WRC 10: Recensione del gioco ufficiale del Campionato del Mondo Rally

Ecco la nostra recensione di WRC 10, l'ultimo capitolo della serie targata KT Racing: obiettivo stupire gli appassionati di rally. Ci sarà riuscito?

WRC 10: Recensione del gioco ufficiale del Campionato del Mondo Rally
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Continua l'avventura di KT Racing alle prese con lo sfruttamento della licenza ufficiale del World Rally Championship, che arriva finalmente alla tanto agognata decima iterazione con WRC 10. Per il team francese questa è l'ultima occasione per stupire il pubblico, essendo arrivato il momento dei saluti finali e del passaggio di consegne a Codemasters, che fresca dell'acquisizione da parte di Electronic Arts si affaccerà sul panorama rallistico già dal prossimo capitolo della serie.

    Un ultimo colpo rimasto nel caricatore quindi, ultima occasione per ricordare a tutti che, da quando KT Racing ha rilevato la licenza di WRC da Milestone, il team ha intrapreso una lunga e tortuosa strada verso il perfezionamento della formula simulativa, culminata con la buona ricezione di WRC 9 da parte di critica e pubblico, che seppur non esente da difetti venne percepito come l'apice raggiunto dal team parigino. Qui, per tutti i curiosi, potrete leggere la nostra recensione di WRC 9.

    Se come già detto questo capitolo rappresentava l'opportunità perfetta per lasciare un'ottimo ricordo di sé prima di passare il testimone a Codemasters, c'era un'altra occasione ancora più ghiotta che KT Racing non poteva in alcun modo lasciarsi sfuggire: nel 2021 cade il cinquantesimo anniversario del WRC, e nonostante nel mondo reale la disciplina sia incastrata in una serie di difficoltà dovute alla pandemia e alla mancanza di interesse nei suoi confronti da parte del pubblico e degli stessi costruttori, si tratta di una ricorrenza importantissima che merita di essere celebrata in onore di quello che è stato il rally nel mondo del motorsport dagli anni '70 ad oggi.

    Nostalgia canaglia

    Una volta presa confidenza col sistema di guida di WRC 10, è facile rendersi conto che il titolo non ha fatto grandi passi avanti rispetto al passato. Anzi, a dirla tutta se si guardano in parallelo WRC 9 e WRC 10 si fa una gran fatica a scorgere grandi differenze, con quest'ultimo che sembra essere più un lieve reskin del primo con qualche piccolo accorgimento extra e qualche piccola (per quanto positiva) modifica alla fisica di guida, peraltro già molto buona.

    L'essenza di WRC 10 sembra essere proprio la nuova modalità 50° Anniversario, che catapulta il giocatore all'interno di una macchina del tempo e gli fa ripercorrere la storia della disciplina impersonando i grandi campioni del passato, a bordo delle vetture più iconiche e sui tracciati che hanno scritto la storia del World Rally Championship.

    Un'esperienza che vola sulle ali della nostalgia, grazie all'introduzione di un parco auto soddisfacente e di una rosa di eventi piuttosto interessanti. Il vero problema della modalità 50° Anniversario, però, è che si tratta di un'ottima idea per celebrare il compleanno del campionato solo se la si guarda da lontano, perché una volta che ci si passa qualche ora ci si rende conto del fatto che, allo stato attuale, la nuova modalità sembra essere più che altro un compitino realizzato fin troppo di fretta.

    I tracciati storici ci sono e sono anche ben realizzati, ma a guardarli bene ci si rende conto del fatto che sono veramente pochi, e che spesso questo problema viene aggirato permettendo di correre lo stesso stage nei due sensi di marcia. Niente da dire sulla selezione dei momenti salienti della storia del rally, che tra le altre cose contiene piccole chicche come il fatto che quando si viene messi nei panni di Michèle Mouton a farci da copilota è una donna, per celebrare la sua compagna di corse Fabrizia Pons.

    Al netto di questo, però, la modalità 50° Anniversario ne esce enormemente ridimensionata rispetto alle premesse iniziali. Senza contare che il problema principale di tutta questa celebrazione è proprio il fatto che la nuova modalità fallisce nel ricreare l'atmosfera dei rally del passato. È vero che si è tentato di rendere ogni stage più spartano e pericoloso, grazie soprattutto alla presenza di un pubblico più numeroso assiepato a bordo strada, ma è anche vero che i modelli della folla sono realizzati in maniera sbrigativa e, soprattutto, sono dei veri e propri manichini immobili che non reagiscono in alcun modo al passaggio dei bolidi.

