Gioco del mese e i migliori videogiochi di gennaio 2021

Atelier Ryza 2, The Medium, Cyber Shadow e Hitman 3: quale gioco si aggiudicherà il primo Game of the Month del 2021?

Gioco del mese e i migliori videogiochi di gennaio 2021
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Al netto dei numerosi e a volte dolorosi rinvii, il 2021 sarà il vero e proprio anno di debutto della next-gen, con PS5 e le nuove Xbox che cominceranno a mostrare i muscoli a suon di titoli esclusivi e multipiattaforma di alta classe. Carichi d'entusiasmo per il futuro del gaming, abbiamo pensato di ripartire con Game of the Month, la nostra rubrica pensata per celebrare le produzioni grandi e piccole che ogni mese fanno di noi dei videogiocatori felici. D'obbligo quindi cominciare dallo scorso gennaio che, pur non essendo definibile come "caldo" dal punto di vista delle uscite, non ha mancato di regalarci qualche gioco di rilievo - si pensi a Hitman 3 o a The Medium - e alcuni porting più che validi.

The Medium

Tra i giochi più importanti di gennaio non avremmo potuto che inserire The Medium di Bloober Team (qui la nostra recensione di The Medium), il collettivo indipendente polacco che ha firmato Blair Witch e Observer. Rivelatasi più che apprezzabile in quanto a direzione artistica e presentazione visiva - che in più occasioni ha messo in mostra la propria natura "next-gen" - l'avventura horror di stampo psicologico ci ha fatto vestire i panni di Marianne, una giovane orfana capace di interagire coi morti e accedere a un altro piano d'esistenza.

Ebbene, dopo un prologo intriso di dolore e mistero, dalla tremenda visione di un omicidio alla dipartita del padre adottivo della medianista, la trama comincia a svilupparsi nei saloni in rovina dell'hotel Niwa, un'ispirata ambientazione che di fatto è il cuore pulsante di The Medium. Nel corso della sua indagine Marianne si ritrova a fare i conti con segreti oscuri e drammi mai del tutto sopiti, capaci di generare dei mostri invisibili (come la Fauce interpretata da Troy Baker) sospesi tra i due piani d'esistenza.

Esplorando sia l'edificio in stato di abbandono, sia la controparte "d'oltretomba", la giovane deve risolvere dei puzzle non esattamente entusiasmanti e sfuggire alla Fauce nel corso di fasi stealth che purtroppo - al pari di quelle esplorative - non sono riuscite a sfruttare efficacemente il sistema Dual Reality. Inoltre, a fronte dell'ottima colonna sonora e di un sistema di telecamere fisse che stupisce per gusto estetico, il viaggio dell'incubo di Marianne mette in luce a più riprese i limiti di una produzione non all'altezza dei tripla A. Grazie a un'atmosfera tanto cupa quanto calzante coi toni del racconto, risulta agevole chiudere un occhio sulle animazioni ingessate della protagonista ma è impossibile fare lo stesso con le sue espressioni facciali, sfortunatamente ben al di sotto degli standard attuali. In ultima analisi, The Medium resta un gradito antipasto di "next-gen", nonché una buona aggiunta al catalogo di Game Pass ma in tutta onestà, viste le interessanti premesse e le inedite trovate di gameplay, avrebbe potuto essere molto di più.

Atelier Ryza 2 Lost Legends & The Secret Fairy

La fortunata serie di Gust Corporation ha conosciuto una vera rivoluzione ludica e narrativa con l'avvento del primo Atelier Ryza nel 2019, ecco perché era lecito attendere con ansia il ritorno di Reisalin Stout e della sua vivace combriccola. A tre anni di distanza dalla lotta contro la regina dei Philuscha, Ryza continua a dedicarsi anima e corpo allo studio dell'alchimia sull'isola di Kurken, finché non arriva il momento di partire per una nuova avventura assieme ai compagni di sempre e ad alcuni volti nuovi.

