Xbox One X: Recensione della nuova console Microsoft

Dopo una lunga attesa, la nuova console della casa di Redmond arriva oggi nei negozi: l'abbiamo provata, ecco la recensione di Xbox One X.

Versione analizzata: Xbox One X
recensione Xbox One X: Recensione della nuova console Microsoft
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Xbox One X è, anzitutto, un piccolo miracolo di ingegneria e progettazione. La console se ne esce dalla scatola pronta a stupire l'utente grazie alle dimensioni estremamente contenute, addirittura più ridotte della candida "sorellina minore". Il form factor è simile a quello di Xbox One S: essenziale, pulito, squadrato, ma decisamente più elegante rispetto a quello della versione "fat". Il blocco centrale della macchina ne sovrasta uno più piccolo, mettendo in risalto il vano del disco.
Spariscono le forature della parte superiore, anche per via di una revisione integrale del sistema di raffreddamento (che adesso sfrutta la dissipazione a camera di vapore).
Le superfici nere, leggermente satinate, sono piacevolissime alla vista, e la compattezza dell'assemblaggio rende la macchina un piccolo gioiello da esporre fieramente in salotto.

Che Microsoft sia riuscita ad infilare il suo "mostro di potenza" in uno chassis così piccolo, insomma, è un risultato più che ammirevole, frutto di un processo di ingegnerizzazione veramente incredibile. Qui non si tratta, badate bene, solo di una marcata attenzione per l'ottimizzazione degli spazi e la "miniaturizzazione", bensì di uno studio meticoloso del posizionamento di ogni componente, attento ad ogni aspetto: potenza, gestione termica, riduzione del rumore, stile.
Xbox One X, insomma, si presenta fin da subito come un prodotto premium, ideato per quei giocatori che non vogliono scendere a compromessi su nessun fronte: neppure sul quello estetico e progettuale.

Questione di potenza

Sappiamo tutti, in ogni caso, che ciò che più conta per il nuovo hardware di Microsoft si trova dentro la macchina, e non fuori. Le specifiche tecniche "nude e crude" le conosciamo tutti già da tempo: una GPU da 6 TeraFLOPS (tecnologia Polaris), 12 GB di memoria RAM GDDR5, e una CPU da 2.3 Ghz (ancora di derivazione Jaguar, ma il 31% più veloce di quella di Xbox One).

Leggerle così, brutalmente, nero su bianco, serve però a poco. Quello che conta è invece vedere in azione la macchina, provarla su televisori 4K e su pannelli a 1080p, mettere alla prova i titoli già ottimizzati e quelli che invece non sono stati aggiornati. Solo così è possibile capire fino in fondo quali sono le vere qualità della macchina, e quali le prospettive future. Le ottimizzazioni hardware studiate dal colosso di Redmond, del resto, determinano una differenza percepibile nelle prestazioni di questa console rispetto alle altre della famiglia Xbox, e non solo per chi vuole godersi la pulizia e la nitidezza della massima risoluzione.
Per iniziare, anzi, prendiamo in esame il caso in cui Xbox One X sia connessa ad un televisore che non supporta il 4K. Anche nel caso in cui si decida di far girare su Project Scorpio un titolo non ottimizzato per la nuova console, si potrebbe notare facilmente una sensibile riduzione dei tempi di caricamento ed un evidente miglioramento della stabilità del framerate. Soprattutto quest'ultimo fattore non è da sottovalutare: su Xbox One X i titoli che tendevano ad avere qualche singhiozzo guadagnano in fluidità, e senza la necessità di attivare "boost mode" e simili. L'architettura della macchina, evidentemente, è stata studiata per essere fortemente "in continuità" con quella delle "sorelle". Oltre a dare un senso molto più concreto al concetto di "famiglia Xbox", questo approccio apre scenari interessanti per il futuro, quando al balzo generazionale classico si sostituirà molto probabilmente un'evoluzione più "fluida" degli hardware da gioco casalinghi.
I titoli e i motori di gioco che sfruttano una risoluzione dinamica (come ad esempio il vecchio Battlefield 1), mostreranno inoltre un evidente miglioramento della pulizia dell'immagine.
Grazie al supersampling (i giochi vengono renderizzati ad una risoluzione maggiore di 1080p, e poi l'immagine viene "ristretta") molti prodotti vedranno ridotti i problemi di aliasing.
Si tratta di miglioramenti non rivoluzionari ma avvertibili, che rendono l'esperienza utente generalmente più piacevole. Del resto anche i processi di multitasking e la fluidità della dashboard hanno beneficiato della maggior potenza di calcolo della console.

