FAR Changing Tides Recensione: i segreti di un mondo sommerso

Il viaggio di Okomotive prosegue a bordo di un vecchio vascello multifunzione: arriva il sequel di FAR Lone Sails.

FAR Changing Tides Recensione: i segreti di un mondo sommerso
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Impossibile spegnere il desiderio di viaggiare, soprattutto quando il viaggio appena concluso, anche se virtuale, ha lasciato una traccia sensibile nella mente e nel cuore di chi l'ha vissuto. Un segno che FAR: Lone Sails (ecco la nostra recensione di FAR Lone Sails), nel 2018, ha saputo imprimere in chi vi sta scrivendo così come evidentemente in un numero di persone sufficiente a convincere i suoi autori, i ragazzi di Okomotive, a imbastire un nuovo peregrinaggio ambientato nel medesimo universo narrativo dell'episodio precedente.

    Con FAR: Changing Tides si cambia rotta, passando da un incedere su ruote a una navigazione via mare. Ma è soltanto un cambiamento formale, perché la natura dell'esperienza resta immutata: quella, cioè, di una traversata contemplativa, eppure mai totalmente passiva, scossa dalle continue necessità di un enorme trasporto meccanico cui fornire assistenza e protezione, proprio come si farebbe con un amico in carne e ossa.

    Dalla terra all'acqua

    FAR: Lone Sails si chiudeva nei pressi di una spiaggia, con una scia di fumo che, partendo da un falò appena acceso, andava a estendersi pian piano verso un malinconico cielo rosso grigiastro. Changing Tides si stacca da quell'immagine da cartolina spostando l'azione altrove, nel bel mezzo di un mondo in larga parte sommerso dall'acqua.

    È qui, nel 2.5D di un consueto cinematic platform, che l'avatar del giocatore muove in primi passi: un nuovo protagonista, il cui unico tratto distintivo è un casco di capelli rossicci piuttosto folto. Gli basterà qualche nuotata per scovare la macchina di cui dovrà servirsi da quel punto in avanti, vale a dire una mastodontica - e un po' scassata - barca multifunzione, dotata di vela e di una serie di altri meccanismi controllabili dall'interno del suo ventre metallico. Dapprima portata a muoversi esclusivamente direzionando il telo a favore di vento, l'imbarcazione potrà man mano contare sull'installazione di nuovi moduli/upgrade con i quali assumerà sempre più le fattezze di un vero e proprio mezzo a motore capace di solcare non solamente le superfici marine, ma anche le profondità di un oceano costellato di sorprese. Esattamente come in FAR: Lone Sails, prendersi cura del veicolo è il filo conduttore di Changing Tides e definisce la formula di gioco stessa.

    Regolare il sistema velico di miglio in miglio, alimentare la fornace con il combustibile raccolto strada facendo, raffreddare la caldaia prima che vada in stato di ebollizione, riparare le componenti danneggiate: sono solo alcune delle routine da gestire attivamente, sgambettando fuori e dentro l'abitacolo, affinché il sommergibile si fermi il meno possibile, così da avvicinare sempre più il nostro alter ego alla misteriosa meta del viaggio.

    Una destinazione cui si approda con lentezza perché, in linea perfetta col primo FAR, a contare è soprattutto ciò che anticipa il finale, ossia l'osservazione rilassata - persino emozionante, per chi saprà perdersi totalmente in questo tipo di proposta ludica - dei panorami che si alternano al di là dello schermo. In questo senso l'ambientazione gioca un ruolo determinante, così abile nel passare armoniosamente dal giorno alla notte, dai quadri di mare in tempesta ai freddi paesaggi innevati, fino a dare il suo meglio nelle fasi subacquee, fra sciami di meduse luminose e resti di civiltà perdute.

    Rispetto a Lone Sails, Changing Tides lavora meglio sul fronte tecnico: pur rientrando nei ranghi di una grafica minimalista, il titolo Okomotive non rinuncia alla qualità dei dettagli, raggiungendo l'apice nella resa delle onde e dei riflessi di luce sul manto liquido. Ne giova l'eccellente impronta artistica, già rappresentativa della vecchia produzione e anche stavolta sostenuta da un tappeto sonoro delicato e in grande sintonia con gli scorci suggestivi che pennellano il percorso.

    Fino alla fine del viaggio

    FAR: Changing Tides rafforza l'offerta di Lone Sails anche in meri termini di durata del viaggio, aggiungendo un paio d'ore alle circa tre utili a completare lo scorso capitolo. Un tempo "riempito" con una quantità maggiore di puzzle ambientali, comunque di stampo piuttosto comune per il genere di riferimento. Di tanto in tanto lungo il tragitto, il protagonista dovrà premere interruttori, spostare piattaforme, sprigionare l'energia di certi congegni tecnologici, risolvendo rompicapi elaborati quanto basta per titillare la materia grigia di chi sta impugnando il controller.

    Rimangono però centrali gli istanti di guida a bordo del mezzo, che in Changing Tides appaiono molto più diluiti in confronto al capostipite di quattro anni fa: forse sin troppo. Pur tenendo in conto l'anima meditativa del prodotto, qua e là l'incedere tende a risentire dell'assenza di cose da fare all'infuori della gestione della nave, che oltretutto, in determinati frangenti dell'avventura, viene frenata dall'impossibilità di vedere chiaramente la posizione dei -pochi- oggetti adagiati sul fondo oceanico, fonti indispensabili per ottenere il carburante sufficiente a proseguire. Ne risultano lunghi momenti di ricerca subacquea francamente tediosi che, spezzando bruscamente la progressione, rischiano di sospendere la meraviglia per qualche minuto di troppo a scapito della piacevolezza esperienziale d'insieme.

    FAR Changing Tides FAR Changing TidesVersione Analizzata PlayStation 5Non c’è dubbio che chi ha amato Lone Sails si sentirà a casa sguazzando nel mondo bagnato di FAR: Changing Tides. Il secondo viaggio silenzioso organizzato da Okomotive torna a pizzicare le medesime corde, fra scenari dalle atmosfere sospese tutti da ammirare e un piglio ludico calmo, fatto di placide avanzate orizzontali e piccole soste enigmistiche. Per paradosso Changing Tides risente di una durata più generosa rispetto al passato ma meno adeguata, dal momento che mostra il fianco a qualche tempo morto assente nell’opera primigenia, più breve, ma complessivamente più efficace.

    7.6

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