WRC 9 Recensione: torna il campionato del mondo di Rally

Kylotonn porta il suo quinto capitolo della serie su PS4, Xbox One e PC, in attesa del debutto su PS5 e Xbox Series X/S. Ecco le nostre impressioni.

recensione WRC 9 Recensione: torna il campionato del mondo di Rally
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  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Adrenalina, tecnica estrema, imprevedibilità e un pizzico di follia: il mix del rally è unico, e contribuisce a delineare il fascino di una disciplina del racing competitivo sicuramente particolare. Per gli appassionati di motori, di rombi tuonanti e di emozioni al cardiopalma, l'appuntamento annuale con il campionato mondiale virtuale potrebbe essere irrinunciabile. Sfrecciare sullo sterrato bollente della Sardegna, tra le strettoie scoscese ed innevate di Monte Carlo o tra gli acquitrini del Galles a bordo di "piccoli" e indomiti diavoli da quasi 400 cavalli ha sempre uno charme irriducibile, anche nel regalare scorci sublimi dei più bei paesaggi del mondo.

    Il World Rally Championship e la sua licenza, sul versante videoludico, si sono affidati dal 2015 al team francese Kylotonn, che dall'acerbo WRC 5 ed attraverso un progressivo percorso di perfezionamento giunge ad un nono capitolo che si pone in stretto raccordo con il precedente (potete leggere qui la nostra recensione di WRC 8). Le novità, infatti, non sono profonde, e la matrice simulativa del progetto deve nuovamente scontrarsi con alcune imperfezioni nel sistema di guida e di carattere tecnico, sebbene l'offerta contenutistica continui ad essere soddisfacente e l'esperienza si prospetti allettante per gli appassionati.

    Velleità simulative

    Passiamo in rassegna da subito il modello di guida e le sensazioni che WRC 9 ci ha lasciato pad e volante alla mano. La premessa è alquanto scontata, eppure doverosa: non ci sono stravolgimenti nelle ambizioni e nel sistema rispetto al precedente capitolo. Non mancano, tuttavia, piccoli accorgimenti: la risposta nella gestione dei danni, ad esempio, è migliorata, con effetti collaterali più accentuati, come l'usura degli pneumatici in base alle diverse superfici.

    La sensibilità del sistema di guida è sempre molto pronunciata, e tenere i bolidi tra le linee dei tracciati sarà impegnativo, specialmente pad alla mano. Centellinare l'apertura del gas è indispensabile per evitare fatali testacoda ed un effetto pendolo che, francamente, ci è sembrato in più di qualche occasione eccessivo e insistente, nonostante le attenzioni.

    Le curve vanno calcolate e dosate con attenzione, giocando di controsterzi, rare frenate e decelerate. Ci teniamo a precisare che, anche col pad, è possibile padroneggiare il sistema di guida con la dovuta pratica e pazienza, che sono ingredienti fondamentali per chi si immerge in un mondo come questo.
    Tuttavia, benché le ambizioni simulative e le conquiste del modello di guida siano chiari, ci sono alcuni inciampi che non abbiamo potuto fare a meno di notare.

    Su tutti, la prima perplessità riguarda una differenziazione poco marcata nella risposta dei vari bolidi. Al volante, ciò si traduce in una resa omogenea di quasi tutte le vetture, anche di diverse categorie. La differenza si scorge giusto con le piccoline Ford Fiesta della categoria Junior WRC, meno aggressive e più gestibili, mentre tra WRC 3, WRC 2 e i bolidi della massima categoria abbiamo riscontrato una linearità forse innaturale ed eccessiva nelle risposte al volante, nonostante i non trascurabili cavalli di differenza. Si riscontrano, inoltre, reazioni altrettanto innaturali a seguito di collisioni o leggeri fuori pista, che evidenziano una gestione della fisica di gioco ancora non eccelsa.
    Condizioni atmosferiche estreme, come temporali o tormente di neve, costringono poi a fare i conti ancor maggiormente con una sensibilità millimetrica, portandovi a percorrere spezzoni di prova quasi in punta di gas. Il tentativo di ricreare risposte e sensazioni verosimili è ancora presente, eppure si scontra inevitabilmente con alcuni compromessi.

