Yes, Your Grace Recensione: la dura vita del Re nel gioco di Brave at Night

Lo studio Brave at Night confeziona un particolare videogioco in cui vestire i panni del sovrano chiamato a difendere il proprio regno.

recensione Yes, Your Grace Recensione: la dura vita del Re nel gioco di Brave at Night
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Disponibile per
  • Pc
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • Il panorama indipendente dello sviluppo videoludico è oramai talmente variegato che, a volte, anche solo il ricombinare con furbizia e visione d'insieme alcune meccaniche ispirate ad altre opere permette a uno studio di produrre un'esperienza interessante, o anche solo divertente. Appoggiandosi proprio a ispirazioni mutuate dal mondo indie degli ultimi anni, lo studio Brave at Night mette in scena la resistenza del regno di Davern e della famiglia che lo governa, difendendolo da orde di brutali invasori e astuti sovrani nemici.

    Nel farlo, si affida a numerose meccaniche, alcune più efficaci di altre, e condisce il tutto con un racconto decisamente semplice e prevedibile negli eventi narrati, ma non per questo meno efficace. Tra un folk metal decisamente intrigante e una pixel art solida, anche se non particolarmente ricercata, vivrete vicende dai toni diversi e dall'esito incerto, ma soprattutto dovrete affrontare le conseguenze delle vostre scelte. Benvenuti a Davern!

    Un Papers Please medievale e fiabesco

    In Yes, Your Grace governeremo il fatiscente castello di Grevno, capitale del regno di Davern. La noiosa ma tranquilla quotidianità del regno viene spezzata, come da tradizione fiabesca, dall'arrivo di un ignoto nemico che vanta pretese sul regno in virtù di una vecchia promessa dell'attuale sovrano, e a causa di una maledizione legata alle vite della famiglia reale. Vestendo i panni di Re Eryck, fortunato padre di tre giovani figlie e sposato con una regina saggia e forte, da quel momento in poi dovremo compiere scelte strategiche, militari, etiche, politiche e persino artistiche o comiche.

    E sì, perché i toni di Yes, Your Grace cambiano in maniera radicale e costante, a volte forse eccessivamente, e altre volte in modo puntuale e bilanciato. Infatti, come in Papers Please, Reigns o Not Tonight (pubblicato da No More Robots, stesso editore di Yes Your Grace), ci ritroviamo a dover vagliare richieste, domande, accuse e pretese da parte di larghe fasce della popolazione del nostro regno, ma non solo! Ci saranno altri sovrani che giungeranno nelle nostre sale, chiedendo informazioni, alleanze o pretendendo persino favori.

    Potrà dunque capitare di dover fare delle scelte narrative legate a pericolosi mostri fiabeschi o a pestilenze mortali, per poi pochi secondi dopo dover discutere con giullari e "pazzi del villaggio" di argomenti e vicende ridicole, smorzando costantemente il flusso emotivo costruito da questi "microincontri".

    A volte potrà invece capitare di vivere con gusto sedute di ascolto degli interpellanti particolarmente efficaci, e forse dunque il piacere nel giocare varierà a seconda delle opportunità di dialogo che si verificheranno per ognuno dei giocatori. In ogni caso, rispetto a quanto mostrato da titoli in qualche modo simili, una maggiore coerenza tematica e narrativa delle varie vicende narrate avrebbe dato una direzione più efficace a questi piccoli racconti, che risultano troppo brevi e numerosi per poter costruire una certa emotività.
    È forse proprio per questa velocità nel cambiare toni e ritmi che difficilmente ci si affeziona davvero alla totalità dei personaggi di Yes, Your Grace, anche quando centrali per il racconto. Tra stereotipi eccessivi (la più piccola delle figlie su tutti) e temi davvero troppo brevi e intensi per poter costruire un rapporto complesso con il giocatore, l'affetto e l'interesse verso i teorici personaggi principali scema molto presto, e tutto ciò rischia di intaccare anche il bilanciamento del gioco, pensato per dare un enorme valore ai personaggi coinvolti, per i quali dovremo sacrificare risorse e azioni.

