Animal Crossing: la storia della serie Nintendo, aspettando New Horizons

Se state aspettando New Horizon per Switch potete ingannare l'attesa ripercorrendo la storia del life simulator Nintendo.

La storia di Animal Crossing
Speciale: Nintendo Switch
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  • Switch
  • Animal Crossing: New Horizons segnerà il ritorno del life simulator di Nintendo a ben 8 anni di distanza dall'ultimo capitolo principale della serie, New Leaf, uscito su 3DS. Nato come concept per mostrare le potenzialità del 64DD, Animal Crossing è diventato quasi immediatamente uno dei brand di punta della scuderia Nintendo, un peculiare esperimento in grado incuriosire e coinvolgere i giocatori di tutte le età. Per capire l'importanza di un titolo del genere, tanto all'interno della libreria della console ibrida quanto nel panorama ludico attuale, è necessario ripercorrere la storia del brand iniziata nel 2001 su Nintendo 64.

    Dobutsu no Mori - Nintendo 64, 2001

    Sebbene il debutto della serie in occidente sia avvenuto nel 2002 con Animal Crossing su GameCube, questa versione in realtà era un porting di un gioco uscito l'anno precedente esclusivamente in giappone su Nintendo64. Lo sviluppo di Dobutsu no Mori (Animal Forest) avvenne infatti in un periodo di transizione per la casa di Kyoto che, con il Nintendo64 ormai prossimo alla fine del suo ciclo vitale, si apprestava ad aprire le porte alla nuova generazione di console.

    Il titolo, nelle sue prime fasi di progettazione, fu pensato per sfruttare appieno le potenzialità del 64DD, una periferica per Nintendo64 dotata di un orologio interno e di un supporto a dei floppy disk proprietari da 64 megabyte. I continui ritardi per la commercializzazione dell'add-on, che vedrà la luce soltanto in Giappone, spinsero il team di sviluppo ad abbandonare il 64DD in favore delle canoniche cartucce per uscire sulla console base, ma il carattere sperimentale dell'opera non venne minimamente intaccato.

    Con Animal Forest i director Katsuya Eguchi e Hisashi Nogami crearono un titolo che andava contro tutti i canoni del videogioco. Senza una trama definita e un obiettivo preciso, al giocatore veniva semplicemente richiesto di vivere una seconda vita e interagire con l'ambiente circostante. Il protagonista, appena trasferitosi in un villaggio popolato da creature zoomorfe, doveva quindi curare la sua casa, impegnarsi in azioni quotidiane e fare la conoscenza dei suoi vicini.

    Questa sorta di simulazione sociale, definita da Nintendo stessa come un "gioco sulla comunicazione", puntava tutto sull'unicità dell'esperienza e sull'estrema possibilità di personalizzazione della propria avventura. Inoltre il gioco teneva conto dello scorrere del tempo (grazie ad un orologio interno alla stessa cartuccia di gioco), e il susseguirsi delle stagioni amplificava l'idea di un mondo vivo e completamente autonomo. Tutto questo, unito alla possibilità di visitare i villaggi di altri giocatori tramite controller pack, le memory card dell'epoca, contribuiva a creare un'esperienza rilassata e dai tempi dilatati, basata su un concept acerbo ma che sarebbe rimasto il cuore pulsante di tutti i capitoli a seguire.

    Animal Crossing - GameCube, 2002

    È necessario a questo punto soffermarsi sull'importanza del porting di Animal Forest su GameCube. Uscita nel dicembre del 2001, questa versione era un'ottimizzazione di quanto visto pochi mesi prima. Conosciuta semplicemente come Dobutsu no Mori+, l'edizione a 128 bit presentava alcune migliorie, tra le quali spiccava l'utilizzo dell'orologio interno del GameCube, feature che consentiva lo scorrere del tempo di gioco anche a console spenta, rendendo ancor più realistico l'ecosistema presentato in Animal Forest+.