    Anzi, il gioco è programmato per resettare automaticamente la posizione dell'auto ogniqualvolta si vada a sbattere contro un membro del pubblico, e nei rally classici questo accade con una frequenza veramente frustrante, tanto da intaccare il "flow" della guida. Si poteva e si doveva fare di più in questo senso. Peccato.

    Naufragar m'è dolce in questa ghiaia

    Il resto del pacchetto offerto da WRC 10 non si discosta, a livello contenutistico, dal capitolo precedente. La modalità carriera è molto simile a quella dello scorso anno che mescolava l'esperienza da pilota con quella di un team principal incaricato di gestire i vari aspetti della squadra corse, a cui si aggiunge però la possibilità di creare un proprio team privato con cui gareggiare.

    Per il resto è possibile come al solito tentare la scalata al mondiale partendo dalla categoria Junior WRC, passando per WRC3, WRC2 ed infine la classe cadetta, attraversando tutti e cinque i continenti grazie anche all'aggiunta dei rally di Estonia e Croazia, inseriti in fretta e furia nel calendario della scorsa stagione dopo l'annullamento di metà delle prove previste a causa della pandemia. Il parco auto è purtroppo molto risicato, anche se la colpa non è di KT Racing ma del fatto che il campionato è stato abbandonato in massa dai costruttori, che nella classe regina sono rimasti in tre. Ottimo il lavoro fatto sulla trasposizione dei tracciati, ricreati ad arte e caratterizzati in maniera francamente splendida. In questo senso va fatta una menzione d'onore per i paesaggi meravigliosi del Safari Rally del Kenya, così come quelli della Spagna e del Giappone, tutti ricchi di dettagli, evocativi e perfettamente riconoscibili.

    La fisica di guida è migliorata leggermente, e poggia su basi molto solide. La risposta dei diversi tipi di fondo è sorprendente, soprattutto per quanto riguarda le diverse consistenze della terra e della neve, così come è perfettamente percepibile l'effetto delle condizioni atmosferiche avverse sulla guidabilità sui percorsi. I fondi sterrati sotto la pioggia, infatti, si trasformano gradualmente in fango, restituendo un feeling e una risposta di sterzo e accelleratore decisamente credibile.

    Sia chiaro, WRC 10 affonda le sue radici nel campo della simulazione motoristica, ma quello che propone è un rally molto accessibile e decisamente più semplice da padroneggiare rispetto a Dirt Rallly, suo diretto concorrente e decisamente più ostico (a proposito, qui la nostra recensione di Dirt Rally 2.0). Si tratta quindi di un ottimo punto d'accesso per chi cerca una prima esperienza che vada oltre il feeling di guida puramente arcade, un titolo adatto virtualmente a tutti e che potrebbe trasformarsi piano piano in un traghettatore verso esperienze più realistiche e, quindi, più complesse.

    L'importante è mantere sempre gli occhi fissi sulla strada

    Se è vero che dal punto di vista del feeling di guida qualche miglioramento c'è stato, è anche vero che i problemi del capitolo precedente sono rimasti tutti lì. La risposta dell'asfalto è ancora troppo secca e nervosa, con il risultato che ogni auto si comporta spesso e volentieri come una sorta di go-kart impazzito difficile da imbrigliare per cui ogni piccola correzione di sterzo rischia di trasformarsi in un incidente di enormi proporzioni, colpa anche del fatto che soprattutto alle alte velocità continua a mancare un'effetto percepibile della deportanza aerodinamica che schiacci il veicolo a terra.

    A lungo andare ci si prende la effettivamente la mano, ma i tracciati asfaltati restano ancora una volta tra i meno divertenti da affrontare in mezzo a tutti gli scenari proposti. La fisica di guida è quindi tutto sommato soddisfacente e realistica, a patto però che si tengano le quattro ruote entro i limiti della carreggiata. WRC 10, infatti, mostra tutte le proprie debolezze quando entrano in gioco le collisioni.

    Ovunque si vada a sbattere, la risposta dell'auto è sempre la stessa: una collisione generica che, a prescindere dalla conformazione di ciò che si urta, o non influisce minimamente sul flow di guida o si trasforma in un trampolino che scaglia l'auto in aria. La deformazione del veicolo è quasi del tutto inesistente e ha pochi risvolti sulla guida, e troppo spesso è difficile trovare una corrispondenza tra gli urti e i loro effetti sull'auto. Lo stacco che esiste tra l'innegabile buona qualità del modello di guida e tutto ciò che concerne il resto è veramente troppo profondo per non farci caso.

    I modelli poligonali dei veicoli sono ben realizzati (per quanto non di altissima qualità) e gli ambienti ben caratterizzati, ma la qualità delle texture di ciò che sta a bordo strada è veramente di scarso livello.

