Abandoned per PS5: il gioco è bello quando dura poco?

Sono tanti i dubbi dietro al progetto Abandoned e i problemi tecnici dell'applicazione per PS5 sono solamente la punta di un grande iceberg.

Abandoned per PS5: il gioco è bello quando dura poco?
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  • La saggezza popolare, nella sua schiettezza senza fronzoli e alle volte pure un po' brutale, ci insegna che "il gioco è bello quando dura poco". Una lezione di cui dovrebbero fare tesoro in Olanda, dalle parti di Blue Box Game Studios. Non so se il messaggio, per essere recepito al meglio dal fantomatico Signor Hasan Kahraman, debba essere tradotto in inglese, in turco oppure addirittura in giapponese, in accordo con chi continua a pensare - a mio avviso in modo irrazionale - che dietro tutto questo goffo carrozzone ci sia Kojima.

    Credo però che, al di là delle manovre di marketing a dir poco arzigogolate e dei giochi di specchi sempre più rocamboleschi, servirebbe appunto almeno una parvenza di senso della misura: un concetto evidentemente alieno agli sviluppatori di Abandoned, fumosissima esclusiva indipendente per PS5 che continua a promettere senza mai mantenere, per un tira e molla che con l'ultimissimo sviluppo (che di certo non sarà effettivamente l'ultimo) sembra aver tirato davvero troppo la corda.

    Abbandonati a un destino crudele

    La storia, riassumendola molto brevemente, nasce la scorsa primavera, con un post sul PlayStation Blog che annuncia un nuovo FPS in esclusiva per PS5 destinato a mescolare orrore e realismo, raccontando le vicissitudini di un uomo che si risveglia isolato in un bosco e braccato da una strana setta. Un primo teaser mostra spezzoni confusi, ma il gli sviluppatori - un team olandese sconosciuto che risponde al nome di Blue Box Game Studios - promettono aggiornamenti di gameplay entro breve tempo.

    Tutto finisce nel dimenticatoio, sino a che, diversi mesi dopo, si diffondono voci sempre più insistenti (e in alcuni casi palesemente campate per aria) su un possibile coinvolgimento diretto del papà di Metal Gear Solid: dietro Abandoned si celerebbe in realtà nientemeno che il nuovo Silent Hill sviluppato da Sony, con proprio quella vecchia volpe del buon Hideo al timone.

    Del resto, lo stesso Kojima ci aveva già abituato a un modus operandi simile ai tempi di Ground Zeroes, con la vicenda di Moby Dick Studio e Joakim Mogren raccontata nel nostro speciale sulla comunicazione di Metal Gear Solid V.

    Internet a questo punto impazzisce: Reddit esplode con teorie surreali e la fantasia dei fan diventa irrefrenabile e probabilmente addirittura ingestibile per gli stessi Blue Box, in realtà di fatto riconducibili solo e soltanto alla controversa figura del fondatore Hasan Kahraman. Il team specifica a più riprese di non essere in alcun modo legato né a Konami e ai suoi marchi né a Kojima, eppure per ogni smentita c'è qualcuno che rimane fermamente convinto del contrario. Anche perché è evidente che tutta la questione risulti come minimo controversa e a tratti davvero poco leggibile. Insomma, l'impressione è che Blue Box sguazzi beatamente nell'equivoco e nel non-detto.

    Un enorme errore di fondo

    Il problema però è che, al di là di discussioni, paradossi e momenti (specie sulle prime) piuttosto memorabili, Kahraman ha semplicemente esagerato. E non una, ma addirittura almeno due volte, visto il rinvio nella pubblicazione dell'app PS5 destinata a fornire un assaggio dell'esperienza Abandoned tramite un non ben precisato trailer interattivo. Un momento di resa dei conti previsto prima per fine giugno e in seguito per ieri, risultato in ambo i casi in un anticlimatico e frustrante nulla di fatto.

    E qui si arriva al dunque, a una situazione che personalmente trovo ormai davvero assai antipatica: dover continuare a dare visibilità a persone che evidentemente hanno dimostrato di aver ben poco rispetto per la passione, il coinvolgimento e addirittura il lavoro altrui. La colpa è irrimediabilmente anche un po' nostra, di tutti: della stampa che spesso e volentieri riporta notizie che non sarebbero proprio tali, del pubblico che si infervora per nulla, di quella stramaledetta cultura dell'hype che ormai non domina solo il nostro hobby preferito, ma sostanzialmente l'intera società (salvo poi dare il peggio di sé quando le aspettative, alle volte letteralmente impossibili da mantenere, vengono più o meno disattese).

    Ripeto, ci abbiamo messo del nostro, nessuno escluso - detto che io per la cronaca continuo a rivendicare con orgoglio e dal giorno zero l'estraneità di Kojima in tutta questa fanfara, ma il punto non è nemmeno più quello. Però, permettetemi, la colpa è soprattutto di un team che ha gestito la comunicazione in maniera non soltanto discutibile ma ormai arriverei a sostenere anche apertamente poco trasparente, grottesca e insensata. Io non so cosa si celi dietro Abandoned, se sia un piccolo horror indie finito in un turbine fuori controllo dopo aver provato le vie di un marketing non convenzionale o se al contrario nasconda dietro quel nome, magari persino temporaneo, il più clamoroso e impensabile dei blockbuster AAA.

    So che però, in un mondo giusto, dopo la stucchevole boutade di ieri dell'app che non si aggiorna e degli errori tecnici dell'ultimissimo secondo - peraltro già verificatisi a giugno, sintomo dunque o di una preoccupante incapacità o di una triste scarsità di idee - si dovrebbe smettere di parlare di Abandoned. Togliendo in toto la visibilità di cui gratuitamente Kahraman ha abusato, per tornare a dare spazio a prodotti concreti che non si servono di mezzucci per farsi notare, e che per questo passano un po' in sordina (leggete la recensione di Death's Door per scoprirne uno, per intenderci).

    Non succederà, ahimè, però sarebbe proprio un giusto contrappasso. Un modo per colpire chi ha dimostrato di curare la superficialità della forma piuttosto che la concretezza della sostanza, riprendendoci quel tempo e quelle attenzioni evidentemente mal riposte. Quanto sarebbe bello se di Abandoned si tornasse a parlare se e solo se davvero dimostrasse di meritare sul piano ludico, quando mai il tutto vedrà la luce? Negandosi anche con un pizzico di orgoglio al teatrino imbastito da Blue Box (con la discutibile compiacenza di Sony, ora possiamo pure azzardarci a dirlo), invece di fare a gara a inseguire l'ultimo estemporaneo tweet di Kahraman.

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