Nerf This: non avrete il mio perdono

Resident Evil 7 ce la fa. Ma non dobbiamo dimenticarci che arriva dopo dieci anni di strategie inspiegabili e scivoloni clamorosi.

rubrica Nerf This: non avrete il mio perdono
INFORMAZIONI GIOCO
Articolo a cura di

Dopo poco più di dieci anni di giochi usciti male, porting e vuoti pneumatici, il nostro calvario sta per giungere alla fine: Resident Evil 7 (almeno a leggere impressioni, primi voti e compagnia bella) rischia di essere un capolavoro. Certo, non parliamo del ritorno alla solita età d'oro che, prendiamola con giusta ed assoluta filosofia, è bella che andata. Ma un ritorno all'orrore, alle porte scricchiolanti e alla paura di prendere un controller in mano a notte fonda, quando siamo in casa da soli e a farci compagnia c'è soltanto il buio.

Tutto bellissimo, sono pronto a stappare lo champagne. Solo che io non dimentico, e difficilmente perdono. Perché dal 2005 a oggi Capcom ha giocato sporco con le nostre aspettative, passioni e paure: tra porting di Resident Evil 4 pure sul tostapane, remaster di remaster di remake e giochi completamente sbagliati, per un decennio ho dovuto far finta che Resident Evil fosse stato puramente il prodotto di un'allucinazione collettiva.

Ma se a qualcuno in Giappone piace vincere facile, è anche perché c'è un popolo di videosbavatori pronti a comprare qualsiasi cosa purché abbia una parolina magica stampata in copertina.
E no, non sto parlando di impressioni.
Perché Resident Evil 6, un disastro che nemmeno le esplosioni a caso di Michael Bay, delicato come un carroarmato che ti insegue dentro una villa (ammicca ammicca), è stato il quarto gioco Capcom più venduto di sempre.
Superato solo, e attenzione non è un caso, da Resident Evil 5, un titolo così crudele da estendere il "paradigma Ashley" (sapete di cosa parlo) all'intero gioco, riuscire a convincerci del fatto che un masso può essere respinto a cazzotti e che in Africa, ma guarda un po', sono tutti neri e cattivi. Risultato: otto milioni di copie.
Tutto questo senza calcolare le cattiverie come Umbrella Chronicles e Darkside Chronicles, che capitalizzarono spietatamente sulle speranze di chi videogiocava su Wi, e Umbrella Corps, un insulto all'umana intelligenza pari solamente al prossimo Metal Gear Survive di Konami.

Io non dimentico. Nemmeno quando si parla dei Capcom 5, quei cinque titoli che avrebbero dovuto essere esclusive di Nintendo, fiore all'occhiello del mai dimenticato GameCube. Dopo aver fatto grandi promesse, regalando un pizzico d'orgoglio a chi in quegli anni di console war s'era accasato sotto la grande N, Capcom decise bellamente di pisciare in faccia a milioni di videogiocatori, spostando baracca e burattini su Playstation 2, facendo collezionare la più grande figura di merda di sempre a Shinji Mikami, costretto a quell'harakiri (professionale) promesso in diverse interviste nel caso in cui Resident Evil 4 fosse finito su altre piattaforme.

E la colpa, indovinate un po', è tutta nostra. Perché da qualsiasi direzione soffiasse il vento, negli ultimi dieci anni la puzza è stata sempre bella forte. Ma noi, indefessi e irremovibili, abbiamo continuato a sborsare. E, ancora peggio, abbiamo continuato ad eccitarci per il nulla, emettendo squallidi gridolini di gioia persino quando su Switch è stato annunciato l'ennesimo porting di Street Fighter II. Le urla, invece, dovrebbero essere di orrore. Perché sì, io voglio avere paura. Ma solo degli zombie di turno, e non certo del prossimo porting di Resident Evil su calcolatrice scientifica. Il potere, ricordiamocelo, ce l'abbiamo noi. E i giudizi si esprimono anche, e a volte soprattutto, col portafoglio. Peace.

Segui Dr. Peace su Facebook!