Gioco del Mese: i migliori videogiochi di Aprile 2017 per PC, PS4 e Xbox One

Persona 5, Little Nightmares, What Remains of Edith Finch, Syberia 3, Outlast 2: chi si aggiudicherà il premio di miglior gioco di Aprile 2017?

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Se siete fra quelli che sono rimasti impressionati dalle uscite di marzo (da Zelda a Horizon, passando per Nier), aspettate di vedere l'elenco dei runner up di questo mese. C'è da dire che eleggere il Game of Month non è stato molto complesso, vista la statura del nostro (scontato) vincitore. Eppure, anche le uscite degli ultimi trenta giorni confermano il trend di questo 2017 "in stato di grazia", dimostrando che questa generazione è più che matura, e in grado -già dopo pochi anni dall'uscita delle nuove console- di esprimere i suoi capolavori.

What Remains of Edith Finch

Iniziamo da un progetto indipendente, arrivato pochi giorni fa. Dopo l'evocativo The Unfinished Swan, gli sviluppatori di Giant Sparrow hanno fatto nuovamente centro con What Remains of Edith Finch, avventura narrativa che mette in scena la storia della bizzarra famiglia Finch. Sebbene la struttura sia quella tipica del walking simulator, con i riflettori puntati su esplorazione e narrazione, gli sviluppatori dimostrano un originale e fantasioso gusto per la sperimentazione. Ne nasce un'opera toccante e carica d'inventiva, che conquista per lo stile "fanciullesco" con cui vengono toccati temi importanti come la morte e i rapporti familiari.

Syberia 3

Il secondo fra i nostri runner up è invece un'avventura grafica, gradito ritorno di una delle serie più apprezzate. Parliamo ovviamente di Syberia 3, un gioco non privo di mancanze, ma è anche un'opera che possiede il grande pregio di far rivivere lo stile unico e particolare di un grande autore di avventure grafiche: Benoit Sokal. La narrazione, nonostante alcuni difetti di scrittura, è di ampio respiro e mantiene intatta la suggestione onirica, esotica e avventurosa tipica dei lavori del fumettista belga, affrontando temi forti come il razzismo, l'inquinamento e il rapporto con la tradizione. Syberia 3 riesce a colpirci dritto al cuore, in virtù del fascino utopico di una poetica che resiste fuori dal suo tempo.

Sniper Ghost Warrior 3

Cambiamo completamente genere per darci agli sparatutto. Sniper Ghost Warrior 3 è probabilmente il titolo di cecchinaggio più versatile presente sul mercato, sia per la sua capacità di rivolgersi agli appassionati (che comunque non devono di certo aspettarsi una simulazione rigorosa come quella di Arma) sia perché è in grado di accogliere chiunque si trovi alla ricerca di un'esperienza di tiro accessibile, ma comunque più realistica e meno cinematografica di quella saggiata in Sniper Elite 4.
Le già ottime meccaniche sniping dei precedenti episodi sono state trapiantante in un ambiente open world, che ha reso possibile la rivalutazione di tutti quei tatticismi stealth appena abbozzati nei precedenti episodi. Le missioni, grazie all'ottimo lavoro di level design, sono interessanti e capaci di restituire grandi soddisfazioni, mentre il trittico di approcci disponibili riesce sempre a valorizzare lo stile adottato dal giocatore, persino quando si tratta di impugnare un mitragliatore e sterminare i nemici a distanza ravvicinata.

Otlast 2

Attesissimo dagli appassionati di horror, Outlast 2 riesce nella difficilissima impresa di superare sotto quasi tutti i punti di vista il proprio predecessore, alzando nuovamente l'asticella per quanto riguarda gli standard del genere. Si tratta di un gioco estremamente maturo, sia per consapevolezza delle proprie possibilità, sia per i temi trattati, che lo rendono adatto solo a un pubblico non particolarmente sensibile o impressionabile e che sappia apprezzare, di tanto in tanto, qualche genuino salto sulla sedia. Al netto di una realizzazione tecnica eccellente e di una trama lineare, ma ben raccontata e avvincente, Outlast II trova il suo unico punto debole in un gameplay semplice, un po' scriptato e spesso riducibile a una corsa disperata verso un'incerta salvezza, laddove avremmo di certo preferito godere di una maggiore libertà d'azione.

Little Nightmares

Restando in tema di atmosfere lugubre ed oscuri, arriviamo a Little Nightmares. Il gioco insegue il canone di "colleghi" molto celebri, ma lo fa senza risultare derivativo, proprio grazie all'efficace lavoro creativo del team di sviluppo. Stile, atmosfere e ambientazioni sono intriganti, alcune scene risultano ansiogene e destabilizzanti, e un paio di situazioni (come le inaspettate boss fight) riescono persino a risultare memorabili. Alla fine dei conti, però, la produzione fatica a saziare completamente l'utente: lo lascia invece in balia della curiosità, ad immaginare quali altri spazi il team avrebbe potuto inventare, e quali altre soluzioni ludiche avrebbe potuto adottare per rendere l'avanzamento leggermente più strutturato e impegnativo. Per certi versi, insomma, Little Nightmares rappresenta quasi il movimento inaugurale di una nuova serie, che speriamo possa in qualche modo trovare completamento in futuro.

