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Dopo l'esordio su PS4, il nono episodio di Ys approda anche su Nintendo Switch per trascinare i fan nella Città-Prigione di Balduq e svelarne i misteri.
Seguendo l'esempio dell'indimenticabile Ys VIII: Lacrimosa of Dana e degli altri recenti prodotti targati Nihon Falcom (a proposito, qui trovate la nostra recensione di The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV per Nintendo Switch), anche Ys IX: Monstrum Nox è infine approdato sulla macchina ibrida della Casa di Kyoto per raccontare l'ultima avventura di Adol Christin. Sviluppato con un budget risicato, all'inizio del 2021 il titolo ci aveva lasciato l'amaro in bocca, poiché sebbene il rodato gameplay della serie abbia giovato enormemente dell'introduzione dei Monstrum e dei loro sorprendenti Doni, sotto ogni altro aspetto Ys IX rappresenta un autentico e clamoroso passo indietro rispetto al suo illustre e già menzionato predecessore (per tutti i dettagli sull'ottava incarnazione del brand vi suggeriamo di rileggere la recensione di Ys VIII: Lacrimosa of Dana per PlayStation 4). Ciononostante, nelle ultime settimane siamo tornati nella Città-Prigione di Balduq per verificare il risultato della conversione per Nintendo Switch attuata da Nihon Falcom e raccontarvi le nostre impressioni.
Che lo desiderasse o meno, negli anni il veterano avventuriero Adol Christin è rimasto coinvolto in numerosi incidenti spesso provocati da volontà divine - come appunto i fatti ambientati nella Grande Foresta di Celceta o sull'Isola di Seiren - che gli sono valsi una certa notorietà in ogni angolo del pianeta.
Cronologicamente parlando, infatti, Ys IX: Monstrum Nox è la più recente disavventura del guerriero dai capelli rossi, e non a caso include parecchi riferimenti ai personaggi incontrati e agli episodi verificatisi nei precedenti episodi del franchise. La nuova epopea del nostro eroe si apre stavolta con un evento impensabile, che sin dalle prime battute del gioco lo pone in realtà nei panni di un ricercato criminale: giunto alle porte della Città-Prigione di Balduq, che un tempo era la più inespugnabile fortezza dell'Impero Romun, Adol Christin viene arrestato con l'accusa di aver personalmente causato le numerose disgrazie che l'hanno visto coinvolto, tra i quali l'incidente dell'Oceano Atlas e il naufragio delle molteplici imbarcazioni che hanno avuto la sfortuna di ospitarlo (una vera e propria gag ricorrente della serie, ma che la dice lunga sulla capacità del protagonista di attirare a sé calamità di ogni tipo). Rinchiuso in una cella e non riuscendo in alcun modo a dimostrare la propria innocenza, il buon Adol si vede costretto a evadere dalla gigantesca prigione, al fine di evitare una condanna non meritata e al tempo stesso trovare delle valide prove che possano ripulire il suo buon nome.
Nel mezzo della movimentata fuga notturna, però, l'avventuriero viene avvicinato di soppiatto da una misteriosa figura femminile, la quale sostiene dapprima di aver bisogno della sua collaborazione e pochi istanti più tardi gli spara con un proiettile alchemico. Con grande sorpresa dello stesso Adol, il colpo incassato non gli provoca alcuna ferita, ma si limita a trasformare radicalmente il suo corpo in quello di un "Monstrum" e a conferirgli delle straordinarie abilità sovrannaturali.
Ora caratterizzato da un look più selvaggio e assai lontano dal suo tipico aspetto da bravo ragazzo, l'avventuriero dalla chioma rossa scopre invero di essere stato maledetto e di non poter lasciare la Città di Balduq: come spiegato in un secondo momento da Aprilis, tutti i Monstrum suoi pari hanno il dovere di raggiungere e lottare con tutte le proprie forze nel "Grimwald Nox", un piano ultraterreno che quasi ogni notte si riempie di mostri agghiaccianti da eliminare. Nei panni del Crimson King, Adol e i suoi nuovi compagni potranno quindi riottenere la tanto agognata libertà soltanto il giorno cui riusciranno a far luce sul misterioso legame tra il fenomeno del Grimwald Nox e la stessa Città-Prigione.

