Recensione Zelda - A link to the past / The four swords

Leggi la nostra recensione e le opinioni della redazione sul videogioco Zelda - A link to the past / The four swords - 1780

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  • Gba
  • Ci sono giochi il cui valore è tanto grande che addirittura dopo più di 10 anni da la loro comparsa mantengono inalterato il loro fascino e la loro bellezza: The legend of Zelda: a link to the past è uno di questi...

    La leggenda senza tempo

    Narra la leggenda, che esiste un passaggio tra la terra di Hyrule, e il mondo dorato. In questo posto misterioso, alberga la virtù dorata: la sacra TRIFORZA degli Dei, che dona a chi la tocca un potere immenso, ineguagliabile. Proprio per questo molti partirono alla ricerca della virtù, ma nessuno fece mai ritorno. Il buon Re di Hyrule decise di far sigillare il passaggio a sette saggi, per evitare che il male potesse impossessarsi di questo potere.
    Dopo molti secoli però, compare un mago di nome Aghainm, che uccide il Re, e grazie ai suoi poteri fa sparire le sette dame di corte (discendenti degli antichi saggi), rinchiudendole in altrettanti cristalli magici. Anche alla principessa Zelda spetta la stessa sorte, ma nel cuore della notte Link si sveglia sentendo qualcuno che chiama aiuto: è la voce di Zelda, rinchiusa nelle segrete del castello...
    Comincia così uno dei capitoli più amati e conosciuti della saga di Zelda, probabilmente quello che più di tutti ha introdotto un certo numero di elementi che spesso verranno ripresi in futuro dagli altri titoli della serie (ma non solo). Questo accadeva nel 1991, poco dopo il lancio dello straordinario Super Nintendo, una delle console più amate della storia. Come è capitato per molti prodotti dello SNes, ora è arrivato anche per Zelda il momento di rivivere una seconda giovinezza sul GBA.

    Non solo revival

    Il gioco principale contenuto nella cartuccia è lo splendido "A link to the past", unico episodio della serie rilasciato per il 16bit Nintendo. Nel caso qualcuno di voi si fosse appena accostato al mondo dei videogiochi, o avesse vissuto sulla luna negli ultimi 20anni, spiegherò che la meccanica di Legend of Zelda è quella di un classico (anche se in questo caso suona male poiché praticamente IL classico è il gioco stesso) action RPG con visuale a 34 dall'alto; un gioco di ruolo dove i combattimenti si effettuano in tempo reale. Nel mondo di Zelda, fondamentalmente, esistono varie aree di gioco che diventano accessibili man mano che il giocatore impara determinate abilità di cui non dispone all'inizio. Ogni abilità è data da una serie di oggetti che si possono conquistare nei vari dungeons disseminati a Hyrule. Se qualcuno di voi si sta chiedendo cosa sia un dungeon sappiate che con questa parola, nei giochi di ruolo, si definiscono i labirinti pieni zeppi di mostri e, nel caso di Zelda, anche innumerevoli rompicapo. Infatti, una delle caratteristiche più importanti di Zelda è rappresentata dal fatto che, per completare il gioco, non c'è bisogno della sola abilità in combattimento, ma di un discreto utilizzo della materia grigia.
    Gli oggetti ottenibili nel gioco spaziano dalla semplice spada al mantello per diventare invisibili, dal rampino per oltrepassare ponti interrotti allo specchio per cambiare dimensione. Proprio su quest'ultimo oggetto vorrei focalizzare l'attenzione di voi tutti: infatti, la trovata geniale di questo gioco è che il giocatore può passare da un mondo all'altro sfruttando alcune lievi differenze architettoniche delle locazioni per aggirare determinati ostacoli altrimenti insuperabili.
    Poche righe più in alto vi ho parlato di gioco principale, lasciando intuire che Nintendo non si è limitata ad inserire nella cartuccia un gioco che da solo sarebbe valso il prezzo del GBA, ma ha pensato di rallegrare tutti i giocatori "regalandogli" una nuova avventura completamente multiplayer: The four swords.

