Recensione Xpand Rally Xtreme

Il Rally Techland con una nuova carrozzeria

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  • Pc
  • Techland nasce nel 1991 col ruolo di publisher/distributore e localizzatore di titoli di terze parti. La compagnia segue questa linea fino al 1997, data in cui si dota di un team di sviluppo e inizia a creare software videoludico.
    Tra i principali titoli realizzati ricordiamo Chrome (uno sci-fi FPS di cui è in lavorazione il seguito), Xpand Rally (titolo del 2004 che ha riscosso buoni successi di critica e pubblico nonostante l'assenza di licenze e blasoni tipo "Colin MacRae") e i recenti Call Of Juarez e GTI Racing (monomarca racing game sulla falsariga di S.C.A.R.).
    A distanza di due anni dal primo titolo automobilistico (Xpand Rally, 2004) torna sugli schermi del nostro pc il Rally firmato Techland, con Xpand Rally Xtreme. Già dal nome si capisce che non stiamo parlando di un seguito, bensì di un rafforzamento generale del titolo proteso a modellare un sistema di gioco antiquato -quale può essere quello di un videogioco di 2 anni fa- per renderlo più accattivante e grintoso, al fine di raggiungere determinati risultati (e chi non ricorda quelli raggiunti dalla stessa software house con un titolo ben noto agli amanti del far west, Call of Juarez?).
    Bisogna riconoscerlo: TechLand sta lavorando in grande, e i riconoscimenti che ha collezionato negli ultimi anni sono pienamente meritati. Ma, purtroppo, questo articolo non cura le prodezze della casa sviluppatrice: stavolta non ci troviamo dinanzi a un videogioco che verrà acclamato dalla folla, bensì ad un titolo che vorrà entrare di forza nei nostri computer reclamando un antico retaggio, il quale, in ogni caso, non giustifica la scarsa innovazione del prodotto.

    Perché Xtreme? "Xtreme significa velocità, potenza bruta del motore, stradine strette e sconnesse, curve cieche che puoi affrontare solo con l'aiuto del co-pilota. Significa dossi pericolosi che lanciano l'auto in aria ed il bisogno di prendere decine di decisioni fondamentali ogni secondo".
    Così il sito ufficiale di XRX spiega il significato della titolazione. Ma siamo sicuri che, dopo aver provato per qualche ora le manovre e il sistema di gioco, non vi troverete molto d'accordo.

    Arcade o Simulazione?

    Come in Xpand Rally, l'utente viene messo già durante le prime fasi di gioco dinanzi a una scelta difficile: giocare per divertirsi, senza un impegno costante ed attento, con la modalità Arcade (consigliata ai meno esperti), o testare con le proprie capacità di videogiocatore-pilota professionista l'aspetto più propriamente realistico e verosimile della produzione, quello della simulazione pura?
    Come avrete intuito dai brevi accenni in parentesi la modalità arcade è riservata a chi, non pratico e/o non appassionato del genere, vuole semplicemente guidare un bolide che sfrecci a tutta birra su sterrati e sentieri tortuosi di montagna. In realtà, seppur in minima parte, si deve comunque mettere sotto sforzo le proprie conoscenze nel campo automobilistico (se non sapete cos'è una sospensione, il gioco non è proprio adatto a voi), adottando scelte tecniche molto importanti per la realizzazione di un veicolo potente quanto dinamico. Per fortuna, rispetto alla sua coinquilina modalità, quella arcade permette di guidare in tutto relax e ad un livello di difficoltà relativamente basso (easy) : il tutto grazie alla notevole semplificazione del motore fisico del gioco: un sistema stilizzato delle collisioni, ad esempio, "chiude un occhio" durante innumerevoli schianti contro alberi e transenne, estromettendo (parzialmente) le conseguenze che, nella realtà, avrebbero ridotto la macchina ad una scatola di sardine.

