Agent: vita, morte e miracoli del gioco fantasma di Rockstar Games

Annunciato nel 2007 come esclusiva PlayStation 3, di Agent di Rockstar Games si sono perse le tracce ormai da anni...

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  • È trascorso oltre un mese dall'arrivo di Red Dead Redemption 2. Rockstar Games ha probabilmente realizzato il suo capolavoro più luminoso, un'esperienza seminale in grado di fare la storia del medium. Eppure, mentre un figlio tanto importante ha emesso i primi vagiti, un altro è purtroppo spirato, segnando, se vogliamo, la fine di una leggenda. Come avrete già intuito stiamo parlando di Agent, il quale - per buona pace di Deep Down - è stato uno dei progetti più evanescenti del decennio. Pochi giorni fa, infatti, ne abbiamo appreso la (probabile) cancellazione, poiché il relativo marchio è stato ufficialmente abbandonato. Sebbene del gioco si sia visto poco o nulla, eccezion fatta per alcune immagini, la produzione è riuscita a generare un vivo interesse, complici anche le dichiarazioni ambiziose di Rockstar e un altro "fattore primario": Agent sarebbe dovuto uscire in esclusiva su PS3, confermando l'ottimo stato del rapporto tra i suoi genitori e la stessa Sony. Toccati dal triste avvenimento, abbiamo ritenuto opportuno ripercorrerne il cammino, dai primi passi nel 2003, passando per il suo debutto all'E3 2009, fino alle notizie più recenti. Accompagnando la retrospettiva con qualche considerazione su ciò che avrebbe potuto essere, abbiamo provato anche ad ipotizzare il perché della sua scomparsa.

    Gli albori di una promessa non mantenuta

    Il 2003 è stato un anno più che prolifico per Rockstar, avendo ospitato l'arrivo di Max Payne 2, Midnight Club II e Manhunt. Tali uscite hanno ben mascherato l'inizio dei lavori su un nuovo titolo, seguito da alcuni membri del team di San Diego. Una manciata dei suoi impiegati ha infatti visitato la capitale d'Egitto, in modo da raccogliere materiale utile alla creazione di quel che sarebbe diventato Agent.

    Sparito dai radar per diversi anni, il misterioso gioco è stato poi menzionato all'E3 2007 da Michael Shorrock di Sony, il quale - con vivo entusiasmo - ha parlato di come questo fosse il frutto di una lunga collaborazione: "Rockstar voleva rendere quel tipo di gioco possibile soltanto su PS3". In realtà anche Ben Feder e i fratelli Houser nutrivano grandi aspettative per la produzione, definendola un'esperienza capace di settare nuovi standard per l'industria. In soldoni, pur senza mostrarsi in alcun modo, la futura esclusiva PS3 si era già guadagnata una grande fama, incuriosendo stampa e giocatori come solo un'opera di Rockstar avrebbe potuto. Nel frattempo il 2009 era sempre più vicino, e con esso anche la presentazione di Agent al mondo intero.

    Ben ricordiamo la conferenza Sony di quell'anno, quando un emozionato Jack Tretton ha svelato l'esistenza della nuova IP di Rockstar e la conseguente ovazione degli spettatori. Sarebbe però ingiusto tralasciare un altro dettaglino, responsabile di aver reso il tutto un po' surreale: in quell'occasione, nonostante il clamore, di Agent non si vide un bel niente. Certo era che tra missioni spionistiche e complotti d'ogni sorta, il titolo avrebbe calato i giocatori nei panni di un agente segreto, protagonista di una trama a tinte fosche ambientata in piena guerra fredda. Sono stati poi i pezzi da novanta di Rockstar a sbottonarsi, soffermandosi, ancora una volta, sull'ambizione del progetto: "Abbiamo una grande fiducia in Sony e nella sua capacità di dominare il mercato. Il nostro gioco è ambientato in un delicato periodo storico e unisce azione intensa, trama e atmosfera, per creare un prodotto unico". Queste dichiarazioni hanno preceduto l'apertura di un'apposita pagina sul sito di Rockstar (tutt'ora visitabile), anticipando ciò che si sarebbe detto in un successivo Q&A: in parole povere, il gioco era spettacolare e sarebbe potuto uscire nel 2010.

