Ys VIII Lacrimosa of Dana: recensione della versione per Nintendo Switch

Uno dei migliori JRPG già disponibili su PS4 approda anche su Switch, seppur con qualche fastidioso compromesso tecnico...

recensione Ys VIII Lacrimosa of Dana: recensione della versione per Nintendo Switch
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  • PSVita
  • Pc
  • PS4
  • Switch
  • Non è passato nemmeno un anno dal nostro primo naufragio sulle coste della cosiddetta Isle of Seiren, ma l'uscita del recente port di Ys VIII: Lacrimosa of Dana per Nintendo Switch ci ha ritrascinati prepotentemente sull'affascinante e al contempo conturbante isola deserta che la scorsa estate ci aveva stregati. Armati stavolta di Joy-Con e crema solare, ci siamo addentrati nelle profondità di quel misterioso angolo di mondo, per riscoprirne i segreti e mettere a nudo pregi e difetti della conversione eseguita dai ragazzi di Nihon Falcom. Di seguito ve ne proponiamo dunque le nostre impressioni, anticipate tuttavia da una breve premessa: quantomeno sotto il profilo contenutistico, la versione per la piccola ibrida della Grande N risulta pressoché identica a quella per PlayStation 4, con l'aggiunta di una dozzina di costumi extra che fino ad oggi erano disponibili esclusivamente (via DLC a pagamento) per l'edizione PlayStation Vita.

    L'estinzione è la regola

    Protagonista e narratore dell'intera serie, Adol Christin è un giovane spadaccino che proprio non sa resistere al profumo dell'avventura. Dopo i fatti di Ys V (titolo purtroppo ancora inedito in Occidente), il ragazzo e l'inseparabile compagno Dogi si sono imbarcati sulla nave da crociera Lombardia, grazie alla quale sperano di vivere le loro prossima peripezia. È nel mezzo della traversata che i due guerrieri vengono a conoscenza di un'isola da cui nessuno ha mai fatto ritorno: la già menzionata Isle of Seiren, che si vocifera sia maledetta. Qualsiasi imbarcazione viaggi a meno di 500 metri dalle sue coste viene infatti affondata misteriosamente, costringendo navi e pescherecci a evitare quel pericoloso tratto di mare. Nonostante il capitano della Lombardia abbia disposto che il suo veliero non si avvicini a meno di 2000 metri dalla suddetta isola, il vascello viene comunque attaccato nel mezzo di una tempesta da una terrificante creatura marina che ne provoca il naufragio.
    Scampato prima alla furia della bestia, e poi a quella delle onde, l'impavido Adol si risveglia dunque su un atollo apparentemente disabitato e infestato da creature assai spaventose. Con sua grande meraviglia, buona parte dell'equipaggio è finita sulla medesima isola, pertanto il ragazzo dovrà esplorarla in lungo e in largo alla ricerca di eventuali sopravvissuti, cercando al contempo di difendere il villaggio dei naufraghi dagli attacchi di enormi bestie feroci, senza disdegnare la giusta attenzione alla soluzione del millenario segreto del luogo in cui sono sbarcati.
    Quella che nelle prime ore può infatti apparire come un'avventura a tratti spensierata, finalizzata alla ricerca dei superstiti e alla raccolta delle materie prime necessarie per mettere in atto un disperato piano di fuga, sfocerà col passare del tempo in un'angosciante lotta contro un potere superiore. Coadiuvato da cinque comprimari di tutto rispetto fra cui la co-protagonista Dana - un'enigmatica fanciulla di cui Adol inizierà a sognare dopo aver messo piede su Seiren - l'ormai leggendario eroe di Ys dovrà presto brandire la propria spada ed ergersi a difesa del libero arbitrio da chi vorrebbe invece annientare l'intero creato attraverso il catastrofico processo chiamato "Lacrimosa".

    Vantando una storyline longeva e struggente come poche, Ys VIII: Lacrimosa of Dana rappresenta un importante acquisto per la scuderia di Nintendo Switch, che in questo caso è riuscita a portare a casa uno dei migliori JRPG degli ultimi anni. Considerando inoltre che la versione PS Vita era orfana di una vasta porzione di gioco e di svariate meccaniche ad essa legate, il porting per l'ibrida simboleggia la sola ed unica occasione per usufruire del titolo in portabilità senza rinunciare ad alcun contenuto.

