Recensione Ys VI - The Ark Of Napishtim

Ys sbarca anche su Playstation Portable

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Disponibile per
  • Ps2
  • Psp
  • Benvengano gli RPG!

    I giochi della serie Ys hanno sempre ottenuto un buon successo in patria. Sviluppati da Nihon Falcom sin dalla fine degli anni ottanta hanno toccato un gran numero di piattaforme di gioco.
    Come anche troppo spesso accade, l’Europa è stata difficilmente graziata dalla bellezza di uno di questi titoli, che sono in breve diventati parte della cultura underground videoludica fuori dal Giappone.
    Recentemente pare, però, che Falcom abbia deciso di interompere questo trend e di graziare i giocatori occidentali con alcuni dei suoi giochi più celebri, sopratutto grazie a conversioni per il portatile di casa Sony.
    E’ il caso dei remake della serie Legend of Heroes che hanno visto la luce su PSP anche negli Stati Uniti, e di questo Ys: The Ark of Napishtim uscito prima su PS2 e ora sulla console portatile Sony, in entrambi i casi anche su mercato europeo.
    Sebbene quella di Ys sia una lunga saga, ognuno dei giochi è perfettamente indipendente e i riferimenti ad eventi passati sono curati in modo tale che anche un giocatore che si avvicina per la prima volta alla serie non risulti assolutamente disorientato.

    Gameplay

    Adol Christin giace sulla spiaggia di un’isola sconosciuta, svenuto. Due ragazze dotate di coda e dalle lunghe orecchie lo soccorrono. Dopo tre giorni a letto Adol si riprende, e scopre che la sua nave è stata risucchiata dal Grande Vortice. Sembra essere l’unico sopravvissuto all’incidente, ma i suoi guai non sono finiti: si trova in una terra abitata da un popolo che non vede di buon occhio gli umani provenienti da Eresia...
    Ys è un action RPG ed Adol sarà l’unico personaggio che potrete controllare per tutto il corso dell’avventura. Potrete saltare, attaccare con l’arma in dotazione eseguendo combo o un paio di attacchi aerei e, insomma, muovervi liberamente utilizzando lo stick analogico della PSP.
    Sconfiggendo mostri guadagnerete punti esperienza, denaro ed altri oggetti che potrete utilizzare per gli scopi più svariati. Tra i più importanti c’è il cosidetto Emel, particolare sostanza necessaria per potenziare le armi magiche di cui Adol entrerà in possesso nel corso dell’avventura. Maggiore il livello di potenza dell’arma, maggiori saranno i danni che potrete infliggere agli avversari e, soprattutto, più devastanti saranno gli attacchi speciali magici che sarete in grado di scatenare dopo aver caricato l’apposito misurino.
    Si tratta di un gameplay che non ha nulla di complicato o particolare, e tutto sommato ripetitivo, ma prorio grazie alla sua semplicità capace di dare senso di soddisfazione che porta il giocatore a proseguire le partite senza mai annoiarsi.
    L’avventura non si distingue per originalità della trama, ma piuttosto per il modo in cui viene narrata e per il gran quantitativo di personaggi secondari. Paradossalmente il personaggio meno curato è proprio Adol che fa parte dei cosiddetti “silent heroes”. Egli non prenderà infatti mai parola direttamente. Quando Adol avrà qualcosa da dire sarà una voce narrata a riassumere brevemente quello che ha espresso, lasciando alla nostra immaginazione le sue parole. Questo diffuso processo narrativo serve infatti a calare il giocatore nei panni dell’eroe.
    Ys: The Ark of Napishtim necessita di una decina di ore per essere portato a termine. Nel corso dell’avventura sbloccherete alcuni minigiochi che consistono in prove di abilità di vario tipo, che però non prolungano in alcun modo la longevità del titolo che, anzi, a causa dei gravi problemi di caricamento rischia di essere abbandonato prematuramente dai giocatori meno pazienti.
    Il gameplay scorrerebbe dunque tranquillo se non fosse per i numerosi e grevi caricamenti che purtroppo compromettono il ritmo di Ys: The Ark of Napishtim. Durante la transizione tra qualunque schermata, che si tratti di aree di gioco più o meno grandi o di menu, dovrete tra i 10 ed i 20 secondi. Questo trasorma Ys in un’esperienza frustrante, considerando che si tratta di un gioco che sia per natura che per l’elevato grado di difficoltà abusa dei menu oggetti ed equipaggiamento e , cosa peggiore, del backtracking: per sopravvivere ai numerosi mostri presenti nel mondo che vi accingete ad esplorare, avrete bisogno di fare continuamente esperienza e quindi fare avanti e dietro tra aree “sicure” prive di mostri letali. Come se i caricamenti tra un’area e l’altra non bastassero, morire (cosa che accadrà di frequente) porterà ad altri, lunghissimi caricamenti per riprendere dall’ultima postazione di salvataggio.

