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Analisi, statistiche e percentuali ci faranno diventare giocatori migliori?

Vogliamo esser sempre più competitivi e il mercato delle applicazioni che forniscono dati e statistiche per migliorare è sempre più vasto.

speciale Analisi, statistiche e percentuali ci faranno diventare giocatori migliori?
Articolo a cura di
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Un tempo si giocava per diletto e passione. Ora vogliamo essere competitivi, scalare le classifiche mensili e dimostrare di essere i migliori. Desideriamo sempre più metterci in gioco contro avversari reali e tentare di replicare le gesta dei giocatori professionisti per raggiungere lo stesso livello di abilità. Sul web i siti di analisi e le opinioni degli esperti si sprecano. Ne potete trovare di ogni fattezza e per quasi tutti i titoli presenti sul mercato. I più popolari, ovviamente, sono quelli dedicati ai card game e ai MOBA.

Mobalytics è il futuro?

Da agosto ha fatto il suo ingresso trionfale in questo particolare mercato Mobalytics, un programma specifico per League of Legends che analizza i vostri punti di forza e le vostre debolezze, suggerendovi la via da intraprendere per migliorare. Mobalytics, è un programma che, in questo periodo, sta crescendo molto velocemente. L'applicazione è entrata nella fase di beta testing solo lo scorso 15 agosto e da allora, ha accolto quasi 400.000 nuovi utenti, con circa 4.000 nuove registrazioni al giorno, almeno stando alle parole di Amine Issa, responsabile del progetto Mobalytics.
La società, secondo un comunicato stampa, ha addirittura firmato una partnership con la HP per pre-installare l'app Mobalytics come una funzionalità predefinita su tutti i PC della serie OMEN.

Questo grande boom ha avuto inizio durante la stagione primaverile dell'NA LCS del 2017 (il campionato americano di League of Legends), quando il Team Liquid ha testato in anteprima la versione closed beta di Mobalytics per far pratica in vista della stagione regolare. Per quale motivo è stato scelto proprio il Team Liquid?
Pare che il responsabile di Mobalytics e il proprietario di Team Liquid, un tempo abbiano giocato nella stessa squadra di WoW. Mantenere buoni rapporti, dunque, pare funzioni ogni tanto. Ad ogni modo, la prova del team professionistico è ovviamente avvenuta molto prima della partenza dell'open beta ma, il fatto che l'applicazione sia stata utilizzata da un team di professionisti era esattamente quello a cui l'azienda puntava per avere la giusta visibilità e pubblicizzare a dovere Mobalytics. In verità, esistono già da tempo dei programmi "d'aiuto" appositi come OP.gg, Champion.gg e Lolalytics ma nessuno di questi programmi può dirsi completo e, soprattutto, non vengono analizzate le informazioni e, al contempo, dati i suggerimenti al giocatore su cosa deve fare per migliorare.

Il Gamer Performance Index

Il programma Mobalytics utilizza uno strumento machine learning denominato Gamer Performance Index (GPI) per analizzare in maniera certosina le prestazioni di un giocatore in League of Legends per confrontarle con le prestazioni degli altri giocatori con livelli di abilità simili. Lo strumento offre anche consigli per lavorare sui punti più deboli e carenti delle prestazioni e comprendere i punti deboli di un personaggio prima di un match. Sul sito è inoltre possibile leggere nel dettaglio le infografiche e le prestazioni di ogni giocatore professionista di League of Legends. Vengono categorizzate voci come il "Farm per Minute", il "gold" guadagnato al minuto, la "K/D ratio", la percentuale di Assist e di partecipazioni alle kill di squadra.

Insomma, c'è davvero da perdersi nella quantità incredibile di diagrammi e statistiche.Mobalytics dispone, inoltre, di una funzione pre-game in cui i giocatori possono dare un'occhiata ai loro compagni di squadra e agli avversari, un po' come fa anche LoLWiz. Ma Mobalytics fa un ulteriore passo avanti, fornendo ai giocatori consigli specifici per la team composition e alle tattiche di squadra. Da agosto, quando l'open beta ha avuto inizio, l'applicazione ha dispensato utili consigli a molti giocatori. E si parla di circa 60.000 utenti attivi al giorno.

Una nuova fetta di mercato

Se l'iniziativa continuerà, come sembra essere intenzione della compagnia, sulla strada del successo, potrebbe davvero rappresentare l'inizio di una nuova fetta di mercato all'interno degli eSport. Gli strumenti automatizzati, i programmi appositi e gli esperti del settore che gestiscono quotidianamente squadre ed eventi, potrebbero diventare strumenti irrinunciabili per le squadre che desiderano competere nei rispettivi campionati.
Mobalytics potrebbe essere il primo di una interminabile serie di applicazioni simili e ciò potrebbe aprire la strada a un modo tutto nuovo per la formazione dei giocatori professionisti. Mobalytics, in buona sostanza, verrà utilizzato sempre più dai giocatori per migliorare le loro possibilità di avanzare di grado nel ranking. Sostituendo, di fatto la funzione che attualmente viene svolta dagli Head Coach in carne e ossa. Lo stesso scenario potrebbe prospettarsi, inoltre, anche per altri titoli. Nonostante Mobalytics sia esclusivamente uno strumento per i giocatori di League of Legends, il piano di Issa è quello di continuare a sviluppare il GPI affinché possa essere facilmente trasferito ad altri giochi, come Counter-Strike: Global Offensive, Dota 2, Overwatch e anche PlayerUnknown's Battlegrounds.

L'arrivo di una applicazione del genere, però, pone anche altri problemi: dato che sempre più giocatori "normali" utilizzeranno strumenti come Mobalytics per affinare le proprie competenze, la concorrenza per scalare le ladder e i rank diventerà ancora più rigida e difficile per tutti i giocatori, indistintamente. Con più concorrenza, ovviamente i giocatori cercheranno ulteriori modi per migliorare, cosa che potrebbe riportare nuovamente, in una sorta di circolo vizioso, l'attenzione sull'allenamento con preparatori appositi e personal trainer in grado di dare quel "qualcosa in più" che l'applicazione ancora non può offrire.
Se Mobalytics inaugurerà questa tendenza verso l'alto in termini di abilità e miglioramento in tutti i giochi competitivi, l'industria eSport nel suo complesso si evolverà pesantemente. Il divario tra dilettanti, giocatori professionisti (e aspiranti professionisti) verrebbe ridefinito poiché più giocatori si potranno avvalere "gratuitamente" di strumenti per affinare le loro abilità.

Amine Issa, infine, ha fatto una previsione su ciò che potremmo aspettarci in un prossimo futuro, dato che stiamo parlando di un framework dominato dai più giovani, ovvero le generazioni più abituate a maneggiare i cosiddetti "Big Data".
"In un paio di anni, non solo ci saranno questi dati, ci saranno dati biometrici e psicologici associati al giocatore". "Le persone che sapranno combinare e leggere questi elementi al meglio avranno un notevole vantaggio". Fortunatamente noi ci godiamo il "presente" (cercando di migliorare imparando dai nostri errori), visto che non sappiamo se sarà davvero questo lo scenario che ci attenderà in un prossimo futuro. Certo che maneggiare dati sensibili come quelli relativi alla salute e alla psicologia di una persona genera una tale quantità di questioni e controversie giuridico-economiche che al team di Mobalytics non possiamo far altro che augurare, con grande ironia, tanta fortuna.