Xenon Racer Recensione: un gioco di corse futuristico arcade tutto italiano

Xenon Racer, degli italiani di 3DClouds, è una rivisitazione in chiave futuristica di grandi classici della derapata arcade dei tempi che furono.

recensione Xenon Racer Recensione: un gioco di corse futuristico arcade tutto italiano
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Negli ultimi anni, il mondo dei giochi di corse è cambiato tantissimo. C'è stata una palese inversione di tendenza, supportata da un progressivo spostamento dell'attenzione del pubblico verso un modo di guidare più simulativo. Meno Ridge Racer e più Assetto Corsa, insomma. Xenon Racer cerca di porre rimedio a questa recente mancanza di produzioni intrinsecamente arcade proponendo una formula semplice ma efficace, essenziale nella sostanza ma estremamente appagante anche per i giocatori più tecnici. Perché la parola "arcade" non implica necessariamente una scarsa profondità ludica.

    Xenon Racer, non a caso, richiede precisione, dedizione, conoscenza dei tracciati. Esattamente come in una simulazione, anche se con modalità diverse. Non c'è la spasmodica ricerca per il punto di frenata tipica dei simulatori di corsa (come avete potuto leggere anche nella recensione di Assetto Corsa), ma scegliere il frangente esatto in far partire una derapata non è sicuramente meno impegnativo. E non dimentichiamoci delle complessità legate alla gestione del turbo: tutto si basa sulla velocità di entrata in curva e sulla necessità di scegliere la rotazione corretta con cui affrontarla. Il gioco targato 3DClouds è formalmente semplice, ma tutt'altro che banale. E noi, sinceramente, non possiamo che esserne contenti.

    Sfide all'ultimo drift

    Xenon Racer ci ha fatto tornare in mente parte della nostra infanzia, quella trascorsa in sala giochi o a fare a sportellate giocando a Ridge Racer sulla prima PlayStation. E proprio dalla serie Namco, in effetti, sembra aver preso diversi spunti. L'elemento di contatto più evidente è la derapata: non un semplice esercizio di stile, bensì un mezzo efficacissimo per affrontare le curve ad alta velocità senza schiantarsi contro il muro.

    Xenon Racer porta questo concetto all'estremo, dandogli ancor più importanza: nel racing di 3DClouds il drifting estremo è praticamente l'unico modo per curvare senza schiantarsi in continuazione. Tutte le auto presenti nel gioco hanno una tendenza al sottosterzo così forte da essere praticamente impossibili da guidare senza far fischiare le ruote ad ogni curva. Una scelta ponderata, e a nostro avviso anche molto intelligente. Incredibile poi la semplicità con cui è stata integrata all'interno del sistema di controllo: basta lasciare per un istante il grilletto destro, quello dell'acceleratore, e riprenderlo subito dopo.

    Solo questo: il freno è più che altro uno strumento di controllo, spesso poco utile in entrata di curva ma fondamentale durante l'esecuzione del drifting stesso, al fine di rallentarne la velocità e ridurre le probabilità di "andare larghi". Perché urtando i muri o i cartelli a bordo pista, si perde integrità. Un indice che parte da cento, e può arrivare fino a zero man mano che subiamo danni. E raggiunta la soglia minima, le conseguenze sono disastrose: saremo costretti a un respawn forzato a centro pista, spesso diversi metri prima del punto in cui il nostro veicolo ha urtato. All'atto pratico, si parla di diversi secondi di penalità. Un ottimo deterrente contro l'antiestetico - ed antisportivo - effetto rimbalzo tipico dei giochi di un paio di generazioni fa, Ridge Racer compreso. Spesso, ai tempi, rimbalzare contro le altre vetture o contro i bordi della pista era un modo rapido e indolore per guadagnare tempo a discapito del rivale.

    Quello imbastito da Xenon Racer è un semplice accorgimento, che racchiude al proprio interno tutta la filosofia che muove la produzione: poche idee, ma veramente buone, implementate in maniera coerente, di facile comprensione e alla portata di tutti. Per completare questa panoramica sull'impronta ludica manca solo una cosa: il turbo, un boost temporaneo di potenza che può essere ottenuto sia rimanendo il più possibile "di traverso", sia calpestando i vari indicatori luminosi dedicati sparsi in ciascuna delle piste inserite nel gioco.

    La sua utilità è di facile comprensione, ma imparare ad usarlo in maniera corretta non è altrettanto banale. Resta importantissimo sfruttarlo soprattutto in rettilineo, facendolo possibilmente terminare prima della curva successiva. Qualora per qualche motivo dovesse rendersi necessario un boost immediato di velocità, comunque, si può sempre ricorrere all'utilizzo del freno, facendo leva sui cavalli extra in fase di accelerazione per poi rallentare immediatamente prima di arrivare al punto di frenata. O meglio: al "punto di derapata". Complessivamente, insomma, il cuore videoludico di Xenon Racer si è dimostrato valido, divertente e mai frustrante.

    Bolidi elettrici

    Siamo nel 2030, e la federazione mondiale ha bloccato le competizioni motoristiche per consentire ai vari di team di effettuare la tanto agognata transizione verso mezzi "volanti", ormai divenuti di comune reperibilità. Per contro, numerosi produttori "vecchia scuola" (si fa per dire, visto il look palesemente futuristico delle loro creazioni) di auto ibride hanno organizzato un campionato clandestino basato su bolidi elettrici capaci di raggiungere velocità folli con l'aiuto di propulsori allo Xeno.