    Le quattro spade del coraggio

    Occorre premettere che per usufruire di questo gioco bonus (per un massimo di quattro giocatori contemporaneamente), è indispensabile essere almeno in due, entrambi in possesso di una cartuccia di gioco.
    In The four swords Zelda e Link si avvicinano al sigillo che custodisce Vaati, il crudele dio del vento: la leggenda narra che anni prima, un guerriero si scisse in 4 parti impugnando la spada magica, che ora si trova davanti a loro, e sconfisse il dio imprigionandolo per sempre. Naturalmente "per sempre" è un concetto che nei videogiochi e nei film fa sempre tanto effetto, ma non ha molto valore. Infatti, sfiga vuole che Vaati si liberi proprio in quel momento, rapendo Zelda e gettando il mondo nel solito caos...ovviamente noi, nei panni di Link ed impugnando la mitica Quadrispada, ci divideremo (letteralmente!) in 4 per affrontare la prima avventura multiplayer della storia di Zelda!
    In The four swords la mappa è divisa in tre zone accessibili fin da subito, più una quarta ottenibile terminando le prime tre. I mondi attraverso i quali dovremmo muoverci sono: Antri del sapere, Mere arboreo, Grotta di Tufo e Monte morte. Ad ognuno dei mondi poc'anzi elencati corrisponde un dungeon disseminato di rompicapo che potranno essere superati solo grazie alla collaborazione di più giocatori. Proprio in questo consiste la novità più divertente di questo splendido mini gioco: per affrontare con successo i labirinti spesso potrebbe essere necessario lanciare il vostro compagno dall'altra parte di un dirupo, dove gli sarà possibile attivare una leva che fa comparire un ponte o, in altre occasioni, sarà fondamentale afferrare un nemico dai lati opposti per poterlo tirare fino a spaccarlo in due (!!!). Questi sono solo alcuni esempi, ma credo di aver reso l'idea. Alla fine del dungeon troverete ad attendervi l'immancabile boss di fine livello, che una volta sconfitto vi farà conquistare una chiave d'argento. Ottenute tutte le chiavi argentate, potrete comunque cimentarvi nuovamente nei labirinti(che scoprirete con vostra gioia essere diversi!!!), per ottenere le chiavi d'oro e delle speciali medaglie che consentono di sbloccare un nuovo dungeon in Link to the past. Quindi se anche 4 ambientazioni vi sembrano poche, non disperate: i dungeons sono di più! Lo scopo di The four swords sarà non solo quello di arrivare alla fine del castello di Vaati per liberare Zelda, ma anche di mettersi in competizione con il proprio compagno facendo a gara per chi raccoglie più rupie (la valuta di Hyrule): il vincitore avrà in regalo una favolosa medaglia ad ogni vittoria, che gli permetterà di dimostrare quanto è fico.

    Tecnica senza tempo

    Graficamente, A link to the past, dopo 12 anni, non solo si difende ancora bene, ma la sua grafica semplice e curata appare ancora perfetta come lo era un tempo; indubbiamente il merito di questo è l'attento studio che i designer del gioco gli dedicarono a tempo debito, con il risultato che Zelda appare ancora oggi splendido come il primo giorno (provate a guardare un qualsiasi gioco Playstation uscito un paio di anni fa e ditemi se adesso non vi sembra mostruosamente brutto). Se A link to the past non è stato cambiato di una virgola (a parte che per l'aggiunta di qualche effetto sonoro), The four swords presenta un comparto grafico completamente rinnovato ed assolutamente meraviglioso: il divertente mini gioco mantiene lo stile pastello e paffuto dell'originale, aggiungendo però un pizzico di colore e classe in abbondanza. Gli sprite dei personaggi sono assolutamente splendidi e magistralmente animati: Link è stupendo, identico alla sua controparte per Game Cube, caratterizzato da una quantità industriale di animazioni fluide e divertenti (nonostante le minute dimensioni guardate come dondola il suo ciuffo di capelli ad ogni passo!). Non mancano poi effetti di rotazione, luce, e distorsione che sullo SNes anni addietro lasciarono tutti a bocca aperta.
    Il sonoro spazia dai classici temi ormai famosi del gioco originale, fino ai nuovi motivetti composti per The four swords, risultando assolutamente perfetto: in poche parole anche qui c'è poco da aggiungere.

    Il ritorno di Zelda

    Per quanti di voi non hanno mai giocato a Zelda, questo è il momento adatto per cominciare; per chi invece ha già provato questa magica esperienza su SNes, non dovrebbe farsi sfuggire l'occasione di riapprezzare questo capolavoro senza tempo anche in lingua italiana, e magari coinvolgere qualche amico in appassionanti e divertentissime sfide a The four swords che, grazie ad innumerevoli chicche e tocchi di classe (una per tutte: se un vostro compagno vi tira un vaso addosso, questo vi finisce sulla testa oscurando completamente lo schermo del vostro GBA), è molto di più di una semplice aggiunta. Non saprei come altro dirlo, ma se vi volete bene: fidatevi, giocate a Zelda.

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