    A maggior ragione considerando che, qualora decidessimo di ignorare le loro necessità, otterremo un vantaggio decisamente grande nell'affrontare la minaccia principale del gioco, ossia il nemico invasore. In sostanza, Yes Your Grace! aggiunge una struttura narrativa più tradizionale a un genere che ha sempre trovato nel racconto emergente la sua più grande forza, e l'esperimento non sembra essere riuscito particolarmente bene allo studio inglese.
    Per fortuna, un accompagnamento sonoro efficace e alcune scelte visive e stilistiche intriganti danno, anche solo con la messa in scena, un peso specifico rilevante ai momenti più importanti del racconto, riuscendo comunque a coinvolgere il giocatore.

    Il mio regno per... una lumaca?

    Dal punto di vista meramente ludico, Yes, Your Grace! mostra molta più solidità e coerenza lungo tutto il corso l'avventura. Innanzitutto, il gioco è stato intelligentemente diviso in due spezzoni narrativi netti, ai quali sono state accorpate meccaniche specifiche, che rendono decisamente fresca e varia l'esperienza. Per quanto breve, infatti, il rischio della reiterazione dello schema rispondere ai postulanti/dialogo con la famiglia/ gestire le risorse era grande, ma è stato brillantemente evitato.

    Come detto prima, alcune scelte stilistiche e visive interessanti (che non citiamo per evitare anticipazioni) hanno permesso allo studio di aggiungere alcune piccole meccaniche e sorprese ludiche che tengono sempre attento il giocatore, che sente molto meno del dovuto il peso regale della pur divertente gestione delle risorse, oltre a quella della psiche della famiglia reale. Infatti, nello rispondere ai postulanti dovremo gestire il cibo, il denaro e la serenità del regno, bilanciando in modo ottimale ognuno di questi parametri.

    Ci sono ovviamente numerosi modi di ottenere questo risultato, dall'indebitamento con le banche al rifiuto di supporto economico a poveri e indifesi, e ognuna di queste scelte graverà sulle spalle del sovrano. Esattamente come con i titoli precedentemente citati, fonte d'ispirazione dichiarata per lo studio, è nel bilanciamento tra il peso morale della scelta e l'impatto ludico della stessa che risiede il maggior valore del prodotto di Brave at Night: gestire il destino del regno, i desideri di una famiglia e le risorse del paese non sarà semplice, e causerà sicuramente qualche esito non voluto o negativo per il giocatore, che non avrà però tempo per disperarsene.

    Come se tutto ciò non bastasse, la formazione dell'esercito necessario a resistere alle minacce esterne in arrivo richiederà al giocatore il costante supporto dei villaggi e delle località vicine alla capitale, che altrimenti finiranno per essere abbandonate o addiritture assoggettate al nemico. Di conseguenza dovremo ingaggiare agenti come maghe e cacciatori per risolvere i problemi più disparati della popolazione, dall'arrivo della Baba Yaga tra le foreste vicine alla brutalità delle bestie feroci.

    La quantità di microscelte e modifiche potenziali al racconto è dunque enorme, e proprio per questo l'evidente brevità della trama principale non rappresenta un limite del prodotto, che può essere rigiocata varie volte per studiare l'impatto strategico e gestionale delle varie opzioni di scelta. Per siglare il valore dato alle scelte, alla fine dell'esperienza ci attendono alcune sintesi narrative sugli esiti dei vari personaggi e persino del regno, che riescono anche a chiarire l'importanza specifica di alcune delle più importanti alternative decise dal giocatore.

    In sostanza, nonostante il ruolo abbastanza rilevante dato al filone narrativo principale, Yes Your Grace sembra evidentemente pensato per stimolare il giocatore a provare ogni prospettiva, a spingerlo verso approcci diversi, distanti tra loro, magari nel modo di gestire le alleanze o nel controllo delle risorse economiche.

    Yes, Your Grace Yes, Your GraceVersione Analizzata PCYes, Your Grace! tituba narrativamente e si esalta ludicamente, consegnandoci un'esperienza comunque solida e meritevole, grazie a un accompagnamento sonoro meritevole e una pixel art efficace. Una volta superate le diffidenze verso una trama principale abbastanza carente, l'ultima fatica di Brave at Night riesce infatti a mettere in luce tutte le sue qualità, tra ostiche scelte morali e ardue gestioni economiche.

    6.7

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