    Grafica e Sonoro

    Adol si aggira in un mondo completamente tridimensionale, semplice ma ben realizzato. La grafica degli ambienti è stata resa in maniera gradevole, e l’inevitabile confronto con la controparte PS2 lascia comunque soddisfatti: salvo qualche piccolissimo difetto il piccolo schermo della PSP svolge un’ottimo lavoro.
    Lo stesso non si può dire con il lavoro svolto per i personaggi, composti da sprite 2d non molto caratterizzati, ma soprattutto animati in maniera altalenante da pochi frame che ne rendono la maggiorparte delle azioni legnose. Per fortuna Adol, il protagonista, ha subito un trattamento lievemente migliore e in battaglia, e sebbene possieda un arsenale davvero ristretto di mosse, si muove piuttosto fluidamente conferendo una buona dinamicità all’azione del gioco.
    Nella versione PS2 sottolineavano alcuni passaggi della trama discrete sequenze in CG, rimpiazzate in questa edizione portatile da scene in stile Anime dall’effetto decisamente migliore, anche se non tecnicamente eccelse; svanito è invece il doppiaggio. Questa inspiegabile mancanza non guasta di troppo l’esperienza di gioco, grazie alla sceneggiatura e ai dialoghi ben scritti ed ai numerosi ritratti dei personaggi, in sitle manga, molto ben realizzati.
    Ys è una saga rinomata per la qualità della sua colonna sonora. I capitoli più vecchi sono stati tra i primi giochi a fare uso di brani musicali complessi e cinematografici, e questo ha generato un fenomeno musicale in grado di produrre un’infinità di CD di colonne sonore originali ed orchestrate, addirittura in numero superiore a quelle di un gigante dell’industria videoludica come Final Fantasy. Purtroppo però, proprio Ark of Napishtim è il titolo con l’accompagnamento musicale meno ispirato. Questo non vuol dire che giocando ascolterete brani scadenti, anzi molte delle musiche presenti nel gioco sono ben composte, ma non raggiungono il livello di aspettative imposto inevitabilmente dalla serie.

    Ys VI - The Ark Of Napishtim Ys VI - The Ark Of NapishtimVersione Analizzata PSPLa cronica mancanza europea di RPG (ed action RPG) sul portatile Sony rende Ys l’unica scelta per coloro i quali sentano il bisogno di gettarsi in un mondo di avventure. Ys sarebbe un gioco riuscito e divertente (anche se non eccessivamente vario ne longevo) se non fosse per le continue pause che ne smorzano il ritmo. Potendo scegliere, sarebbe ben più saggio acquistare la versione PS2. L’unica alternativa è armarsi di pazienza ed immergersi nel mondo di Adol, sperando che titoli dedicati alle sue gesta continuino ad affacciarsi sul mercato nostrano, magari privi di problemi tecnici così annosi.

    6

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