Abandoned per PS5: Blue Box, Silent Hill e Hideo Kojima, cosa c'è di vero?

Sono sempre di più gli indizi che collegano Hideo Kojima ad Abandoned, l'esclusiva PlayStation 5 che potrebbe in realtà essere Silent Hill.

Abandoned è Silent Hill di Hideo Kojima?
Speciale: PlayStation 5
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  • Di giochi cancellati nel bel mezzo dello sviluppo ne abbiamo visti tanti. Ci sono produzioni che hanno comunque lasciato il segno malgrado il loro mancato arrivo sugli scaffali e tra questi non possiamo che citare Silent Hills, una sorta di reboot della storica serie horror Konami in lavorazione presso il vecchio team capitanato da Hideo Kojima con la collaborazione di Guillermo del Toro. Il progetto, del quale era anche stata proposta una demo che oggi potremmo definire un cult tra gli appassionati, non ha mai visto la luce a causa del rumoroso divorzio tra Kojima e Konami.

    Da quel momento in poi non si sono mai interrotte le voci di corridoio circa il probabile titolo horror in sviluppo presso Kojima Productions, che dopo Death Stranding ha subito iniziato a lavorare su un nuovo progetto di cui non si sa ufficialmente ancora nulla. Secondo alcuni fan si tratterebbe proprio di Abandoned, un survival in arrivo esclusivamente su PlayStation 5 creato dal team BLUE BOX Game Studios che, per una serie di motivi, è circondato da un alone di mistero. Che il vecchio lupo di Kojima stia per ingannarci ancora una volta come accadde in occasione dell'annuncio di Metal Gear Solid V The Phantom Pain, quando si inventò i Moby Dick Studio guidati da Joakim Mogren? Cerchiamo di scoprirlo.

    Coincidenze?

    Per poter affrontare questa faccenda, davvero complessa, occorre partire per gradi. Trovare dei rimandi a Kojima Productions in tutto ciò che ruota attorno ad Abandoned non è difficile e non ci è voluto molto prima che qualcuno iniziasse a chiedersi se il titolo fosse proprio Silent Hills, progetto che appunto è stato "abbandonato" e sta per ritornare sotto mentite spoglie.

    Il primo elemento riguarda il nome del team di sviluppo e il suo logo, entrambi ambigui: se il logo presenta delle somiglianze inequivocabili con quello dei PlayStation Studios (tra l'altro la parola studios è presente anche nel nome, il che non avrebbe alcun senso se si trattasse davvero di un piccolo team), il nome abbreviato in "BB" ed evidenziato dal profilo Twitter @BBGameStudios è per molti riconducibile all'ormai celebre Bridge Baby di Death Stranding, anch'esso chiamato "BB" nel corso dell'avventura sia dal protagonista che da tutti gli altri personaggi.

    Se pensate che i possibili rimandi alla storia di Sam Porter Bridge siano finiti qui, vi sbagliate di grosso e gli ultimi indizi arrivano proprio dall'E3 2021, l'evento digitale appena conclusosi. Nel corso della Summer Game Fest organizzata da Geoff Keighley, personalità di spicco dell'industria videoludica e figura che da sempre gode di un ottimo rapporto con Kojima (ricordiamo il suo cameo nell'ultima fatica del game director), è stato ufficialmente annunciato con un trailer Death Stranding Director's Cut per PS5. Analizzando il filmato, che cita Metal Gear Solid, possiamo vedere Sam con indosso una tuta di colore blu intento a tuffarsi all'interno di una scatola, oggetto che in inglese viene chiamato "box": per alcuni questa breve sequenza potrebbe non essere altro che l'ennesimo riferimento al nome del team, che è appunto Blue Box.

    A incuriosire è anche il nome del fondatore e game designer della software house, tale Hasan Kahraman. Quello che sembrerebbe un normalissimo nome orientale potrebbe nascondere qualcosa di più: basta infatti usare una comune applicazione per tradurre dal giapponese al turco la parola "Hideo" per ottenere "Kahraman" come risultato. Sembra quasi superfluo poi evidenziare come le iniziali dei due siano le medesime, ovvero H e K. Se l'ultima volta quel buontempone di Kojima-san ha provato a fregarci con l'anagramma del suo cognome, questa volta è probabile che abbia provato a spiazzarci tentando la strada del cambio di lingua.

    Non è il solo nome del fondatore della software house a creare qualche dubbio, ma anche tutto ciò che ruota intorno a questo personaggio, il quale sulla carta è l'unico a far ufficialmente parte del team. Pare infatti che nessuno abbia mai parlato con Kahraman ad eccezione del giornalista di IGN Jordan Oloman, uno degli unici sei profili Twitter seguiti dall'account di Blue Box. Tra gli altri utenti al quale il profilo in questione ha messo un follow troviamo anche Geoff Keighley, che come abbiamo detto è una figura spesso associata a Kojima.