Come intuibile, quella narrata da Ys IX: Monstrum Nox è una storia ben più tetra dei precedenti racconti del brand, ma non per questo più coinvolgente. Al netto di qualche colpo di scena spiazzante e capace di confondere non poco il giocatore circa il corso degli eventi, le troppe forzature, unite agli storici topoi del genere e ai parecchi "momenti morti" che inflazionano le fasi iniziali di ciascun capitolo della vicenda, fanno sì che l'intreccio decolli solo nelle battute finali. Le ottime premesse e la discreta caratterizzazione dei personaggi, quindi, sono rimaste perlopiù inespresse, giustificando a fatica le appena 35 ore che il gioco richiede per giungere ai titoli di coda e completare le sidequest.
Dal momento che solo pochi mesi orsono abbiamo esaminato nel dettaglio la componente ludica del prodotto, in questa sede ci focalizzeremo soltanto sull'analisi della conversione per Nintendo Switch, invitando chiunque voglia approfondire il sistema di combattimento a rileggere la nostra recensione di Ys IX: Monstrum Nox per PS4.
Se già la precedente versione del titolo risultava assai scadente e datata dal punto di vista tecnico, specie se paragonata ai più recenti episodi della serie The Legend of Heroes (altro franchise di successo di Nihon Falcom), sulla console ibrida la situazione è persino peggiorata. La risoluzione inferiore e la diversa gestione di illuminazione e contrasto ci ha restituito - sia in modalità dock che in portabilità - un livello di dettaglio parecchio ridotto e dei modelli poligonali affetti da insopportabili contorni pixellati. Ancora una volta, quindi, la conversione adoperata da Nihon Falcom appare del tutto priva di un filtro antialiasing capace di adempiere alla propria funzione e mascherare i bordi eccessivamente seghettati dei poligoni, inficiando la resa delle cutscene e la già carente espressività degli attori. La proverbiale ciliegina sulla torta è poi rappresentata dal frame rate, che in entrambe le modalità fatica a raggiungere i 30 fps: se le concitate battaglie ambientate nel Grimwald Nox potevano indurci a chiudere un occhio sui tentennamenti, ci duole constatare che le vistose oscillazioni si verificano persino nelle strade della blanda città di Balduq e in assenza di molti elementi sullo schermo. Pertanto, il solidissimo gameplay tanto amato dai fan del brand viene enormemente limitato dai non pochi compromessi imputabili a un lavoro di ottimizzazione dozzinale e insufficiente.
Per quanto riguarda invece l'accompagnamento musicale, valgono le medesime considerazioni espresse la volta scorsa: la colonna sonora svolge il proprio dovere senza lode e senza infamia, ma a differenza di quanto avveniva in Lacrimosa of Dana, nessuna traccia saprà realmente emozionarvi o rimanervi impressa nella mente. Buoni i doppiaggi in inglese e in giapponese, che tutto sommato presentano ottimi accostamenti vocali in entrambi i casi. Nulla da eccepire, infine, sui testi localizzati esclusivamente in inglese, che al netto di qualche passabile licenza ci sono parsi di nuovo scorrevoli e precisi.
Ys IX: Monstrum NoxVersione Analizzata Nintendo SwitchSe in genere la natura ibrida di Nintendo Switch tende a bilanciare con la portabilità i limiti tecnici dell’hardware, in questo caso non esiste alcuna valida ragione per cui dovreste preferire questa seconda versione di Ys IX: Monstrum Nox a quella lanciata solo qualche mese fa su PS4 e PS4 Pro, che da qualche tempo supporta persino la risoluzione 4K. Approdato sui mercati occidentali all’inizio del 2021, il prodotto era già affetto da un intreccio narrativo poco convincente e da una longevità abbastanza scarsa, che tuttavia erano abbondantemente compensati da un adrenalinico combat system. A questo giro, però, gli appariscenti e quasi mai giustificabili cali di frame rate hanno finito per minare persino le fasi di lotta, mentre l’assenza del filtro antialiasing compromette ulteriormente cutscene ed espressività dei personaggi. Augurandoci che Nihon Falcom riesca quantomeno a bloccare il frame rate attraverso apposite patch, ne consigliamo l’acquisto solo ai fan più irriducibili dello studio nipponico.
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