    Con volante e pedaliera, nonché con qualche ritocco agli assetti, la situazione migliora, rendendo maggiormente merito ad un sistema di guida comunque capace di appagare, quando padroneggiato a dovere. Pur con un hardware entry level come il T150 di Thrustmaster, abbiamo riscontrato lievi miglioramenti nei tempi di gara rispetto alla sensazione di aver fatto il massimo col DualShock - e l'aggettivo "lievi" è misurato esclusivamente sulla nostra soggettiva esperienza, dal momento che abbiamo destinato molte più ore alla pratica con il pad.

    Ritoccando i vari parametri nella messa a punto dell'auto, poi, abbiamo potuto sentire la volontà dell'esperienza di prestarsi ad un ampio ventaglio di stili e situazioni. Agire sulla ripartizione della frenata, ad esempio, aumenta sensibilmente la propensione a sottosterzo o sovrasterzo, e ritoccare questo parametro ci è stato di grande aiuto in alcune prove ricche di tornanti, curve secche o inversioni totali di marcia.

    Così come agire sulle molle ci permette di adattare l'assetto dell'auto a terreni più o meno sconnessi, aumentando con i dovuti ritocchi la resa in termini di tenuta e velocità sui tracciati con molti dossi. Le modifiche sono efficaci, si fanno sentire e smussano soltanto lievemente la sensazione di poca padronanza che, comunque, un novizio percepirà insistentemente.

    Le performance tecniche

    Su PS4 Pro il titolo non brilla sotto il profilo delle performance. I 30 fps per un racing game sono già una limitazione di un certo rilievo, e ad essa dobbiamo registrare alcune indecisioni nella stabilità del framerate. Il titolo scatta in sporadiche circostanze, quando l'engine ha a che fare con schermate in movimento particolarmente ricche di elementi leggermente più elaborati a schermo quali, per dire, gli alberi di una seziona boschiva.

    Non si tratta di un problema frequente, eppure risulta abbastanza facile dedurre quanto possa essere invalidante o fastidioso, specie se stiamo inanellando una serie di tempi soddisfacenti, in balia della concentrazione. Non abbiamo potuto provare la versione PC, mentre è stato già confermato che il titolo arriverà sulle piattaforme next-gen in risoluzione 4k e con i 60 fps garantiti.

    Nella versione da noi analizzata non possiamo spendere troppi elogi in merito al comparto tecnico in generale, che a modelli delle auto curati contrappone elementi secondari dello scenario poco convincenti, come lo stuolo di figure umane, immobili ed indistinte che compone il pubblico. Discreto invece il sonoro, che alterna a rombi dei motori convincenti un background musicale poco vario.

    Un pacchetto corposo

    Sul fronte contenutistico, questo nuovo capitolo segue l'ottimo percorso già intrapreso da WRC 8. Si aggiungono i rally di Kenya, Giappone, e Nuova Zelanda, che portano a 13 il computo complessivo, ampliando anche la varietà (in Giappone troveremo nuovi tracciati su asfalto, piuttosto rari negli altri rally). Resta pressoché immutata l'offerta single player, con una Carriera che preserva il senso di progressione fra le varie categorie e le sfumature manageriali già apprezzate nel capitolo dello scorso anno.

