DAYSGONE

La Voce del Popolo: Days Gone, cosa ne pensa il pubblico del gioco di Sony Bend?

Seconda puntata della rubrica La Voce del Popolo, tramite la quale raccoglieremo le opinioni su uno dei titoli più caldi del momento: Days Gone.

rubrica La Voce del Popolo: Days Gone, cosa ne pensa il pubblico del gioco di Sony Bend?
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  • Ammetto che non mi sarei mai aspettato questo tipo di partecipazione, per una rubrica nata quasi per caso in un pigro pomeriggio estivo. E invece La Voce del Popolo sembra piacervi un bel po', e pure questo fine settimana sul post che ho lanciato sulla mia pagina Facebook sono arrivati molti commenti interessanti, circostanziati, articolati. Un bellissimo segnale, devo ammettere: avete dimostrato di essere una community interessata, attenta, curiosa, che ha voglia di discutere e condividere i propri punti di vista. I commenti si sono moltiplicati e fare una selezione è già diventato molto doloroso; purtroppo resta necessario scegliere soprattutto per questioni di spazio, ma voglio comunque ringraziare chiunque abbia partecipato, suggerendo anche a chi non compare in questa pagina di non mollare: ci sarà spazio per tutti. Arriviamo però al gioco di questa settimana. Nella prima puntata avevamo parlato di Anthem, e ho deciso di non muovermi dalla data del 22 febbraio, una giornata che si preannuncia abbastanza importante per il mercato videoludico. Oltre al titolo Bioware e a Metro Exodus arriverà infatti Days Gone, esclusiva Sony che ad oggi resta quella un po' più "bistrattata" dal publisher. Di Days Gone si è visto davvero poco, all'E3 il gioco è rimasto molto in disparte, ed "quartetto delle meraviglie" gli ha rubato la scena. C'è qualche motivo dietro questa scelta comunicativa? Cerchiamo di scoprire che cosa ne pensa il pubblico.

    Vox Populi

    Scorrendo fra i commenti che avete lasciato su Facebook, sembra di percepire un sentimento di sospetto nei confronti del prodotto. In verità, se volessimo essere precisi, chi è esplicitamente negativo nei confronti di Days Gone è solo il 31% dei partecipanti. A sentirsi completamente ottimista è invece il 38% dei lettori intervenuti. Il restante 31% ha opinioni contrastanti: rimane dalle parti del "forse", anche se a dirla tutta le riserve sono quasi sempre più dei lati positivi, e molti di questi indecisi hanno lasciato messaggi non completamente incoraggianti.

    Ma entriamo nel merito e sentiamo chi il gioco lo aspetta con fiducia. A partire da Alessandro Palladino che ha avuto anche l'occasione di testarlo con mano: "Io l'ho provato all'anteprima di Roma e alla fine ne sono rimasto contento. È acerbo, ma dietro la sua creazione c'è un sacco di passione e creatività. Lo studio di Bend è appassionato del mondo dei Bikers e la città rurale fonde ottimamente l'anima americana con lo splendido paesaggio rurale che solo quelle montagne possono dare. L'ambientazione per me sarà il secondo punto forte insieme a una narrativa che al momento non sembra essere considerata da molti. Deacon è un personaggio tanto comune quanto d'impatto, l'apocalisse lo ha colpito come a tutto il resto della popolazione, ma il suo istinto di sopravvivenza mischiato alla storia passata relativa alla moglie lo rende peculiare quanto basta per essere il nostro alter ego. Forse la cosa più preoccupante è il comparto tecnico, ma credo che come un biker non debba essere giudicato dalla caratura della sua moto, questo titolo debba essere visto per la sua anima e non per gli orpelli ludici."
    Come vedremo in molti sono scettici proprio sulla caratterizzazione del mondo di gioco e dei personaggi, mentre l'hands-on sembra aver convinto Alessandro anche e soprattutto su questi fronti.
    Fernando De Risola punta invece su un altro aspetto, ovvero sull'idea che Days Gone possa trasformarsi in un Road Trip videoludico: "Passa sempre troppo in sordina, ma secondo me sarà una piacevolissima sorpresa; la sensazione del viaggio pochissimi giochi riescono a trasmetterla sul serio, questo sembra uno di quelli, sono fiducioso!"
    Anche Fabio Spini sembra tranquillo, al netto di qualche problematica che non fatica a riconoscere, in nome soprattutto della grande cura che Sony ripone ultimamente nelle sue esclusive: "Il fatidico 22 febbraio punterà proprio su Days Gone. Quando fu presentato mi interessò tantissimo, poi forse il troppo silenzio, alcuni aspetti che odorano un po' di anonimato e il setting non originalissimo hanno un po' affievolito l'ardore, ma se penso a cioè che i first party Sony hanno saputo regalarci in questi ultimi anni, da Uncharted 4 a God of War, passando per i vari Horizon e Detroit, con standard qualitativi eccezionali, mi rassereno in tal proposito". La stessa fiducia che per altro nutre Andrea Iannone, rimasto piacevolmente stupito proprio dal gameplay: "Pur non essendo un grande amante del genere zombie, devo dire che mi intriga. Le variabili mostrate nel corso delle varie presentazioni potrebbero dar vita ad un gameplay che permette una vasta scelta di opzioni per l'approccio alle varie situazioni e, al contempo, rendere ogni run unica. Con le sue ultime esclusive, inoltre, Sony ha dimostrato come i suoi titoli first party diano un gran peso alla storia e alla narrazione; sotto questo punto di vista mi aspetto quindi una storia alla The Walking Dead o, per rimanere in tema Sony, alla The Last of Us, in cui l'epidemia non è che un espediente narrativo per raccontare la storia dei suoi personaggi e per mostrare il peggio della natura umana".

