Addio PES 2022: arriva eFootball. Novità e dubbi sul gioco di calcio Konami

La serie Pro Evolution Soccer non esiste più: al suo posto arriva eFootball, un gioco di calcio gratuito distribuito solo in formato digitale.

eFootball: il successore di PES è gratis
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  • Tutto è cambiato. Pro Evolution Soccer, a quanto pare, non esiste più. O meglio: il suo nome è divenuto storia passata, stendardo di una serie che si è trasformata quasi completamente, sia nell'aspetto che nella sostanza. L'addio al brand di PES segna l'ascesa di un nuovo marchio, le cui radici erano già state piantate due anni fa, con eFootball PES 2020. Ora Konami ha deciso di modificare interamente la sua formazione calcistica, rendendola free to play, soltanto digitale e con un programma di supporto continuo in cui saranno presenti modalità acquistabili a pagamento. Pro Evolution Soccer abbandona il rettangolo verde per una sostituzione che non può che far sorgere qualche piccolo dubbio circa le strategie adottate dall'azienda giapponese: ora scende in campo eFootball.

    Calcio per tutti

    Che Konami abbia avuto sempre un occhio di riguardo per il mercato dei free to play è indubbio: basti guardare alle incarnazioni Lite dei precedenti episodi della serie PES, che proponevano comunque una mole contenutistica di tutto rispetto. eFootball parte da questo assunto ma lo eleva a fondamento stesso delle sue logiche di distribuzione.

    Il nuovo gioco di calcio della società nipponica è totalmente gratuito, o quasi: nel comunicato stampa di Konami viene specificato che in futuro sarà possibile acquistare alcune modalità di gioco come "DLC opzionali" per permettere a chiunque di personalizzare la propria esperienza a seconda delle esigenze e degli interessi dei singoli utenti. È questo un approccio che può generare i suoi frutti, ma bisognerà capire nel dettaglio quale sarà la portata delle modalità proposte a pagamento e se il gioco in versione base potrà proporre contenuti appaganti e duraturi. Bisognerà anche comprendere cosa potremo aspettarci dalle modalità in singolo e online, quale sarà il nuovo volto del MyClub e della Carriera offline. Per scoprire questi dettagli dovremo attendere agosto, quando Konami svelerà più approfonditamente i piani per il suo eFootball. La natura soltanto digitale del gioco ci lascia supporre che l'azienda giapponese abbia intenzione di rendere il suo calcistico una sorta di software in divenire, a supporto continuo, abbandonando la numerazione progressiva annuale.

    La presenza di una road map appena abbozzata, a tal proposito, diviene un'ulteriore dichiarazione di intenti. All'inizio dell'autunno i giocatori avranno accesso alla versione "base" del gioco, che comprende la possibilità di effettuare match in locale (e in matchmaking cross generazionale) con un numero limitato di squadre selezionabili, tra cui Manchester United, Barcellona e Juventus: se questi saranno gli unici elementi dell'offerta al lancio, l'impressione è che si tratterebbe perlopiù di una demo estesa, e non di un gioco effettivamente completo.

    Nel corso dell'autunno, poi, Konami aggiungerà la modalità team building (dal nome provvisorio) con la quale costruire la propria squadra acquistando (con valuta in game?) nuovi giocatori. Nello stesso periodo verranno inseriti i campionati online e il sistema Match Pass con cui guadagnare oggetti e calciatori semplicemente giocando a eFootball. All'arrivo dell'inverno, non solo si darà inizio ai tornei eSport sia amatoriali che professionali, ma verrà aggiunto anche il supporto al matchmaking cross platform tra le console, il PC e i dispositivi mobile utilizzati con un controller compatibile. Ed è proprio da quest'ultimo dettaglio che emergono i primi dubbi circa l'intelaiatura ludica di eFootball.

    Tante piattaforme per lo stesso gioco?

    A differenza del competitor diretto targato Electronic Arts, il calcistico di Konami non sembra intenzionato a vantarsi di proporre un'esperienza orgogliosamente next gen: dalle dichiarazioni del team, infatti, eFootball si propone come una simulazione - citiamo testualmente - "corretta, equilibrata e alla portata di tutti", pensata per non lasciare indietro nessun giocatore.

    D'altronde, il titolo vedrà la luce praticamente su quasi tutti i sistemi attualmente disponibili, ad esclusione di Nintendo Switch: sarà possibile giocare infatti sia su PS5 che su PS4, su Xbox Series X/S e Xbox One, su Windows 10, su Steam e persino sulle piattaforme mobile Android e iOS. Le nostre perplessità sorgono proprio intorno a questa volontà di democratizzare l'esperienza simulativa: quanto è realisticamente possibile sviluppare un gioco che segni un considerevole passo in avanti sul fronte della verosimiglianza ludica e tecnica, se bisogna scendere a patti, in nome del matchmaking cross platform, non solo con le console della passata generazione ma addirittura con i sistemi mobile? Così facendo, il rischio è che la struttura del gameplay subisca delle inevitabili restrizioni per permettere anche agli utenti iOS e Android di giocare "alla pari" con i possessori delle piattaforme next gen. La gestione della fisica, il sistema di controllo, la reattività delle animazioni, la resa della sfera sono tutti aspetti fondamentali per dar forma a una simulazione degna di questo nome, che finalizzi un considerevole passo in avanti rispetto al passato.

    Vien da chiedersi quale percentuale di questi "avanzamenti" tecnologici venga sacrificata sull'altare del cross-platform con le piattaforme portatili. Solo il tempo ci darà una risposta, e in tutta sincerità speriamo che le nostre preoccupazioni si vaporizzino pad alla mano. Per ora resta purtroppo qualche (legittimo?) straniamento a proposito degli obiettivi che Konami intende perseguire.

    Le parole del producer Seitaro Kimura, in ogni caso, valorizzano le performance dell'Unreal Engine che, a suo dire, ha permesso di ricreare e migliorare in maniera sensibile le espressioni dei giocatori e le loro animazioni, allestendo quello che dovrebbe rappresentare il gameplay più intenso e realistico mai realizzato. Un approfondimento sull'anima ludica di eFootball è atteso per agosto, e al momento non possiamo far altro che provare a fidarci delle dichiarazioni di Konami: a muovere il gioco ci sarà la tecnologia chiamata Motion Matching, che cattura la gamma di movimenti eseguita dai calciatori in campo e la converte in una serie di animazioni, selezionando poi quella più accurata in tempo reale.

    Stando a quanto confermato dal comunicato stampa, il sistema garantisce un numero di animazioni quattro volte superiore al passato. E qui tornano ad affiorare alcune incertezze: tutti questi altisonanti proclami si scontrano con il fatto che il Motion Matching sarà utilizzato su tutte le piattaforme, incluse console di ultima generazione, PC e dispositivi mobile. Mentre FIFA 22 ha scelto di focalizzare la tecnologia Hypermotion unicamente su PS5 e Xbox Series X/S (a questo link potete trovare la nostra prova della demo di FIFA 22), eFootball estende questa feature su ogni sistema. Ecco, questa è una scelta che ci lascia perplessi e che ci induce a temere la presenza di qualche compromesso di troppo sul piano ludico.

    Siamo per ora chiaramente nel reame delle ipotesi, magari afflitte da una vena di pessimismo, ma a nostro avviso le premesse - quantomeno sul versante del gameplay - non sono tra le più entusiasmanti. Nell'attesa di essere felicemente smentiti, vi lasciamo la parola: quali sono le vostre impressioni sul nuovo eFootball? Lo spazio dei commenti è tutto per voi opinionisti del calcio videoludico.

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