Xenoblade Chronicles 2: Recensione del nuovo JRPG di Monolith per Switch

Dopo aver sognato per mesi le spettacolari ambientazioni di Xenoblade Chronicles 2, il titanico mondo immaginato da Monolith Soft approda su Switch.

Xenoblade Chronicles 2
Recensione: Nintendo Switch
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  • Switch
  • Ad un passo dall'arrivo dell'anno venturo, negli ultimi giorni ci siamo ritrovati a guardarci alle spalle e a riesaminare compiaciuti un'annata che potremmo definire "da incorniciare". Certo, potrà sembrare una frase ormai di rito, perché l'industria videoludica ha vissuto un triennio oltremodo privilegiato, ma gli ultimi dodici mesi in particolare sono stati puntualmente caratterizzati da uscite del calibro di Horizon: Zero Dawn, The Legend of Zelda: Breath of the Wild, NieR Automata e Persona 5, giusto per citarne alcuni.
    Quello corrente, inoltre, è stato un anno in cui Nintendo e Microsoft hanno lanciato sul mercato le proprie nuove ammiraglie, proponendoci rispettivamente la prima console ibrida della storia, Switch, e quella mostruosità, nonché capolavoro di ingegneria, che risponde al nome di Xbox One X. Un periodo molto denso che il fortunato connubio formato dalla Casa di Kyoto e Monolith Soft ha pensato di chiudere coi botti anticipati, portando sui nostri schermi il bramatissimo Xenoblade Chronicles 2.
    Dopo aver rimirato per mesi e mesi le spettacolari ambientazioni del titolo, il mondo di Alrest ci ha infine accolti in tutta la sua cruda spietatezza, fornendoci uno sterminato quanto evocativo sipario per una delle più titaniche imprese di sempre. Di ritorno da questa già leggendaria epopea durata oltre settanta ore, siamo dunque pronti a sederci attorno ad un focolare e raccontarvi con una punta di entusiasmo pregi e difetti della più recente fatica di Nintendo.

    Journey to the Elysion

    Mentre le vicende di Xenoblade Chronicles e Chronicles X si sviluppavano sui colossali corpi di due giganti ed un pianeta alieno, quella di Alrest è una realtà del tutto inedita, in cui il mondo intero è stato avvolto da un inabitabile mare di nubi. Secondo le leggende, gli abitanti di questo inospitale regno vivevano inizialmente in una landa florida e situata in cima al cosiddetto Albero del Mondo, dal quale potevano controllare i cieli stessi assieme al proprio creatore, l'Architetto. Un giorno, tuttavia, questi decise improvvisamente di chiudere le porte dell'Elysion e di spedire tutti i suoi popoli sull'inospitale terra sottostante, costringendoli a vivere sui dorsi di colossali bestie chiamate appunto "Titani". Durata diversi secoli, la pacifica coesistenza fra l'uomo e queste straordinarie creature è ora minacciata da un evento improvviso: per qualche inspiegabile ragione, i Titani hanno cominciato a morire.
    In questo drammatico scenario, un giovane sommozzatore di nome Rex si guadagna da vivere recuperando tesori sommersi assieme all'amorevole Titano che chiama "Nonnetto", una saggia e mastodontica creatura senziente che, oltre a dispensare preziosi consigli e a preoccuparsi per le sue sorti, ne ospita la dimora sulla propria schiena. La vivace - seppur ripetitiva - routine del fanciullo subisce un forte scossone quando questi, nelle prime battute del gioco, riceve un importante incarico dal Presidente Bana della cosiddetta Gilda dell'Argentum: in cambio di una cifra esorbitante, il ragazzo dovrà infatti mettere le sue doti di palombaro al servizio della gilda e guidare una spedizione atta a recuperare un singolare tesoro sommerso.
    Non tutti i tesori sono tuttavia caratterizzati da oro e pietre preziose, e difatti l'obiettivo del gruppo di mercenari, chiamato Torna, è una ragazza dai capelli rossi che giace sigillata in una capsula di stasi in fondo al mare di nubi. Proprio l'incontro con la stupenda Pyra innescherà una serie di eventi insospettabili e sconvolgenti che spingeranno Rex a mettersi in viaggio per raggiungere il fiabesco Elysion, scoprire gli oscuri segreti che si annidano nel passato di Alrest e salvare il mondo intero dal disastroso fato che lo attende.
    Quella che a primo acchito potrebbe sembrare la solita trama tipica dei titoli appartenenti alla sempreverde categoria del JRPG, si discorsa dalla stragrande maggioranza dei propri simili a causa dei toni spesso drammatici che accompagnano la narrazione e scuotono a cadenza regolare il giocatore.