    Molti entusiasmi, in ogni caso, sembrano essere relativi a quella meccanica di gioco che fu mostrata nel primo trailer, ovvero la gestione delle orde di Zombie. Da Claudio Cugliandro (che leggete spesso anche su queste pagine), sembra essere rimasto molto ben impressionato da questo aspetto: "A me basta che le masse di nemici si muovano come da trailer, ed è già promosso come nuovo punto di riferimento per il genere zombie." Thomas Calusa conferma: "L'orda è semplicemente spettacolare; unica nel mondo dei videogiochi. I diversi approcci del gameplay, interazione con scenario, la diversità delle situazioni lo rendono interessante". Salvatore Della Valle è dello stesso avviso: "Mi attizza più che altro la possibilità di utilizzare l'orda di infetti a proprio vantaggio, e in generale quel tocco di survival dato dalla necessità di prendersi cura della propria moto."
    Come dicevamo, tuttavia, non tutti sembrano essere pienamente convinti dalla proposta di Sony. In molti sono preoccupati soprattutto dell'ambientazione a tema zombie, come Fabio Staiano: "Esclusiva promettente, ma che dovrà fare i conti con il tema zombie ormai stra-abusato, quasi superato". Alla stessa maniera Vincenzo Gargiulo liquida il setting definendolo "Immaginario banale" (e poi aggiungendo: "Comparto tecnico non male ma il gameplay non sembra nulla di particolare"). Giulio Di Liberto resta sulla stessa linea: "Il grande dubbio che mi attanaglia è il concept: il post-apocalittico zombie. Questa tema è stato abusato e Days Gone rischia di scontrarsi con grandi titani, ad esempio The Last of Us."
    Ed è qui che si apre quindi un'altra parentesi, ovvero il confronto con un altro dei "grandi attesi" della line-up Sony. Fin dal primo annuncio il confronto con The Last of Us è stato un argomento caldo, e addirittura Domenico Savastano è convinto che il gioco inizialmente "sarebbe dovuto essere uno spin off di Tlou (il team ha fatto lo spin off di Uncharted)". Matteo Murri crede che il paragone sia inevitabile ma non necessariamente dannoso: "Io lo attendo ormai dal suo annuncio e nonostante vada ad inserirsi in un contesto non molto appetibile per i nostri portafogli, credo che Days Gone in qualche modo riuscirà a ritagliarsi un bel posto in ambito post-apocalittico anche se troverà la concorrenza con un certo The Last of Us, ma non per forza di cose deve esistere un paragone tra i due: staremo a vedere, intanto il Day One mi attende." Secondo Flavio Ostonero, invece, il paragone non deve neppure sussistere: "Il confronto con The Last of Us è ingeneroso a prescindere: inutile aspettarsi un capolavoro ma un buon gioco sì".

