Nerf This: Blast Effect!

Il Dr. Peace dice la sua sul caso "Mass Effect Andromeda" che da giorni sta tenendo banco su forum e social network.

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Hidetaka Miyazaki è un terribile game designer! Hideo Kojima è un personaggetto! Shigeru Miyamoto ruba le carabelle ai bambini! Esatto! Proprio così!
Bene! Ora che ho la vostra attenzione volevo dirvi che potete scrivermi all'indirizzo drpeace@everyeye.it.
Perché? Beh questo decidetelo voi, dalle domande videoludiche ai consigli sulle relazioni di coppia. L'unica certezza è che vi risponderò in pubblica piazza su Everyeye.it.
Ok, ora siete liberi di continuare con la lettura.


C'è chi manda in televisione le liste becere sulle donne dell'est, e chi sull'internet sbrocca contro una donna a caso perché il suo videogioco preferito ha un problema con le animazioni facciali. E se nel primo caso mi viene la rabbia per l'ignoranza di certi autori televisivi del servizio pubblico, nel secondo mi assale un misto di pena e scoramento per gente che condivide la mia passione ma che trova sempre il modo peggiore per esagerare.
Perché non c'è solo il problema "becero" del GamerGate, quello delle crociate a contro gente e donne che, come in questo caso, non solo non sono responsabili del singolo problema ma nemmeno hanno lavorato al titolo in questione. C'è il problema fondamentale di decidere una volta per tutte se i videogiochi siano semplici oggetti digitali coperti da garanzia oppure qualcosina di più, magari un'opera culturale realizzata non da una singola mente (tranne rarissimi casi), bensì il risultato del lavoro di centinaia di cervelli.
Non so voi, ma io non ho mai visto nessuno sbroccare contro una band che fa un disco sotto la media o contro un regista quando un film non si rivela esattamente come lo si immaginava: paghi il biglietto, vai in sala, esci e poi sei libero di fare tutte le valutazioni che vuoi. Ma non certo perseguitare Michael Bay al grido di "brutto idiota, sono anni che stai distruggendo i Transformers, stai attento, sappiamo dove vanno a scuola i tuoi figli", magari chiedendo di rigirare certe scene che non hai gradito. Il massimo che puoi fare, che poi è anche l'arma più forte che hai a disposizione, è non andare a vedere il suo prossimo film.

E allora se siamo d'accordo sul fatto che un videogioco non è un diavolo di tostapane, dobbiamo anche uscire dall'idea di essere solo consumatori, gente che con 60 o 70 euro si compra il diritto di puntare i piedi, frignando come bambini o, peggio, scendendo nel più grottesco dei turpiloqui. Un po' come quelle vecchie signore acide e scontrose che nessun commerciante vorrebbe mai vedere nel proprio negozio.
Eppure la soluzione è così semplice: se i difetti nelle animazioni facciali ti fanno irritare così tanto, magari perché sono anni che aspetti di scoparti un'aliena virtuale e non vuoi ritrovarti di fronte a uno sguardo freddo e senza vita proprio nel momento clou, allora il gioco non lo compri. Punto. Lo lasci lì sullo scaffale del negozio, a disposizione di chi è meno agitato. Con settanta euro d'altronde si possono comprare molte cose, tipo una seduta per lavorare su certi piccoli problemucci di gestione della rabbia.
Sia chiaro: io credo che nel 2017 le animazioni facciali di un gioco come Mass Effect: Andromeda siano inaccettabili. Certo, il gioco è fatto di tante, tantissime altre cose, tutte molto valide. Ma ci sono asticelle sotto le quali non si può più scendere, soprattutto per produzioni a tripla A. E io mi sono anche rotto di mettere le mani su giochi perennemente pieni di bug: se BioWare ha problemi coi tempi di sviluppo, facesse titoli meno enciclopedici. Finché non ci sarà una risposta concreta sui problemi delle animazioni, Electronic Arts non avrà i miei dindini. Lo so, questo vuol dire che molte Asari (anche quelle dell'est) rimarranno sprovviste di un playboy intergalattico. Se ne faranno una ragione. Peace.

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