Recensione X-Men 2: Wolverine's Revenge

Leggi la nostra recensione e le opinioni della redazione sul videogioco X-Men 2: Wolverine's Revenge - 245

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  • Ps2
  • Gba
  • Xbox
  • NGC
  • Pc
  • L’era dei supereroi

    Diciamoci la verità: quanti di noi,
    almeno una volta nella vita, ha sognato di vestire i panni del proprio supereroe
    preferito per dettare legge e giustizia e per sentirsi al centro
    dell’attenzione, spinti da un senso di protagonismo che, volenti o nolenti, ogni
    essere umano possiede? Mi riferisco, ovviamente, a quella fascia di età che ci
    ha visti tutti quanti protagonisti di simili pensieri, nati dalle letture di
    tutti quei fumetti supereroistici che invadevano (e invadono) le edicole di
    mezzo mondo. I più stagionati non potranno mai dimenticare i primi albi
    pubblicati dall’Editoriale Corno che (prima di passare ai fumetti di guerra) si
    era impegnata a portare in Italia tutta la banda di supereroi della scuderia
    Marvel, per poi passare il timone alle varie Star Comics, Play Press fino alla
    nascita della vera e propria Marvel Italia. Nostalgiche reminiscenze a parte, va
    detto che questo magico mondo è ormai entrato nell’immaginario collettivo anche
    della persona più disinteressata all’argomento, grazie al cinema ed ai miracoli
    degli effetti speciali. Stiamo assistendo ad un remake dietro l’altro, inutile
    stilare un elenco dei film dedicati ai supereroi che stanno invadendo i nostri
    cinema, segno che il fenomeno tira sempre e quando si parla di fenomeni
    cinematografici scende in campo un altro mondo che sembra sempre più muoversi
    parallelamente ad una pellicola di celluloide: il videogioco. Di videogiochi
    tratti da supereroi ne abbiamo visti a bizzeffe sin dai tempi del C64. Dagli
    adventure ai picchiaduro, dalle sale giochi alle console di casa, i supereroi
    sono sempre stati presenti a condividere il nostro passatempo preferito.

    Oggi
    voglio essere...

    Wolverine non è propriamente un supereroe tranquillo, forse è uno dei più
    violenti ed oscuri della squadra degli Xmen creati dal leggendario Stan Lee.
    Precisiamo che il gioco in questione non trae le vicende da Xmen2 visto al
    cinema, ma tratta una storia concettualmente diversa. Appena iniziato il gioco
    assisterete ad un filmato che vi calerà subito nell’atmosfera cupa e rabbiosa
    del titolo in questione, con un Wolverine decisamente motivato a fare piazza
    pulita di tutta la gentaglia che lo ha segregato a ruolo di cavia per i propri
    esperimenti. Infatti, il nostro eroe è stato catturato dal Dipartimento H deciso
    a portare avanti degli studi per realizzare un’arma potentissima: un mutante con
    lo scheletro di adamantio, una lega di metallo indistruttibile. Liberatosi da
    tale situazione e armato dei suoi artigli, il nostro Wolvie si rimette al vostro
    joypad per farsi giustizia. Come se non bastasse scoprirete che il nostro
    protagonista è stato infettato da un virus che porta alla morte dopo 48 ore dal
    contagio (previo ritrovamento dell’antidoto), per cui capirete la drammaticità
    della vicenda e la voglia di violenza bruta che Logan (vero nome di Wolverine)
    vi trasmetterà. La vicenda sarà alternata da filmati che contribuiranno a
    rendere il titolo altamente cinematografico, forte anche di una sceneggiatura
    molto valida. Il gioco presenta anche qualche chicca di contorno, come i fumetti
    sparsi qua e là che vi consentiranno (una volta recuperati) di sbloccare costumi
    alternativi, o come le targhette che otterrete dopo aver effettuato delle mosse
    particolari che vi consentiranno di “apprendere” nuove mosse sempre più
    efficaci. Per fare piazza pulita di tutto quanto non vi vada a genio, avrete a
    disposizione i vostri fidati artigli e i vostri sensi radar. Questi ultimi sono
    ben rappresentati da un cambiamento grafico del gioco, molto simile a quello
    visto attraverso gli occhialini “termici” di Sam Fisher: in pratica potrete
    “vedere” il calore dei nemici, impronte ecc. in modo da agire in sordina e senza
    essere scoperti per poi passare all’attacco feroce. Questa ottima
    implementazione (forse la più interessante) conferisce al gioco un aspetto
    decisamente stealth che sembra raccogliere sempre più consensi dai
    videogiocatori. Quindi non solo violenza e pestaggi a spron battuto, ma anche un
    minimo di tattica. Naturalmente ci saranno anche momenti più tranquilli, di
    indagine ed esplorazione (minimi, a dir la verità), ma buona parte del titolo è
    basato sullo scontro fisico e sul pestaggio che diverrà sempre più spettacolare,
    grazie alle nuove mosse che Logan apprenderà, combo comprese. A proposito di
    combo, un altro aspetto azzeccato è rappresentato dalle combo contestuali:
    semplici da utilizzare, sono più che altro un espediente per creare spettacolo
    nei combattimenti. In pratica, duranti gli scontri vi può capitare di avere a
    che fare con più nemici contemporaneamente e, a questo punto, se appariranno
    delle frecce che indicheranno i vostri nemici, premete il pulsante per attaccare
    e vedrete Wolverine esibirsi in una mossa spettacolare per eliminare tutti i
    ceffi che lo circondano! Ampio spazio alla lotta, quindi. Non a caso, il primo
    livello altro non è se non un tutorial per acquisire dimestichezza con il nostro
    personaggio ed imparare a gestire completamente il joypad.

