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Gioco del Mese - Marzo 2016

Gli ultimi trenta giorni sono stati davvero ricchissimi di uscite di interessanti su tutte le principali piattaforme. Da The Division a Hitman, passando per EA Sports UFC 2, Trackmania Tutbo e Salt & Sanctuary.

Gioco del Mese Marzo 2016
Videospeciale
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

In attesa dei pezzi grossi che arriveranno sul mercato ad Aprile (Quantum Break, Dark Souls 3, Ratchet & Clank) e Maggio (Uncharted 4, Doom, Battleborn), questo Marzo appena trascorso è stato un mese generalmente tranquillo. É arrivato il primo episodio di Hitman e il promettente The Division, accolto alla grande da critica e pubblico. Lo shooter di Ubisoft, tuttavia, ha ancora molto da dimostrare, e la qualità dell'offerta si misurerà sulla lunga distanza. È anche per questo motivo che il vincitore del titolo di Gioco del Mese, stavolta, potrebbe sorprendervi.

Trackmania Turbo

Il primo fra i runner-up di marzo è l'iperaccelerato racing game di Ubisoft. Trackmania Turbo porta con successo su console una filosofia arcade vecchio stampo. Si corre sempre e comunque per il tempo migliore, in un titolo divertente da soli e assufacente con gli amici. La qualità dei tracciati è superlativa, la curva d'apprendimento ben ponderata, e i controlli transitano dalla tastiera al pad senza dolori. L'editor rappresenta un valore aggiunto incalcolabile, e il multiplayer locale la quint'essenza della formula di gameplay. Un'esperienza di puro gameplay (anche considerando un comparto grafico non proprio all'avanguardia), al vertice della categoria per i racing arcade.

Shardlight

Passiamo alle produzioni indipendenti con l'ennesimo centro di Wadjet Eye. Shardlight è un'avventura di riflessione, dai toni pacati e con una trama squisitamente malinconica. Per merito di una sceneggiatura sempre concreta e di dialoghi molto diretti, c'è tanto da pensare, giocando a Shardlight, peraltro su argomenti di estrema attualità: il punto di vista dei personaggi, la loro evoluzione, la voglia di allontanarsi dai cliché, rappresentano i punti di forza di un'avventura grafica dai valori produttivi eccezionali. La trama, per fortuna, è accompagnata anche da un gameplay degno di tal nome, che vi terrà impegnati con enigmi di ottima fattura. I ragazzi di Wadjet Eye si riconfermano maestri poco conosciuti da cui ci auguriamo tutti possano trarre ispirazione.

EA Sports UFC 2

Non è ancora un titolo perfetto, ma UFC 2 è un passo avanti enorme rispetto all'ultimo episodio, e per questo entra di diritto nell'elenco dei Runner-Up. Tecnicamente ineccepibile, ha un sistema di controllo profondo e complesso, che assicura combattimenti sempre spettacolari e strategici. La modalità carriera poteva e doveva essere più curata: anche se lunga e impegnativa, è un po' piatta e non riesce a trasmettere al meglio la crescita da sconosciuti a leggenda della UFC. Poco male, perché il resto del menu è comunque ricchissimo: dalle tante modalità online, compresa la novità Ultimate Team, fino alla speciale opzione Knockout, c'è tutto quello che serve per rimanere incollati al pad a lungo. Senza dimenticare il roster, che con 250 lottatori tra uomini e donne è senza dubbio il più vasto mai apparso in un gioco della UFC. Se amate questo sport, finalmente avete il gioco che stavate aspettando.

Deponia Doomsday

Un'altra avventura grafica trova posto fra in questa lista. Si tratta di Deponia Doomsday: forse non il miglior titolo della serie, e certamente nel cuore dei fan non può occupare lo stesso spazio del terzo capitolo. Ma questo non toglie che Doomsday sia una bellissima avventura, scritta molto bene, con alcuni personaggi e scene che ricorderete a lungo. Certo, alcuni mini-giochi sembrano aggiunti un po' a forza e ci sono alcuni momenti un po' di stanca, ma Doomsday è un viaggio divertente, esilarante, che tutti gli appassionati del genere dovrebbero provare. E' un omaggio alle vecchie avventure punta e clicca, perfetto per i giocatori più "navigati", ma è anche un titolo capace di mettere a proprio agio chi non hai mai provato un titolo simile.

