Gioco del mese di marzo 2022: i migliori giochi ed il vincitore

Marzo 2022 è stato un mese ricco di grandi giochi, da Gran Turismo 7 a Tunic e Ghostwire Tokyo. Chi si sarà aggiudicato il premio di gioco del mese?

Gioco del mese di marzo 2022: i migliori giochi ed il vincitore
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Dopo aver incoronato Elden Ring come miglior gioco di febbraio in un mese ricolmo di produzioni di spicco - si pensi per esempio a Horizon Forbidden West - siamo pronti a eleggere il gioco più brillante di marzo, un mese che a sua volta si è rivelato a dir poco affollato. Dal degno ritorno di WWE 2K, fino al debutto dell'atteso Gran Turismo 7 di Polyphony Digital o di Ghostwire Tokyo, la particolare avventura ambientata a Shibuya a base di mostri del folklore giapponese, i patiti del gaming hanno certamente avuto pane per i loro denti, complici una serie di produzioni più piccine che - come sempre più spesso sta accadendo - si sono dimostrate all'altezza dei concorrenti ad alto budget. Insomma, bando alle ciance e cominciamo subito la nostra consueta scalata.

WWE 2K22

Proprio come Rey Mysterio con la sua spettacolare 619 ai danni di un malcapitato, WWE 2K22 ha saputo spazzare via le gravi criticità che affliggevano il suo predecessore, grazie a un ciclo di sviluppo più esteso ma soprattutto all'impegno di Visual Concepts. Sia ben chiaro: non stiamo parlando di un prodotto privo di spigoli ma al contempo il gioco è certamente uno dei più interessanti di casa 2K, nonché degno di guardare a testa alta i classici dell'era THQ.

Forte di un roster di 160 wrestler, che lottano più fluidamente in scontri dal ritmo sostenuto e credibile, come pure di una modalità Showcase interamente dedicata alle gesta del buon Rey Mysterio, l'iterazione di quest'anno è assolutamente in grado di appagare i fan della federazione di Stamford. Se volete recuperarla, ecco la recensione di WWE 2K22.

Syberia: The World Before

Syberia: The World Before prosegue la storia iniziata col primo leggendario capitolo della serie e trascina il giocatore in un viaggio personale e introspettivo, ricco di sequenze suggestive e, come è giusto che sia, di enigmi ben congegnati. A onor del vero, la difficoltà dei rompicapi non si è rivelata particolarmente elevata, soprattutto in relazione a quella dei capitoli precedenti, eppure non ci hanno deluso per assortimento e qualità complessiva.

Al netto di qualche incertezza sul fronte della scrittura, così come di qualche sbavatura di troppo in termini prettamente tecnici, l'ultima fatica di Sokal resta un'esperienza assolutamente consigliata e non solo ai veterani ma anche a coloro che per la prima volta vogliono fare capolino nell'affascinante mondo della serie. Per saperne di più, qui la recensione di Syberia: The World Before è a portata di click.

Tiny Tina's Wonderlands

L'ultima fatica di Gearbox (se volete leggere la nostra recensione di Tiny Tina's Wonderlands la trovate qui) ha le carte in regola per rispondere al bisogno di coloro che - dopo aver concluso il terzo capitolo di Borderlands - hanno cominciato a sentire il bisogno di una boccata d'aria fresca per il brand.

Pur essendo più contenuta rispetto alle sue sorelle maggiori, la folle avventura non si adagia sugli allori e riesce ad intrattenere il giocatore per alcune ore grazie alla presenza di una divertente quest primaria e di tantissime attività secondarie, che tra l'altro non hanno nulla da invidiare alle missioni della campagna. Tra personaggi bizzarri, fiumi di loot e la componente ruolistica, gli appassionati non dovrebbero farselo sfuggire.

Kirby e la Terra Perduta

Come scrivevamo nella nostra recensione di Kirby e la Terra Perduta, nel valutare il gioco di HAL Laboratory è importante inquadrare il tipo di pubblico a cui vuole rivolgersi. Per intenderci l'utenza più hardcore - e cioè quella abituata a spolpare ogni angolino dei mondi Nintendo - rischia di trovarsi di fronte a un'avventura meno impegnativa della media, tra l'incedere un po' meccanico di Kirby e una linearità che da rilassante potrebbe diventare quasi noiosa.