    Gli account fantasma

    Un altro grande mistero che aleggia su Abandoned e BLUE BOX Game Studios riguarda una serie di account legati all'azienda o al suo CEO che presentano tanti, forse troppi elementi che riconducono a Silent Hill. Il primo di questi è il canale YouTube, la cui creazione risale all'ormai lontano 2015, che non presenta alcun video ma propone un banner personalizzato che mostra un paesaggio caratterizzato da svariate colline avvolte dalla nebbia, entrambi elementi che fanno riferimento alla serie horror Konami. Come se non bastasse, il nostro uomo ha anche un account da sviluppatore su App Store, il quale però non vanta altro che un'applicazione appartenente alla categoria "Salute e fitness" il cui nome è Go Fit XL e che, ancora una volta, presenta un particolare molto curioso: nella descrizione possiamo leggere ad un certo punto la frase "Personal Training (PT) Programs", chiaro rimando alla demo distribuita per un breve periodo di tempo in esclusiva su PS4.

    Conducendo qualche ricerca, alcuni fan sono riusciti persino ad individuare il profilo PlayStation Network di Hasan Kahraman, SneakyWarriorr, il quale presenta la spunta del verificato che solo gli sviluppatori e le più influenti personalità dell'industria videoludica vantano sul loro account PSN. Stranamente questo profilo non è privato ed è possibile esplorare gli ultimi giochi avviati, tra i quali spicca un tale Demon Blood, titolo che di fatto non esiste e che ha come icona un'inquietante immagine ispirata con su scritto "Siren Head". Anche in questo caso non può trattarsi di una pura casualità, dal momento che nel corso di una recente intervista, il celebre mangaka Junji Ito ha fatto degli apprezzamenti su questa mostruosa creatura. Vi ricordiamo infatti che, malgrado l'assenza di annunci ufficiali, si è spesso chiacchierato della possibile collaborazione tra il maestro dell'horror su carta e Kojima. Persino i trofei dell'account, visibili al pubblico, potrebbero rappresentare un indizio: l'utente ha sbloccato un totale di 1238 trofei, numero identico a quello presente nel titolo dello spot andato in onda in territorio giapponese in prossimità del lancio di Silent Hill 4. Scavando sempre nell'account PSN si può trovare anche un account YouTube legato in questo caso al presunto sviluppatore e non all'azienda il cui nome è TwentySeven27. Ovviamente si potrebbe trattare dell'ennesimo indizio, visto che l'annuncio della cancellazione di Silent Hills è avvenuto il 27 aprile del 2015.

    Non meno importante è infine il portfolio del team, che vanta solo tre progetti, i quali sono stati pubblicati in accesso anticipato e non sono più in vendita. Il primo è un horror la cui pagina è ancora disponibile su Steam, ovvero The Haunting Blood Water Curse, ispirato a Fatal Frame (conosciuto anche come Projekt Zero). Gli altri due prodotti sono presenti nel database del Google Play Store: Tales of the Six Swords e The Whisperer, la cui icona provvisoria mostra su sfondo nero l'impronta di una mano che ricorda molto da vicino quelle viste in Death Stranding.

    In ogni caso si parla di prodotti che non sono mai stati pubblicati o che hanno un numero di download davvero esiguo (parliamo di circa 5 download complessivi per ciascuno), elemento che lascia intuire come si possa trattare di entry inserite nei database dei due store digitali al solo scopo di creare dei precedenti. Non possiamo escludere che l'azienda, fondata nel 2015 e quindi ad un anno dalla pubblicazione del Playable Teaser di Silent Hills, non sia altro che l'elemento centrale di un'operazione che ha come deus ex machina Kojima e ideata un bel po' di tempo fa.

    Se da un lato potrebbe trattarsi di mere coincidenze, dall'altro si potrebbe ipotizzare che tutto ciò sia una versione 2.0 dell'inganno perpetrato nei confronti dei videogiocatori all'annuncio di Metal Gear Solid V The Phantom Pain. Vi ricordiamo che, per quanto geniale e ben orchestrato, lo sketch di Kojima presentava diverse falle che sin da subito hanno permesso agli utenti più attenti di comprendere cosa ci fosse sotto e, proprio per tale ragione, questi accorgimenti potrebbero essere stati studiati attentamente per dare maggiore credibilità alla "recita".

    Insomma, se fino a qualche mese fa chi sosteneva che ci fosse un legame tra Kojima e Blue Box veniva deriso, oggi è davvero difficile restare impassibili di fronte ad una mole di prove tanto imponente. In ogni caso bisognerà attendere ancora qualche giorno per scoprire se Abandoned sia il frutto di un altro scherzone di Kojima o, più semplicemente, se si tratti di un normalissimo survival game per PS5 nato grazie alle politiche recenti di Sony, la quale ha confermato di puntare più sulle collaborazioni che sulle acquisizioni.

    Vi ricordiamo inoltre che la pubblicazione del nuovo trailer e del titolo definitivo di Abandoned (che ha come prime lettere iniziali e finali S e L), previsto per il prossimo 20 giugno 2021, indica chiaramente che il gioco implementa l'Unreal Engine ed è improbabile che Kojima possa utilizzare questo motore in seguito agli incredibili risultati ottenuti con il Decima di Guerrilla.

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