Dragon Quest Heroes 2

Naturale evoluzione del primo, folgorante Dragon Quest Heroes, questo secondo capitolo sceglie la strada del conservatorismo: microscopiche limature al gameplay del capostipite ed una deriva sandbox più sviluppata sono quindi gli unici elementi distintivi di un sequel forse un po' troppo pavido per osare fino in fondo, così da stravolgere, per la seconda volta, le regole del genere musou. Tutti gli estimatori del precedente capitolo si sentiranno immediatamente a casa: un combat system veloce e spettacolare, una progressione dei personaggi ben ramificata ed un ordito narrativo intessuto col giusto garbo mantengono comunque molto elevato il livello qualitativo di uno spin-off solido e coinvolgente.

Puyo Puyo Tetris

È molto insolito trovare un puzzle game fra i runner up, di questi tempi. Ce la fa Puyo Puyo Tetris, titolo che riesce nella difficile impresa di trovare il giusto equilibrio fra due pesi massimi del genere, dotando il gioco di un'identità forte e per niente anonima. SEGA sfrutta saggiamente Tetris come gancio per portare Puyo Puyo nelle case dei giocatori occidentali. Con un'offerta ludica rinvigorita dalla presenza di un multiplayer vario e da una struttura online semplice ma efficace, Puyo Puyo Tetris rischia di monopolizzare il tempo e l'attenzione degli appassionati del genere.

Warhammer 40.000: Dawn of War 3

Chiudiamo l'elenco dei runner up con uno strategico. Relic Entertainment torna sulla scena in gran spolvero, con un Dawn of War III scevro dagli elementi ruolistici che avevano reso il secondo capitolo meno convincente del suo diretto predecessore. Il nuovo Strategico in Tempo Reale di Relic è, in buona parte, un richiamo al passato del genere, a meccaniche semplici e concetti familiari. Di contrasto le armate giocabili presentano, in quest'occasione, una maggiore caratterizzazione nelle meccaniche razziali, grazie all'introduzione dei talenti e delle abilità globali e delle dottrine speciali legate agli eroi schierati sul campo. I cambiamenti apportati dallo sviluppatore sono riusciti a rinnovare per l'ennesima volta la formula di gioco, pur mantenendo integra l'identità della serie. Complessivamente, insomma, il terzo Dawn of War rappresenta un nuovo centro, per un team che dimostra ancora una volta un forte talento.

Gusci blu e uomini lucertola

Prima di passare all'incoronamento del nostro Gioco del Mese, diamo uno sguardo come sempre alle riedizioni ed ai remake che sono arrivati sul mercato, e che non partecipano nominalmente alla competizione. Questo mese, a dirla tutta, l'arrivo di Mario Kart 8 Deluxe e Wonderboy: The Dragon's Trap ci ha dato da pensare. Il primo si configura come un'edizione definitiva del Kart Game che ha spopolato su Wii U, ma include comunque qualche modalità aggiuntiva di sicuro impatto. Semplicemente imperdibile per i possessori di Switch, il titolo potrebbe interessare anche a quegli utenti che lo giocarono al tempo dell'uscita, se non altro perché grazie a questa versione Deluxe la community è tornata in piena attività.
Anche The Dragon's Trap si posiziona a metà fra la riedizione ed il gioco inedito. Sebbene strutturalmente il titolo sia lo stesso che girava su Master System, il lavoro del team di sviluppo ha quasi "trasfigurato" la produzione, ammodernandola in maniera esemplare. Il nuovo look di Wonderboy è magnetico, esaltante, attuale. Un'idea di remake che va oltre il recupero filologico, e che anzi serve ad attualizzare una pietra miliare del gaming, rendendola appetibile anche alle nuove generazioni.

Game of the Month: Persona 5

C'erano ben pochi dubbi su quale fosse il gioco migliore di aprile. Il titolo targato Altus è stato capace di travolgerci sin dal primo avvio con un impatto visivo fragoroso e inebriante, un carico inaudito di stile, solidità, carattere ma soprattutto ambizione. Persona 5 trasuda stile ed esagerazione da ogni pixel, carattere che appare semplicemente come la ciliegina sulla torta di una produzione mastodontica capace di mescolare in modo perfetto ed equilibrato dinamiche tipiche della serie con l'introduzione mirata di interessanti novità, tese ad espandere a tutto tondo un'esperienza di gioco mai così vasta e completa. Le peculiarità delle meccaniche di gioco "sociali" si fondono alla perfezione con un impianto ruolistico profondo, eclettico e stratificato il quale, a sua volta, trova la sublimazione perfetta in un combat system turn based complesso, sempre coinvolgente e soprattutto appagante.