    Il fantasma di Rockstar

    Passati gli entusiasmi del 2009 Agent abbandona nuovamente i riflettori, anche a causa di un certo giochino chiamato Red Dead Redemption. Poco dopo, nel marzo del 2010, è Ben Feder a confermarne l'ottimo stato di salute, spendendo parole incoraggianti circa l'operato di Rockstar North. In seguito emergono delle voci riguardanti un suo possibile approdo su Xbox ma il presidente di Take Two continua a ribadirne "l'identità PlayStation". In ogni caso anche l'anno di Mass Effect 2 e God of War 3 giunge al termine ma Agent resta in disparte. Con l'ennesimo intervento di Feder sul gioco, fondato sui medesimi elementi del primo comunicato stampa, il titolo dei creatori di GTA scompare fino all'E3 del 2011.

    Durante la kermesse losangelina, Jack Tretton di Sony apre quel che potremmo definire "il ciclo del panico", dichiarando di non essere più tanto sicuro dell'esclusività di Agent. Successivamente, come regalo di Ferragosto, un ex sviluppatore di Grand Theft Auto IV pubblica delle immagini legate all'opera, le quali - datate 2009 - mostrano un personaggio e una serie di ambientazioni. A quel punto, sperando di ottenere qualche informazione in merito, i colleghi di Kotaku contattano Rockstar ma, come prevedibile, la compagnia resta in silenzio.

    Nel 2012, a seguito di un ulteriore "no comment" di Strauss Zelnick, una flebile speranza inizia a brillare nei cuori dei fan: forse il gioco uscirà sulla quarta home console di Sony. Interrogato sulla questione nel febbraio del 2013, Shuhei Yoshida passa la palla a Rockstar, dichiarando quanto segue: "State chiedendo alla persona sbagliata. Avrei qualche conoscenza a riguardo ma non spetta a me parlarne". Nel mese di luglio inoltre Take Two rinnova il marchio di Agent e intanto la PS4 è ormai alle porte.

    Verso la metà dell'anno successivo, dopo un ulteriore rinnovo dei diritti, il retailer GameFly manda uno strano avviso ai suoi clienti: la comunicazione pare suggerire la fine del sogno di Rockstar North, salvo poi essere smentita dai suoi stessi autori. A fronte della carenza di novità, la disillusione inizia ad impadronirsi degli appassionati, prendendo definitivamente il sopravvento sul finire del 2015. È in questo periodo che Darren Charles Hatton - un ex membro del team di Edinburgo - pubblica un'altra serie di immagini di Agent, confessando di non esser certo che il titolo possa ancora esistere. Gli scatti appaiono datati e presentano un setting dal sapore egiziano, segno che dei sopralluoghi nel 2003 sia stato fatto buon uso.

    Dopo il terzo e ultimo rinnovo dei diritti d'utilizzo nel 2016, "il fantasma di Rockstar" scompare fino alla metà del 2017, quando emergono dei presunti screen. Nello specifico, le immagini mostrano un'ambientazione innevata molto vicina all'Austria e alcuni sketch di un misterioso individuo. Sebbene possa trattarsi di un falso, sono in molti a sperare che il progetto - in una qualche forma - sia ancora vivo e vegeto. Giungiamo infine allo scorso 19 novembre, la data che sembra aver segnato la fine della leggenda di Agent. La proprietà intellettuale, d'altronde, risulta del tutto abbandonata, non essendo pervenuta una richiesta di estensione dei diritti. Ripercorso l'evanescente cammino del gioco, ci siamo chiesti che cosa avrebbe potuto essere e, soprattutto, perché il relativo marchio sia comunque giunto alle porte del 2019.

