Nerf This: Trapassati!

Il nuovo Call of Duty abbandonerà le atmosfere futuristiche e tornerà alla seconda guerra mondiale? Il Dr. Peace ha qualcosa da dire in proposito...

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C'è stata un'epoca in cui bastavano un deathmatch su Tripoli e un Kar98k a colpo singolo per rendere felici anche i più tristi pomeriggi di pioggia. In mezzo al caos della battaglia c'eri solo tu e il tuo fucile più fidato, senza cagate da sbloccare, ranghi da guadagnare, killstreak da attivare e cani, droni, cyberpappagalli e testate nucleari. In un buon 99% dei casi la morte non sopraggiungeva entro 0,1 millisecondi dallo spawn e, a meno di non essere proprio nabbi, riuscivi anche a capire da quale direzione e da quale arma era stato sparato il colpo fatale.
Avanti veloce. Sto guardando il trailer di Infinite Warfare. In sequenza vedo Jon Snow con la tuta spaziale, soldati copiati con un design copiato paro paro da Destiny e match in multiplayer dove tutta la schermata è occupata da congegni elettronici studiati per procurare, nel minor tempo possibile e senza offrire possibilità di reazione, la morte digitale.

Nel pieno della confusione, un robot si mette a quattro zampe e inizia a scorazzare per la mappa, falciando ad artigliate intere sequele di giocatori. Ecco: penso a tutti quelli che, un tempo, urlavano "basta con la seconda guerra mondiale, vogliamo il gameplay moderno". Activision vi ha accontentato, e io mi sono sorbito sequele di giochi in cui trame uscite nemmeno dai peggiori b-movie di fantascienza si alternavano a pregni momenti emozionali del tipo "premi X per emozionarti". Dopo anni di sofferenza ero quasi riuscito ad allinearmi al ritmo schizzato dei quindicenni sui quali Treyarch, Sledgehammer, Infinite Ward e il Pulcino Pio avevano modellato il gameplay epilettico.
E poi l'annuncio: "bella raga, state manzi, il prossimo Call of Duty si chiamerà World War II". Addio calendario ecumenico. E forse state pensando che una parte di me dovrebbe essere contenta: "Ehi Dr.Peace, ma come, sembra proprio il ritorno alle origini di cui avevi bisogno!". E forse è anche vero. Ma mi basta guardare le immagini promozionali, vere o false che siano, condite dalle solite foto dello sbarco in Normandia, per avere il sospetto che siamo al trito e ritrito, al viaggio in soffitta per togliere la polvere ai vecchi cimeli, all'ennesimo appello alla forza della nostalgia. Perché, ci scommetto mia madre e l'autografo di Fumito Ueda, si inventeranno qualcosa di sbagliato. D'altronde, e seguitemi in questo ragionamento, dopo che per anni hai ingrassato teenager urlanti a suon di livelli, ranghi, prestigi e oggetti sbloccabili, tornare nel passato non può essere una buona scusa per eliminare tutto.

Solo che, e questo è il punto, a Tripoli così come a Dunkerque non è che c'erano i gadget, i droni, i cyberpappagalli o i soldati a vapore in stile steampunk. C'eravamo solo io e il mio Kar98k, senza nemmeno un diamine di mirino telescopico. Al massimo qualche granata sfigata, ecco. E allora, cara gente che fai Call of Duty, perché una volta abbandonato il futuro orripilante che avete inventato, non concentrarsi piuttosto su trapassato remoto e imperfetto? I bei vecchi tempi, così fulgidi e roboanti, lasciamoli così com'erano. E se proprio dovete metterci le mani, perché non un bel giocone dove si viaggia tra diverse ere, così vi sparate pure voi lo stereotipo della "guerra che non cambia mai"? Se poi ci cambiate il design di personaggi, livelli, armi, e magari sostituite "Call of Duty" con "Timesplitters", siamo pure tutti più contenti. Alla peggio, si fa per dire, va bene pure un remaster di Call of Duty 2. Peace.

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