PlayStation Now: i migliori giochi PS4 da recuperare a marzo 2020

Da Gravity Rush 2 a Control: vi proponiamo quattro giochi da (ri)scoprire assolutamente con l'abbonamento PS Now.

PS Now: quattro giochi da recuperare a marzo 2020
Speciale: PlayStation 4
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Con l'arrivo di uno spettacolare story trailer completo di data d'uscita, Sony ha svelato al pubblico il prossimo debutto di Ghost of Tsushima. Nei pochi mesi che ci separano dall'ultima fatica di Sucker Punch, tra l'altro, potremo far nostri Final Fantasy VII Remake e The Last of Us: Part II, senza contare il possibile arrivo di novità su PS5. Il colosso del gaming ci sta regalando piccole gioie anche sul fronte dei servizi, tra il remake di Shadow of the Colossus disponibile sul PlayStation Plus di marzo e un ricco mese per gli abbonati al PlayStation Now. Assieme agli ottimi Shadow of the Tomb Raider e Wolfenstein II: The New Colossus, infatti, all'elenco si è aggiunto anche il pluripremiato Control di Remedy Games. Vista la caratura del viaggio paranormale di Jesse Faden, non avremmo potuto che inserirlo nella nostra rubrica mensile dedicata al PSNow, in cui vi consigliamo quattro titoli di vario genere che meritano assolutamente di essere recuperati.

Gravity Rush 2

Diretto da Keiichiro Toyama, l'uomo a cui dobbiamo Silent Hill, Gravity Rush 2 andrebbe giocato da qualunque appassionato di esperienze fuori dagli schemi. L'esclusiva PS4 infatti ha espanso l'universo narrativo del capitolo originale e ha migliorato ogni aspetto dell'offerta ludica, dalla densità del mondo di gioco fino ai combattimenti. Risucchiata da una tempesta gravitazione assieme all'amico Syd, Kat conduce una vita di fatiche a bordo di un villaggio volante.

Ritrovato Dusty e la sua amica Raven, la regina della gravità può finalmente opporsi al malvagio consiglio di Jirga Para Lhao e ad altre minacce inattese. Emozionante e ben ritmata, la trama di Gravity Rush 2 impallidisce dinanzi alla piacevolezza del gameplay, basato ancora sul concetto di "cadere verso il cielo". Per direzionare Kat durante le stupefacenti fasi in volo è possibile utilizzare il sensore di movimento di Dualshock 4, un controller che Team Gravity ha deciso di sfruttare appieno.

Grazie al touch pad infatti si può passare da un potere gravitazionale all'altro con estrema facilità e ricorrere alla "Gravità Lunare" o alla "Gravità Gioviana". Il primo stato consente a Kat di compiere balzi immensi e di eseguire, ad esempio, dei calci spazio-temporali.

Il secondo stato invece appesantisce e potenzia sensibilmente l'eroina, che acquisisce la capacità di lanciarsi verso il suolo per spazzar via i nemici e i tanti elementi interattivi. Creare un campo di stasi, in aggiunta, è il modo migliore per dar vita a scene spettacolari e vedere panchine, recipienti e persino masse d'acqua, infrangersi contro il malcapitato di turno. Esplorare i quartieri delle due grandi città visitabili - peraltro impreziosite da una presentazione grafica e artistica sopraffina - è piacevole tanto quanto abbattere i grandi nemici o i temibili boss principali, anch'essi davvero ben caratterizzati. Se a ciò aggiungiamo l'indovinata colonna sonora, le cui tracce ben si sposano con la classe sociale dei quartieri visitati, diventa realmente impossibile non consigliare questo gioiellino.

Recensione Gravity Rush 2

Resident Evil: The Umbrella Chronicles

Se il mese scorso vi abbiamo consigliato di recuperare Code Veronica X per festeggiarne l'anniversario, ora è il momento di suggerirvi Resident Evil: The Umbrella Chronicles. Dopotutto il rail shooter di Capcom e Cavia narra gli eventi di alcuni degli episodi più iconici della serie, inclusa la fuga di Jill da una Raccoon City ormai caduta.

Col remake del terzo capitolo a un passo dal debutto, in altre parole, potrebbe essere utile rivivere gli incubi a occhi aperti della Valentine e, più in generale, scoprire i tanti frammenti di lore disseminati negli scenari del gioco. Dai misteri del centro di ricerca Arklay, passando per l'incidente a Villa Spencer, fino ai momenti salienti della caccia di Nemesis, Umbrella Chronicles riesce a condensare con efficacia un gran numero di eventi e boss battle memorabili, proponendo il tutto con la formula dello sparatutto a scorrimento.

Scegliere lo strumento di morte adatto a seconda della situazione è fondamentale per portare a casa la pelle, giacché le tipologie di opponenti più ostiche richiedono un certo quantitativo di danni (e munizioni) prima di stramazzare al suolo. Cosa ancor più importante, completare gli stage consente di guadagnare un certo numero di stelle dorate, utilizzabili per potenziare al meglio le proprie armi e garantirsi una marcia in più in battaglia.