    Il salvataggio assunse così un ruolo fondamentale, tanto che Nintendo decise di vendere il gioco esclusivamente in bundle con una memory card, e fu costretta a ricorrere anche al personaggio di Mr. Resetti: una talpa operaia che avrebbe rimproverato il giocatore ogni qual volta il gioco fosse stato resettato senza salvare i progressi (meritevole di una menzione nel nostro speciale sui personaggi di Animal Crossing). Questo aspetto consentiva anche una rudimentale forma di multiplayer: inserendo una seconda memory card si aveva l'accesso al villaggio di un altro giocatore, esplorabile in piena libertà.

    Fu però la localizzazione per il mercato nord americano a rappresentare il primo vero punto di svolta del brand. Uscito nel 2002, 9 mesi dopo la versione nipponica, il lavoro di Nintendo of America non si limitò alla semplice traduzione, ma fu un vero e proprio adattamento che teneva conto delle differenze culturali tra le due regioni. Trovarono spazio così nuove linee di dialogo, nuovi eventi e festività e anche nuovi oggetti.

    Il risultato, che prese il nome di Animal Crossing, si rivelò immediatamente un successo di critica e pubblico e impressionò così tanto la divisione Giapponese di Nintendo che fu presa le decisione di pubblicare la riedizione occidentale anche in madre patria. La terza versione di Animal Forest, questa volta titolata Dobutsu no Mori e-Plus, riportava tutte le migliorie di Animal Crossing aggiungendo però il supporto alla periferica e-Reader: un add-on che permetteva di scansionare delle carte speciali fornite di codice a barre per sbloccare degli oggetti in-game. Una funzione che si rivelerà una sorta di antesignano del supporto agli Amiibo, elemento che assumerà sempre più maggiore importanza all'interno della serie.

    Animal Crossing Wild World - DS, 2005

    Il primo vero sequel di Animal Crossing arriva nel 2005, questa volta su console portatile. Animal Crossing Wild World approda su Nintendo DS riproponendo la stessa formula vincente ma smussandola e ampliandola in ogni direzione possibile, nonostante le dimensioni ridotte della console e del suo hardware. L'interazione con gli altri abitanti assumeva maggiore profondità, grazie alla possibilità di stringere legami di amicizia, e in generale una maggiore interattività e capacità di personalizzazione dell'ambiente esterno garantivano, ancora una volta, un'esperienza ludica malleabile e longeva.

    L'hardware del DS poi veniva sfruttato a dovere, grazie ad un'ottima implementazione del touch screen nei comandi e l'utilizzo della connessione wi-fi in sostituzione del sistema di trasporto delle memory card. Per la prima volta era possibile accedere alle funzioni multigiocatore attraverso il gioco online e visitare così i villaggi degli amici con semplicità.

    Animal Crossing Let's Go to the City/City Folk - WII, 2008

    Lo sviluppo del terzo capitolo, Animal Crossing: Let's Go to the City fu decisamente più problematico. Alcune delle figure chiave dietro agli episodi precedenti, Katsuya Eguchi su tutti, erano impegnate nella realizzazione dell'hardware di nuova generazione, quel nome in codice "Revolution" che di lì a poco sarebbe stato presentato al grande pubblico come Nintendo Wii.

    Commercializzata la console, il team di sviluppo incontrò diverse difficoltà nel tentativo di sfruttare al meglio le funzionalità del Wiimote e non riuscì a pubblicare il gioco come inizialmente previsto nel 2007. Let's Go to the City arrivò verso la fine del 2008 e nonostante le numerose aggiunte, un gameplay sostanzialmente invariato iniziava a risentire del peso degli anni. La ricezione fu comunque più che positiva e il vastissimo pubblico della Wii premiò City Folk (questo il nome della versione Americana) rendendolo uno dei giochi più venduti in assoluto sulla console.

    Due sono le novità più importanti di questo gioco: era ora possibile allontanarsi dal villaggio per esplorare la città, una nuova area ricca di negozi e abitanti con cui interagire. A popolarla erano in realtà alcuni volti noti della serie apparsi precedentemente come visitatori speciali. Venivano poi rifinite le funzionalità online grazie al Wiiconnect24 ed ora era abilitata anche una sorta di chat vocale grazie all'utilizzo del Wii speak, un microfono esterno venduto anche in bundle con il gioco.

