La Voce del Popolo: Sekiro, cosa ne pensa il pubblico del gioco From Software?

Terzo appuntamento con la rubrica La Voce del Popolo, tramite la quale raccoglieremo le opinioni su uno dei titoli più caldi del momento: Sekiro.

rubrica La Voce del Popolo: Sekiro, cosa ne pensa il pubblico del gioco From Software?
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  • Dopo l'episodio dedicato a Days Gone e ad Anthem, arriva la terza puntata per La Voce del Popolo, la rubrica che dà spazio alle opinioni e ai commenti dei nostri utenti. Nata quasi per caso in un pigro pomeriggio estivo, questa iniziativa sembra piacere particolarmente al pubblico, e se non altro ha il pregio di innescare discussioni pacate e interessanti anche dove di solito faticano a sorgerne (ovvero sui social). Nella mia visione delle cose, oltre ad essere un modo per dare valore a chi ci segue, La Voce del Popolo rappresenta una sorta di "termometro", utile a capire quale sia l'impressione (preliminare) del pubblico su uno specifico prodotto, e magari intuire quali possono essere i dubbi e le curiosità ad esso relativi. Magari, chissà, a seguito di qualche press tour potrebbe persino esserci la possibilità di focalizzarsi sugli interrogativi nati proprio su queste pagine: il dialogo fra redazione ed utenza è davvero fondamentale per rendere più solida la nostra offerta informativa.
    Sbrigati i convenevoli, dirigiamo lo sguardo sul titolo selezionato per questa puntata, ovvero Sekiro: Shadows Die Twice. La nuova fatica di Miyazaki e From Software si allontana in maniera netta dalla strada tracciata con le opere precedenti, e questo potrebbe determinare reazioni di diverso tipo. Il pubblico sarà contento di provare nuove esperienze, o rimarrà convinto, come insegna la saggezza popolare, che "chi lascia la via vecchia per la nuova..."?

    Vox Populi: Sekiro

    Cominciamo come sempre dalle percentuali. I risultati di questa puntata sono quasi a senso unico, dato che il 67% dei partecipanti si è dichiarato entusiasta del progetto di Form Software. C'è anche un 24% di indecisi, ma molti di questi mantengono un moderato ottimismo: hanno ancora qualche riserva da sciogliere, e fra poco vedremo perché, ma si dichiarano fiduciosi o comunque curiosi nei confronti di Sekiro. Resta insomma soltanto un 9% che invece non è affatto convinto della "virata creativa" di Miyazaki.
    Potrebbe essere interessante cominciare proprio da questi ultimi.

    Piero Frassu, per esempio, è una delle voci più negative: "A me continua a non dire assolutamente nulla, anzi, mi sembra proprio una grande accozzaglia di cose già viste, e viste anche meglio di così. Tecnicamente niente di che, un combat system che al momento proprio non mi piace, non si è ancora capito niente in merito alla profondità della struttura di gioco (inventario, potenziamenti, armi, crescita e sviluppo, abilità, ecc). La trama pare ben diversa da quelle lore alle quali ci hanno abituato, qua mi pare ci sia una banalità. Dalla From mi aspettavo qualcosa di molto più stuzzicante". Una bocciatura su tutta la linea, anche se a dirla tutta alcuni aspetti ancora "fumosi" (racconto e sistema di progressione) potrebbero riservare delle sorprese. Gli stessi dubbi li avanza Francesco Merlino , che si dice "molto preoccupato non tanto per il gameplay, quanto per il senso di progressione e la longevità".
    Sembra insomma esserci qualche giocatore che non ha piena fiducia nella capacità del team di sviluppo di uscire dalla sua comfort zone mantenendo alta la qualità delle produzioni. Anche Leonardo Melis è dello stesso avviso, e aggiunge una forte preoccupazione relativa al setting: "Se devo essere sincero, l'unica cosa che mi preoccupa, in questo preciso momento, è il fatto che i From abbiano deciso di virare verso l'action abbandonando l'impostazione rpg a me tanto cara. Speriamo bene, anche perché l'ambientazione del medioevo giapponese sarà stra-abusata da altri concorrenti in arrivo, con il rischio di dare un'impressione di stucchevolezza".