    Alternando dunque un elevato tasso di tragicità al rilassante humour con cui sono spesso imbastite le produzioni di Monolith Soft, il canovaccio narrativo di Xenoblade Chronicles 2, anche grazie alla presenza di un cast straordinario e ben impastato, si dimostra uno degli aspetti più riusciti della produzione, riuscendo difatti a raccontare una storia molto classica e al contempo innovativa.
    Una vicenda inestinguibile che siamo certi saprà soddisfare sia i palati dei puristi del genere, costantemente assetati di narrativa e combattimenti, sia i giocatori occasionali, interessati più all'ebbrezza del viaggio e all'esplorazione di un affascinante mondo inesauribile, ricco di sfide e secolari misteri su cui gettare luce.
    D'altronde, è proprio la complessa struttura del gioco a favorire continuamente delle interessanti deviazioni dalla trama principale, spingendo l'utente a sacrificare diverse di ore per visitare ogni singolo anfratto dell'universo immaginato da Monolith Soft, ancora una volta rigoglioso e pregno di attività secondarie.

    Attack on Titan

    Come accennato poc'anzi, l'esplorazione rappresenta, al pari della sceneggiatura, una delle principali attrattive di Xenoblade Chronicles 2. Sebbene Alrest offra soltanto una decina di Titani liberamente esplorabili, la maggior parte è a dir poco immensa, e ognuno di essi include almeno un paio di insediamenti umani (ciascuno in possesso di culture, tradizioni e religioni differenti), un'abbondante fauna selvatica e soprattutto una carrellata di missioni opzionali da scovare. Proprio queste, rispetto al passato, ci sono parse molto più elaborate e coinvolgenti. Laddove, un tempo, gli incarichi secondari si limitavano infatti all'eliminazione di un certo numero di mostri, al tedioso reperimento di oggetti, o comunque allo scambio di materiali e informazioni da un NPC all'altro, ciascuna sidequest di Xenoblade Chronicles 2 possiede una storia godibile e piuttosto convincente, che non solo si incastra spesso con lo scenario principale, ma il più delle volte fornisce interessanti retroscena sul mondo di Alrest e sui suoi abitanti, incluso il colorito party del nostro Rex.
    Spesso saranno proprio simili attività a condurvi nei luoghi più nascosti, e ogni sentiero rinvenuto vi aprirà di volta in volta l'accesso a nuove aree che profumano di avventura e mistero. Oltre ad impreziosire il pacchetto e a distogliere il giocatore dalla trama principale, le missioni secondarie svolgono un altro importante compito: ciascuna di esse, dopo il completamento, non fornisce soltanto una sostanziosa ricompensa in termini puramente economici, ma anche dei cospicui punti abilità ed esperienza, indispensabili per la crescita dei personaggi.
    Tali premi, incluso il denaro, possono essere ottenuti anche attraverso lunghe sessioni di grinding, ma il titolo, al pari di un qualsiasi MMORPG odierno, sembra favorire invece la formula utilizzata dai giochi online, offrendo una valida alternativa a chiunque non nutra molta simpatia per il farming duro e crudo.

