Gioco del mese e migliori videogiochi di febbraio 2021

Bravely Default 2, Persona 5 Strikers, Little Nightmares 2, Super Mario 3D World + Bowser's Fury: qual è il miglior gioco di febbraio?

Gioco del mese e migliori videogiochi di febbraio 2021
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Dopo un gennaio non proprio esaltante dal punto di vista delle uscite - che in ogni caso ha visto trionfare l'ottimo Hitman 3 - è arrivato il momento di eleggere il Game of the Month di febbraio tra un maggior numero di possibili candidati. Nelle ultime settimane infatti abbiamo messo le mani su Destruction AllStars, il chiacchierato Vehicular combat di Lucid Games, e sul terrificante Little Nightmares 2 di Tarsier Studios, che non vedevamo l'ora di "divorare." Questi due titoli sono solo due esempi di una lista più lunga, che non potrebbe non includere anche qualche riedizione di rilievo (si pensi alle Nioh Collection o alla versione next-gen di Control). Senza ulteriori indugi, entriamo subito nel vivo della competizione.

Destruction AllStars

A seguito di un rinvio operato per rifinire al meglio l'esperienza, il Destruction AllStars di Lucid Games è approdato su PS5 come parte della collezione dei titoli PlayStation Plus. Forte di un gameplay immediato e costantemente esaltato dalla spettacolarità degli scontri, la produzione offre la possibilità di rubare veicoli o fuoriuscirne all'ultimo secondo, in modo da scampare a un orribile morte o al tamponamento di un mezzo pesante

. Totalmente controllabili e abili nel parkour, i coloratissimi piloti di Destruction AllStars possono saltare da una piattaforma all'altra e collezionare, nel mentre, una serie di cristalli per riempire un'apposita barra e dar sfogo ai propri talenti unici. Ciascuno di loro inoltre ha la possibilità di richiamare un bolide esclusivo, capace di ridurre in ammassi di ferraglia i malcapitati che gli si parano dinanzi.

Sia in modalità che prevedono il gioco di squadra, sia in scontri individuali - uno su tutti GridFall - vedere i veicoli nemici schiantarsi o esplodere in mille pezzi è soddisfacente come poco altro, merito dell'ottimo sistema di gestione dei danni e delle solide performance del gioco, che peraltro conta su una presentazione visiva decisamente azzeccata. Ciò che allo stato attuale mette i bastoni tra le ruote a Destruction AllStars è la sua offerta contenutistica, che oltre a essere piuttosto limitata è caratterizzata anche da alcune problematiche relative all'esperienza in gruppo, si pensi all'impossibilità di giocare con gli amici alle modalità individuali. Speriamo che il gioco non cada nel dimenticatoio prima di avere la possibilità di correggere il tiro. Per saperne di più ecco la recensione di Destruction AllStars.

Super Mario 3D World + Bowser's Fury

Super Mario 3D World trovava un punto di incontro tra la linearità e la leggibilità dei capitoli bidimensionali e la profondità degli episodi a tre dimensioni, una caratteristica questa che - unita al level design di alta classe e ai power-up sopra le righe - lo rende capace di stupire e divertire ancora oggi.

Visti i peculiari talenti dei protagonisti, si pensi alla capacità di planare di Peach, giocare con tre amici all'avventura significa percorrere il sottile confine che separa la cooperazione dalla competizione, in un platform 3D che speriamo possa approfittare del fattore Switch per raggiungere nuove vette di popolarità. L'arrivo di 3D World sulla piattaforma ibrida di Nintendo è stato accompagnato da Bowser's Fury, un'avventura inedita e fondata su di un'idea diversa e originale. L'antico nemico infatti viene posseduto da una sostanza nerastra che lo tramuta in un mostro enorme, quasi come fosse un kaiju del Regno di Funghi, e spetta a Mario e a Bowser Junior il compito di farlo tornare alla normalità.

Mentre la strana coppia sarà impegnata nel ricercare i solegatti, l'equivalente delle stelle di Super Mario 64, dovrà anche sopravvivere agli attacchi del gigantesco Bowser, tra le piogge di meteoriti e i raggi energetici alla Godzilla. Per fortuna, attivando il potere delle gigacampane Mario potrà trasformarsi in Giga Mario Gatto per affrontare il nemico alla pari, in dei testa a testa XXL altamente spettacolari. A lungo andare però questo tipo di scontri si è rivelato piuttosto ripetitivo, senza contare che in modalità portatile il gioco gira a 30 fps contro i 60 della TV. In altre parole, siamo dinanzi a un prodotto piacevole e sperimentale ma dal valore assoluto inferiore rispetto a quello di Super Mario 3D World. Trovate qui la recensione di Super Mario 3D World + Bowser's Fury.