Un elemento che ha un peso decisamente inaspettato sulla qualità complessiva del colpo d'occhio di diversi titoli, e che in pochi avevano considerato durante le analisi preliminari, è la RAM, maggiore rispetto a quella di tutte le altre console presenti sul mercato (anche di PS4 PRO) e ovviamente con un'alta velocità di trasmissione dati (questo, restando in ambito Xbox, è un dettaglio importante, dato che si passa dallo standard DDR 3 di Xbox One e Xbox One S, al più performante GDDR5). L'incremento della memoria permette in generale un miglior texture filtering, che l'occhio dei più attenti noterà senza fatica, ma non solo: adesso per gli sviluppatori sarà molto più facile gestire pacchetti di texture in 4K, e questo potrebbe avere un impatto sensibile sulla qualità visiva di molti prodotti.
Specifichiamo meglio, per evitare confusione: anche se la risoluzione dello schermo dovesse essere di 1080p, i dettagli delle texture hi-res risulterebbero eccezionalmente più visibili, riconoscibili, d'impatto e piacevoli alla vista. Ovviamente quest'ultimo scatto prestazionale non è "gratuito" gli altri sopra citati: le texture in 4K devono essere approntate dal team di sviluppo (e scaricate dell'utente finale, che potrebbe trovarsi di fronte a giochi e update sempre più pesanti).

Tuttavia, considerando che le console "mid gen" stanno prendendo piede, e che nel caso di sviluppo multipiattaforma le texture a 4K devono essere comunque preparate per l'ambiente PC, crediamo che in futuro ottimizzazioni del genere potrebbero vedersi sempre più spesso. Basta dare un'occhiata alle comparative su Shadow of War per rendersi conto della differenza che può intercorrere fra Xbox One X e PS4 PRO: ovviamente a favore della prima, dato che l'hardware Sony deve rinunciare a texture troppo pesanti. Allo stato attuale dei fatti, tuttavia, le comparazioni significative non possono essere fatte su troppi prodotti, e sulla lunga distanza andrà valutato l'impegno delle varie software house.

True 4K

Il "selling point" di Xbox One X, in ogni caso, è sempre stato legato alla possibilità di sfruttare la console sui pannelli 4K (e HDR). È proprio quella, del resto, la sua funzione principale. Al netto di tutte le considerazioni espresse nel paragrafo precedente, non è facile suggerire spassionatamente e a cuor leggero l'acquisto del nuovo hardware a chi non ha un pannello di ultima generazione. Fermo restando il guadagno prestazionale di cui si è discusso, il prezzo della macchina resta sempre molto alto (499,98€ su Amazon), forse davvero troppo per chi ha una TV a 1080p.
Molto banalmente, in quelle condizioni lo scarto qualitativo fra S e X non giustifica pienamente una differenza che può superare i 200 euro (anche a parità di memoria, considerando diverse offerte sul modello da 1TB di One S).

Per tutti quegli utenti che hanno deciso di non passare ancora al 4K, insomma, il biglietto d'ingresso più conveniente per entrare a far parte della famiglia Xbox resta la versione "slim". Nel caso trovaste buone offerte di permuta, e soprattutto se siete maniaci della pulizia visiva, potreste invece considerare il "cambio in corsa" ed il passaggio alla nuova versione.

Discorso ben diverso vale per chi ha una TV "all'ultimo grido". Le meraviglie del 4K, e soprattutto dell'aumento della gamma cromatica e del miglioramento dei contrasti garantiti dall'HDR, saranno evidentissime fin dalla prima accensione. La console, d'altronde, dispone anche di un lettore Blue Ray in 4K: si tratta di un piccolo valore aggiunto, che la rende pertanto una macchina "4K ready" a tutto tondo.
Xbox One X, per altro, anche grazie alle costanti limature operate sulla dashboard, risulta ad oggi un ottimo media center: funzionale, rapido, con una buona interfaccia e capace di garantire un'esperienza utente fluida e piacevole.