    La fazione di chi non ha ancora certezze, in ogni caso, è come dicevamo molto nutrita. Per molti il gioco sembra oscillare fra buone prospettive ed elementi meno riusciti. Maria Enrica resta neutrale ma positiva: "Personalmente Days Gone ha visto crescere il mio interesse dopo i primissimi trailer, quando lo vedevo piuttosto anonimo. Ora penso possa avere una possibilità, ma credo abbiano fatto bene a spostarlo per il 2019, ogni esclusiva di grande impatto deve avere il suo spazio per una buona campagna marketing. Mi piacerebbe un open world che faccia immergere il giocatore in una realtà come quella di The Walking Dead, il telefilm, ansiogena, ma ricca di spunti, cose da fare, armi e strumenti da costruire alla MacGyver. Spero che i nemici non si comportino come in altri giochi facendo la fila per attaccarci a turno. Mi chiedo: c'è bisogno di un nuovo gioco a tema zombie? Spero che questo ci faccia rispondere in maniera affermativa."
    Hugo Pinai sta probabilmente all'opposto: possibilista ma non del tutto convinto: "Bisogna ammettere che la comunicazione da parte di Sony in questo caso è stata particolarmente fumosa e non ha certamente fatto molto per far risaltare il titolo, che sembra non avere tratti distintivi particolarmente entusiasmanti. Sicuramente non sembra avere la marcia in più che molte esclusive ps4 hanno mostrato più volte prima della release. Tuttavia, scommettere contro un first party Sony in questa generazione è davvero difficile e dubito fortemente che Days Gone si possa assestare su un livello qualitativo mediocre: magari, nonostante un marketing non brillante, potrebbe rivelarsi un successo inaspettato. La mia sensazione personale, comunque, è che si tratti di un'operazione di intermezzo prima dell'arrivo di quelli che sembrano essere i veri giganti di fine generazione in casa PlayStation".
    E con questo commento siamo anche arrivati ad uno dei punti cruciali di molte critiche, ovvero la campagna comunicativa. Siete in molti ad aver individuato più di una falla nel modo in cui Sony ha finora trattato il prodotto, a partire da Christian Piscitello: "La cosa che più mi preoccupa è che Sony sembra credere poco in questo gioco, ho notato una scarsa comunicazione da parte sua, inoltre il modo in cui è stato "trattato" durante l'ultima conferenza E3 mi ha messo ancor più dubbi". Secondo Giuseppe Saluto proprio questa comunicazione poco incisiva potrebbe essere causa delle reazioni tiepide del pubblico: "mi ha dato l'impressione di non avere una propria identità, magari colpa anche di un marketing non troppo curato e per un setting visto e rivisto".

    Lorenzo Signori, pur restando molto ottimista ("Personalmente il tema zombie non stanca mai, perciò continuo a seguirlo con diverse speranze"), conferma che il trattamento riservato a Days Gone durante la fiera di Los Angeles sia stato poco virtuoso: "Secondo me dovevano dare più spazio a Days Gone e inserirlo nel quartetto di rilievo dell'E3". Anche Vincenzo Leone sembra convinto che il successo commerciale dipenda dal marketing: "a livello commerciale bisogna solo vedere quanto sarà grosso l'investimento in marketing da parte di Sony, che per ora sembra freddina". Insomma, pare ormai chiaro che la campagna di comunicazione sia, anche per il pubblico più attento, un termometro importante per valutare la qualità di un prodotto. A tal proposito, comunque, Lorenzo Scalzo ci ricorda che c'è ancora tempo: "a fine anno si attiverà la macchina mediatica di Sony che sa come promuovere i suoi brand di punta al grande pubblico".
    Chiudiamo con le voci di dissenso. Marco Castel sembra aver perso le speranze strada facendo: "dai primi video usciti, con mega orde di Zobie, sembrava interessante. Visto il gameplay dello scorso ottobre pare invece l'ennesimo single player che non ti lascia a bocca aperta. Solite dinamiche vecchie di quindici anni, l'IA è sempre troppo scriptata".
    I dubbi sono condivisi anche da Alessandro Dezza: "Non mi convince molto. Sembra soffrire un po' del morbo The Order: sembra bello graficamente, potrebbe avere tutti le cose a posto per funzionare, ma poi quando vedo il gameplay un po' mi scende l'hype, perché non convince, secondo me pad alla mano può risultare un po frustrante o noioso".

    E Stefano Congia, che torna pure al confronto con The Last of Us, è altrettanto negativo: "per me è no. Un open world come tanti che riesce ad avere un minimo di risalto solo perché ha Sony dietro". A condensare tutte le preoccupazioni del pubblico è però il messaggio di Giulio Potenza, che si sofferma in maniera molto decisa su ciascuno dei dubbi avanzati: "Ricordo perfettamente la presentazione del titolo, annunciato in pompa magna alla fine della conferenza tenuta all'E3. Oggi, a due anni di distanza e con in mano anche diversi articoli hands-on, la domanda rimane la stessa: ce n'era bisogno? Continuo a pensare che sia un titolo sviluppato in maniera poco curata, senza sentimento, cercando di cavalcare un setting vecchio senza la volontà di aggiungere qualcosa di nuovo, se non in minima parte. Ho la sensazione che Sony lo voglia considerare un piccolo antipasto di quello che sarà The Last of Us 2. Inoltre, anche la prova concessa alla stampa specializzata, non è stata molto entusiasmante, evidenziandone difetti difficili da correggere a nove mesi dalla release. Per rispondere alla domanda: no, non ce la farà e, di sicuro, la scelta della finestra di lancio non aiuta".
    Quale sarà la verità, ovviamente, lo potremo scoprire solo il 22 febbraio. Siamo comunque convinti che Sony tornerà a mostrare il titolo in qualche altra occasione, se non altro a pochi mesi dalle release (quindi all'alba del prossimo anno). Vedremo allora se le vostre impressioni saranno smentite o confermate.
    Ringraziandovi ancora per la partecipazione, non resta che invitarvi a seguire il mio profilo, per sapere quale sarà il prossimo gioco per cui si leverà La Voce del Popolo

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