    Come ogni JRPG che si rispetti, Xenoblade Chronicles 2 vanta un combat system articolato e soddisfacente, che in questo caso rappresenta l'evoluzione diretta del gameplay proposto dal capostipite della saga nel non troppo lontano 2011. Tornano dunque gli autoattacchi che i vari personaggi del party eseguono a cadenza ciclica in prossimità del nemico agganciato, mentre al giocatore è affidato il totale controllo delle tante abilità speciali, nonché il posizionamento - sul campo di battaglia - delle proprie unità.
    Dal momento che molte skill danno appunto il meglio di sé se eseguite alle spalle o ai lati di del bersaglio designato, proprio la corretta posizione dei combattenti assume un'importanza fondamentale nell'ottica di una strategia improntata a massimizzare i danni inflitti. La principale differenza fra il combat system di Xenoblade Chronicles e Chronicles 2 sta però nell'introduzione del legame fra Ductor e Gladius (o Driver e Blade, se - come noi - preferite la nomenclatura originale), rispettivamente i personaggi attivi del party e quelli di supporto.
    I primi, chiamati appunto Ductor, hanno la capacità di risuonare con i cosiddetti "cristalli nucleici" per risvegliare i Gladius al loro interno: degli esseri straordinari, talvolta dalle sembianze pseudo-umanoidi, che conferiscono al personaggio vincolato delle abilità extra ed un determinato potere elementale.

    Dal momento che ciascun Ductor può legarsi ad un vasto numero di Gladius ed "equipaggiarne" un massimo di tre per volta, durante le battaglie risulta fondamentale utilizzare il cambio di Gladius in modo tattico, valutando sul momento le condizioni dello scontro. Anche perché questi ultimi, oltre a cambiare l'elemento assegnato a ciascun titolare, ne modificano l'arma principale e di conseguenza anche il moveset, aprendo le porte a strategie piuttosto elaborate. Gli attacchi elementali, ad esempio, permettono di avviare le "Combo Gladius" e di concatenare un massimo di tre mosse (con altrettanti Quick Time Event) per scatenare un quarto colpo speciale, particolarmente distruttivo. Altre ancora, invece, possono innescare la cosiddetta "Combo Ductor", vale a dire una catena di azioni che consente di arrecare danni ingenti per un breve lasso di tempo: qualora il giocatore riesca infatti ad infliggere al bersaglio lo stato di "Fiaccamento", avrà una breve finestra temporale per colpire il nemico con una qualsiasi tecnica dotata dell'effetto "Atterramento", e così via, per un massimo di quattro diversi stati alterati - uno più devastante dell'altro. Il gioco di squadra, oltretutto, prevede anche un particolare Assalto di gruppo che, previo il riempimento di un'apposita bassa posta nell'angolo in alto a sinistra dello schermo, consente ai Ductor di scatenare a turno le proprie mosse speciali assieme ai Gladius designati dal giocatore.
    In questi casi, l'utilizzo di colpi dell'elemento opposto a quello del nemico, fa sì che l'utente riesca a distruggere i globi elementali dei propri avversari, permettendo ai membri del party di arrecare danni sempre maggiori e riportare la vittoria persino durante le situazioni più concitate.
    Anche la crescita dei personaggi, come prevedibile, è stata positivamente influenzata dall'introduzione dei Gladius. Ma andiamo per gradi. Oltre ai classici punti esperienza, i Ductor ottengono, al termine di ciascun combattimento, dei punti potenza (o PP) che permettono loro di migliorare le varie abilità legate a ciascuna tipologia d'arma. Rex, per esempio, legandosi alla bella Pyra, otterrà punti spendibili nella categoria degli spadoni, mentre altri Gladius gli consentiranno di specializzarsi nell'uso di lance, doppie lame, e così via.

    I punti abilità (o PA), invece, rappresentano il livello di addestramento dei vari personaggi nelle tecniche di battaglia e vengono usati per sbloccare capacità passive. Per quanto riguarda poi i Gladius, questi dispongo di tre diversi metodi di potenziamento.
    Se il primo permette di modificare i parametri basilari (come attacco, difesa, e così via) sacrificando i frammenti nucleici raccolti in giro, o comunque acquistati presso i negozi, per potenziare le armi, il secondo richiede che vengano equipaggiati dei particolari cristalli utilizzabili al pari di comuni accessori. Il terzo metodo, infine, offre all'avatar anche una cinquantina di power-up, ma ciascuno di essi va sbloccato in particolari condizioni indicate nel cosiddetto "Diagramma intesa". Alcuni di questi potenziamenti, ad esempio, vi chiederanno di utilizzare un oggetto specifico, di sconfiggere un particolare esemplare di mostro, o magari ancora di ricorrere ad un certo numero di attacchi, e così via.