    Curarsi del rapporto con il team, gestire il calendario tramite eventi allenamento, sfide e prove di varia natura è sempre piacevole ed appagante, sebbene non si raggiunga ancora il livello di profondità ammirato nella serie di F1 di Codemaster. Da questa si è chiaramente attinto anche per la gestione semi-ruolistica dei parametri e punti abilità da destinare ai quattro rami che consentono di migliorare prestazioni dell'auto, di ingaggiare nuovi membri del team o ottenere bonus per il morale e l'esperienza.
    Torna, chiaramente, anche la modalità stagioni, che libera il giocatore dagli aspetti gestionali e gli permette di concentrarsi solo sui tracciati e sul campionato. Oltre all'Area Test, le prove di Allenamento su circuiti chiusi e la Partita Rapida, chiude il cerchio dell'offerta single player una serie di Sfide - una cinquantina circa - che metteranno l'utente di fronte a condizioni di gara particolari, da affrontare a bordo anche di auto iconiche che hanno fatto la storia della disciplina come le Lancia Stratos e Delta. A tal proposito, WRC 9 può vantare ben 52 team differenti, suddivisi tra le varie categorie di Junior WRC, WRC 3, WRC 2 e WRC, oltre a 15 nuove vetture storiche, da utilizzare anche nelle partite rapide e non soltanto nelle sfide specifiche.

    L'offerta multiplayer

    Il multiplayer, dal canto suo, rilancia parzialmente le ambizioni di WRC 9, che si apre con maggior decisione alla scena competitiva. Ci sarà un campionato ufficiale online, che partirà il prossimo anno e consentirà ai piloti più veloci di contendersi il titolo della categoria in una località non ancora nota, così come i molteplici eventi giornalieri e settimanali permettono di confrontarsi con i tempi di altri player, scalare una classifica globale ed ottenere anche punti esperienza e prestigio per il proprio avatar virtuale.

    Non manca la modalità Split Screen, che consente di sfidare un amico in locale, mentre la succosa novità è rappresentata dal Club. Si tratta di un hub enorme in cui poter creare diverse lobby, settare regole particolari e avviare campionati personalizzati da somministrare agli altri piloti della rete. Un'aggiunta dal potenziale interessante, che apre questo WRC 9 ancor più ad uno spirito competitivo e di condivisione che saprà placare la brama di sfida della platea e fungere da stimolo costante.

    Al titolo, per chiudere, si aggiungeranno dei nuovi contenuti nei prossimi mesi, già confermati e gratuiti. Il supporto post-lancio ha tutto il sapore di un recupero di porzioni tagliate allo scopo di non ritardare oltremodo l'uscita stagionale della produzione. Sono stati confermati nuovi stage per i rally di Portogallo e Finlandia, nonché una vera e propria modalità co-op che punterà su uno degli aspetti cardine della disciplina: l'affiatamento tra pilota e co-pilota. Il navigatore potrà essere impersonato da un secondo giocatore, che avrà il compito di impartire le indicazioni sul tracciato con il giusto tempismo e studio, esattamente come accade nella realtà. Per saperne di più in merito, tuttavia, bisognerà attendere ancora qualche mese.

    WRC 9 WRC 9Versione Analizzata PlayStation 4 ProWRC 9 riporta il campionato del mondo di rally sulle piste videoludiche con un capitolo all’insegna della continuità. Il livello qualitativo del sistema di guida si sovrappone a quello del predecessore, offrendo un’esperienza dall’impronta simulativa che deve fare nuovamente i conti con una serie di imprecisioni che si trascinano ormai da diversi capitoli, come una gestione della fisica ancora acerba ed una risposta dei veicoli alle diverse situazioni in termini di stabilità da affinare. Il percorso ascendente di Kylotonn è tuttavia ben tracciato, come la scia di pneumatici sullo sterrato dopo una derapata. Questo nuovo capitolo mantiene l’ottimo pacchetto di contenuti e lo amplia, attraverso una serie di finiture votate alla condivisione ed alla scena competitiva, che si affiancano ad un solido comparto single player. Crediamo che la produzione troverà certamente il riscontro degli irriducibili appassionati, a cui la serie si rivolge principalmente senza farne mistero, mentre gli amanti più generici dei racing game o i curiosi potrebbero digerire meno un modello di guida sì appagante, ma estremamente bisognoso di pratica e pazienza per essere padroneggiato a dovere.

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