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Animal Crossing New Horizons: ultime da Gerundia, rivoluzione isolana

Torniamo a Gerundia, la nostra isola su Animal Crossing New Horizons, dopo le grandi novità dell'update gratuito.

Animal Crossing New Horizons: ultime da Gerundia, rivoluzione isolana
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  • E così la vita scorreva tranquilla, a Gerundia. Gli abitanti dell'isola avevano trovato il proprio equilibrio, le stagioni si susseguivano mollemente, e le visite degli avventori occasionali non destavano più la sorpresa di un tempo. Forse, a dirla tutta, la vista scorreva persino troppo tranquilla! Quel senso di scoperta che un tempo animava ogni scampagnata si era trasformato, lentamente, in routine. Non aiutava il fatto che l'amministrazione cittadina non avesse piani per una ristrutturazione degli spazi pubblici: nuove opere, nuovi ornamenti, nuove idee per ridare lustro al verde pubblico... niente. Pure Blatero sembrava ormai sopraffatto dalla sua malcelata narcolessia, visto che quasi non esponeva nuove opere.

    Una sferzata alla vita isolana

    Insomma, dopo qualche mese di dolce indolenza, mi ero reso conto che bisognava dare una sferzata alla vita isolana. Serviva proprio...un Update. Una Gerundia 2.0. Ma come fare? C'era bisogno davvero dell'aiuto di tutti." E allora ho indetto una riunione segreta segretissima, raccogliendo sulla piazza principale gli alti papaveri di Gerundia, le eminenze grigie di questo atollo paradisiaco. Rizzo, Valerio, Driberto e gli altri non dovevano sapere nulla; figurati che razza di complotto si sarebbero immaginati altrimenti. O quanta ansia sarebbe venuta a Meringa nel sapere che stavamo preparando così tanti cambiamenti...

    Il fulcro dell'operazione è stato Fiorilio. Quel lungherone sembra sempre un po' fuori dal mondo, immerso in chissà quali pensieri lisergici, e invece ha tirato fuori proprio una bella idea. Ha pensato di usare lo spazio sulla sua isoletta per imbastire una Comune. Ovviamente indovinate chi ha dovuto pagare per l'allestimento degli spazi...

    Vabbè, poco male: in banca ho ancora i soldi accumulati nel grande boom delle Rape, quando mi improvvisavo commesso viaggiatore per speculare sui prezzi. Non è stata una bella parentesi della mia vita, lo so, ma almeno adesso ho il gruzzolo che serve anche per queste evenienze.

    La migliore idea che abbia mai avuto

    E così, giorno dopo giorno, abbiamo tirato su tende e fatto arrivare camper e roulotte, nella speranza di attirare piccoli artigiani, saltimbanchi, mercanti, e chiunque potesse contribuire alla vita cittadina. Sapete chi ci ha messo letteralmente un istante a sfruttare l'occasione? Quel furbastro di Volpolo. Ovviamente dove c'è più gente ci sono più clienti. O - come li chiama lui - cugini.

    Sta lì a blaterare tutto il giorno di uno sconto speciale, e poi rischi di vederti recapitata della paccottiglia irricevibile. C'è pure un quadro in cui una dama quattrocentesca ha in braccio... un procione. Ve l'immaginate voi, nel medioevo, un procione domestico? Comunque dopo Volpolo è arrivato, per fortuna, Fiorindo.

    Ci ha messo un po' di più ma del resto è un bradipo, che gli vuoi dire? Quando l'ho visto mi è venuta subito in mente un'altra idea: "e se invece di siepi e cespugli di pungitopo portassi sull'isola un po' di verdure? Patate, pomodori, anche qualche granaglia se vuoi. Niente rape però, che con quelle succedono storie turpi!".

    Ora, non per vantarmi, ma è stata l'idea migliore che abbia mai avuto. Finalmente qualcosa da vedere crescere nell'orto di casa, che fino a questo momento era stato rigorosamente adibito alle zucche. Anche se organizzare le coltivazioni è, tipo, faticosissimo (tanto che pure a Gerundia si è diffuso il detto "l'orto vuole l'uomo morto"), almeno abbiamo qualcosa da fare. E poi dopo una bella sfacchinata sul terreno comune (lo abbiamo organizzato lungo l'ansa del fiume) è anche piacevole ritrovarsi tutti insieme in piazza, per un po' di Tai Chi.

    Spese folli

    E a proposito di piazza, dovreste vedere com'è diventata bella adesso, che Tom Nook si è finalmente deciso ad investire. Cioè, capiamoci: investire il tempo necessario per contattare le imprese edilizie e aggiungere al suo catalogo qualche struttura in più. Cosa credevate?! A pagare - pure le opere pubbliche - ci pensa sempre il sottoscritto. In cambio almeno quell'avido procione mi ha fatto ristrutturare la facciata della casa, che ho trasformato in una sorta di castelletto alla giapponese.

    Fatto sta che preso dall'entusiasmo mi sono dato a spese folli: una nuova fontana piazzata davanti al museo, siepi ovunque, e soprattutto un rifiorire di gazebo. Un gazebo alla giapponese nell'angolo orientale, un gazebo in stile vittoriano nell'area picnic, un gazebo tradizionale nella zona barbecue. Credo di avere un debole per i gazebo.

    Ho anche allargato il parco divertimenti con nuove attrazioni, ma insomma: i gazebo sono sicuramente una delle meraviglie principali di Gerundia, ombrosi e ornamentali, intarsiati, accoglienti. Aaaaaaah, paradisiaci gazebo. Tutta questa strategia deve aver funzionato, perché Gerudia è viva e attiva come non mai.

    È arrivata pure gente nuova: un piccione che si è instaurato - ovviamente! - nella piccionaia del Museo, e che devo dire fa un caffè impressionante; e poi un barcaiolo gracidante che ti accompagna in piccole isolette esotiche, se hai la pazienza di sorbirti le sue sparate neomelodiche sulla... maionese. Sono serio eh!

    A dirla tutta, credo che gli abitanti dell'isola siano molto felici di questi cambiamenti. Ora che vengono a trovarmi a casa mi sento un po' una star... forse si sono resi conto finalmente che gli spazi idilliaci di Gerundia sono stati ideati e realizzati dal sottoscritto (a parte il Minigolf, quello è stato subappaltato, ma è un dettaglio su cui si può sorvolare).

    La cucina

    In tutto questo, ho pure iniziato a coltivare un altro hobby: la cucina. Anche perché dopo qualche settimana mi sono ritrovato nello sgabuzzino decine di patate bitorzolute, di spighe mature di grano, di odorose canne da zucchero. Non potevo certo buttarle, e quindi mi sono messo ad impastare, setacciare, macinare, stendere, sminuzzare.

    Dai pancake al mattino ai piatti più elaborati, ormai sono un drago! Vado in spiaggia e non vedo più solo e soltanto occasioni di facile guadagno (quel losco castoro pescatore paga sempre profumatamente per un Ishidai!), ma prospettive per nuovi piatti. Sogliolina alla mugnaia e spigola (per fortuna non mi sono fatto mala! Questa fa SEMPRE ridere) sotto sale.

    Insomma, sono proprio contento di questa nuova vita isolana; sicuramente più briosa e movimentata. Non resta che godersela... ovviamente all'ombra di un seducente gazebo.

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