    Questo tris di commenti resta abbastanza esemplare, perché identifica subito ed in maniera molto lampante quelle che sono le criticità ancora oggi da sciogliere. Quasi tutti i giocatori che si dicono indecisi puntano in dito su uno di questi aspetti: qualità dell'ambientazione, sistema di progressione, solidità del racconto.Filippo Andrea Contorno, ad esempio, dice: "Dal punto di vista artistico non mi piace, lo trovo molto poco ispirato e la fotografia lo rende ancora più piatto", mentre il buon Patrizio Valeri si focalizza sull'assenza di certezze sui meccanismi di crescita: "senza informazioni sulla progressione è un problema dare un giudizio complessivo, quello che hanno fatto vedere finora è sicuramente interessante, ma vorrei capire lo sviluppo del personaggio, eventuali armi, oggetti, gadget, abilità...
    Personalmente ho difficoltà a giocare a titoli col gameplay fine a se stesso o molto story based, ho bisogno di raggiungere un qualche tipo di ricompensa, infatti apprezzo sopratutto le strutture con una base da gioco di ruolo
    ". Da questo punto di vista il titolo potrebbe deviare molto delle precedenti produzioni: la presenza di una sola arma e di gadget che dovrebbero essere legati anche all'esplorazione (in stile metroidvania), potrebbe lasciare scottati gli appassionati di un avanzamento esplicitamente ruolistico.
    Qualche perplessità sulla mitologia o sul racconto arriva da Aldo De Cesare: "ho sentito parlare di pochi oggetti in game, e credo che di conseguenza ci saranno poche descrizioni che vadano a plasmare la lore di gioco. A meno che non inseriscano note e libri sparsi in giro per le mappe". Anche Andrea Vanini si concentra sulla storia, ma vede Sekiro come l'occasione per superare un "limite" delle precedenti produzioni di From Software: "Spero sia più esplicita la trama: con la scusa della lore hanno fatto i pigri lato storia, relegandola alle interpretazioni da parte dei fan e raccontandola appunto tramite le descrizioni degli oggetti. Bello ma troppo frammentato, meglio una trama più chiara".

    L'importanza del cambiamento

    Uno dei commenti più lucidi e approfonditi sulla situazione in cui si trova Sekiro è arrivato direttamente fra i commenti del nostro sito, scritto da ZakMcKraken, che colloca in maniera molto precisa il prodotto, analizzando le possibili reazioni del grande pubblico e dei fan di Miyazaki.

    "Se dovessi fare una prognosi sul successo commerciale di Sekiro, ritengo che il titolo abbia tutti gli elementi per ottenere dei risultati positivi che, tuttavia, rimarranno sul solco dei precedenti lavori della software house. Per quanto io apprezzi e sia eccitato da quel poco che ho visto, credo che Sekiro non sarà l'opera con cui From Software riuscirà ad ottenere "un cambiamento rivoluzionario" e non segnerà una "nuova era" per i propri titoli ludici. Ciò è a mio parere evidente se si osserva il comparto tecnico: il motore grafico non sembra discostarsi molto da quanto già visto in Bloodborne e Dark Sous 3. Un vero peccato perché la pubblicazione di un titolo segnante un nuovo inizio sarebbe stata una buona occasione per fare dei passi avanti(forse inutile in vista della next-gen?). Da questo punto di vista, come è stato osservato già da qualche utente Sekiro deve fare i conti con altri titoli che possono offrire un comparto tecnico decisamente superiore (Ghost of Tsushima) e dunque più appetibili, ictu oculi, al grande pubblico non appassionato e fedele alla visione artistica dei nostri amici nipponici. Per ciò che concerne invece il gameplay, la From si rivela come al solito la software house più all'avanguardia nell'offrire un'esperienza che trova il suo appagamento nella difficoltà che offre. La parte prettamente ludica è quella che mi ha fatto sempre vedere i lavori della casa videoludica come opere realizzate con la stessa perizia con cui l'artigiano crea le sue opere nella propria bottega.
    Per concludere, ritengo che Sekiro abbia tutte le carte per ottenere successo presso la fan base che ha conquistato con i suoi precedenti titoli (salvo gli integralisti dei soulsborne), ma, vista anche la concorrenza, non credo che avrà un appeal in grado di conquistare una fetta consistente del grande pubblico.
    "
    L'analisi è interessante e molto centrata, ma c'è anche chi ha molta più fiducia nella forza "dirompente" di Sekiro. Nessuno sembra essere convinto che il gioco possa identificare nuovi standard tecnici, ma sul fronte del gameplay c'è tanto ottimismo, ed il cambiamento viene identificato come un valore estremamente positivo. Sasha Discalzo, ad esempio, dice: "Essendo un grande estimatore dei Souls ho accolto questo nuovo progetto con molto entusiasmo. Da quello che ho potuto vedere dai trailer, la cosa che mi ha colpito di più è stata la diversità netta del gameplay rispetto a tutti gli altri titoli da loro realizzati fin ora, quasi come a volersi staccare dal passato. Parliamoci chiaro, Dark Souls è un titolo che è entrato nella leggenda degli appassionati , e qualsiasi altro team di sviluppo avrebbe continuato a realizzare sequel per guadagnare il più possibile, anche a costo di rovinare la saga realizzando titoli poco ispirati. Ma non è il caso di From Software che con Sekiro ha voluto mettersi in gioco creando una nuova IP , introducendo nuove meccaniche e nuove ambientazioni, a testimoniare come non si vogliano fossilizzare sull'immaginario classico del souls like ma bensì evolverlo, progetto dopo progetto. So che alcuni preferiscono la fedeltà dell'ambientazione di Ghost Of Tsushima, ma non dimentichiamoci che questo è il Giappone Feudale visto da Hideataka Miyazaki. Sarà tutt'altro che banale e poco ispirato".