    Tralasciando qualche piccolo fenomeno di tearing dello schermo - che diventa invasivo principalmente nelle zone più dense di dettagli - ad essere veramente fastidiosi sono il continuo pop-up di oggetti sulla linea dell'orizzonte e, soprattutto, tutti quegli oggetti che sono effettivamente distruttibili, come i piccoli arbusti, i cartelli e i cespugli ai lati della strada che una volta colpiti si limitano a trasformarsi in quelli che sono a tutti gli effetti dei modelli 2D del tutto privi di fisica, che sembrano venire vaporizzati dal nostro passaggio.

    Meritano una menzione "di disonore" i sottopassaggi e le gallerie, che sembrano teletrasportare le auto in un videogioco per Playstation 2 a causa di pareti senza alcun tipo di dettaglio e di una gestione dell'illuminazione tanto approssimativa da rendere l'asfalto quasi riflettente.

    Non una gioia per gli occhi insomma, per quanto si siano fatti degli innegabili passi in avanti per quanto riguarda il numero effettivo di poligoni a schermo rispetto alle scorse iterazioni della serie. Buono invece il frame rate, che su PS5 rimane stabile sui 60 frame al secondo in modalità bilanciata, e che può salire fino a 120 fps a patto di sacrificare una parte considerevole del dettaglio grafico.

    Simulazione democratica

    WRC 10 è, a conti fatti, un videogioco di guida per tutti. Un rally democratico che nonostante i suoi evidenti difetti tecnici continua a saper esse divertente a patto di scnedere a compromessi con la sua realizzazione tecnica.

    Il nocciolo del gameplay, quindi la guida, c'è, è lì e funziona in maniera sorprendentemente positiva e basta per salvare tutta la baracca nonostante i numerosi e spesso evidenti problemi, che inficiano tutto meno che il divertimento al volante. Il vero problema relativo a questa sua impostazione aperta virtualmente a tutti è che WRC 10 fatica nel parlare ed includere i novizi, soprattutto per quanto riguarda i suoi aspetti più pratici

    Esiste un tutorial, peraltro molto espanso, e la sua difficoltà è scalabile sotto moltissimi punti di vista, ma è incredibile quante cose il gioco dia per scontate. Nello specifico lascia spiacevolmente sorpresi che un titolo che si presenta come adatto a tutti non si sia preso il tempo di spiegare, anche solo brevemente, cosa comportino a livello pratico le varie scelte possibili in fase di setup. Se a questo si aggiunge un'interfaccia utente poco immediata in certi frangenti, risulta chiaro quanto WRC 10 possa trasformarsi presto in un videogioco molto meno accessibile di quanto vorrebbe essere.

    WRC 10 WRC 10Versione Analizzata PCIn definitiva: ha senso comprare WRC 10? Il prezzo è abbastanza accessibile, con i suoi 50€ per le versioni next-gen e Switch (in arrivo nei prossimi mesi) che scendono a 40€ per le versioni PS4 e One, quindi se non si è già in possesso di altri titoli simili e si è in cerca di un po’ di divertimento in derapata ha effettivamente senso buttarsi su questo nuovo capitolo della serie. Il discorso cambia drasticamente se si arriva da WRC 9. WRC 10 è quasi più un reskin del capitolo precedente che a livello pratico aggiunge veramente troppo poco per distanziarsi dal passato, con la sola eccezione della modalità 50° Anniversario, che è abbastanza chiaro sia stato il focus principale del team di sviluppo durante le lavorazioni. Modalità, quest’ultima, che è però realizzata con fin troppa sufficienza e che non è in grado di spostare l’asticella quanto basta per differenziare questo capitolo dal precedente, con tutto che la scelta più sensata sarebbe potuta essere quella di trasformare questo capitolo in un DLC che includesse i nuovi rally e le auto storiche. Diventa piuttosto chiaro in breve tempo che WRC 10 esiste come capitolo stand alone più per esigenze di sfruttamento della licenza arrivata ormai in scadenza che come regalo d’addio ai fan di vecchia data della simulazione rallistica di KT Racing. Resta il fatto che si tratta ancora una volta di uno di quei titoli che una volta comprati può tranquillamente rimanere installato tutto l’anno e che può essere un’ottima scelta da intervallare ad altri videogiochi in quei giorni in cui ci si sveglia con un po’ di nostalgia per le derapate nel fango del Cile o per i salti mozzafiato del Rally di Finlandia per un po’ di divertimento senza pretese anche per chi non è dotato di una postazione di guida all’ultimo grido ma si vuole svagare anche solo con il pad che, per inciso, si comporta piuttosto bene nonostante le funzioni di Dualsense siano state sfruttate solo a metà.

    6.5

    Che voto dai a: WRC 10

    Media Voto Utenti
    Voti: 9
    7.1
    nd