    All'ombra dei giganti

    Padroneggiare l'articolato combat system e la complessa crescita dei personaggi, di conseguenza, richiederà al giocatore diverse ore, e inizialmente potrà anche sembrare molto più ostica di quanto invece non sia, poiché i tutorial di Xenoblade Chronicles 2, purtroppo, sono costituiti da fastidiosi wall of text per nulla intuitivi e per giunta non visionabili una seconda volta. Per quanto strano, non esiste alcuna voce nel menu principale che permetta di rivedere una meccanica poco chiara o ripassare, in un secondo momento, le funzioni base del gameplay.

    A dir poco mastodontico sotto ogni aspetto, il titolo presenta appena una manciata di difetti, oltre a quello già sottolineato. Uno di questi è senza dubbio la fastidiosa presenza, già nelle aree iniziali, di mostri di livello altissimo che troppo spesso impediscono al giocatore di portare a termine le missioni secondarie senza doverle tentare svariate volte.
    Per esempio, durante le prime fasi della nostra avventura, ci è stato assegnato il compito di eliminare due nemici non particolarmente dotati; la semplice missione, tuttavia, ha richiesto numerosi tentativi a causa di un odioso volatile di livello 75 che svolazzava nell'area designata e puntualmente annientava l'intero party prima ancora che notassimo la sua presenza. Si tratta di una caratteristica presente anche nei precedenti episodio della saga, ma che, a lungo andare, può diventare piuttosto irritante.

    Per quanto riguarda il comparto artistico, Xenoblade Chronicles 2 dà forma ad un mondo costruito con attenzione maniacale e incrollabile, che in ogni anfratto di terra nasconde dettagli unici e particolari. Che sia una montagna, un laghetto o una distesa pianeggiante, ciascun paesaggio saprà catturare la vostra attenzione con i suoi segreti, la ricchezza della vegetazione e un livello di dettaglio alquanto elevato. Sul fronte dei modelli poligonali, tristemente affetti da qualche spigolo di troppo, siamo rimasti molto colpiti dal character design del maestro Masatsugu Saito e degli altri artisti coinvolti nel progetto, i quali ci hanno regalato stavolta dei meravigliosi personaggi che sembrano estrapolati addirittura da una serie di animazione giapponese. Un tratto che, a nostro avviso, ben si adatta al genere ludico di cui Chronicles 2 fa parte.
    Per quanto riguarda la traduzione, come tutti i titoli della grande N, il prodotto presenta sottotitoli in italiano molto precisi e scorrevoli, la cui unica pecca è forse l'adattamento di termini quali Driven e Blade, qui sostituiti coi meno orecchiabili Ductor e Gladius. Quel che realmente non abbiamo gradito è però la traccia audio anglofona, "colpevole" di aver abbinato, talvolta, voci troppo mature a personaggi puerili, che di conseguenza possono addirittura risultare fastidiose. Per nostra fortuna, Nintendo rilascerà già al day-one un DLC gratuito che aggiungerà la traccia audio giapponese che, a giudicare dai trailer rilasciati nei mesi passati, si rivelerà di certo molto più curata.

    Xenoblade Chronicles 2 Xenoblade Chronicles 2Versione Analizzata Nintendo SwitchXenoblade Chronicles 2 è esattamente quello che ci aspettavamo: un titolo mastodontico come pochi, ricco di meccaniche e segreti di cui potremmo parlarvi per diversi giorni. Così facendo rischieremmo però di rovinarvi tutto il piacere della scoperta che proprio in questo titolo gioca, al pari della sceneggiatura, un ruolo predominante. Al netto di alcune lievi imperfezioni tecniche e di qualche curiosa scelta del team di sviluppo che non ci sentiamo di condividere, il prodotto si è rivelato appagante sotto ogni aspetto; oltretutto, grazie alle molteplici novità implementate sul lato gameplay, siamo certi che riuscirà a conquistare anche i detrattori degli autoattacchi, così da permettergli di apprezzare un combat system profondo e ricco di sfaccettature. La mole di contenuti secondari e la vastità delle macro-aree esplorabili, riusciranno insomma a tenervi incollati alla console per oltre cento ore, risvegliando in voi una curiosità selvaggia ed insaziabile.

    9.2

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