    Lo stesso pensiero è condiviso da Francesco Marcello: "Io vedo molta "paura" in alcune persone dopo l'annuncio di questo Sekiro, legata alla voglia di rimanere attaccati alla tradizione: a ciò che è stata la serie souls per anni. Io sono una persona che accoglie sempre a braccia aperte l'innovazione e il rischio, perché secondo me è male rimanere attaccati a qualcosa che funziona per paura di sbagliare. From con questo titolo azzarda, quasi, ed espande ciò che fece nei souls, su più livelli... letteralmente!".
    All'elenco di chi apprezza il cambiamento si aggiunge anche Umberto Marrone: "Penso che il punto di forza di Sekiro sia proprio la sua "diversità" rispetto ai Souls. Con Sekiro, questo talentuoso team ha la possibilità di dimostrare il suo valore in un ambito differente che però resta fedele alla visione artistica e ludica propria del team e del suo leader Miyazaki". Dello stesso avviso, infine, è Lorenzo Ramacciotti: "La cosa che mi piace di più però di questo nuovo progetto di Miyazaki-San è il fatto che si stia discostando così tanto dalla saga souls, e non è una cosa da poco.
    Sekiro non è Bloodborne 2 e non è nemmeno Dark Souls 4: Sekiro è Sekiro, e con le ultime dichiarazione su armi e armature hanno ancora di più rafforzato questa impressione. Vogliono dare a questo nuovo progetto una sua anima, una sua impronta originale e, come ripeto, il fatto che si stiano staccando così tanto dalla loro formula vincente è una cosa molto più onorevole e coraggiosa di quanto pensiate...
    "

    Action!

    Tante delle voci positive, in ogni caso, si concentrano anche e soprattutto sul gameplay, che sembra aver destato l'interesse del pubblico. Alessandro Dezza si dice più che convinto: "Tenchu nell'esplorazione, action nei combattimenti, con midboss che hanno molti schemi d'attacco; il gioco mi è parso molto bello, brava From Software che, pur prendendo spunto dai sui migliori prodotti, propone qualcosa di così riuscito!".