Little Nightmares II

Il sequel di Little Nightmares narra la fiaba degenerata del piccolo Mono, ambientata in una dimensione corrotta dall'incessante segnale trasmesso da una titanica torre. Tramite gli schermi TV, questo segnale ipnotizza le persone e diffonde nell'aria un malessere impossibile da comprendere ma dagli effetti terrificanti. Lungo il cammino Mono incontra la piccola Six, la protagonista del primo episodio, che stavolta viene controllata in modo ineccepibile dall'intelligenza artificiale.

Come al solito l'esperienza offre un mix di fasi stealth ansiogene, sezioni platform e fughe al cardiopalma, che - pur distinguendosi l'una dall'altra - si sono dimostrate egualmente efficaci. Ciò è reso possibile anche da un'atmosfera lugubre e impareggiabile al tempo stesso, merito di una direzione artistica che non lascia nulla al caso sul fronte audiovisivo.

Dall'illuminazione ai guizzi registici, Little Nightmares II lascia a bocca aperta in più occasioni e si fregia di un accompagnamento sono sempre indovinato. Sfortunatamente, pur padroneggiando alla grande i meccanismi della paura, l'ultima fatica di Tarsier Studios presenta un bilanciamento della difficoltà che talvolta è difficile da comprendere, sia durante le fasi di combattimento - purtroppo non perfettamente riuscite all'atto pratico - che nel corso delle fughe rocambolesche. Il titolo firmato dal team di Malmo resta in ogni caso intrigante e godibile, ecco perché merita l'attenzione degli appassionati della serie e del genere di riferimento.

Persona 5 Strikers

Con Persona 5 Strikers i ragazzi di Omega Force sono riusciti a ridefinire il concetto di "musou su licenza", giacché hanno confezionato una formula ludica che in parte si avvicina ai canoni di un action RPG. Sebbene la mancata inclusione di Yoshizawa/Violet possa indispettire i fan di Persona 5 Royal, l'assenza di gravi incongruenze narrative fa sì che la trama si sviluppi senza troppi malumori, con Joker e i suoi che stavolta devono combattere un'entità intenzionata a privare il genere umano del libero arbitrio.

Mentre i Phantom Thieves esplorano versioni distorte di diverse città giapponesi, il giocatore scopre i segreti di un intreccio assolutamente piacevole che, se contiamo le decine di missioni secondarie, potrebbe tenerlo impegnato per quasi 50 ore.

Fatta eccezione per le meccaniche legate alla sfera sociale, lo spin-off ha conservato gli elementi vincenti del blockbuster di Atlus, riproponendoli con una formula semplificata e più che adeguata alla dinamicità del suo sistema di combattimento, la cui natura è forse il motivo per cui la parola "Warriors" - differentemente da altri casi - non appare nel titolo del gioco. Tra gli ottimi modelli poligonali e un comparto texture sottotono, la presentazione visiva è caratterizzata da evidenti oscillazioni qualitative ma fortunatamente la suggestiva colonna sonora del maestro Shoji Meguro risolleva la situazione. Chiunque abbia amato l'epopea dei Phantom Thieves of Hearts farebbe bene a partire con loro per un ultimo e appassionante viaggio. Volete approfondire? Ecco la recensione di Persona 5 Strikers.

Agenti del paranormale, guerrieri e grandi classici

Prima di procedere, vogliamo dare spazio ai "fuori gara" del mese e cioè a quei porting e riedizioni che meritavano d'essere menzionati. Cominciamo con l'ottimo Control di Remedy Entertainment (ecco la recensione di Control Ultimate Edition per PS5), che si è presentato su PS5 e Xbox Series X con ben due modalità grafiche.

Selezionando l'opzione che potenzia la presentazione visiva, è possibile ammirare l'incredibile lavoro svolto dal collettivo finlandese nell'implementazione del Ray Tracing, che è in grado di amplificare concretamente la meraviglia visiva di una scena già densissima di frammenti ed effetti particellari. Passare invece all'altra modalità disattiva il Ray Tracing a vantaggio di un'azione ancorata ai 60 fps, che rendono ancor più fluidi e gratificanti gli scontri a base di distruzione ambientale. Su PS5 inoltre le armi paranormali di Jesse hanno una marcia in più, merito del buon supporto ai grilletti adattivi di DualSense.

Acquistabili singolarmente o assieme nella Nioh Collection, le due avventure dello studio giapponese puntano ad offrire agli utenti PlayStation 5 centinaia d'ore di battaglie al cardiopalma, che ora beneficiano di una presentazione visiva migliorata. Nello specifico parliamo di tre modalità grafiche differenti, di cui una legata ai 120fps (ma a 1080p) per i puristi del frame rate, e altre due connesse rispettivamente alla risoluzione 4K e alla massimizzazione della resa grafica. Quest'ultima infatti mantiene i 60fps in Full HD, a vantaggio del sistema di illuminazione e degli effetti di post-processing. Team Ninja inoltre ha sfruttato le feature di DualSense per aggiungere una "nota di sapore" alle dinamiche di gioco, tra le sensazioni tattili restituite dal feedback aptico e l'uso dei trigger adattivi per simulare la tensione della corda di un arco. I caricamenti rapidissimi e il comparto audio potenziato costituiscono la ciliegina sulla torta di questo buon pacchetto, che di certo può far gola a chi non ha mai giocato ai due Nioh.

