Wukong Recensione PS5: un action platform per i giocatori più giovani

Non è Black Myth, ma Wukong potrebbe rappresentare comunque una discreta avventura pensata per i giocatori più giovani e alle prime armi.

Wukong
Recensione: Multi
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Disponibile per
  • PS4
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Dall'intramontabile classico della letteratura cinese "Il Viaggio in Occidente" sono pervenuti diversi personaggi di fantasia, tutti più o meno esplicitamente ispirati al protagonista dalle fattezze scimmiesche, abile nel combattimento, saggio e monaco. Tra le più celebri rivisitazioni pop di questo canone troviamo sicuramente Dragon Ball, lo storico anime di Akira Toriyama che ha plasmato intere generazioni, riponendo nel personaggio di Goku proprio una moderna incarnazione di quello stesso guerriero formidabile. Anche nel mondo dei videogiochi si è sentita una certa attrazione per questo genere di eroe, e d'altronde, l'attesa per Black Myth WuKong (qui trovate la nostra anteprima di Black Myth WuKong) si fa sempre più palpitante da quando è stato annunciato nell'agosto del 2020.

    Ma, oltre alla produzione di Game Science, nel panorama videoludico si possono trovare anche titoli decisamente più abbordabili per longevità e impegno richiesto. È questo il caso di Wukong, un platform 3D sgargiante e coloratissimo prodotto da A Tale of Game per l'iniziativa di Sony PlayStation Talents, disponibile per le console PlayStation 4 e 5. Vi parliamo, in particolare, di un'avventura all'insegna della semplicità, molto intuitiva, che potrebbe comunque rappresentare una sufficiente fonte di intrattenimento e sfida per i giovanissimi. Ecco la nostra recensione.

    Una fiaba orientale

    I tesori del Re Scimmia sono spariti, forse trafugati, e si trovano ora sparsi in luoghi remoti quanto pericolosi. Questo è quanto ci viene brevemente raccontato nella sequenza cinematica che prende il via non appena avremo premuto il tasto start, cosa che interromperà bruscamente il pisolino giornaliero del nostro protagonista.

    Niente premesse pompose o troppo didascaliche, insomma: l'avventura messa a punto da A Tale of Game comincia in maniera sì leggera, ma anche immediata, mettendoci direttamente in sella alla nostra nuvola dorata (che sarà impossibile non chiamare istintivamente "nuvola speedy"), pronti a partire. Dal punto di vista estetico affiora un'ispirazione alla cultura orientale in salsa cartoon. Tanto per cominciare, il Re Scimmia veste in armatura leggera, dotata di uno spallaccio solo e gambali sopra i pantaloni larghi: a contraddistinguerlo è l'arma impugnata, ossia il bastone magico con cui viene spesso raffigurato l'eroe letterario. Ma i suoi tratti sono decisamente più sbarazzini di quello che potrebbe suggerire la tradizione che si porta dietro, e questo viene efficacemente trasmesso dal ricorso ad uno stile cartoonesco piacevole e disinibito, che si estende all'intero comparto artistico.

    Anche il mondo di gioco, infatti, si fa portavoce di una genuina e frizzante ispirazione al folclore asiatico, tanto che, nel corso dell'avventura, vedremo scenari sempre diversi e in linea con i presupposti delle fiabe orientali. Si apriranno davanti a noi sacre distese montuose custodi di antichi templi, e poi grotte misteriose e foreste incantate: paesaggi attraversati da un tocco di spensieratezza mista a stupore.

    La direzione artistica è riuscita a dare forma ad un immaginario tipicamente fanciullesco, ameno e rilassato nel suo prendere in prestito tradizioni ben più corpose e culturalmente significative. E il risultato è un mondo di gioco che fa della semplicità il veicolo principale di un incoraggiante invito all'avventura, sebbene manchi un'intelaiatura narrativa che avrebbe sicuramente portato ad un livello maggiore il coinvolgimento generale.

    Salta, lancia, ruota!

    L'obiettivo del viaggio sarà quello di recuperare gli artefatti disseminati per i vari livelli, con un sistema di progressione che attinge a piene mani da un classico senza tempo del platforming: Crash Bandicoot (a proposito, eccovi la nostra recensione di Crash Bandicoot 4 It's About Time). Nascosti negli angoli di ciascun livello ci saranno 3 pergamene e 3 dragoni di Giada, e sarà compito della nostra prode scimmia guerriera mettersi sulle loro tracce. Non sarà necessario ritrovarli tutti per completare la sfida, poiché il livello si concluderà non appena arrivati al termine del percorso, ma il loro reperimento garantirà l'accesso a quello successivo.