    Tiziano Calabrese è sulla stessa lunghezza d'onda: "Decisamente convincente, il fatto di non avere più la stamina ma una sorta di barra di stun, cambia di molto le carte in tavola, così come la verticalità dei livelli acquisita grazie al rampino. Chi lo giudica come un Souls sbaglia in partenza, questo è un action a tutti gli effetti, con la crudeltà di un Souls; prevedo un altro centro da parte di From Software".
    "Stregati" dalla formula di gameplay sono anche Alessandro Auteri e Nicolò Borghi. Il primo dichiara: "Il gameplay mi sembra una versione definitiva dei progressi fatti con Bloodborne e Dark Souls 3, soprattutto in termini di fluidità, e con il ritmo più action del gioco si sposerà alla perfezione. Ed il rampino è già ora una gran bella idea, oltre a quella spruzzata di Tenchu che non fa mai male". Anche Nicolò sembra rimasto impressionato positivamente dal dinamismo dell'azione: "Il titolo ha preso un'impronta più dinamica grazie anche alle nuove introduzioni a livello di gameplay, come un semplice tasto adibito al salto o il rampino. Credo che questo abbia giovato al prodotto, rinnovandolo ma comunque mantenendo un'alta difficoltà, che farà piacere ai fan".
    Cito anche l'intervento di Federico Ripamonti per un motivo particolare: oltre a giudicare positivamente la virata action, Federico chiude con una considerazione sul supporto del publisher, su cui pochi si sono concentrati: "Il gameplay è più action ma sempre bilanciato, pensato per far usare i riflessi più che le meccaniche ruolistiche . From Software sta dimostrando che la sua identità può allontanarsi dallo stile souls, mantenendone lo spirito. Per finire pare che Activision stia facendo un buon lavoro di supporto (visibile anche dalla build del gioco), e sembra un publisher consapevole dell'evoluzione professionale del team".
    Mentre ci avviciniamo alla fine, un po' di spazio va anche al commento di Salvatore Scuto, se non altro per la sua considerazione sull'ambientazione, che altri avevano individuato come molto problematica: "sembra un progetto abbastanza originale, addirittura inserire la propria morte come elemento strategico mi pare una bella trovata, a patto che l'IA dei nemici sia soddisfacente. L'idea di base secondo me piace, bisogna vedere poi come viene realizzata nel prodotto finito. Un'altra cosa che mi è sembrata interessante è che gli sviluppatori abbiano attinto alla mitologia giapponese rimaneggiandola per motivi di appeal e di gameplay, ma rimanendo comunque fedeli alle fonti culturali. Un altro esempio che mi viene in mente è The Witcher 3, costruito attorno a miti/cultura folk del mondo slavo e il risultato direi che è stato da medaglia".

    Fra gli entusiasti c'è anche il nostro Hugo Pinai, che ormai non manca una puntata: "Non solo ce la fa, ma potrebbe potenzialmente essere il titolo che consacra veramente Fromsoftware nell'olimpo delle software house moderne. Dopo un gioco acerbo come Demon Souls e uno, a mio modo di vedere, rivoluzionario come Dark Souls, hanno prodotto titoli a ripetizione senza prendersi una pausa e, per quanto siano tutti eccellenti e io personalmente li adori, senza aggiungere niente di veramente innovativo alla loro formula. Questo Sekiro promette il ritorno di quel world design interconnesso che fu ciò che rendeva il primo Dark Souls così incredibile, insieme ad una nuova mobilità che già dal poco che si è visto sembra essere estremamente soddisfacente e ad un combat system che si discosta dai canoni souls e propone qualcosa di nuovo che non abbiamo mai visto. Inoltre, l'abbandono degli aspetti puramente parametrici e delle componenti online può permettere agli sviluppatori di bilanciare alla perfezione il livello di sfida del gioco, cosa che i veterani dei titoli From dovrebbero apprezzare. Inutile aggiungere, poi, che il setting e l'art design sono, come di consueto, estremamente intriganti, e si ha una visione di insieme per me assolutamente ottimistica". Hugo promuove insomma l'approccio di From su tutta la linea, ed è pronto a scommettere che Sekiro lascerà un'impronta decisa sul mercato.

    Sekiro Shadows Die Twice Come sempre i vostri commenti si sono rivelati molto preziosi per capire il sentore del pubblico nei confronti di Sekiro. A parte qualche preoccupazione del tutto legittima, sembra che From Software abbia conquistato - e meritatamente - la fiducia del pubblico, che dopo tanti prodotti collocati in uno specifico filone ben gradisce il cambiamento. Sperando di poter mettere le mani su una nuova build prima dell'uscita, vi rimandiamo alla prossima puntata di La Voce del Popolo. Grazie a tutti quelli che hanno partecipato, sulla mia pagina Facebook o direttamente sul sito. Mi spiace non poter inserire tutti i commenti, ma capirete che ci sono questioni di tempo e spazio. Sappiate che sono enormemente grato a chiunque sia intervenuto, anche solo per scrivere una riga o lasciare un like. Dimostrate sempre di essere una community splendida. Continuiamo così.

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