My Generation: Dino Crisis, Resident Evil con i dinosauri

Ripercorriamo la storia di Dino Crisis (uscito su PlayStation nel 1999), survival horror targato Capcom a base di enormi dinosauri...

My Generation EP1: Dino Crisis
Speciale: Multi
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Uno scienziato con deliri di onnipotenza, un laboratorio segreto su un'isola sperduta e decine di dinosauri assassini. Stiamo ovviamente parlando di Dino Crisis, un curioso esperimento che alle porte del nuovo millennio univa le meccaniche da survival horror partorite da Shinji Mikami con pellicole del calibro di Jurassic Park. Questa è la prima puntata di My Generation, una rubrica pensata per ricordare le vecchie glorie del passato, viaggiando tra i grandi nomi che hanno lasciato un segno nella memoria dei fan. L'appuntamento di oggi è dedicato proprio al peculiare horror di Capcom, per ripercorrerne la storia, le curiosità produttive e comunicative, e ricordare come fu accolto all'epoca dell'uscita. Ricordate di dare un'occhiata anche alla versione video di My Generation, che trovate nel player in vetta alla pagina.

Nei panni della preda

Dopo aver segnato le fondamenta del mercato con Resident Evil ed il suo sequel, e consapevole della celebrità che aveva ottenuto, Shinji Mikami decise di dedicarsi ad un progetto totalmente inedito. Un cambio di registro verso una nuova IP, per stimolare i suoi stessi colleghi a non emulare la formula di sicuro successo dei Resident Evil, che di certo avevano ispirato l'industria segnando la consacrazione di un nuovo genere. In un'intervista del periodo il director affermava quanto fosse poco eccitante vedere così tante persone seguire le sue idee ciecamente, e sviluppare una nuova serie era un modo per lanciare un forte segnale a tutto il mercato dei videogiochi. L'anno era il 1999, un periodo in cui PlayStation dominava il mercato. Neanche la nuova console Nintendo, con i suoi Mario 64 e Ocarina of Time, era riuscita a strappare il trono a Sony. Mentre il mondo attendeva l'arrivo del nuovo millennio e di PlayStation 2, un anno prima un nuovo concorrente tentava di farsi strada: era SEGA con il suo Dreamcast. Nonostante il monopolio di PSOne, molti addetti ai lavori riconoscevano l'importanza storica della casa di Sonic, e tanti titoli firmati Capcom approdarono successivamente su quest'ultima console, compreso Dino Crisis.

Un progetto che al pari di Resident Evil traeva spunto dal mondo del cinema, ispirato dalla serie di Jurassic Park, arrivata nelle sale tra il 1993 ed il 1997. Mikami ideò l'isola di Ibis nell'immaginaria Repubblica di Borginia, dove si svolge la missione della squadra S.O.R.T. e della protagonista Regina. Il team di agenti speciali è chiamato ad indagare sulle testimonianze che vedono il Dottor Kirk, ufficialmente morto alcuni anni prima, vivo e vegeto ed al lavoro sulla più potente fonte di energia pulita mai vista. La missione è quella di catturare lo scienziato, ma l'isola nasconde una minaccia vecchia migliaia di anni.

Nonostante la deriva prettamente sci-fi, in molti videro delle similitudini con le vicende di Villa Spencer, ed in generale le sensazioni regalate da Dino Crisis gli diedero, secondo le voci dei suoi detrattori, il soprannome poco felice di "Resident Evil con i dinosauri". Mikami era consapevole che le specie più aggressive di questi antichi predatori erano dei formidabili cacciatori, ed attorno a questo concetto operò delle importanti scelte di design. A partire proprio dal gameplay, che vedeva una serie di movimenti inediti per Regina rispetto ai vari Chris Redfield e Leon Kennedy: ad esempio la possibilità di muoversi e puntare l'arma contemporaneamente, la capacità di voltarsi istantaneamente di 180° e perfino dei primitivi quick time event.

La campagna presentava inoltre dei bivi narrativi che si concludevano in ben tre finali differenti. Tutte queste migliorie finirono per influenzare anche il successivo titolo di Capcom, Resident Evil 3 Nemesis. La conclusione della trilogia di Raccoon City vantava infatti un villain d'eccezione, un mostro astuto, armato fino ai denti e potente come non mai, nonché una protagonista -Jill Valentine - dotata dell'opportuna mobilità per affrontarlo. Senza Regina e gli spietati predatori giurassici, probabilmente la lotta contro il Nemesis non sarebbe stata la stessa.