    È la sopravvivenza a costituire l'eccezione

    Il lodevole comparto narrativo di Ys VIII: Lacrimosa of Dana è accompagnato da una solida componente esplorativa che, similmente a quanto avviene nei metroidvania, invoglia i giocatori a perlustrare ogni anfratto dell'Isle of Seiren, e addirittura a tornare in luoghi già visitati per creare scorciatoie, recuperare dei rari materiali, aprire forzieri in precedenza irraggiungibili, e richiedere l'aiuto degli altri naufraghi per rimuovere ostacoli - come alberi, massi, e così via - altrimenti insormontabili, che di conseguenza aprono l'accesso a sempre più zone inedite. Trattandosi di un action RPG, il giocatore controlla in tempo reale uno dei tre personaggi schierabili sul campo, che tuttavia possono essere sostituiti in un battito di ciglia, e senza limite di cambi, attraverso l'apposito tasto. Questo permette infatti di sfruttare in ogni situazione le caratteristiche di ciascun elemento: ad esempio, se lo stocco della leggiadra Laxia risulta particolarmente efficace contro i volatili, l'ancora del marinaio Sahad non lascia alcuno scampo ai nemici corazzati, che in genere tendono a riportare danni minimi. La costruzione di un party equilibrato, il sapiente utilizzo del cambio e la corretta analisi della situazione, senza dimenticare l'apprendimento dei pattern di attacco, assumono un'importanza da non sottovalutare, che tende a premiare i giocatori più attenti e a ribaltare fasi potenzialmente letali.
    Poiché la versione Switch di Ys VIII: Lacrimosa of Dana appare pressoché identica all'edizione PS4, sarebbe alquanto ripetitivo esaminare nel dettaglio ogni aspetto dell'articolato gameplay già sviscerato in occasione della realease originale. A ragion veduta, in questa seconda metà della nostra recensione ci focalizzeremo invece nell'analisi del porting e nelle differenze riscontrate fra le due diverse incarnazioni. È infatti sul fronte tecnico che la conversione per Nintendo Switch di Ys VIII: Lacrimosa of Dana mostra più volte il fianco, prestandosi a pressanti cali di frame rate, frequenti tanto in portabilità che in modalità dock. Non solo l'ibrida raggiunge a fatica i 30 fotogrammi al secondo - contro i 60 della versione PS4 - ma ogni singolo caricamento è seguito da un sensibile calo di frame rate, che paradossalmente risulta invece stabile persino durante le situazioni più concitate. Dal momento che le battaglie sono tutto sommato molto fluide, le oscillazioni riscontrate nel passaggio da un settore all'altro dell'isola non penalizzano eccessivamente l'esperienza, soprattutto qualora il giocatore sia perlopiù interessato all'originale natura handheld del titolo - che nel 2016 nasceva appunto come esclusiva, seppur temporale, per PS Vita. Va comunque sottolineato che proprio in portabilità la risoluzione tende a colare a picco, danneggiando ulteriormente texture e modelli poligonali già poveri di dettagli, poco nitidi e datati.

    Per quanto riguarda infine la traduzione, il gioco è disponibile unicamente in lingua inglese, costringendo i giocatori a sorbirsi l'agghiacciante doppiaggio americano e gli infelici accostamenti proposti dalla suddetta traccia. Per nostra fortuna, nella seconda metà di luglio verrà rilasciato un aggiornamento che aggiungerà anche l'idioma giapponese già disponibile su PS4, il quale vanta un cast di tutto rispetto e risulta meglio recitato. Durante questa seconda esperienza con Lacrimosa of Dana abbiamo inoltre potuto godere anche della nuova traduzione, senza dubbio più precisa e fedele della precedente, effettuata da NIS America e rilasciata attraverso una patch che di recente ha risolto anche crash e bug minori.

    YS VIII: Lacrimosa of Dana YS VIII: Lacrimosa of DanaVersione Analizzata Nintendo SwitchQuesta quarta versione del gioco - se contiamo anche l’edizione Steam - va incontro a quella nutrita fetta di giocatori che un anno fa chiedeva a gran voce la possibilità di vivere Ys VIII: Lacrimosa of Dana in portabilità senza tagli e rinunce. Nell'eventualità in cui rientriate in questa categoria, il porting saprà senza dubbio soddisfare i vostri palati e stregarvi con un prodotto coinvolgente e longevo. Chiunque sia invece in possesso della versione PS4 o sia in procinto di acquistarne una copia, potrebbe invece non trovare nei costumi extra un legittimo pretesto per comprare (o comunque preferire) il titolo sull’ibrida della Grande N.

    8

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