Le 5 boss fight più belle di Batman Arkham: che bei tempi!

Rocksteady ci ha ben abituato negli anni a combattimenti adrenalinici contro i nemici dell'uomo pipistrello, dando vita a scontri epici e leggendari.

Le 5 boss fight più belle di Batman Arkham: che bei tempi!
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  • Pc
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Non basta un personaggio carismatico a trascinare una serie di successo, ma c'è anche bisogno di villain all'altezza delle aspettative per rendere ogni confronto soddisfacente sul piano narrativo e ludico. Nella serie di Batman Arkham i ragazzi di Rocksteady ci hanno regalato veri e propri showdown in cui l'Uomo Pipistrello fronteggiava i suoi astuti avversari attraverso meccaniche spesso sorprendenti (a proposito di Rocksteady, qui la recensione di Suicide Squad Kill the Justice League).

    La tetralogia dedicata al Crociato di Gotham è così densa di antagonisti memorabili che non era sufficiente il nostro breve discorso su 5 boss fight della saga Arkham per sottolineare l'abilità degli sviluppatori Rocksteady e WB Montréal.

    Firefly

    Tra i tanti assassini messi sulle tracce di Batman in Arkham Origins, Firefly è di certo tra i più folli. Un uomo senza particolari inclinazioni personali, ma caratterizzato dalla sua smodata passione verso il divampare delle fiamme: se negli albi a fumetto non sempre il personaggio ha ottenuto la cura che merita, nel prequel sviluppato da Warner Bros Montréal si guadagna un posto di rilievo tra le migliori boss fight della serie.

    Lo spietato piromane prende in ostaggio Gordon e il suo team sul ponte di Gotham, minacciando di farlo esplodere per far uscire Batman allo scoperto, con la sua succulenta taglia da cinquanta milioni di dollari.

    Il Cavaliere Oscuro non può sottrarsi al dovere e ingaggia una battaglia dal forte taglio cinematografico tra le macerie di un'ambientazione ricca di fuoco: nascondendosi dal pericoloso lanciafiamme di un Firefly in piena crisi sadistica, l'eroe sfrutta i pochi momenti di esitazione del nemico per agganciarsi al suo jetpack, trascinarlo verso di sé e piazzargli un poderoso calcione in faccia.

    Con lo spauracchio di una bomba capace di radere tutto al suolo, e con la preoccupazione di dover salvare l'Ispettore e la sua squadra di poliziotti innocenti, il giocatore viene immerso in uno scontro al cardiopalma composto da diverse fasi, tra esplosioni e fughe rocambolesche, mentre una stupenda colonna sonora rende ancora più forte un impianto scenico dai contrasti decisamente ispirati.

    Clayface

    L'uccisione della storica nemesi, il sorprendente plot twist e la tragica morte di un interesse amoroso: presi singolarmente questi tre elementi sarebbero sufficienti a sviluppare l'intera narrazione di un videogioco, ma Arkham City ha una trama così corposa che vengono spesi tutti insieme per caricare di tensione una singola battaglia contro un boss. Il Titan assunto nel primo capitolo della saga sta lentamente uccidendo Joker, che prende dunque in ostaggio Talia Al Ghul per costringere Batman a consegnargli l'antidoto alla pericolosa sostanza.

    La figlia del capo della Lega degli Assassini si libera e uccide il folle nemico del Cavaliere Oscuro proprio davanti ai suoi occhi, ma purtroppo per lei il detective è caduto "nel vecchio trucco dei due Joker" e il vero pagliaccio assassino spara alla donna, la quale muore dissanguata tra le braccia del Pipistrello.

    Quello visto fino a quel momento non era il vero Joker, ma Clayface, una mostruosità di argilla capace di assumere le sembianze di chiunque: dopo aver interpretato il ruolo di una vita, Basil Karlo si lancia contro il guardiano di Gotham in una lunga lotta al cardiopalma che vede Batman congelare la massa gelatinosa del suo nemico prima di tagliarlo a fettine con la katana di Talia. Il sensazionale crescendo che porta alla boss fight è sufficiente a rendere lo scontro indimenticabile, una battaglia che mette alla prova i riflessi del giocatore costretto ad abbattere un essere dalla forma mutevole e quasi impossibile da mandare al tappeto.

