Zelda Breath of the Wild: Recensione del DLC La Ballata dei Campioni

La Ballata dei Campioni rappresenta un ottimo commiato all'avventura di Link nelle terre di Hyrule: un'espansione ricca, completa ed appagante.

Zelda Breath of the Wild: La Ballata dei Campioni
Recensione: Nintendo Switch
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Wii U
  • Switch
  • Con La Ballata dei Campioni si chiude definitivamente la titanica avventura di Link nelle terre di Hyrule. Secondo movimento di un supporto post lancio che ha avvicinato pure Nintendo al concetto di Season Pass, questo corposo DLC è la perfetta occasione per incontrare un'ultima volta il grande capolavoro che risponde al nome di Breath of the Wild.
    Decisamente più interessante e sostanzioso rispetto al precedente "La Prova della Spada", il contenuto aggiuntivo non riesce però a stupire come potrebbe. Invece di concentrarsi in maniera più convincente sulla figura dei campioni e sulla loro storia personale, rappresenta infatti un'estensione dell'esperienza di gioco classica, scegliendo di puntare ancora su una narrazione diluita, e sulla struttura quasi "puntiforme" dell'avanzamento, "scomposto" in una miriade di prove microscopiche nascoste all'interno dei sacrari.
    Per fortuna gli enigmi sempre ispirati, un buon senso di crescita e persino la possibilità di sbloccare costumi inediti e un "gadget" davvero particolare tratteggiano un'esperienza solidissima, completa e appagante.

    Versi Perduti

    Appena rimettiamo piede nelle meravigliose lande di Hyrule la voce misteriosa di un monaco della dea Hylia ci suggerisce di tornare al Sacrario della Rinascita, dove tutto è iniziato. Qui raccoglieremo l'arma che ci accompagnerà nel "primo atto" della nuova avventura, una lama cerimoniale che risucchia l'energia di chi la impugna, ma è in grado di uccidere qualsiasi avversario con un sol colpo.
    Questa prima fase di gioco è abbastanza destabilizzante, soprattutto per chi si è abituato alle comodità dell'endgame, tra armature potenziate e cuori in abbondanza. Stringendo la nuova spada basta un colpo per trovarsi di fronte alla schermata del Game Over, ed è quindi necessario avanzare con cautela, obbligati ad agire d'astuzia e con circospezione.
    L'obiettivo, in questa sezione inaugurale del DLC, è quello di ripulire quattro accampamenti nemici disseminati sull'Altipiano delle Origini, per rivelare così altrettanti sacrari. Al di là di qualche momento di frustrazione dovuto alla necessità di votarsi in un paio di casi al Trial & Error, questa ouverture risulta sufficientemente stimolante e non troppo proibitiva (soprattutto per chi è stato forgiato dalla già menzionata Prova della Spada).
    Nel corso del "secondo atto" si entra nel vivo dell'azione: ai quattro angoli di Hyrule compaiono infatti dei monumenti particolari che si stagliano all'ombra dei colossi ormai dormienti. Sui loro pilastri sono incise le mappe che permettono di seguire le antiche gesta dei quattro campioni, recandosi nei luoghi in cui hanno superato le prove leggendarie. L'obiettivo di Link, inseguendo gli indizi visivi ed ascoltando le storie tramandate dagli anziani dei villaggi, sarà quello di replicare le imprese di Daruk, Mipha, Urbosa e Revali, riportando alla luce dodici nuovi sacrari.
    Questa fase rappresenta la più divertente ed eterogenea dell'esperienza. Si divide infatti fra attività da eseguire nel mondo di gioco (tra lunghe corse sugli scudi, scontri con terribili creature e prove d'ingegno) e gli enigmi dei sacrari, alcuni dei quali molto più complessi ed elaborati rispetto a quelli dell'avventura regolare (e finalmente c'è da utilizzare in abbondanza anche il bistrattato Glacyor).

    Conclusi i sacrari relativi a ciascun campione, saremo poi chiamati ad affrontare nuovamente i boss nascosti all'interno dei colossi, contando però soltanto su un equipaggiamento predeterminato. Una sfida non proprio complessa, considerando che possiamo utilizzare senza problemi le abilità già conquistate in precedenza, dallEgida di Daruk alla Furia di Urbosa.
    Dopo ogni boss fight, ispirato dalle nostre gesta, il menestrello dei Rito, che sembra seguirci passo dopo passo, riuscirà a ricomporre un frammento della Ballata che dà il titolo al DLC, narrando così le gesta dei grandi eroi scomparsi da oltre un secolo. Il racconto di questa espansione si compone insomma di scene molto brevi, che ci riportano ancora una volta ai tempi sereni prima dell'arrivo della Calamità Ganon. Sono momenti di inaspettata quotidianità, che mostrano il lato più umano dei campioni ed uno stralcio della loro personalità. Sarebbe stato bello, tuttavia, avere almeno per questo DLC una struttura narrativa più presente, esplicita, invece che il solito (soffice) tappeto di memorie che ci ricorda la bellezza prima della caduta.
    Nell'atto finale dell'avventura, in ogni caso, siamo chiamati ad esplorare la pancia meccanica di nuovo, inedito Colosso: un'occasione in parte sprecata, vista la semplicità degli enigmi e l'estensione davvero ridotta della "bestia" meccanica. Molto meglio la battaglia finale, sicuramente più ispirata rispetto ad alcune di quelle affrontate durante nel gioco originale.
    Al termine del DLC, in ogni caso, si fatica ad avvertire un convincente senso di completamento: si resta ancora una volta in quel lasso di tempo interminabile che si situa fra la preparazione dell'eroe e la sconfitta della nemesi, lo stesso in cui si svolge del resto tutta l'epopea di Link.

    Sarebbe stato piacevole avere una chiusura più forte, determinante e decisa, e invece la ricompensa per i nostri sforzi consiste nella possibilità di salire in sella ad una cavalcatura meccanica, una sorta di motocicletta ancestrale da evocare a piacimento. Magari per tornare nel Castello di Hyrule o negli Stallaggi, dove si trovano gli indizi per acchiappare i nuovi, bellissimi set di armature.

    The Legend of Zelda: Breath of the Wild The Legend of Zelda: Breath of the WildVersione Analizzata Nintendo SwitchLa Ballata dei Campioni avrebbe potuto essere un commiato indimenticabile per Breath of the Wild, e invece si tratta soltanto di un'ottima appendice. Il capolavoro targato Nintendo è un gioco che si lascia riscoprire con estremo piacere: il tempo di abituarsi nuovamente al sistema di controllo, di posare lo sguardo sulle bellezze naturali di Hyrule, di cucinare qualche manicaretto improvvisato, e siamo di nuovo lì: al centro di una delle più grandi avventure open world della storia dei videogiochi. Eppure il DLC sottolinea in maniera molto decisa i settori in cui si poteva far meglio. Un racconto più presente ed una progressione più scandita, e soprattutto il recupero di dungeon più strutturati, potrebbero essere le linee guida da seguire per sviluppare il prossimo episodio, che avrà il compito non facile di confrontarsi con il capitolo che ha cambiato per sempre il paradigma della serie. Resta il fatto che, grazie soprattutto alla solida quantità di contenuti, ad un buon grado di sfida e ad una discreta varietà, La Ballata dei Campioni lascerà sazi e soddisfatti tutti i giocatori che hanno passato decine (centinaia?) di ore in compagnia di Link.

    8

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