    Scegliendo la voce "simulazione", invece, avrete la possibilità di guidare un'automobile da rally con tutti i rischi e pericoli che si porta dietro: se andrete a sbattere a 70km/h contro un albero, le speranze di continuare indenni la gara sono davvero poche, se non inesistenti. Prendere un dosso in curva vuol dire, per la maggior parte delle volte, compromettere in modo irreversibile la vostra corsa e, soprattutto, la vostra adorata automobile. Purtroppo, rispetto alla modalità arcade, questa "simulazione" non è esente da molti "peccati veniali" che, nel complesso, rendono l'esperienza di gioco piuttosto deludente: più che altro, questi "errori di distrazione" sono riconducibili ad una mancata accuratezza dell'intero sistema di gioco, scarno di idee e pressoché identico al suo predecessore. Del resto, sebbene rispetto all'Arcade Mode migliori non poco il livello di sfida, per quanto riguarda il realismo si devono avanzare molte riserve (Soprattutto considerando che GTR ha stabilito canoni ben precisi, ed un confine delineato entro cui inserire o dal quale estromettere i sedicenti prodotti "simulativi"). A conti fatti l'esperienza di Xpand Rally (quello originale così come quello odierno), può essere definita come un'esagerazione del reale, un'iperbole positiva e negativa che tende a modificare molte leggi basilari della fisica del mezzo e non pochi canoni automobilistici. Derapate a 25 km/h e problemi di trazione con automobili relativamente poco potenti sono alcuni esempi di questa "distorsione" simulativa: i parametri sono settati secondo criteri molto discutibili, e servono più ad incrementare la difficoltà di gioco e le variabili da considerare che a dipingere un quadro verosimile dei comportamenti in pista.

    Come nasce un campione

    La modalità campionato offre notevoli spunti per i più appassionati. La possibilità di gestire un proprio pilota virtuale aiuta chi gioca a non perdersi nella frustrazione e nella monotonia delle "gare veloci". Bisogna anzitutto precisare che XRX offre la possibilità di allenare gradualmente la propria abilità nella guida con tastiera, joypad o volante che sia (il terzo è consigliato soprattutto per chi vuole godersi al massimo le potenzialità questo titolo, che, nonostante tutto, si rivela un discreto passatempo nel tempo libero dei piloti amatori), rifilandovi dapprima dei veicoli discreti e mediocri sia per potenza che per dinamicità, per poi farvi passare alla guida di veri bolidi che si contraddistinguono per estetica, potenza e stabilità nelle curve e nei dossi. L'esperienza di gioco varia sensibilmente a seconda delle abilità (e della pazienza) di chi è alla guida (virtuale), poiché la giocabilità descritta in precedenza costringe a trascorrere ore frustranti nel tentativo di carpire i segreti della propria macchina, in modo tale da poter apportare modifiche sostanziali relative a sterzo, sospensioni, trasmissioni, linea di scarico, freni, motore, chassis, gomme, e accessori extra, cercando di limare il più possibile le inesattezze del modello di guida.
    Come accade nella realtà, la possibilità di potenziare il proprio motore o di modificare l'assetto del proprio veicolo dipende dalle risorse economiche di cui si può disporre: la gestione finanziaria è presente in maniera preponderante nella modalità carriera, e offre un "assaggio" di manageriale che, a nostro parere, dovrebbe essere immancabile in ogni gioco di guida che si rispetti. Ma, oltre a tutto questo, assume un aspetto fondamentale la salute del nostro pilota. A differenza di altri titoli, l'alter ego ha necessità e bisogni fisiologici: è un uomo fatto di carne e ossa che può subire danni di lieve o di grave entità. Questo aspetto è molto gradito, seppur regolato da routine non eccessivamente vaste: crediamo che possa essere un buono spunto da seguire per alcuni dei racing game più "aperti", che non guardano solo al modello di guida. Certo, ad oggi resta una caratteristica marginale, ma comunque piacevole e, per certi versi immersiva, che pur incide solo sulle condizioni fisiche del pilota. Non starete mica pensando di partecipare alla prossima gara con una gamba rotta, vero?

    Tecnicamente mediocre

    Il comparto tecnico di XRX non regala al videogiocatore un'esperienza di gioco indimenticabile: il titolo non è un prodotto del tutto competitivo sotto questo aspetto. Molti dei suoi punti deboli, infatti, ristagnano infimamente in questo settore, quello puramente tecnico, legato ai risultati del motore grafico, del sonoro e dell'estetica: i tre punti fondamentali che più incidono sul giudizio tecnico. Tre punti fondamentali che, purtroppo, in questo videogioco non vengono curati degnamente.