Chi temeva per la riuscita del racconto può dormire sonni tranquilli: il team ha confezionato un'avventura intrigante, vissuta da una protagonista più matura e da comprimari che non vengono più messi in ombra dalla chiassosa Reisalin. Per quanto concerne il gameplay, Lost Legends & the Secret Fairy ripropone sia il pregevole sistema di crafting che il combat system in tempo reale del predecessore ma con alcune variazioni. Volete saperne di più? In questo caso vi rimandiamo alla recensione di Atelier Ryza 2.

L'acquisizione delle ricette ad esempio non si basa più sull'esperienza alchemica, bensì su di un vasto albero delle abilità in cui è possibile spendere i preziosi SP. In aggiunta ora è possibile migliorare a oltranza i pezzi d'equipaggiamento base, così da avanzare a passo spedito nella campagna. Tra l'altro, se è vero che il recupero delle materie prime si è fatto più difficoltoso, l'eroina è diventata capace di evocare lupi e liane magiche per spostarsi più agevolmente all'interno degli scenari. Forte di un'interfaccia più pulita e intuitiva, il combat system vede il ritorno degli AP e del Livello di Tattica, che è indispensabile per incrementare il numero di azioni effettuabili in ogni turno. Sorvolando sulle potenti "Fatal Drive", i colpi base possono essere concatenati per dar vita a combinazioni estese e talvolta legate alle cosiddette Order Skill (le nuove tecniche automatiche dei compagni). Insomma, i fan storici non avranno problemi a intraprendere il nuovo viaggio di Ryza, che non esitiamo a definire l'apice della serie targata Gust e Koei Tecmo.

Di corse a tutta velocità e passeggiate "alternative"

Il ritorno di Game of the Month non avrebbe potuto fare a meno della sezione dedicata alle riedizioni e ai porting che - pur essendo esclusi dalla corsa alla corona di gioco del mese - rappresentano un elemento di rilievo nella "dieta" di molti videogiocatori. A tal proposito, a seguito dell'uscita in ottobre su old-gen, Ride 4 è arrivato su PS5 e Xbox proprio a gennaio (volete saperne di più? Ecco la recensione di Ride 4 per Next-Gen), portando con sé una serie di migliorie di carattere tecnico e prestazionale.

Tanto per cominciare, il 4K dinamico dota l'immagine di una pulizia inedita e valorizza la maggior qualità dei modelli di piloti e bolidi a due ruote. L'upgrade visivo che maggiormente colpisce l'occhio in ogni caso è la più avanzata gestione dell'illuminazione che, pur intervenendo positivamente in qualsiasi condizione climatica, riesce a dare il meglio di sé quando i circuiti sono bagnati dalla pioggia. Oltre ai 60 frame per secondo, che su next-gen sono praticamente granitici, giocare al corsistico di Milestone su PS5 significa beneficiare di una sensazione di immersione inedita, merito del supporto ai grilletti adattivi e all'ottimo feedback aptico del controller di casa Sony.

Spostiamoci quindi dalle gare in moto alle passeggiate metropolitane "alternative" di The Pedestrian (la nostra recensione di The Pedestrian è online), che a un anno di distanza dall'arrivo su PC è infine giunto anche su console PlayStation. Il videogame d'esordio di Skookum Arts sembra quasi un corto della Pixar, concentrato come è sulle avventure di un omino in silhouette che deve spostarsi attraverso le lavagnette, gli avvisi e i cartelli stradali di una grande metropoli. Il viaggio dell'avatar "segnaletico" è caratterizzato da un'atmosfera incredibile, a cui si aggiunge una colonna sonora intrisa di sonorità eleganti e vibrazioni "pixariane". Sulla nuova ammiraglia di Sony inoltre il puzzle platformer supporta efficacemente le feature di DualSense, in modo da far sentire al giocatore gli urti degli item che cadono da determinate altezze o le resistenze dei cavi da tendere da una parte all'altra degli scenari. In altre parole, al netto di un finale non propriamente "centrato", parliamo di una produzione assolutamente meritevole di attenzione, che saprà fare la felicità di chi cerca esperienze fresche e divertenti.