    Arkham Knight

    Che il Cavaliere Oscuro abbia un impatto devastante su tutti i malavitosi di Gotham è cosa ormai assodata, ma nemmeno i suoi alleati si salvano dalla pesante influenza del Pipistrello: la lotta contro l'Arkham Knight mette in luce tutte le contraddizioni di un vigilante il cui ascendente ha mietuto vittime anche senza uccidere nessuno. Apprendere nelle fasi finali che il Cavaliere di Arkham è Jason Todd non è affatto una sorpresa, dato che il villain è evidentemente un Batman a cui manca soltanto la regola aurea che gli impedisce di spezzare vite, eppure lo scontro tra i due gestisce molto bene il bagaglio emozionale di un maestro che si trova a combattere contro il suo protetto: mentre il vecchio Robin è appostato come un predatore con il fucile di precisione, l'eroe incappucciato deve affidarsi alle confortevoli ombre per evitare i droni da ricognizione, gli sgherri armati e le torrette automatiche.

    La lunga ed emozionante fase stealth è intervallata dalle dolorose esternazioni di Jason che vede Bruce Wayne come un traditore per averlo non solo abbandonato alle grinfie di Joker, ma addirittura sostituito con Tim Drake mentre lui veniva torturato in un'ala dimenticata dell'Arkham Asylum. Il Pipistrello credeva che Jason fosse morto, ma si sente comunque colpevole per ciò che gli è accaduto, e non gli torce nemmeno un capello durante una boss fight malinconica ed estremamente tesa dalla quale nessuno esce vincitore.

    L'Enigmista

    Dopo che per ben tre capitoli siamo stati costretti a risolvere i suoi indovinelli e raccogliere aggeggi luminosi disseminati per tutta Arkham, prendere a pugni il ghigno presuntuoso di Edward Nigma non ha prezzo. Concludere l'indagine sul criminale nel titolo finale della saga porta finalmente il Pipistrello a confrontarsi faccia a faccia con l'Enigmista il quale, dando fondo a tutto il suo ingegno tecnologico, partecipa allo scontro a bordo di un veicolo corazzato e sguinzaglia contro l'eroe ondate di lottatori meccanici, alcuni dei quali però non sembrano accusare i colpi del Crociato.

    I nemici in rosso sono infatti le prede designate di Catwoman, che entra in scena calandosi dal soffitto e sorprendendo lo stesso Batman. I due protagonisti dell'opera si lanciano così in un'incantevole danza di distruzione robotica, tra abbattimenti coordinati e lamiere spezzate, fino a bucare lo scudo protettivo dell'Enigmista e cancellare il suo sorrisetto sprezzante a suon di cazzotti. Le decine di ore spese alla ricerca dei trofei nel corso della saga si concludono così con un rabbioso pestaggio, che sottolinea ancora una volta non solo l'arguzia del più grande detective del mondo, ma anche la fredda scrupolosità della giustizia.

    Spaventapasseri

    Questa breve lista deve per forza di cose concludersi con un confronto così iconico da venire riproposto nell'ultima opera di Rocksteady (con un risultato non paragonabile a quello ammirato in Arkham Asylum nel lontano 2009). Prima ancora di lanciarsi in battaglia contro la malavita di Gotham, Batman sfrutta il terrore per combattere i suoi nemici, ma la sua possente immagine quasi impallidisce in confronto alle fobie generate dalla sostanza allucinogena brevettata da Jonathan Crane.

    Lo psicologo votato al crimine fa assaggiare al Pipistrello una dose della sua medicina, costringendolo ad affrontare i demoni nascosti nel subconscio: dopo aver rinsaldato un parallelo già piuttosto evidente tra la follia rumorosa di Joker e quella più sottile di Batman (il quale, ricordiamolo, per vendicare la morte dei suoi genitori va in giro a malmenare i cattivi indossando una vistosa calzamaglia), la boss fight obbliga il giocatore a sfruttare lo scenario onirico per nascondersi dallo sguardo fiammeggiante di un gigantesco Spaventapasseri.

    Tra svariate versioni di Bruce Wayne rinchiuso in una cella di manicomio e scheletri da abbattere a suon di pugni, l'obbiettivo è puntare il bat-segnale contro il villain per ridestarsi dagli effetti della tossina e vincere le proprie paure, senza lasciarsi intimorire dagli strascichi di un trauma infantile non proprio risolto.

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