    Il crhome, motore grafico del titolo, è lo stesso di Xpand Rally ma, se due anni fa riusciva a regalarci qualche emozione, oggi, nel 2007, di emozioni ne regala ben poche (anzi, pochissime). Nonostante il dettaglio visivo rientri pienamente nelle produzioni del genere, infatti, la grafica risulta moderatamente "plasticata", asettica, lontana. L'abbondante presenza di effetti (ormai non più tanto) speciali, è in qualche maniera ridondante. Una sfocatura di campo onnipresente ricorda le scene western di Call of Juarez, ma questo particolare effetto ben meglio si adattava ai pregi di una narrazione idealizzata che a quelli di un racing game, auspicatamene, realistico. E se l'appeal visivo appena descritto è stato uno dei punti di forza dello Western Techland, nel caso di XRX il Look grafico non riesce a dare una sensazione altrettanto gratificante. La sufficienza è certamente meritata (il livello di dettaglio è buono, l'aggiornamento del motore comunque lo pone in linea con gli standard attuali), ma non si può certo dire che il lavoro della TechLand sia stato così efficiente ed innovativo. Di sicuro, sotto questo aspetto, ci si aspettava qualcosa di più.
    Il favore di una configurazione minima affatto onerosa e di una fluidità garantita sui PC odierni sposta leggermente l'ago della bilancia.
    A livello sonoro il lavoro svolto è tutto sommato buona, con campionature chiare e diversificate, ed una selezione di brani musicali (sottofondo dei menù di gioco) non invasiva ma neppure memorabile. In questo caso l'aggiornamento tecnico ha permesso di migliorare non tanto la qualità generale del suono, quanto quella della sua diffusione.

    Xpand Rally Xtreme Xpand Rally XtremeVersione Analizzata PCXRX è un titolo che fin dagli albori del suo sviluppo aveva regalato a tutti gli appassionati aspettative e speranze. Alla sua uscita, la delusione è molta, forse troppa. XRX è certamente un buon titolo, ma proprio perché ci si aspettava qualcosa di diverso, innovativo e “rinfrescante”, che desse nuovo vigore ad un genere così trascurato e sovrastato da produzioni più “massiste”, l’”amaro in bocca” di ogni appassionato è giustificato pienamente. Allo stato attuale dei fatti il prodotto riesce a farsi piacere a chi stravede per i racing game, oppure ai neofiti del genere, non memori dei tempi gloriosi. Xpand Rally Estreme pare rivolgersi infatti ad un pubblico non pienamente consapevole dell’offerta di mercato, con gusti “poco ricercati”. Da un lato, i veri cultori del rally, nonostante i ricordi di Richard Burns Rally e Colin McRae siano abbastanza lontani, faticheranno a dimenticare gli iniziatori un genere che, negli anni, si è reso sempre più famoso, eccelso, creativo (per quanto l’ambito in cui si “circoscrive” lo permetta), senza mai fermare la sua corsa. Dall’altro, chi segue le mode del momento, e si affeziona a titoli come Trackmania United, che permettono di sfrecciare su tracciati spericolati e surreali, sarà troppo abituato ad formula di divertimento spassionata, illimitata ma -soprattutto- ricercata, per farsi piacere XRX. Il punto fondamentale é proprio questo: siamo abbastanza convinti che riproporre un titolo di due anni fa, aggiungendo qualche particolare “nascosto” ed un semplice “Xtreme” alla titolazione, non sia un’etica commerciale sofisticata e attenta alle necessità dell’utenza. Uno “stile” poco ricercato, insomma, così come il videogioco che questa impostazione ha partorito. Xtreme è adatto a chi ha voglia di passare qualche ora alla guida e non ha mai giocato alternative meglio confezionate, oppure un acquisto consigliato ai soli assetati di corse rallystiche. Per questi, risulterà buonissimo il rapporto qualità/prezzo: 29,90€ sono ben spesi, se confrontati con l’offerta ludica.

    6.0

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