Cyber Shadow

Il Cyber Shadow di Mechanical Head Studios ripesca l'essenzialità e la brutalità dei classici action-platformer a scorrimento orizzontale ma, sfortunatamente, inciampa sul bilanciamento dell'esperienza ludica. L'avventura infatti si dimostra sin da subito poco clemente nei confronti del protagonista Shadow che - pur potendo eseguire rapidi fendenti o deflettere i proiettili - si ritrova a fronteggiare masnade di insettoidi, robot da guerra e pericoli ambientali d'ogni sorta, in degli stage che nelle battute finali varcano con decisione la soglia dell'eccesso.

È possibile spendere i punti guadagnati per acquisire benefici a tempo come scudi e torrette di supporto, è vero, ma per riuscire a fermare il malvagio Dr. Progen e il suo esercito di sintetici bisogna imparare alla perfezione i pattern d'attacco degli opponenti e ricorrere a un trial and error dai ritmi sostenuti, complice anche un piazzamento dei checkpoint tutt'altro che permissivo.

Oltre ad alcuni guizzi degni di nota in fatto di level design, Cybershadow (per approfondire, ecco la recensione di Cyber Shadow) si distingue per una Pixel Art sempre suggestiva, accompagnata dalle calzanti melodie chiptune firmate da Martin e Jake Kaufman. Un altro pregio della campagna di morte è rappresentato dalle avvincenti boss fight, che in ogni caso ribadiscono ancora una volta la sua natura spiccatamente hardcore e quindi poco consigliabile a chi non ha voglia di spendere il suo tempo ad accumulare ingloriose dipartite.

Gioco del Mese: Hitman 3

L'Agente 47 ha ripreso la sua caccia a La Costante in Hitman 3 (qui la recensione di Hitman 3), l'opera di IO Interactive che ha strappato ai concorrenti il titolo di gioco del mese di gennaio. Forte dell'introduzione di cinematiche più rifinite sul piano della regia, l'intreccio narrativo vede il buon 47 tentare di radere al suolo la potente organizzazione che tutto controlla, sebbene il racconto si sia purtroppo rivelato un semplice filo conduttore tra le missioni. La storia comunque fa il suo dovere nel chiudere alcuni conti in sospeso ma è evidente che i più grandi meriti della produzione siano da ricercarsi in quella che è una ricetta ludica ormai ben rodata e all'insegna della libertà d'azione. La componente sandbox in realtà caratterizza solo 5 dei 6 scenari proposti, è vero, ma il pacchetto complessivo brilla in fatto di level design e varietà d'ambientazioni, che includono Dubai, Berlino e un maniero tra le lande inglesi. Ad accomunare tutti i luoghi visitabili c'è la medesima attenzione per la planimetria, stracolma di vie d'accesso, nascondigli, punti di infiltrazione e perfino scorciatoie.

Per godersi pienamente l'avventura ed evitare di completare le missioni a suon di massacri indiscriminati bisogna analizzare i pattern delle vittime, informarsi attraverso gli ignari NPC e scegliere con attenzione in che modo porre fine alla vita dei malcapitati di turno, fattori questi che inevitabilmente impattano sulla longevità complessiva. A rimpolpare l'offerta contenutistica ci pensano le tradizionali Storie, che a volte abbiamo trovato sinceramente sorprendenti, la possibilità di giocare nelle mappe dei primi due atti (a patto di possedere le apposite edizioni), la modalità Sniper Assassin e le missioni Escalation, che hanno fatto la loro ricomparsa assieme ai Contratti.

Insomma, parliamo di un'esperienza profonda, sfaccettata e divertente, che purtroppo però ha ereditato gli storici difetti del filone World of Assassination, si pensi agli scontri a fuoco ancora ingessati o alla non brillante intelligenza artificiale dei nemici.

Per quanto concerne la presentazione visiva, il colpo d'occhio generale è più che buono, anche grazie a un eccellente uso dei riflessi e a una direzione artistica di sicuro impatto, che contribuisce ad acuire la sensazione di essere un assassino in missione. Il gioco dunque si muove in perfetta continuità coi predecessori ma è anche per questo che non dovrebbe mancare nelle collezioni dei patiti della serie.