Arrivando alle prestazioni dei titoli ottimizzati per X, bisogna segnalare qualche dettaglio fondamentale. Anzitutto, la qualità dell'ottimizzazione varia da prodotto a prodotto. Come sempre abbiamo esempi di implementazioni virtuose, che lasciano ampia libertà di scelta al giocatore, ed altri casi in cui i team di sviluppo si sono dimostrati un po' più pigri. Per fortuna i primi multipiattaforma che abbiamo potuto provare (Shadow of War e Assassin's Creed Origins), anche grazie alla partnership comunicativa stretta con Microsoft, hanno mostrato ottimi risultati.
La nuova avventura di Talion e Celebrimbor, addirittura, permette non solo di attivare o disattivare la risoluzione dinamica, ma anche di scegliere se dare priorità alla risoluzione o alla qualità visiva (dettagli, effettistica, draw distance).
Sebbene non dia una così ampia scelta all'utente finale, anche la risoluzione dinamica di Origins fa un ottimo lavoro. È importante, a tal proposito, specificare anche questo: che al netto dei proclami comunicativi di Microsoft, non tutti i giochi gireranno in 4K nativo in tutte le condizioni. Ciò non determina, per fortuna, fluttuazioni fastidiose. Anzi, il processo di upscaling è generalmente indolore anche sui televisori ad ampissima diagonale (dai 55''), anche perché le risoluzioni di partenza non sono comunque troppo distanti da quella desiderata (e in linea di massima superiori a quelle di PS4 PRO).

Ci concediamo un breve accenno alla questione del framerate: abbiamo detto che su Xbox One X i titoli sono generalmente più fluidi, e lo ribadiamo. Non crediate però che, in nessun caso, sia possibile sfruttare la maggior potenza della console per raddoppiare la fluidità del flusso video, portandolo da 30 a 60fps, e aumentare al contempo la risoluzione. Generalmente, su Xbox One X il valore a cui i prodotti aspireranno sarà lo stesso rispetto a quello garantito dalla console "liscia", solo più stabile e senza cali.

Ci possono essere delle eccezioni: Gears of War 4, ad esempio, permette di giocare per la prima volta la campagna a 60fps (fino ad oggi esclusivo appannaggio del multiplayer), ma mantenendo la risoluzione a 1080p. É praticamente impossibile sperare in un aumento contemporaneo di risoluzione e framerate.
Ovviamente, questo significa che un prodotto come Forza Motorsport 7, che ha un engine leggerissimo e viaggia al massimo anche sull'hardware "regolare", schizza a sessanta (meravigliosi) frame al secondo in 4K (nativi), rivelandosi un vero spettacolo per gli occhi.
I prodotti first party che riceveranno una patch per sfruttare la maggiore potenza della console, in linea di massima, rappresentano un buon benchmark per capire quali potrebbero essere le ottimizzazioni a cui tutti i team (terze parti) dovrebbero aspirare.

Xbox One X Anche Microsoft si lancia nel mercato delle console “Mid-Gen” con Xbox One X, e lo fa proponendo una macchina che non vuole scendere a compromessi. La nuova arrivata nella famiglia Xbox è davvero, al netto degli strilli pubblicitari, la macchina da gioco più performante ad oggi disponibile. La componentistica che lavora all'interno della scocca le permette di gestire agilmente la massima risoluzione, puntando con poche rinunce al 4K nativo, oppure scegliendo una risoluzione dinamica per migliorare altri aspetti della performance visiva. In entrambi i casi l'hardware si comporta egregiamente, almeno per quel che riguarda i prodotti first party o i multipiattaforma usciti nei pressi del lancio. Xbox One X garantisce per altro miglioramenti avvertibili anche ai titoli che girano a 1080p, anche se, visto il prezzo elevato della macchina, non per tutti questo fattore sarà determinante nel considerare l'acquisto. Xbox One X, del resto, costa molto. Non solo per le sue specifiche, ma anche perché è una macchina dall'impeccabile qualità costruttiva: compatta, elegante, ben assemblata, poco rumorosa e con un ottimo sistema di dissipazione del calore. Il suggerimento è quello di prenderla in considerazione se potete connetterla ad un pannello 4K: è quello il campo in cui eccelle davvero. Se avete TV che non supportano l'HDR e la massima risoluzione, l'acquisto potrebbe essere un po' azzardato. Resta vero che, idealmente, anche i risultati sui televisori 4K dipenderanno dall'impegno dei team di sviluppo, che non necessariamente potrebbe essere allineato a quello degli studi first party. Sembra però che l'architettura permetta di sbloccare diverse ottimizzazioni con pochissimo impegno produttivo, e questo ci fa ben sperare anche per le future sorti dei multipiattaforma. Ci sentiamo quindi abbastanza sicuri nel dirvi che, se volete lanciarvi nel mondo del 4K, Xbox One X rappresenta una grande, seppur costosa, sicurezza.