    Il nostro scopo sarà semplice: scalare le classifiche e diventare il numero uno al mondo. Per farlo dovremo affrontare una serie spropositata di gare all'ultima derapata, partendo da Boston e arrivando ai confini della Cina. La struttura della Carriera di Xenon Racer è indubbiamente ricca, capace di alternare al proprio interno numerose variazioni sul genere. Non sempre basterà arrivare primi: talvolta ci troveremo ad affrontare gare a checkpoint in cui l'unico rivale sarà il tempo, altre volte intransigenti corse a eliminazione, in cui a intervalli regolari viene squalificata la vettura in ultima posizione fino a quando non ne resta soltanto una. Ad ogni vittoria sbloccheremo macchine nuove e modifiche aggiuntive per quelle che già possediamo. Le personalizzazioni presenti sono così tante da rendere praticamente impossibile un calcolo preciso di tutte quelle disponibili. Anche le vetture sono tantissime, divise in molteplici classi. L'unica nostra perplessità riguarda l'esiguo numero di tracciati a disposizione: le location sono poche, ed i circuiti spesso sembrano semplici variazioni della stessa pista. Le sole capaci di regalare un feeling unico e differenziarsi completamente sono quelle ambientate in Canada ed in Francia.

    Si sente un po' la mancanza anche di condizioni climatiche variabili (nelle modalità collaterali però possiamo controllare l'orario del giorno), ma vista la natura prettamente arcade del titolo non è un grandissimo problema. Oltre alla portata principale, Xenon Racer mette sul piatto contorni di ogni tipo. Fondamentalmente, tutte le tipologie di gara viste nella modalità "torneo" sono disponibili in formato stand-alone, affiancate dal multiplayer online tradizionale e da quello offline tramite schermo condiviso.

    Non siamo rimasti particolarmente entusiasti però né delle dinamiche di sblocco delle piste aggiuntive (ottenibili soltanto procedendo nella "campagna", molto dopo averle affrontate per la prima volta nell'avventura) né della distribuzione dei punti di controllo - e dei secondi aggiuntivi che ci donano - all'interno della modalità "a checkpoint". In alcune piste i primi checkpoint sono quasi impossibili da superare, altre invece spostano tutta la complessità nelle battute finali della gara. In entrambi i casi, però, il bilanciamento sembra sempre abbastanza incerto.

    Livree cromate e colori sgargianti

    Xenon Racer è soltanto uno dei tantissimi giochi che utilizzano l'Unreal Engine 4, ma lo fa indubbiamente con discreta disinvoltura. Al netto di un sistema di collisioni approssimativo, qualche piccolo scivolone grafico e un uso - a nostro avviso - leggermente eccessivo dei filtri in post-processing, il risultato finale riesce ad essere pulito e gradevole da osservare.

    Sorprendono soprattutto gli effetti di luce visibili durante le gare in notturna. Dal punto di vista tecnico, però, ciò che salta maggiormente agli occhi è la qualità indiscutibile dei modelli poligonali delle vetture, le quali non mancano di mettere in mostra parti mobili che si spostano in fase di accelerazione e alettoni di ogni tipo. Lo stile "cromato" utilizzato per i materiali delle livree potrebbe inizialmente sembrare un po' eccessivo, ma una volta che ci si è fatta l'abitudine, sa essere piacevole.

    Al di là dell'aspetto prettamente visivo, tra l'altro, i mezzi sono ben differenziati tra loro e necessitano di stili di guida molto diversi l'uno dall'altro. Anche le singole parti personalizzabili incidono in maniera evidente sulle prestazioni dell'auto. La nostra prova, basata interamente sulla versione PC, ha mostrato prestazioni discrete in ogni circostanza, con qualche piccolo inciampo soltanto durante alcune gare di notte.

    Per eliminare una volta per tutte il problema è bastato abbassare leggermente la qualità degli effetti speciali e di post-processing. In chiusura, non possiamo che spendere due parole anche per il comparto audio, sì piuttosto basilare ma perfetto per la tipologia di gioco.

    Ad affiancare i vari effetti sonori generici (boost, derapate e accelerazione) troviamo una selezione di tracce di sottofondo piuttosto variegata, una per ogni circuito. Alcune ci sono parse un po' troppo invasive, ma complessivamente non ci possiamo lamentare.

    Xenon Racer Xenon RacerVersione Analizzata PCXenon Racer è appagante, divertente e ben congegnato. Pur presentando una struttura semplice e un gameplay basilare, la produzione dei nostrani 3DClouds ha dimostrato invidiabile profondità, che va a braccetto con un sistema di personalizzazioni vasto e articolato, in cui una commistione di modifiche estetiche e funzionali contribuisce ad aumentare ulteriormente le aspettative di vita media della produzione. Peccato per la mancanza di varietà nei tracciati, a nostro parere uno degli aspetti più fastidiosi, e per la presenza di minime imperfezioni ludiche, grafiche e di interfaccia (spesso fin troppo scarna ed essenziale, soprattutto per quanto concerne il “tabellone” della modalità carriera). Abbiamo apprezzato invece la volontà di non inserire alcun tipo di “power-up” o modificatore, divertenti da utilizzare ma totalmente fuori luogo all'interno un sistema di gioco così profondamente meritocratico.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: i7 4790K @4.6ghz
    • RAM: G.SKill TridentX 16GB DDR3
    • GPU: Nvidia GTX 980
    7.5

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