Insomma, nonostante viva di regole piuttosto semplici, Umbrella Chronicles riesce a punire con una certa cattiveria le leggerezze e le disattenzioni, proprio come accade nei titoli del filone principale. Senza rovinarvi le sorprese, ci limitiamo a dire una cosa: coloro che riusciranno a terminare i capitoli classici, avranno accesso a una missione del tutto inedita di Chris e Jill, che non definiremmo esattamente "una gita di piacere".

Recensione Resident Evil The Umbrella Chronicles

Control

Control è la summa di tutto ciò che Remedy ha imparato negli ultimi dieci anni, la rivalsa dello studio dopo l'uscita di Quantum Break, un ibrido tra serial televisivo e videogioco che non ha pienamente soddisfatto stampa e pubblico. Prim'ancora di pensare alla trama dell'action di stampo Metroidvania, vale la pena di spendere due parole sull'incredibile immaginario partorito da Sam Lake.

In un mondo pieno di Oggetti del Potere - strumenti di uso quotidiano legati a eventi paranormali - e connesso ad altri Piani Astrali, un'organizzazione si muove nell'ombra per tentare di studiare e controllare quei fenomeni inspiegabili che vanificano il concetto stesso di realtà. Il quartier generale del Federal Bureau of Control non avrebbe potuto che essere la Oldest House, un luogo che elude le leggi dello spazio-tempo e dalle origini completamente ignote. Dopo aver passato anni a indagare sull'FBC, la giovane e avvenente Jesse Faden entra nel gigantesco e mutevole edificio per continuare la sua personale indagine sul fratello, scomparso anni prima a seguito di un tragico incidente.

Siccome non vogliamo rovinarvi le numerose sorprese dell'avventura - piena di comprimari indovinati e stranezze d'ogni sorta - ci limitiamo a dire che Jess dovrà affrontare la minaccia dell'Hiss, una "forza" in grado di soggiogare le menti di chiunque l'ascolti.

Nel corso del suo viaggio, la giovane entrerà in possesso dell'Arma di Servizio, un letale strumento di morte in grado di mutare forma e modalità d'attacco, per non parlare delle nuove abilità che andrà ad acquisire passo dopo passo. Esplorando gli immensi settori della Oldest House, pieni zeppi di segreti da scoprire, file da raccogliere e missioni di ogni sorta, Faden si ritroverà nel bel mezzo di scontri a fuoco ostici e concitati, resi ancor più spettacolari da un Northlight Engine in piena forma e dalle ambientazioni ricche di elementi distruttibili: annientare manipoli di nemici con scrivanie, frammenti di colonne e tanto altro, sarà incredibilmente soddisfacente oltre che una gioia per gli occhi. Acclamato dalla critica, Control potrebbe diventare il capostipite di una serie, nonché collegarsi profondamente agli eventi di Alan Wake, andando a formare una sorta di "Remedyverse" dalle possibilità infinite.

Recensione Control

The Vanishing of Ethan Carter

Conclusa la sua lunga carriera in People Can Fly, Adrian Chmielarz ha co-fondato The Astronauts assieme ad alcuni ex-colleghi nel 2012, e attualmente sta lavorando alacremente al promettente Witchfire, uno shooter caratterizzato da lugubri atmosfere affini all'universo di Dark Souls. Oggi però non parleremo del secondogenito dello studio, bensì della sua opera prima: The Vanishing of Ethan Carter.

L'avventura a tinte horror narra dell'indagine di Paul Prospero, un detective dell'incubo che raggiunge Red Creek Valley, Wisconsin, dopo aver letto la lettera di un ragazzino di nome Ethan. Giunto sul posto, l'investigatore comincia a scoprire i terribili segreti della famiglia Carter grazie ad alcune abilità paranormali e, nel mentre, si avventura in degli ambienti dominati dalle bellezze della natura.

Sebbene la progressione ruoti attorno alla necessità di ricostruire specifici eventi legati ai Carter, limitarsi a esplorare gli scenari del gioco, spettrali e affascinanti al tempo stesso, è già di per sé un motivo per recuperare il titolo di The Astronauts. Realizzato tramite l'uso della fotogrammetria, l'evocativo setting del gioco è pesantemente ispirato alle montagne Karkonosze, in Polonia, ed è stato elogiato all'unanimità da stampa e pubblico.

Rispetto alla versione PC, i porting per PS4 e Xbox One sono stati modellati con Unreal Engine 4 e vantano alcune migliorie tra cui un nuovo sistema di salvataggio. In definitiva, se state cercando una weird fiction in formato videoludico o un'esperienza avvolgente ma dai ritmi compassati, The Vanishing of Ethan Carter saprà certamente accontentarvi.

Recensione The Vanishing of Ethan Carter