Insomma, non stiamo parlando di un emulo di Super Mario Odyssey ma di un prodotto capace di entusiasmare una fascia di giocatori meno esigente e navigata, grazie a un viaggio memorabile pensato per essere vissuto in compagnia di un adulto.

Ghostwire Tokyo

Dopo i due capitoli di The Evil Within, Tango Gameworks è tornata su PC e PS5 con un'avventura open map atipica, a base di folklore giapponese, mostri terrificanti e una riproduzione di (parte) di Tokyo degna della serie Yakuza.

Complice un ottimo utilizzo delle feature di DualSense, capace di dare una marcia in più agli scontri magici del gioco, e la buona verticalità di una mappa ottimamente caratterizzata e ricca di segreti, il viaggio di Akito e KK ha saputo stregarci sin dal primo momento, ecco perché abbiamo adorato liberare la città dalle orde demoniache.

I cedimenti qualitativi, soprattutto in merito alla ripetitività di missioni e compiti secondari, non sono mancati ma i fan di Mikami e dei mondi di stampo fieramente nipponico dovrebbero assolutamente dare una possibilità a Ghostwire Tokyo. Per conoscere nel dettaglio le unicità di questa produzione, ecco la recensione di Ghostwire Tokyo.

Triangle Strategy

A un anno dal debutto di Bravely Default II, Tomoya Asano e i suoi sono tornati con uno strategico impegnativo, nostalgico e caratterizzato da meccaniche di un certo spessore. Tra la maggior importanza conferita agli effetti del terreno e alle condizioni metereologiche, lo sviluppatore ha arricchito con efficacia una formula ludica rodata e già appagante, confezionando quel che è uno dei migliori tattici degli ultimi anni.

La trama si dipana lentamente e si concede qualche lungaggine di troppo, come abbiamo esposto nella recensione di Triangle Strategy ma al contempo sa regalare dei colpi di scena di alto livello, che riescono a offrire importanti spunti di riflessione al giocatore.

Le scelte da operare in aggiunta spingono a calarsi totalmente nei panni dei protagonisti e in sostanza permettono di costruire sviluppi narrativi fortemente basati sulle proprie convinzioni morali. Se avete amato titoli come Tactics Ogre e Final Fantasy Tactics, Triangle Strategy fa assolutamente al caso vostro.

Gran Turismo 7

Come scrivevamo nella recensione di Gran Turismo 7, l'opera di Yamauchi e soci offre un'esperienza all'insegna della car culture che nessun appassionato dovrebbe perdersi.

Reintegra molte delle modalità single player che tanto erano mancate nello scorso capitolo e propone ai neofiti una campagna accessibile e ricca di curiosità. Dalle Patenti, alle Missioni, fino alle gare Hot Chili, i veterani possono sondare appieno le possibilità di un modello di guida all'insegna del realismo accessibile, che rende assolutamente incredibile guidare i bolidi dell'ampio roster.

In aggiunta, il titolo di Polyphony Digital massimizza l'efficacia dell'esperienza con la sonorizzazione e l'utilizzo delle feature di DualSense ma presenta anche qualche aspetto meno luminoso, tra i tentennamenti dell'IA e un sistema di progressione minato da ricompense in crediti tutt'altro che generose. Parliamo dunque di una produzione assolutamente preziosa nel panorama dei corsistici, che con una serie di migliorie potrebbe diventare irrinunciabile.

Gioco del mese: Tunic

Giungiamo infine a Tunic, il nostro gioco del mese di marzo, che ci ha regalato un mondo avvolgente, misterioso e ricco di segreti da scoprire. Come abbiamo illustrato nel dettaglio nella recensione di Tunic, l'indie firmato da Andrew Shouldice non è solo delizioso sul fronte artistico ma anche su quello ludico, merito di un combat system rifinito e di un livello di sfida assuefacente.

Arduo, ma non punitivo, il titolo distribuito da Finji è una sorta di ibrido tra i primi The Legend of Zelda e la tradizione Souls-like, ricetta questa che gli permette di durare oltre venti ore senza che far avvertire stanchezza ai giocatori.

Questo peculiare action adventure parla una lingua tutta sua, con un "manuale di istruzioni" da ricostruire passo dopo passo, tra passaggi segreti, intuizioni improvvise e test coraggiosi, una caratteristica questa che ai nostri occhi lo ha reso ancor più interessante.