    Animal Crossing New Leaf - 3DS, 2012

    Bisognerà aspettare il 2012 per vedere il ritorno di Animal Crossing su una console portatile, e sarà proprio il 3DS a infondere una nuova "linfa vitale" alla serie. Con Animal Crossing New Leaf si ha un deciso salto in avanti rispetto ai predecessori grazie all'aggiunta di nuove meccaniche di gameplay e modalità di gioco. All'inizio dell'avventura il protagonista infatti viene scambiato per il sindaco della città e sebbene l'obiettivo principale rimanga sempre lo stesso (ovvero la costruzione della propria casa e la crescita della comunità di animali), il nuovo ruolo di sindaco garantisce poterei mai avuti prima, come la costruzione delle opere pubbliche e l'emanazione di ordinanze.

    Tornano poi tutti i tratti distintivi di Animal Crossing, come il realistico scorrere del tempo anche a console spenta e la possibilità di condividere le proprie città grazie alla modalità multiplayer, rifinita per poter ospitare fino a quattro giocatori contemporaneamente in esplorazione libera o prendendo parte a dei minigiochi.

    Per la prima volta Nintendo decide di supportare il gioco con update gratuiti, il più grande dei quali arriva nel 2016. Come lascia intendere il titolo "Animal Crossing: New Leaf - Welcome Amiibo", l'espansione introduceva la piena compatibilità con gli Amiibo, la linea di Toys to life targati Nintendo.

    Spin-off

    Negli otto anni che separano New Leaf dal suo successore in uscita a marzo 2020, Animal Crossing si è di tanto in tanto riaffacciato sul mercato con degli spin-off che non sempre sono stati in grado di lasciare il segno. Abbiamo ad esempio Animal Crossing Plaza, una app social che altro non era che una reskin del Miiverse su WiiU pensata per promuovere New Leaf, oppure Happy Home Designer, un titolo per 3DS incentrato esclusivamente sulla progettazione e l'arredamento delle case degli animali.

    La sfortunata WiiU risulta l'unica console Nintendo dai tempi del Nintendo64 a non ospitare un episodio della serie principale. Infatti Animal Crossing Amiibo Festival non è un life simulator ma un board game sulla falsa riga di Mario Party, pensato esclusivamente per promuovere le statuine e carte Amiibo.

    Molto più simile al gameplay originale risulta invece Animal Crossing: Pocket Camp un free-to-play rilasciato per iOS e Android nel 2017. Il fulcro è di nuovo l'interazione con i propri vicini animaleschi, e sebbene le relazioni presentino meccaniche che non hanno nulla da invidiare a quanto visto in precedenza, Pocket Camp non riesce a riportare su mobile la stessa complessità tipica della serie, complice un gameplay eccessivamente semplificato e la presenza di microtransazioni.

    Risulta comunque un ottimo punto di accesso alla serie, e sicuramente un titolo che ha avvicinato tanti nuovi giocatori al mondo di Animal Crossing.

    Animal Crossing New Horizons

    Come confermato dalle anteprime di Nintendo, con Animal Crossing New Horizons si tornerà finalmente ad esplorare le potenzialità della serie principale, rimasta ferma per quasi un decennio. Reintroducendo tutte le novità viste nel corso degli anni, e prendendo come esplicito punto di riferimento New Leaf, New Horizons introdurrà anche nuovi elementi come il crafting di oggetti e la possibilità di modificare a proprio piacimento la mappa di gioco.

    Inoltre, con una struttura online sicuramente più robusta rispetto al passato, le opzioni per il multiplayer e per la condivisione delle proprie creazioni assumeranno un ruolo ancora più cruciale nella personalizzazione dell'esperienza. New Horizons, insomma, sembra avere tutte le carte in regola per rappresentare un vero punto di svolta per tutta la "community" di Animal Crossing.

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