In Dino Crisis il gameplay era chiaramente incentrato sulla rapidità dei dinosauri, ben diversi dai lenti e prevedibili morti viventi, e Mikami desiderava che il giocatore si sentisse continuamente braccato. Ecco perché Regina poteva essere ferita e sanguinare, lasciando delle preoccupanti tracce di sangue facilmente rintracciabili dai rettili preistorici. L'idea di ritrovarsi braccati diventò il cardine della serie, come dimostra il divertente spot italiano del seguito Dino Crisis 2, in cui vediamo un uomo vestito da bistecca gigante fuggire per le strade notturne di una città, mentre orrendi versi nel buio anticipano la sua cattura. La frase finale mostrata dopo il gameplay, che recitava un raggelante "Sei cibo", era l'emblema dell'idea alla base del della saga.

La tensione era in ogni caso protagonista anche dello sport televisivo del primo episodio. Nel filmato, ispirato al film "Un giorno di ordinaria follia", vediamo un uomo alle prese con una città deserta: uffici e strade sono vuoti e desolati, e il protagonista spaesato si aggira tra i corridoi di un supermercato. Tutto tace, fino a quando una bottiglia di ketchup non cade al suolo. Nel momento esatto in cui la salsa esplode sul pavimento passiamo a spezzoni di gameplay rapidi, aggressivi e brutali. Quasi come a simboleggiare la capacità dei nostri nemici di percepire il sangue versato.

C'è da dire, comunque, che Mikami non voleva creare un vero e proprio survival horror, e considerava l'adrenalina come parte integrante dell'avventura. Tutti questi elementi, nonostante sfruttassero l'infrastruttura creata con Resident Evil, davano vita ad una formula che venne soprannominata dal suo stesso creatore "Survival Panic". Per far fronte ad una serie di più variegata di minacce rispetto al brand sugli zombi, venne anche ideato un sistema di gestione delle risorse più profondo: Regina era in grado di combinare gli oggetti curativi e le munizioni per le proprie armi, ad esempio miscelando agenti chimici velenosi o tranquillanti. Come se ciò non bastasse, era possibile sfruttare l'ambiente circostante per eliminare i nemici, attraverso i macchinari presenti nei laboratori. Inoltre, era stato posto un grande accento sui puzzle da risolvere, che presentavano una curva di difficoltà crescente e ben strutturata.

Anche sul fronte tecnico si registrava un interessante upgrade, con l'abbandono degli sfondi pre-renderizzati tipici di Resident Evil in favore di ambienti realizzati totalmente in 3D. Questo permise a Mikami di sperimentare anche con la regia, che in certi frangenti abbandonava la sicurezze delle inquadrature fisse a favore di un piglio più dinamico. Questa tecnica verrà utilizzata nella serie madre di Capcom solo con il capitolo Code Veronica. Sul comparto sonoro i giudizi all'accoglienza del titolo sono stati altalenanti: da un lato i versi delle creature presenti erano capaci di generare un efficace senso d'ansia, dall'altro l'assenza di motivi e musiche originali fu vista come una lacuna.

Dino Crisis ha dovuto quindi sopportare un confronto pesante con la serie più celebre di casa Capcom. Ne è un simbolo la sua narrativa considerata poco originale, dato che riutilizzava alcuni cliché visti nelle avventure di Chris e Jill. La possibilità di modificare le munizioni si scontrava con una varietà delle armi più povera rispetto all'arsenale dei due Resident Evil, e lo stesso si poteva dire per le tipologie di creature nemiche: nonostante le numerose specie di dinosauri da cui trarre spunto, nella storia di Regina se ne incontrano poche tipologie. Seppur non esente da difetti, Dino Crisis fu comunque un successo commerciale e portò alla realizzazione di ben due sequel. Con il passare degli episodi le buone atmosfere in grado di generare tensione sono andate perse, a causa di una deriva action sempre più profonda, che ha poi portato alla scomparsa della serie.

Regina però era riuscita a far breccia nel cuore dei giocatori, e Dino Crisis è rimasto una parentesi felice tra i capitoli di Resident Evil, un esperimento fuori dalle righe andato a buon fine in un mondo affamato di nuove avventure, con un appetito profondo e vorace quasi come quello di un T-Rex.