Gioco del Mese Dicembre 2019: i migliori giochi per PS4, Xbox, Switch e PC

Darksiders Genesis, Arise A Simple Story e tanti altri titoli chiudono un grande 2019, ma solo uno vincerà il nostro premio di Gioco del Mese.

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Siamo ufficialmente entrati nel 2020, l'anno della nuova generazione di console, del ritorno di Naughty Dog, CD Projekt RED e Final Fantasy VII. I mesi che seguiranno saranno senz'altro memorabili e ricchi di uscite, ma prima di guardare al futuro resta un ultimo saluto da dare al 2019. Nonostante le grandi celebrazioni sul periodo appena concluso, tra i migliori giochi del decennio e gli Everyeye Awards, c'è ancora un premio da assegnare: l'ultimo Game of the Month.

Dicembre, solitamente, è un mese abbastanza fiacco sul fronte delle pubblicazioni, sia perché la finestra autunnale si è ormai chiusa, sia perché le grandi personalità dell'industria si apprestano a presenziare all'ormai canonico Game Awards di Geoff Keighley. Difficilmente, quindi, troveremo progetti dal budget stratosferico a riempire gli scaffali, ma questo non vuol dire che non siano arrivati comunque prodotti degni del nostro Game of the Month. Bando agli indugi, quindi, è tempo di esaminare i candidati in lizza per il premio.

Stardust Odyssey

Agharta Studios porta sull'attuale console di Sony un'avventura che unisce fantascienza, stregoneria e pirateria: Stardust Odyssey racconta infatti le peripezie di un "lupo dello spazio", sempre pronto all'abbordaggio di navi futuristiche per recuperare succulenti tesori, chiamato al ruolo dell'eroe per fermare i piani del malvagio Alchimista.

La trama rappresenta un mero pretesto per attaccare ogni veliero delle stelle, ma risulta funzionale a garantire il giusto coinvolgimento. Purtroppo Stardust Odyssey inciampa sul gameplay, anche a causa della scarsa precisione dei Ps Move, che macchiano irrimediabilmente un titolo altrimenti dignitoso, soprattutto grazie a un comparto artistico ben curato.

Recensione Stardust Odyssey

Phoenix Point

Tra le uscite di dicembre non sono mancate produzioni a cura di personalità di spessore: una di queste è Julian Gollop, fondatore dello studio a cui dobbiamo UFO: Enemy Unknown, capostipite della celebre serie XCOM. Gollop negli anni ha avuto una carriera altalenante, e solo di recente, grazie a Kickstarter, ha potuto dar vita al suo Phoenix Point: una lettera d'amore agli sparatutto strategici, con un occhio di riguardo agli aspetti più hardcore del genere.

In un mondo devastato dal virus Pandora, in grado di mutare il codice genetico degli abitanti della Terra, l'umanità si è asserragliata in poche fazioni di sopravvissuti. Al comando di un'organizzazione indipendente, quindi, stringeremo alleanze e, soprattutto, daremo fuoco ad abomini di ogni risma: proprio su questo aspetto Phoenix Point si dimostra, a fasi alterne, decisamente frustrante. La campagna, infatti, presenta picchi di difficoltà ben poco calibrati, scatenati da tanti dettagli che non facilitano di certo la vita del giocatore, come ad esempio la presenza del fuoco amico tra i membri del proprio team, o il level design che si scontra con la generazione procedurale delle truppe nemiche.

Recensione Phoenix Point

Darksiders Genesis

Sebbene abbia goduto di un insindacabile fascino e di un grande ascendente sulla community, il brand di Darksiders si trova al momento in un periodo di trasformazione necessaria, frutto del triste epilogo del publisher THQ. Nordic Games, però, nel tempo non ha solo acquistato la licenza del brand, ma ha anche modificato il suo nome in THQ Nordic, quasi a simboleggiare che il valore di certe realtà dell'industria non muore mai.

Prima che la saga di Darksdiers prosegua con un quarto capitolo numerato, dicembre ha visto l'arrivo di Genesis: uno spin-off ambientato in un periodo antecedente alla trilogia, con protagonisti il mai dimenticato Guerra e il pistolero Conflitto.

Per unire due personaggi così differenti nello stile, il team Airship Syndicate, fondato proprio da quel Joe Madureira a cui dobbiamo la cifra artistica della serie, ha puntato su un piacevole ibrido tra hack'n'slash e twin stick shooter; come se ciò non bastasse, Genesis pone anche un forte accento sull'esplorazione, e rende pertanto omaggio all'anima più adventure della saga. A crollare, insospettabilmente, è il comparto narrativo, che risulta confuso e privo di una conclusione degna di questo nome. Genesis si pone quindi come un buon spin-off, lontano dalla perfezione, ma ottimale a rendere meno stressante l'attesa per un nuovo episodio principale.

Recensione Darksiders Genesis

Halo Reach: il ritorno

Nel nostro consueto spazio dedicato ai "grandi ritorni", vantiamo una presenza di tutta rispetto. Halo Reach, infatti, rappresenta un capitolo assai importante all'interno della serie per un triplice motivo: è uno dei capitoli del brand più votati alla sperimentazione, è l'ultimo progetto targato Bungie prima del cambio al timone con 343 Industries, e segna l'esordio della Master Chief Collection su PC.

Proprio su computer, nonostante i nove anni sulle spalle, il gioco si dimostra ancora valido e capace di regalare scorci magnifici; inoltre, è presente il pieno supporto alla risoluzione 4K e ai monitor ultrawide. In poche parole, una piccola gioia per gli occhi, da non perdere per nessun motivo.

Recensione Halo Reach

Game of the Month: Arise A Simple Story

Al suo esordio nel mercato, il team Piccolo Studio non ha affatto deluso, e anzi con il suo Arise: A Simple Story guadagna meritatamente il nostro Game of the Month.

Le ragioni dietro questa scelta sono diverse, e tutte valide: in primis troviamo un racconto tenue e tenero, che celebra il valore della vita e dei ricordi, in un potentissimo crescendo di emozioni. Sulla base di una forza narrativa così poetica, Piccolo Studio costruisce un art design altrettanto tanto delicato quanto simbolico, senza dimenticare l'utilizzo di meccaniche ludiche intelligenti e ben implementate, capace di muoversi a braccetto con la trama.

È doveroso menzionare, infine, le splendide musiche di David Garcia Diaz, già compositore di opere memorabili come Hellblade Senua's Sacrifice e RiME. Per tutte queste ragioni - è bene ribadirlo - si tratta del miglior esordio possibile per un team che ha chiuso il sipario sul 2019 con una deliziosa poesia in movimento.

Recensione Arise A Simple Story