Ultima ma non per importanza è la Blizzard Arcade Collection (la nostra recensione di Blizzard Arcade Collection), che nella nostra recensione abbiamo definito superiore alla somma dei prodotti che propone. Oltre a contenere le versioni originali e rivedute di tre giochi storici, che hanno segnato come poco altro i magici anni "pre-Warcraft" della compagnia, il pacchetto include un tesoro di bozzetti, artwork, foto d'epoca e perfino interviste agli addetti ai lavori, il che lo rende meritevole anche e soprattutto da un punto di vista filologico. In ogni caso, pur essendo ormai "spigoloso", The Lost Vikings - un ibrido tra puzzle e platform - è invecchiato meravigliosamente, al pari di Rock N Roll Racing, un gioco di corse con visuale isometrica e musiche prese di peso dai classici del rock. Blackthorne invece soffre più vistosamente il peso degli anni, poiché risulta ormai legnoso e non di certo adatto al pubblico più giovane.

Ghosts 'n Goblins Resurrection

Giunto in esclusiva su Nintendo Switch, Ghosts ‘n Goblins Resurrection ha rispolverato la mitica saga di Capcom e le ha permesso di varcare le porte del 2021, rinnovandola nell'estetica ma non più di tanto sul fronte ludico. Il fatto che non sia stato messo nelle riedizioni è presto spiegato: questo run ‘n gun indiavolato e a base di platforming non è un remake bensì un reimagining, caratterizzato dai soliti controlli precisi di sempre ma anche da alcune novità più o meno riuscite, si pensi all'albero delle abilità che permette a Sir Arthur di apprendere nuove magie e abilità.

Al netto dei quattro livelli di difficoltà selezionabili, tra cui quello pensato per rendere un po' più agevole il primo impatto ai neofiti, parliamo di un'esperienza certamente ostica e a volte punitiva, che in ogni caso si fregia di uno stile grafico che ha saputo convincerci maggiormente rispetto all'ultima deriva poligonale. Questo dipinto pieno di colori in RE Engine è stato capace di bucare lo schermo dell'ibrida di Nintendo e costituisce la perfetta cornice di quest'avventura nata per celebrare la leggenda partorita dal grande Tokuro Fujiwara.

Game of the Month: Bravely Default 2

Quello di Bravely Defalut 2, che è il nostro Game of the Month di febbraio, è un lungo pellegrinaggio ai quattro angoli del pianeta, intrapreso da una manciata di sconosciuti destinati a diventare i nuovi Eroi della Luce. Il loro incontro d'altra parte non avviene per caso ma per volere delle pietre magiche che vegliano sul mondo intero: i Cristalli Elementali.

Questa campagna di purificazione del mondo da una terribile calamità che risponde al nome di "Oblio della Notte" è riuscita a intrattenerci a dovere, anche grazie a un paio di colpi di scena particolarmente efficaci, ma la vera punta di diamante della produzione è di certo il sistema di combattimento, che per l'occasione è stato parzialmente rivisto. I ragazzi di Claytechworks hanno rimosso gli scontri casuali presenti nei primi episodi della serie e anche la gestione dei turni è stata impostata in modo diverso, essendo ora legata alla velocità dei singoli combattenti e dei mostri.

Al contrario, le meccaniche del Brave e del Default sono rimaste immutate, così come la possibilità di eseguire attacchi speciali dopo aver soddisfatto determinati requisiti in battaglia. Sorvolando sull'ottimo sistema di classi, che abbiamo apprezzato sia per varietà che per quantità, c'è un aspetto della produzione che in tutta onestà ci ha lasciato perplessi: il bilanciamento complessivo della difficoltà. Tra le scarse differenze che separano la modalità Facile da quella Ardua e la presenza di boss coriacei e letali, il livello di sfida potrebbe rappresentare un potente deterrente per gli utenti non inclini a dedicare intere giornate al grinding. Sul fronte artistico Default II è un'opera d'arte digitale, che da il meglio di sé sia in modalità dock che sul piccolo schermo di Switch, si pensi agli splendidi paesaggi dipinti a mano che traboccano di colori e fantasia. Se a ciò aggiungiamo la presenza di una colonna sonora semplicemente monumentale, i motivi che ci hanno spinto a premiare questo grande JRPG appaiono ancor più evidenti. Per approfondire, la nostra recensione di Bravely Default 2.