Gioco del mese gennaio 2020: migliori giochi per PS4, Switch, Xbox One e PC

Dragon Ball Z Kakarot, Kentucky Route Zero, Journey to the Savage Planet: è tempo di premiare il miglior gioco di gennaio 2020.

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L'inizio del 2020 è stato sicuramente turbolento e caratterizzato da sorprese non proprio positive. Basti pensare a tutti i rinvii che hanno segnato la seconda parte di gennaio, da Cyberpunk a Marvel's Avengers, passando per Dying Light 2, Iron Man VR e Final Fantasy 7 Remake. La prima grande finestra di uscite, formalmente associata a febbraio e marzo, pertanto si indebolisce.

Prima di pensare al futuro dobbiamo però guardare indietro, verso questo primo mese dell'anno, arricchito da alcuni piacevoli ritorni e da esperimenti degni di assoluto rispetto. È tempo di premiare il nostro consueto Game of the Month e, sebbene il fronte quantitativo sia meno folto di quello che avremmo sperato, quello qualitativo fornisce produzioni adatte a tutti i gusti. Una sola nota a margine prima di iniziare: in questi giorni abbiamo iniziato a a scalfire il valore ludico del peculiare Tem Tem che, coraggiosamente, lancia il guanto di sfida a Pokémon. Tuttavia, essendo un titolo in early access, la valutazione del gioco è rimandata all'arrivo della versione finale.

Dragon Ball Z Kakarot

Le aspettative su Dragon Ball Z: Kakarot erano decisamente alte. Dopo l'eccellente FighterZ e i meno clamorosi, ma rispettabili, Xenoverse, l'idea di un action RPG dedicato all'immortale epopea dei Sayan aveva stuzzicato qualsiasi seguace di Toryama. L'obiettivo, purtroppo, non è stato centrato al 100%. Se sul piano del fanservice ci troviamo dinanzi a una produzione ottimamente ispirata al materiale d'origine, e su quello visivo buona parte degli elementi (scene cruciali e personaggi in primis) è stata ricreata con grande fedeltà, è sul versante dell'impasto ludico che Kakarot diminuisce in parte la sua aura.

L'idea di un mondo vasto da esplorare poteva portare una ventata d'aria fresca nella costellazione di tie-in dedicati a Goku e compagni, ma CyberConnect2 ha infarcito il titolo con missioni secondarie scialbe, a cui si associano un ritmo singhiozzante della campagna e un sistema di crescita del roster non molto elaborato. Resta un'opera divertente, adatta ai fan più sfegatati, ma l'impressione è che il team avrebbe potuto "allenarsi" un po' di più.

Recensione Dragon Ball Z Kakarot

Journey to the Savage Planet

Il premio come sorpresa del mese spetta senza dubbio al collettivo di Typhoon Studios: autori con alle spalle aziende titaniche come Ubisoft e titoli del calibro di Assassin's Creed, che hanno deciso di entrare nel mondo indipendente per disporre di una maggiore libertà durante lo sviluppo. La loro prima opera è un concentrato di creatività dal sapore nostalgico, ossia Journey to the Savage Planet.

Il globo denominato AR-Y 26 prende vita in un titolo orgogliosamente diverso dagli standard del mercato, vicino alla comicità fantascientifica di Futurama e alla sfida contro l'ignoto che caratterizzava gli storici Metroid Prime. Un'avventura scandita dalla voglia di scoperta e dal senso di meraviglia, in cui incrociare la buffa fauna locale e vincere ogni timore e mistero. Grazie alla sua scrittura di ottimo livello, Journey to the Savage Planet è un adventure senza tempo, scorrevole e scacciapensieri. Qualche difetto al sistema di shooting e una parte finale un po' sbrigativa precludono l'eccellenza a una produzione che, se escludiamo queste piccole sbavature, sarà senza dubbio capace di conquistarvi.

Recensione Journey to the Savage Planet

The Walking Dead Saints & Sinners

Il marchio di The Walking Dead, dopo la sua trascinante esplosione, si trova inevitabilmente in un momento di stanca. Il fumetto di Kirkman è ufficialmente terminato, la serie TV si trascina stagione dopo stagione senza particolari guizzi e sul fronte videoludico la dipartita di Telltale ha portato alla fine delle avventure di Clementine. Restando in tema di tie-in, TWD Overkill è stato un grosso buco nell'acqua, tanto da portare il suo publisher ad annullare le versioni per console, gettando ulteriori ombre sull'universo legato al brand.

Serviva quindi una certa dose di coraggio, una voglia di osare e sperimentare, e solo Skydance Interactive ha accettato la sfida. Saints & Sinners è la dimostrazione che la realtà virtuale può dare un valore aggiunto anche a formule ludiche non particolarmente originali. Una volta indossato il visore di Oculus, Saints & Sinners ci propone una serie di meccaniche ottimamente implementate, tra cui la necessità di ricaricare manualmente tutte le armi e un sistema di combattimento corpo a corpo in grado di garantire una notevole dose di immersione, testimoniando al contempo tutti i passi da gigante che la realtà virtuale sta compiendo nel mondo del gaming.

Recensione The Walking Dead Saints & Sinners

Nuovo anno, vecchie glorie

Come di consueto, è doveroso citare le riedizioni pubblicate nel corso di gennaio. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a un quantitativo di produzioni risicato, capaci tuttavia di scatenare un forte interesse in certe frange del pubblico. I fan di Shin Megami Tensei e Fire Emblem, per esempio, potrebbero volgere lo sguardo verso Tokyo Mirage Session #FE Encore, un particolare RPG che fonde in un unico crossover due brand di altissimo profilo.

Dello stesso valore è la riedizione di To the Moon su Switch. Il capolavoro di Kan Gao è un passaggio imprescindibile per chiunque ami i videogiochi di stampo prettamente narrativo, ed è capace ancora oggi di colpire dritto al cuore di chiunque. Tramite il coinvolgimento di X.D. Network per la realizzazione del porting, l'esperienza è stata ricreata interamente con Unity, lasciando al passato l'artigianalità di RPG Maker. Nonostante ciò, nulla potrebbe in alcun modo scalfire l'intreccio di eventi ed emozioni che ha portato To The Moon nell'Olimpo del settore indie.

Gioco del mese: Kentucky Route Zero

Può un'opera "lunga un decennio" mantenere integra la sua identità artistica e ludica? Nato su Kickstarter nel 2011, il progetto di Cardboard Computer è stato distribuito a episodi, i cui tempi di pubblicazione si sono fatti sempre più ampi, fino a raggiungere le porte del 2020; inoltre, per allietare l'attesa, il racconto è stato infarcito di capitoli minori, utili a espandere l'universo narrativo. Nonostante l'apparente frammentazione, non solo il gioco è stato completato perfettamente, ma grazie alla sua peculiare commercializzazione rappresenta, in un'unica avventura, una panoramica degli ultimi dieci anni del mercato indipendente.

Kentucky Route Zero è un esperimento quindi irripetibile, e inscena una filosofia che prende corpo - stando agli sviluppatori - nel Theatrical Design: una visione che rifiuta il videogioco come cinema interattivo, e che mette sullo schermo una serie di "palchi" in cui l'utente gestisce personaggi, tempi e modi del racconto, come se fosse un regista.

Per queste sue doti, frutto di una scrittura sopraffina, Cardboard Computer firma una pagina di storia del medium. Dinanzi a simili traguardi possiamo solo consegnare a questo piccolo collettivo di ragazzi, e al loro Kentucky Route Zero, il nostro Game of the Month.

Recensione Kentucky Route Zero