A Plague Tale: come gira al massimo del dettaglio su PC con RTX 2080 Ti

L'avventura di Amicia e Hugo alla prova su un PC di fascia alta e al massimo del dettaglio, ecco la nostra esperienza.

speciale A Plague Tale: come gira al massimo del dettaglio su PC con RTX 2080 Ti
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • A Plague Tale è una delle sorprese videoludiche di Maggio. Il titolo sviluppato da Asobo, uno studio semi-indipendente di Bordeaux, ha catturato le attenzioni di critica e pubblico grazie a uno storytelling articolato, anche se non perfetto, e a un'ambientazione ben caratterizzata, che cala il giocatore direttamente nella Francia del XIV secolo, in un paese superstizioso e martoriato dalla peste, durante il viaggio verso la salvezza degli ultimi eredi della famiglia De Rune. Per tutte le informazioni sul gioco e sulle meccaniche che lo caratterizzano vi rimandiamo alla nostra recensione, oggi invece approfondiamo l'esperienza visiva ottenibile su PC, piattaforma su cui A Plague Tale da il meglio di sé.
    L'engine proprietario, pur non esibendo la tracotanza delle produzioni più blasonate, come l'ottimo Metro Exodus o Battlefield V, riesce bene nel suo compito, complice un level design curato e l'utilizzo di una palette di colori che trasmette bene i cambiamenti che intercorrono tra l'inizio dell'avventura dei due ragazzi e il loro viaggio alla ricerca della salvezza.

    Requisiti di sistema, configurazione di prova e impostazioni grafiche

    A Plague Tale non è un titolo particolarmente esigente sul fronte delle specifiche. Per iniziare l'avventura di Amicia e Hugo basta un processore Intel i3 2120 o AMD FX-4100, 8 GB di RAM, una scheda video con almeno 2 GB di memoria a partire da una GTX 660 - Radeon 7870 e 50 GB di spazio per l'installazione. I requisiti consigliati invece prevedono un processore Intel Core i5 4690 - AMD FX 8300, 16 GB di RAM e una scheda video GTX 970 - Radeon RX 480 con almeno 4 GB di memoria.
    La configurazione utilizzata per la prova è stata scelta per spingere al massimo l'esperienza visiva offerta da A plague Tale ed formata da un processore Intel i9-9900K su scheda madre ROG Z390 Gaming-E, 16 GB di RAM, scheda video RTX 2080 Ti e monitor ROG PG27UQ.
    Il gioco è stato impostato con tutti i settaggi su Ultra ma il menù di configurazione è molto ricco di opzioni con cui tarare al meglio la grafica. Distanza di rendering, qualità delle texture, riflessi e ombre sono solo alcuni degli elementi grafici personalizzabili, rendendo A Plague Tale adatto a una vasta schiera di configurazioni hardware.

    Nel segno del colore

    A Plague Tale offre un ottimo impatto grafico nella sua versione PC, soprattutto se giocata in 4K e al massimo del dettaglio. Non siamo di fronte a un engine che lascia a bocca aperta per la sua magnificenza tecnologica, non c'è una fisica avanza o effetti di ultima generazione come il Ray Tracing, tuttavia il risultato finale riesce comunque a colpire nel segno e il merito va anche all'ottima gestione del colore e delle fonti luminose. Il colore agisce da vero e proprio sotto testo nel gioco, basta osservare cosa accade nelle prime fasi dell'esplorazione, dove Amicia si avventura nei boschi insieme al padre. La palette cromatica vira verso tonalità calde che trasmettono la spensieratezza del momento, la quiete prima della tempesta insomma, che non tarda certo ad arrivare. L'ambiente di gioco è nettamente più colorato nelle fasi iniziali, andando poi a virare su tonalità più scure e tenebrose non appena i due fratelli iniziano il loro viaggio in una Francia sempre più cupa e tormentata.

    Abbiamo assistito raramente ad un uso così consapevole del colore in un videogioco, che lascia trasparire tutta la cura riposta nella realizzazione della componente scenografica dal team di sviluppo. Non solo colore però, ma anche effetti di luce realistici e che sfruttano bene il contrasto dei monitor moderni. L'HDR non c'è ma la luce delle torce negli ambienti bui sembra risplendere nell'oscurità, a patto di avere uno schermo capace di renderle al meglio.

    Anche gli asset si difendono davvero molto bene, le texture sono di buona qualità ma un po' altalenanti, non tutte sono in alta risoluzione. Anche qui però troviamo una cura nella loro implementazione a dir poco certosina, i dettagli osservabili sono molti, dalle increspature nel fango alle foglie il colpo d'occhio non è mai vuoto, ci sono sempre elementi da scoprire. Ma come ha fatto un piccolo studio semi indipendente a rendere i boschi e le superfici di gioco tanto credibili e dettagliate?

    Il merito va all'utilizzo della fotogrammetria, una tecnica che permette di elaborare un modello tridimensionale partendo dalle immagini scattate nel mondo reale, e alla gigantesca libreria di superfici creata da Quixel, chiamata Megascans. Grazie ad essa Asobo è riuscita a tagliare nettamente tempi e costi di sviluppo, come confermato anche da Olivier Cannone, Lead Artist di Asobo Studio: le texture di Quixel sono state impiegate negli alberi, nelle rocce e in generale per tutta la vegetazione. Il risultato sono ambienti di gioco ricchi di dettagli e soprattutto variegati e realistici (non foto-realistici ma plausibili).

    Le prestazioni sul sistema di prova mostrano un frame rate granitico sopra i 60 fps. Nel nostro scenario di test all'interno di uno dei boschi che popolano le Francia medioevale abbiamo misurato una media di 70 fps al secondo, a conferma che l'engine di gioco si comporta bene ma richiede comunque ingenti risorse per funzionare a dovere in 4K. Nonostante questo, A Plague Tale si è rivelato a sorpresa un titolo molto curato sul fronte grafico, soprattutto se spinto al massimo del suo potenziale.

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