rubarsi i mob durante la fase di crescita e di quest, ma dove la cooperazione diventa l'unico elemento che conta davvero, riuscendo così a dare lustro alla quintessenza dei giochi di ruolo massivi. Se insomma avete intenzione di innamorarvi nuovamente di World of Warcraft, Legion è l'espansione che fa esattamente al caso vostro, probabilmente una tra le migliori mai apparse sui server Blizzard fino a oggi.

World of Warcraft Legion World of Warcraft è tornato al suo massimo splendore, in un momento di estrema difficoltà per l'MMO targato Blizzard. Una storia epica fa da sfondo alla nuova espansione, costellata in ogni sua parte da migliorie e cambiamenti radicali nel sistema di gioco. Le classi sono state completamente rivisitate e, nonostante la semplificazione di alcune meccaniche, soddisfano ed esaltano per varietà e solidità. Certo, il bilanciamento non è ancora esattamente perfetto e manca ancora tutta la parte sul PvP, ma già con questi contenuti Legion può essere tranquillamente promossa a pieni voti. Blizzard ora non deve deludere come fece con Draenor, iniettando nuovi contenuti con regolarità e buona frequenza. La prospettiva, al momento è di quelle più rosee, con la patch 7.1 già ai nastri di partenza, e l’istanza di Karazhan pronta a colpire al cuore i veterani. L’unico appunto che si può fare a Legion al momento è forse sulla varietà poco soddisfacente di equipaggiamenti, comprensibile per quanto riguarda le armi (vista l’introduzione degli artefatti) ma assolutamente imperdonabile per le armature, ignorate senza alcun motivo reale. Il boost al 100 incluso con ogni pacchetto di espansione è la chicca finale che vi farà venir voglia di tornare sui server di gioco. La nostra avventura su Azeroth è appena ricominciata, e già non ne possiamo fare più a meno.

CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

  • CPU: i7-3770k @ 3.50 GHz
  • RAM: 16Gb
  • GPU: Nvidia GeForce GTX 780 Sli
9

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