    Agent: giorni di un futuro passato

    Intrighi politici, spionaggio e un mondo sul finire degli anni '70. È davvero difficile, sulla base di questi pochi elementi, tentare di dare un volto ad Agent. Una cosa però possiamo dirla con certezza, e cioè che un tale mix di ingredienti avrebbe consentito una grande libertà di manovra. La scrittura di personaggi dai tratti "tarantiniani", parte integrante del "modus operandi" di Rockstar, si sarebbe sposata con un contesto storico potenzialmente pungente, con velate denunce alla società, proprio come è accaduto per l'immenso Red Dead Redemption 2: immaginiamo, ad esempio, un agente segreto con qualche vizio di troppo, il quale - costantemente invischiato in situazioni critiche - è costretto a viaggiare il mondo per completare le sue missioni. Nonostante sia difficile spingersi sul versante della trama senza cadere nel regno delle speculazioni, è invece pensabile spendere due parole sulla tipologia della produzione.

    Al momento dell'annuncio, i suoi genitori ne hanno parlato come fosse "il nuovo GTA", sottolineandone le elevate potenzialità. In realtà, oltre a un vistoso entusiasmo, gli Houser potrebbero averne lasciato trasparire l'essenza ludica, accostandolo a un genere di cui erano i signori indiscussi. Del resto Agent è stato annunciato dopo l'approdo di Niko Bellic a Liberty City e con Red Dead Redemption ormai in arrivo.

    Rockstar era già sinonimo di qualità assoluta e cura maniacale, dai vasti e credibili mondi partoriti dal RAGE alla simulazione fisica garantita da Euphoria. Insomma, a fronte degli elevati standard qualitativi, sarebbe stata la freschezza del background storico (e socio-politico) a conferirgli una vistosa personalità. Se a tutto ciò avessimo aggiunto la probabile presenza di diverse località esplorabili, ne sarebbe scaturita un'offerta di sicuro impatto.

    E allora per quale motivo il gioco ha fatto la fine del Gavin di Red Dead Redemption 2? Pur venendoci in mente alcune idee a riguardo vorremmo anzitutto fare una premessa: lo sviluppo del gioco è stato forse tra i più travagliati nella storia della compagnia. Iniziato durante l'era PS2 per mano di Rockstar San Diego, il titolo è passato in consegna ai colleghi di Rockstar North. Nel frattempo, è evidente che - ad un certo punto dei lavori - sia stata data la priorità al completamento di altri progetti, partendo dall'epopea di John Marston fino al quinto capitolo di GTA. È inoltre possibile che soprattutto quest'ultimo abbia inglobato e superato le buone idee alla base di Agent, finendo col renderlo ludicamente obsoleto. Con l'arrivo della banda di Dutch, poche settimane fa, quest'obsolescenza non si è certo dissolta, anzi potrebbe essersi acuita a dismisura, condannando la proprietà intellettuale a una morte più che giustificabile. Ci sarebbe poi una visione più ottimistica, che indicherebbe un semplice cambio di nome dell'opera: magari evolutosi in qualcosa di ambizioso e, ovviamente, al passo coi tempi, potrebbe star prendendo forma in gran segreto per la nuova generazione di console. Sebbene sia molto fantasiosa, tale ipotesi non è da scartare a priori, anche perché né Take Two, né Rockstar hanno fatto dichiarazioni in merito alla sua dipartita.

    Agent In definitiva, Agent è la viva prova del fatto che l'industria videoludica sia una giungla irta di pericoli. A volte l'ambizione, il budget e perfino il "dream team" non bastano a garantire la riuscita di un progetto, nemmeno con la benedizione di due colossi come Sony e Take Two. Detto questo, la sua probabile (e definitiva) cancellazione non può che lasciarci con l'amaro in bocca, anche soltanto per aver perso l'occasione di vivere i mitici anni '70 secondo Rockstar. Come cani addestrati nella caccia al tartufo, restiamo in attesa di ulteriori indizi e novità in merito alla vicenda, sperando - lontani dal pensiero razionale - in un miracolo che forse non avverrà mai.

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