Sonic: la velocissima mascotte SEGA sfreccia in My Generation Episodio 8

L'iconica mascotte SEGA è il protagonista assoluto della nuova puntata di My Generation, la rubrica dedicata ai grandi classici dei videogiochi.

Sonic The Hedgehog: My Generation EP8
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Quando il mondo è minacciato da uno scienziato malvagio, intento a trasformare tutti gli animali in robot, solo un eroe è in grado di salvarci: il porcospino più veloce che esista. Quest'oggi torniamo molto indietro nel tempo con Sonic The Hedgehog, e benvenuti in My Generation, la rubrica in cui ricordare i grandi giochi che hanno fatto la storia.

Alle porte degli anni '90 la console SEGA Genesis (o, com'è nota in Europa, Mega Drive) ha determinato una crescita importante dell'azienda giapponese nel mondo del gaming, al punto da scardinare il sostanziale monopolio di Nintendo. In quella che venne soprannominata "Guerra dei Bit" un ruolo importantissimo venne ricoperto da Sonic, il personaggio che divenne ben presto la nuova mascotte di SEGA nel mondo. Grazie alla potenza della console i giocatori vennero investiti da un senso di velocità mai visto prima, e da un personaggio che riuscì a conquistare l'affetto dei fan grazie ad una divertita spacconeria. Ma prima di raccontare le lotte tra il porcospino e il Dr. Eggman, e quelle tra SEGA e Nintendo, è bene fare qualche premessa.

Un porcospino per amico

Nel 1983 il mercato dei videogiochi aveva visto una crisi economica profonda, un vero e proprio crack, che portò aziende come Atari alla chiusura. Da quella pagina nera emerse Nintendo, con la sua console e un personaggio immortale, ossia Super Mario. La casa di Kyoto in quegli anni vide una crescita esponenziale, che riaccese la passione e la fiducia verso i videogiochi, premiando l'azienda con una posizione di controllo del mercato. Qualche altro concorrente tentò di sfruttare l'occasione per introdursi e lanciare il guanto di sfida a Mario, e tra questi il più meritevole fu SEGA.

Arrivata nel mercato con la console Master System, chiamata Mark III in Giappone, l'azienda tentò disperatamente di togliere la corona a Nintendo. Ma tra un ingresso tardivo, l'assenza di una mascotte che reggesse il confronto con Mario e strategie di marketing mal calibrate, il tentativo andò semplicemente a vuoto. Le alte sfere di SEGA decisero quindi di passare alla generazione successiva, sviluppando una macchina con il doppio della potenza delle piattaforme in circolazione. Nacque così il Mega Drive.

Arrivata nel 1989, la nuova console di SEGA si distinse subito per una strategia di marketing aggressiva. Per questo aspetto fu cruciale Tom Kalinske, che curò i piani pubblicitari della compagnia giapponese in America, suggerendo di mettere in cattiva luce i concorrenti. Nacque così lo slogan "Genesis does what Nintendon't", ossia un gioco di parole che punzecchiava il rivale sfruttando il suo stesso nome. Kalinske suggerì altri piani strategici per gli Stati Uniti e l'Europa, come il prezzo della console e i bundle da realizzare. Oltre alle trovate pubblicitarie, a catturare l'interesse delle masse di giocatori fu Sonic, la nuova mascotte di SEGA.

Come nasce Sonic

Per capire lo sviluppo dietro al personaggio dobbiamo guardare alle figure di spicco di quello che passò alla storia come Sonic Team: molti attribuiscono i meriti principali a Yuji Naka, che aveva già mostrato le sue doti di programmatore con Phantasy Star, sulla console precedente di SEGA. Il successo non sarebbe però arrivato senza la collaborazione del level designer Hirokazu Yasuhara e del character designer Naoto Oshima.

Fu quest'ultimo a creare i bozzetti del porcospino blu, ma prima di arrivare alla soluzione definitiva vennero vagliate molte opzioni: armadilli, canguri, cani, e perfino un vecchietto baffuto, che divenne in seguito la nemesi di Sonic, il Dr. Eggman. L'idea di base era creare un personaggio politicamente corretto, grintoso o, usando la parole chiave dei suoi creatori, "cool". Sonic doveva essere una figura in grado di catturare il pubblico americano, e la sua immagine venne costruita attorno a questo concetto. Fu infine la moglie di Oshima, scrittrice di libri per bambini, ad influenzare la scelta di un porcospino come eroe principale. Blu come i colori societari di SEGA, con delle scarpe rosse ispirate, in parte, allo stile sgargiante di VIP del calibro di Michael Jackson.