    Per accedere ai vari scenari, infatti, che sono in totale otto, servirà aver recuperato per ciascuno di essi almeno un certo numero di tesori; se non si soddisfano i requisiti bisognerà dunque tornare sui propri passi e aguzzare la vista per scovare le reliquie mancanti. Ma la progressione non è certo l'unico aspetto che affonda le radici nella tradizione delle opere di Naughty Dog, e il nostro Re Scimmia pare proprio aver ereditato parte del moveset del marsupiale più amato nel mondo dei videogiochi. Oltre alla sempreverde e indispensabile azione del salto sarà infatti possibile ruotare su se stessi per trasformarsi così in un tornado travolgente, una mossa che non si risparmia di citare Crash, insomma.

    A questa vanno poi ad aggiungersi la possibilità di effettuare scatti direzionali e di scagliare il proprio bastone per colpire i nemici dalla distanza. Quest'ultimi cambiano per aspetto e attacchi in base all'ambientazione, anche se solo in rari casi arrivano a costituire una vera minaccia e il più delle volte si avrà a disposizione una finestra di tempo piuttosto ampia per prendere la mira. Del resto il gameplay si incentra sulla necessità di aggirare ostacoli e trappole, raggiungere le varie piattaforme - non di rado in movimento - con balzi precisi, cercando di accumulare più monete possibili (come ci ha abituato Super Mario, queste non costituiscono un oggetto indispensabile e servono solo a garantirsi un personalissimo record di completamento).

    In questo il ritmo dell'esperienza risulta soddisfacente, complici un sistema di controlli responsivo e dei checkpoint (i gong) ben distribuiti, ma fin troppo trattenuto nel level design. Durante la nostra avventura, infatti, capiterà assai raramente di trovarci in situazioni che richiederanno una particolare combinazione di movimenti, o il tempismo di un balzo perfetto al momento giusto per superare l'ostacolo e arrivare a destinazione.

    Un'esperienza misurata

    Wukong è dunque un platform 3D a tutti gli effetti, poiché ricalca la formula del genere in maniera concreta. Resta però il fatto che la dimensione ludica viene approfondita a malapena. In primo luogo non c'è alcuna crescita del personaggio, e sebbene questo sia in parte giustificato dall'esigua durata del gioco (si può arrivare ai titoli di coda in meno di due ore), è anche vero che ha come conseguenza la mancanza di upgrade come il doppio salto e altre acrobazie aeree che ci saremmo invece aspettati.

    Le situazioni a cui si apre l'impianto di gioco sono ben variegate e offrono una sensazione di sfida crescente, graduale e senza eccessi. Tuttavia, le soluzioni messe in campo da A Tale of Game sono piuttosto semplici e non si spingono mai veramente verso una complessità strutturale degna dei platform più blasonati.

    È, invece, un'avventura che punta ad assicurare un ampio grado di accessibilità, motivo per il quale ci sentiamo di consigliarne la fruizione ai più piccoli, che troveranno sicuramente nella basilare conformazione dei livelli una sfida più stimolante rispetto ai giocatori più navigati.

    Sul piano tecnico la produzione di A Tale of Game non eccelle certo per chissà quali virtuosismi. Lo stile cartoonesco già accennato è piacevole e dona un taglio visivo brioso, ma le texture sono approssimative e carenti di dettagli. Abbiamo inoltre riscontrato un bug piuttosto invalidante: dopo essere ripartiti da un preciso checkpoint il nostro avatar rimaneva sempre incastrato nel terreno, cosa che forzava a riavviare da capo l'intero livello.

    Se non altro, il frame rate resta stabile e questo garantisce una fluidità più che gradita, anche al netto di un gameplay non poi così frenetico. Buone anche le animazioni, che appaiono giocose in pieno accordo con lo spirito dell'opera, vivaci e convincenti come anche il feedback che si riceve ogni volta rompendo una cassa di monete o saltando sulla testa di un nemico.

    Quanto alla colonna sonora, Wukong presenta un assortimento di melodie orientali abbastanza ricco, a tratti rilassanti, a tratti più incalzanti: nulla che faccia gridare al miracolo, ma che quantomeno impreziosisce lo scorrere dell'avventura.

    Wukong WukongVersione Analizzata PlayStation 5Wukong è un platform 3D (fin troppo?) semplice nello stile e nel gameplay, ispirato ai classici come Crash Bandicoot ma decisamente più accessibile. Al netto della mancanza di una struttura narrativa che giustifichi a pieno quanto avviene a schermo, l’esperienza di gioco risulta in parte ben costruita, e in parte troppo trattenuta sul fronte della sfida. Graficamente colorato quanto basta, il titolo di A Tale of Game si dimostra in definitiva più indicato ad un pubblico di giovanissimi, e il voto che vedete in fondo all’articolo tiene conto proprio di questo specifico target di riferimento. L’offerta ludica tende a non voler decollare in maniera decisa, prestandosi più a fornire un’opzione da entry level per chi volesse approcciare il genere per la prima volta.

    6.5

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