    Sì, però...

    Purtroppo le belle
    notizie finiscono qui... Qualche idea originale, una buona storia, un bel taglio
    cinematografico vanno a farsi benedire per colpa di una realizzazione tecnica a
    dir poco insulsa. Diciamoci la verità: se la scheda grafica di Xbox avesse
    avuto, oltre ad un limite massimo di poligoni gestibili, anche un limite
    “minimo” probabilmente questo titolo non sarebbe potuto neanche girare
    all’interno dello scatolone a causa del secondo “limite”. Sicuramente Xmen2
    rientra tra i titoli che non sfruttano per niente (e sottolineo PER NIENTE) le
    capacita di Xbox, non usatelo per “far vedere l’Xbox agli amici”, anzi,
    nascondetelo! Probabilmente l’unica cosa positiva della grafica è la fluidità,
    che non presenta molti problemi. Sì, lo sappiamo che la grafica non è tutto ma,
    per colpa di alcuni aspetti negativi, anche la giocabilità risulta solo
    sufficiente. Inizialmente potrà sembrare divertente entrare nei panni di Wolvie
    e spaccare le ossa ai nemici (gli artigli hanno un loro fascino...), ma
    progredendo con il gioco scoprirete telecamere alquanto imprecise e frustranti,
    incastri vari tra poligoni e collisioni imprecise, livelli scialbi e privi (o
    quasi) di interazione e, dulcis in fundo, un IA a volte buona e a volte
    vergognosa. Questi difetti minano sul serio un titolo che, pur essendo
    abbastanza divertente, gli impediscono di emergere come avrebbe potuto.
    Tecnicamente, solo l’audio se la cava (complice un convincente doppiaggio in
    italiano che fa ben comprendere la trama) ma siamo sempre nella norma con buoni
    effetti e buone musiche, niente di più.

    Sarà per la
    prossima

    Nonostante i difetti citati, si
    intuisce il potenziale di questo gruppo di programmatori, se non altro per il
    fatto che con un po’ più di impegno (e risolvendo, di conseguenza, i problemi
    sopra citati) avremmo avuto tra le mani un ottimo titolo. Confidiamo, dunque, in
    quello che sapranno proporci in futuro, a fronte di una maggior precisione e
    volontà. Insistiamo su questo concetto, perché il passo in più da fare era
    veramente breve. Per il momento abbiamo solamente un titolo che, nella sua
    mediocrità, risulta abbastanza divertente ma non ce la fa ad imporsi e a farsi
    ricordare nella storia dei videogiochi.

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