Scoppia la Sonic Mania

Sonic esordì il 23 giugno del 1991, ed anche in quel caso SEGA lasciò carta bianca alle idee pubblicitarie di Kalinske, che portarono ad altre frecciate lanciate verso Nintendo e Super Mario World. Il tema era principalmente uno: la velocità, con il porcospino in grado di attraversare interi livelli in pochi minuti, mentre l'idraulico baffuto veniva descritto come lento e goffo. Il direttore del marketing di SEGA, come detto, spinse per mettere Sonic in bundle con la console, sostituendo Altered Beast. Il piano funzionò a meraviglia e i fan, specialmente quelli americani ed europei, videro nella nuova mascotte un personaggio fresco, carismatico e fulmineo.

Sonic The Hedgehog diede al Genesis la spinta necessaria per conquistare nuovi fan, grazie alla sua personale interpretazione del platform. Il porcospino blu liberava gli animali del suo mondo dagli esperimenti del Dr.Eggman, attraverso livelli che sfruttavano la sua scattante prestanza. Sonic poteva correre ad una rapidità mai vista, che aumentava ulteriormente quando il protagonista si chiudeva a riccio. Ecco quindi che gli stage presentavano giri della morte, cunicoli e molle che facevano schizzare il porcospino da un punto all'altro del livello. A differenza di Mario, Sonic colpiva i nemici trasformandosi in una sfera, e poteva raccogliere degli anelli utili a sbloccare degli stage speciali.

Questi livelli extra permettevano di ottenere i sette smeraldi del caos: gemme potenti, alla base della vita stessa del mondo di gioco. Una volta raccolti tutti i gioielli, il porcospino era in grado di trasformarsi in Super Sonic, una creatura ancora più potente.

SEGA aveva puntato tutto sul carisma della sua mascotte, e nel giro di due anni diede vita ad altri due sequel, allargando il cast di personaggi con la volpe Tails, in grado di volare, e con l'echidna Knuckles. Inoltre, gli stage speciali iniziavano a mostrare i primi accenni di tridimensionalità, dando ulteriore fascino alla serie. Nel 1994, quindi, l'azienda madre del porcospino era riuscita nell'impresa di piazzarsi sul mercato come diretta concorrente della casa di Super Mario.

La diffusione del mito

Paradossalmente, Sonic fu talmente ben congegnato per conquistare i giocatori fuori dal Giappone, da non ottenere gli stessi successi in patria. Le motivazioni dietro questi risultati potrebbero essere legate allo scarso coinvolgimento di Kalinske, che non aveva il mercato nipponico tra le sue responsabilità.

Oltre alle campagne aggressive verso Nintendo, in tutto il mondo si videro spot di ogni tipo: mentre in Giappone si puntava sulle similitudini con Michael Jackson, in commercial che vedevano l'eroe ballare durante una parata in suo onore, in America venne scelto come testimonial l'attore dei programmi per bambini Larry Cedar. L'uomo, travestito da una signora un po' bacchettona, criticava la velocità di Sonic, affermando "Perché non puoi essere gentile come Mario?". Al che il porcospino blu, rappresentato tramite un cartone animato, la sbeffeggiava scappando via dallo spot.

Anche in Italia non mancarono delle campagne apposite, sviluppate da giochi preziosi, ed incentrate su attori celebri del periodo, come Jerry Calà, o sul programma TV più seguito dai ragazzi italiani: Bim Bum Bam. I primi anni '90 videro, quindi, una lotta nei mercati di tutto il mondo tra le due mascotte più celebri dei videogiochi.

Erano i primi accenni di quella che, molto tempo dopo, avrebbe preso il nome di console war, e che non risparmiava neanche il settore delle console portatili. Al Game Boy di Nintendo, infatti, SEGA rispose con il suo Game Gear, che prometteva la stessa qualità della console casalinga. Neanche a dirlo, anche in quel caso il titolo di punta era la perfetta trasposizione del primo Sonic.

Anni dopo SEGA accusò alcuni investimenti mal calcolati, e nonostante una qualità ed una tradizione rispettate dagli addetti ai lavori, dovette allontanarsi dal mercato hardware dopo il flop commerciale del Dreamcast. Sonic, dal canto suo, fu una delle vittime più celebri della successiva corsa alla tridimensionalità, mostrando qualche difficoltà nel trasmettere in 3D la stessa frenesia del gameplay visto nella trilogia originale. Con SEGA trasformata in una software house multipiattaforma, per uno strano scherzo del destino, la sua mascotte arrivò addirittura a collaborare col nemico di un tempo, in una serie di videogiochi dedicata ai giochi olimpici.

In ogni caso i fan che conobbero il primo, trascinante, Sonic, lo portano ancora oggi nel cuore. In quei tempi primordiali del videogioco un mercato coraggioso, movimentato e in crescita vide esplodere non una, ma ben due figure di spicco, progenitori di quello che sarebbe presto diventato un universo ricco di eroi indimenticabili.