The Division

In molti si sarebbero aspettati di trovarlo, trionfante, alla fine di questo articolo, chiudendo la lista dei giochi di marzo, eletto come indiscusso Game ot the Month. The Division, del resto, è un gran bel prodotto, un ibrido fra GDR e Sparatutto in terza persona, con meccaniche di sviluppo del personaggio recuperate dall'ambito degli MMO. Pur considerando che il titolo è pensato per espandersi nei mesi a venire, Ubisoft e Massive hanno assemblato un'esperienza compiuta, che eredita filosofia e alcune meccaniche dal concorrente firmato Bungie ma si rivela più solida e soddisfacente nella progressione regolare, più longeva del previsto e autosufficiente. Singolo e multigiocatore si fondono senza soluzione di continuità lungo tutto il percorso, accompagnato senza sosta da un senso di progressione personalizzabile e sfaccettato, e da una continua e sensibile crescita delle proprie capacità tattiche. Purtroppo però l'end game ha ancora molto da dimostrare, limitandosi per ora ad offrire una classica ripetizione di attività con modificatori di difficoltà aumentati, che per quanto impegnative e divertenti non possono bastare sul lungo termine. Lo stesso vale per il PvP, che ha ancora bisogno di attenzioni per brillare davvero. In altre parole, Ubisoft e Massive hanno davanti un percorso ancora molto complesso, ma le basi per garantire un'esperienza solida e appassionante anche nei prossimi mesi certo non mancano.

Esordi e riedizioni

Spulciando fra le uscite del mese, è facile notare qualche titolo di spessore che, pur avendo ricevuto valutazioni molto lusinghiere, non è entrato nella lista dei nostri runner up. Ricordiamo brevemente, quindi, qual è la filosofia alla base delle nostre scelte. Dal computo dei "nominati" al titolo di Game of the Month, escludiamo sempre le riedizioni ed i remake (ai quali, comunque, dedichiamo una speciale categoria nel corso dei premi di fine anno). Per questo motivo, nonostante rappresenti una delle esperienze di guida migliori degli ultimi tempi, Dirt Rally non compare in elenco: il gioco è uscito ufficialmente a dicembre ed ha già ricevuto ottime lodi. Alla stessa maniera citiamo Mortal Kombat XL, versione "allargata" del decimo Mortal Kombat che include interessanti personaggi. Il picchiaduro di NetherRealm, tuttavia, ha già "gareggiato" l'anno scorso, per altro guadagnandosi il titolo di miglior Bet'em Up. Passando ai remake in alta definizione, invece, puntiamo il dito su Twilight Princess e Heavy Rain, entrambi ottimi dal punto di vista del restauro grafico, ed entrambi piacevoli da giocare anche anni dopo l'uscita. Discorso ancora diverso per Hitman. Il ritorno dell'Agente 47, al netto di qualche difetto di gioventù e di un'ottimizzazione tecnica da rivedere, ci ha colpiti, ma per tirare le somme dovremo aspettare l'arrivo di tutte le puntate. Come sempre, lo citiamo in questo spazio, in attesa di poter giocare all'avventura completa.

Salt & Sanctuary

Eccolo qui, il vincitore forse in atteso di questo mese. Emerso dal mare in tempesta del mercato indie, Salt & Sanctuary è una grande sorpresa. Il titolo di Ska Studios è in buona sostanza un Souls-Like bidimensionale, ma nella struttura che ricorda quella dei prodotti From Software, il team innesta elementi da metroidvania, un sistema di progressione molto più profondo e stratificato del previsto, un level design eccellente. L'impresa più difficile, comunque, era quella di rendere stimolante e vario il combat system. La sfida può dirsi riuscita, non solo per la presenza di molte classi e per il conseguente rifiorire di stili di combattimento, ma anche per lo studio attentissimo delle routine avversarie, per la varietà di nemici che ci troveremo ad affrontare, per la crudele brutalità di certe situazioni. E soprattutto per le meravigliose Boss Fight, come di consueto sublimazione e coronamento dell'ottimo lavoro concettuale. Uno stile forse non proprio indimenticabile, salvato dall'attenzione per i dettagli e dal colpo d'occhio crudo e sanguigno, chiude il quadro di una produzione consigliata senza remore, e non solo a chi sente il bisogno di una sfida degna di tal nome.